Angelo Maria Tentori.
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SORRISO TRA GLI ABETI.
La Vergine dei poveri di Banneux.
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2018. PAOLINE Editoriale Libri.
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La trascrizione in formato elettronico di questo libro  stata curata da Santo B. Carminati e resa disponibile dalla 
                   Fondazione Ezio Galiano onlus
                       http:\\www.galiano.it
                ad esclusivo uso dei privi della vista.
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PRESENTAZIONE.
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Nel 1933, a Banneux, in Belgio, la Madonna appare a una bambina rivelandosi come "la Vergine dei poveri", colei che viene "ad addolcire la sofferenza". A. M. Tentori rievoca quei fatti lontani con l'occhio attento dell'osservatore e narra ogni particolare di quegli eventi. Per cui ne risulta un racconto particolarmente interessante ai confini del mistero.
Pi che con le parole, la Madonna parla con gesti pieni di significato nella loro scarna semplicit, che richiamano il messaggio evangelico nella sua sostanza. Esse conservano tuttora l'attualit di quel messaggio che la Madonna volle rivelare all'umanit anche per questo nostro tempo. La Chiesa le ha ritenute autentiche, tuttavia, ancora oggi sono poco conosciute.
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L'AUTORE.
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Padre Angelo Maria Tentori, nato il 19 settembre 1934, religioso dellOrdine dei Servi di Maria di origini  bergamasche e mariologo tra i pi accreditati, si  spento sabato 16 novembre 2013 dopo lunga e dolorosa malattia.
Ordinato sacerdote nel 1959, ha svolto il suo  ministero in Italia, Messico, Stati Uniti, Sud Africa e Australia. Docente presso lIstituto 
Superiore di Scienze Religiose di Vicenza, studioso e teologo specializzato in mariologia, si  occupato, con numerose pubblicazioni, di diverse apparizioni mariane.
Apprezzato conduttore radiofonico, Padre Tentori ha tenuto per anni, dai
microfoni di Radio Maria, un Corso di Mariologia aperto anche alle domande degli ascoltatori.
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SORRISO TRA GLI ABETI.
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DEDICA. Ancora alla mia Signora, sempre con amore.
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INTRODUZIONE.
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Perch questo libro.
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L'apparizione della Madonna a Banneux, anche se relativamente recente e ultima in ambito europeo a essere riconosciuta come autentica, non  molto nota. Per questo motivo, e anche per la richiesta di molti ascoltatori di Radio Maria, mi sono deciso a mettere per iscritto questo evento accaduto a Banneux-Notre Dame, in Belgio, nel 1933. Oltre l'esposizione dei fatti, daremo ampio spazio alla riflessione per capire il perch e il senso delle apparizioni stesse. Inoltre, una conoscenza  ravvicinata  dei protagonisti di quella vicenda, render il racconto ancora pi interessante e coinvolgente.
Come in tutte le apparizioni, anche a Banneux la Madonna rivela alcuni dei suoi tratti umani come appaiono dal Vangelo. Infatti, bench ora si trovi nello stato glorioso, tornando visibilmente su questa terra, assume di nuovo quelle caratteristiche umane, femminili che furono parte della sua personalit su questa terra, ora trasfigurate in cielo. Questo, per adeguarsi meglio alla nostra condizione umana. A Banneux, forse pi che in altre apparizioni. Maria esprime, per esempio, il suo atteggiamento materno, come rileva Mons. Kerkhofs, vescovo di Liegi, che riconobbe l'autenticit dell'evento: Nei riguardi di Mariette (la veggente) la Madonna  di una bont veramente squisita; gesti, parole, atteggiamenti, tutto in lei  soavemente e squisitamente materno. Le appare con molta dolcezza per non spaventarla, le sorride continuamente, la benedice anche, la chiama "bambina mia cara". Usa con lei frasi semplici e disadorne per non confondere la sua intelligenza; non si congeda mai da lei senza dirle: "Buona sera, arrivederci!".
E questo affetto di madre lo manifester soprattutto in due episodi, tipici di questa apparizione. Prima di tutto per manifestarsi a Mariette, la Madonna non la attender in luogo isolato, ma si presenter lei stessa alla finestra della sua casa, invitandola a uscire. Secondo, la Madonna stessa accompagner la bambina a una piccola fonte, precedendola, ma camminando a ritroso e invitandola con il suo sorriso. In questo gesto della Madonna, mons. Kerkhofs vi legge l'atteggiamento della mamma quando insegna a camminare al suo bambino: Forse in nessun altro momento, egli dice, la madre appare cos "mamma"; atteggiamento, sguardo, gesto, sorriso, tutto in lei  soavemente e squisitamente materno.
Ogni apparizione mariana ha una storia a s e finalit proprie. Ma, talvolta, una apparizione pu avere dei riferimenti che la collegano a qualche apparizione precedente, riprendendola e sviluppandone il messaggio. A Banneux, la Vergine Santa riprende e sviluppa l'avvenimento di Lourdes: non solo perch appare vestita come a Lourdes e viene da quella direzione, ma anche perch ripropone la fonte dell'acqua, illuminandone il simbolo nel suo significato profondo. Al riguardo, sempre Mons. Kerkhofs, scrive: La Madonna a Lourdes aveva aperto la sorgente, ma a Banneux si era degnata di allargarla ed estenderla a tutte le nazioni... Quella sorgente simboleggia il Salvatore Divino al quale Maria conduce: a Ges attraverso Maria. Inazione di Maria che inizialmente si esplica come "maternit" si attua poi e si completa come "mediazione".
Di solito, le apparizioni mariane sono piene di simboli che la Chiesa, non i veggenti, deve decodificare per comprenderne il messaggio. A Banneux, il messaggio  dato con estrema sobriet; attraverso parole semplici e appropriate, e corredato da alcuni gesti. Colpisce anche il tono sereno, positivo e incoraggiante con cui parla la Madonna. Non ci sono lamentele, disapprovazioni, richiami; non ci sono giudizi su questo o quello, non minacce di catastrofi, anche se ce n'erano gi in arrivo (ascesa di Hitler al potere; seconda guerra mondiale...).
In queste apparizioni, Lei  venuta soprattutto a esortare allo spirito di povert, di fiducia in Dio e in Lei, alla molta preghiera. Non manca l'invito al servizio, alla carit, specialmente per gli ammalati, che lei dice di essere venuta ad alleviare nella loro sofferenza. Il tutto, sempre accompagnato da un amabile sorriso.
Da parte della veggente notiamo che, se non  sollecitata da altri, non riesce a formulare parole o richieste sue. Dal suo cuore gonfio, escono a fatica soltanto delle Ave Maria, che si stemperano in un pianto lacerante quando la Signora scompare. E quando giunge la Celeste Visitatrice, la bambina le tende le braccia come per abbracciarla ed essere abbracciata.
Meraviglia, poi, quel definirsi di Maria come Vergine dei poveri. Un titolo completamente nuovo nella storia della Chiesa e dei santuari mariani. P. Angelo Rainero nota al riguardo che:  un titolo legittimo e vero in se stesso, tanto espressivo e consolante per noi, e si stupisce come non sia stato dato prima alla Vergine Santa e abbia dovuto proprio lei, la Regina del Cielo, cercarselo e donarselo, quasi a colmare una lacuna imperdonabile nella devozione mariana. (L'Autore).


Per chi viene a Banneux, c' un piccolo pellegrinaggio da compiere all'interno del santuario, ed  Maria che ci invita: noi percorriamo, in miniatura, quanto viviamo, in dimensione pi ampia, nel corso della nostra esistenza. Attraverso questo itinerario Maria sembra dirci: "Cominciate col sedervi davanti alla piccola cappella che ho desiderato e che  stata costruita sul luogo in cui Mariette mi ha vista. Allora, verr io stessa, vi prender per mano per compiere con ognuno di voi questo piccolo pellegrinaggio di cento metri verso la sorgente. La bambina ha percorso questa strada quattro volte prima di voi, poich i bambini ci precedono sempre, sono le nostre guide.
Sulla via, per terra, ci sono tre grandi pietre scolpite, che indicano i luoghi dove Mariette si  inginocchiata ogni volta. Ella non sapeva affatto perch. Voi lo sapete: sono le vostre tre cadute sulla via della croce della vostra esistenza. Sono tutte le volte in cui la vita vi ha gettati a terra, tutte le volte che siete caduti o col corpo o con l'anima.
Sulla strada della sorgente, ripensate a tutto il vostro passato: non oltrepassate in fretta queste pietre, ma neppure attardatevi troppo perch raggiungere la fonte  molto pi importante.
Immergete le vostre mani nell'acqua.  un gesto di umilt, di obbedienza, di fiducia e di abbandono.
La sorgente  a met strada verso il santuario: prima c' la casa di Mariette, poi la fonte e un po' pi lontano c' la chiesa dove si trovano i sacramenti, che sono le vere sorgenti di risurrezione, l'acqua viva che vi guarir e vi dar la vita eterna".
Cardinal Godfried Danneels, Arcivescovo di Mechelen-Brussel (Malines - Belgio).


PARTE PRIMA.

1. UNA LUCE NEL BUIO.

Prima apparizione. - Domenica, 15 gennaio 1933.

Siamo in pieno inverno. Il freddo  intenso e la terra  coperta di neve. Il vento di tramontana soffia attraverso gli abeti sugli altopiani delle Ardenne nella zona di Liegi, in Belgio. Sono le ore 19 circa; l'oscurit  ormai profonda, non c' luna, solo alcune stelle rare. All'estremit del villaggio di Banneux-Notre Dame, c' una casa isolata ai margini della foresta:  la casa della famiglia di Julien Beco. Il luogo  conosciuto come La Fange, un pezzo di terra solitario e selvaggio. La casa, a due piani,  costruita all'interno dalla strada sterrata, con un piccolo giardino davanti, cintato da picchetti di calcestruzzo uniti con fili di ottone.
Una lampada a petrolio rischiara l'interno della cucina. Qualche capo di biancheria, messo ad asciugare, pende sopra la stufa a legna. Sul pavimento, alla rinfusa, scarpe e stivali usati durante il giorno; anch'essi hanno bisogno di asciugarsi per essere pronti il giorno dopo. In un angolo della cucina, la mamma, Louise Wgimont, sta cullando l'ultima nata, Marie-Louise, di tre mesi circa:  la settima nascita in dodici anni di matrimonio. Tutte queste maternit, una di seguito all'altra, l'hanno resa anemica e si stanca facilmente.
La giornata  stata abbastanza pesante per la donna, avendo anche tre bambini ammalati. Pap Julien  andato nella stanza accanto a mettere a letto la piccola Simone e si  addormentato anche lui, forse prima della figlia, disteso sul letto ancora vestito. Al piano di sopra Alphonse e Andr, pi grandicelli, si sono coricati da soli. Finalmente un po' di calma. Anche la mamma sonnecchia, cullata dalla sua stessa ninna nanna.
Presso la finestra che d sulla strada, in ginocchio su una panca, accanto al pagliericcio del piccolo Ren, ammalato, veglia la primogenita Mariette, di undici anni. Ogni tanto scosta la tendina alla finestra e scruta nell'oscurit verso la strada, piuttosto preoccupata. Suo fratello Julien di dieci anni non  ancora rientrato dalla Messa solenne del mattino. Dove sar a quest'ora? Certamente non c' da preoccuparsi troppo per Julien, il secondogenito, ragazzo sveglio e un po' monello. Ma l'ora di cena  gi passata da un pezzo ed  tempo di andare a letto. E lui non  ancora rientrato.
La lampada a petrolio posta sulla tavola, al centro della cucina, illumina tutta la stanza. Improvvisamente, nel buio del giardino, Mariette nota una luce. Guarda meglio: verso destra, a quattro passi dalla strada, all'altezza di circa 30 centimetri dal suolo, c' una giovane e bella signora, piena di luce.  in piedi, con la figura un po' inclinata verso sinistra; ha le mani giunte, leggermente rivolte verso il basso, e guarda sorridente verso di lei.
Sorpresa, preoccupata, non sapendo cosa pensare, Mariette si domanda che cosa possa essere. Sempre perplessa, la piccola si sposta. Guarda da destra, da sinistra, guarda da pi in alto, da pi in basso..., e alla fine si domanda se per caso non sia un effetto della lampada che  sulla tavola. Allora prende la lampada a petrolio e la porta nella stanza accanto.
Ma, ritornata alla finestra, vede ancora quella signora ancora pi distintamente. Allora, impaurita, chiama sua madre: Mio Dio, mamma; vedo una Signora in giardino!. Lasciamola stare, le risponde la mamma, sono sciocchezze!. Invece, Mariette, che nel frattempo ha gi notato l'abbigliamento della Signora, insiste: Una bella Signora, ben vestita, elegante, ha la veste tutta bianca, con una cintura azzurra.... Ma s, sar la Madonna!, risponde la mamma, ironicamente, uscendo questa volta dal suo stato di torpore. Sa che Mariette non  il tipo che si perde dietro a fantasticherie e ancor meno in cose religiose. Non ha mai visto sua figlia pregare. E poi, sono tre mesi che Mariette non mette pi piede alle lezioni di catechismo e non va pi alla Messa domenicale. Non avr la febbre anche lei?, si domanda perplessa.
Ma la bambina prende sul serio ci che ha detto la mamma; anzi, affascinata dalla bellezza della Signora e dal particolare della fascia azzurra, come quella della statua che c' in Chiesa, continua a invitare la mamma perch venga alla finestra a vederla. Per non essere pi importunata, la donna si avvicina alla finestra, solleva la tenda a sua volta e arretra istintivamente. Infatti, nel giardino, vede una forma umana, una silhouette bianca, luminosa, come una persona avvolta in un lenzuolo, dir in seguito; la testa leggermente inclinata, con i gomiti ben visibili.
Presa da spavento, lascia cadere la tendina e dice a sua figlia:  una strega!  qualcuno che vuole metterci paura!, e ritorna vicino alla culla di Marie-Louise. Ma la figlia non  d'accordo su quella interpretazione e insiste: Ma no, mamma;  la Santa Vergine..., mi sorride...,  talmente bella.... Da quel momento la bambina non ha pi paura e continua a guardare l'apparizione. Poi, prende la corona del rosario che aveva trovato qualche tempo prima a Tancrmont mentre giocava sulla strada e che ogni tanto, quando si ricordava, la usava per pregare. Recita due o tre decine di Ave Maria, senza cessare di guardare la figura bianca. Mariette  affascinata da quello sguardo e da quel sorriso. Era cos bella, dir, aveva un aspetto cos bello...; due guance rosa cos belle (un po' come sono le mie qualche volta); una figura cos fine, cos giovane, un naso cos fine: una ragazza sui 18-19 anni....
E questa giovane Signora la guarda e le sorride.  tutt'altra cosa dalla Madonna dipinta a colori vivaci che pende dalla parete sopra il suo letto. A un certo punto Mariette tende l'orecchio attentamente: la signora sta muovendo le labbra, come se stesse parlando, ma lei non ode nulla. Poi, la Signora apre lentamente le mani, e tenendo la sinistra sul petto, alza la mano destra all'altezza del capo e con l'indice le fa cenno di avvicinarsi. Mariette si alza, e va verso la porta per uscire, ma sua madre, che nel frattempo era tornata alla finestra e non vedeva pi nulla, abbassa il drappo che copriva la finestra e d un giro di chiave alla porta per impedire alla figlia di uscire. Ho creduto che volesse farmi un brutto scherzo, dir la madre nelle deposizioni. Poi trascina la piccola lontano dalla finestra.
Mariette, per, ci ritorna ancora per guardare la sua Signora, ma la luce  scomparsa; non vede pi nulla. La Signora se ne era andata, e lei rimane con un grande desiderio di vederla ancora. Ora, il buio  tornato fitto come prima. La piccola, dopo il primo momento di rammarico, si calma e si mette a pregare per una decina di minuti, illudendosi che la Signora ritorni, ma poi, non vedendo pi niente, si allontana dalla finestra. Dopo un po' di tempo Julien finalmente rientra; naturalmente, viene sgridato. Ma questa volta il ragazzo ha una scusa buona per giustificare il suo ritardo. Il parroco lo ha trattenuto a pranzo perch potesse fare una escursione nel pomeriggio con gli altri ragazzi dell'oratorio. Sono andati fino a Polleur a trovare Melanine, una anziana domestica della canonica, dove hanno mangiato la torta.
Mariette gli dice che lo aveva atteso per molto tempo e che intanto aveva visto qualche cosa di bello. Ma l'allegro buontempone si mette a ridere: Sei una sciocca!, le dice per tutta risposta. Mariette non insiste e tutti vanno a dormire. Il mattino dopo, luned 16 dicembre, mentre il marito sta accendendo il fuoco, mamma Louise gli racconta il fatto della sera precedente. In casa non si parla molto, ma quella dei Beco  una famiglia molto unita, non ci sono segreti e i due genitori mettono tutto in comune. Inoltre, adorano i loro bambini. Mariette non ha mai procurato loro delle preoccupazioni; anzi, il suo aiuto in casa era diventato essenziale. Non ci mancava altro che la storia della Vergine!, pensa pap Beco che, al solo pensiero gli vengono i brividi nella schiena. Gli sembra di sentire gi le risate dei suoi compagni di lavoro.
E pensare che non aveva mai incoraggiato sua figlia verso queste idee. Anzi, quando il parroco la rimproverava per le assenze al catechismo e per il quasi nullo profitto, lui aveva chiuso la questione dicendo: Tu non farai la prima Comunione!. Ma ora, ci che maggiormente seccava pap Julien era il fatto che anche sua moglie aveva visto qualche cosa: Dove hai visto... quella cosa?, domanda alla moglie. E la moglie gli indica il punto preciso sul sentiero nel piccolo giardino.
Quando Mariette scende in cucina, deve incassare il malumore del padre: Sei una sciocchina!.  questo il suo saluto mattutino, ma davanti allo sguardo limpido della piccola e conoscendone la seriet e sincerit, si ravvede subito e le domanda: E... dove l'hai vista?.
La bambina indica lo stesso punto che aveva indicato sua madre. Questa coincidenza lo lascia esterrefatto. Ma quello che racconta Mariette  diverso da ci che ha visto sua madre, per cui il padre non sa pi che cosa pensare. Sua figlia non ha mai mentito. Lei gli assomiglia, e come lui, anche la piccola non sopporta di vedere la propria sincerit messa in dubbio. E non ci si rimangia ci che si  detto! Bene, si vedr pi tardi, dice. Ora non c' tempo da perdere per queste cose.... La sua piccola marmaglia, o come lui li chiama con orgoglio, il mio reggimento di cacciatori delle Ardenne, si stanno gi accapigliando... Tutto ci succede normalmente nelle famiglie numerose, dove anche i pi piccoli devono imparare a difendere i loro diritti e a farsi sentire con tutti i mezzi a disposizione, magari con strilli e graffi.
Dopo la colazione, si spediscono i primi tre nati alla scuola. Lungo la strada, con i fratelli, Mariette passa davanti alla casa della sua amica Josphine Lonard e, come al solito, fanno il percorso insieme. Mariette non accenna nulla di ci che  accaduto la sera precedente: parlano di altre cose. Ma alla ricreazione delle dieci, Mariette non ce la fa pi a tenere dentro di s quel segreto. Allora, interrompe il gioco e chiama in disparte Josphine, dietro un castagno. Josphine  la sua amichetta preferita, di un anno pi giovane di lei, e senza tanti preamboli le dice: Sai la novit? Ho visto la Madonna!. Josphine racconter la sua prima reazione a questa confidenza della sua amica: Io mi misi a ridere credendo che fosse uno scherzo e la prendevo in giro.
Ma lei mi disse: "Non si deve ridere;  vero. L'ho vista davanti alla casa e aveva una rosa sul piede destro, la testa piegata a sinistra, tutta piena di luce!". Siccome io continuavo a non crederle, lei si mise a piangere.
Josphine rimane impressionata per quel pianto cos insolito in Mariette. Infatti, sempre a detta della piccola amica: Mariette non era un tipo facile, non si lasciava pestare i piedi, si batteva con i ragazzi, a tal punto che non osavano pi dirle niente e la lasciavano in pace. Del resto, essendo la pi grande in famiglia, doveva difendere i fratelli minori. Qualche volta litigavamo, continua nella sua deposizione Josphine, ma il giorno dopo veniva a chiamarmi per andare a scuola.
Ciononostante, quel mattino, invece di reagire con vivacit alla burla o di offendersi a causa della presa in giro, o di assumere tutti e due gli atteggiamenti, stranamente Mariette si mette a piangere. Josphine comprender molto pi tardi la causa di quelle lacrime e di quella emozione delicata che si era impossessata di Mariette in quella occasione. L'oggetto di quella confidenza era sacro per Mariette che affidava alla sua amica pi cara la confidenza pi intima e da lei si aspettava una fiducia totale. Anche perch a casa sua, n suo padre n sua madre le credevano, anzi l'avevano trattata da sciocca.
Sentendosi isolata, si aspettava di essere compresa almeno dall'amica. Non aveva altri a cui confidare ci che custodiva dentro di s. Ecco perch si rattrista a tal punto da mettersi a piangere. Gi da questo atteggiamento, si pu capire come, sotto una scorza rude, questa ragazzina incolta si rivela ricca di sensibilit, con un animo leale e non privo di delicata tenerezza. Josphine, impressionata da quel pianto, pensa che il racconto di Mariette possa essere vero. Le dice allora di non piangere pi e si fa descrivere come le era apparsa la Madonna e come era vestita. E Josphine riporta il racconto di Mariette in questi termini: Stava alla finestra in attesa del fratello, quando vide una forma bianca, piena di luce. Allora ebbe paura e chiam sua mamma. Ma quella si mise a ridere, la tratt da sciocchina e poi le disse: "Potrebbe essere la Madonna!". Allora Mariette prese il rosario e preg per dieci minuti per rivederla, ma non la vide pi.
Quando Josphine, nelle deposizioni, fu invitata a dire come le venne descritta da Mariette la Signora che le era apparsa, rispose che era una bella Signora, con una veste bianca, una fascia azzurra, tutta risplendente di luce e una rosa sul piede destro. Dopo la confidenza, Josphine, molto saggiamente consiglia Mariette di dire tutto al parroco, ma lei non vuole e raccomanda all'amica: Non dirglielo, preferisco tenerlo per me!. A mezzogiorno le due ragazzine vanno assieme a casa per il pranzo e poi ritornano a scuola, senza pi parlare dell'accaduto. Alle quattro del pomeriggio, terminata la scuola, Josphine, da sola, va alla biblioteca parrocchiale per riportare al parroco alcuni libri presi in prestito precedentemente.
Nonostante le raccomandazioni di Mariette, Josphine racconta al parroco della confidenza ricevuta dall'amica: C' Mariette che ha visto la Madonna!, esordisce. E poi aggiunge tutti i particolari di cui era a conoscenza. Da principio, don Jamin, un po' interdetto, si limit a sorridere burlandosi dolcemente: Non si vede la Madonna tanto facilmente!. E continua: Mariette avr sentito parlare dei bambini di Beauraing e avr creduto di avere visto la Madonna!. Poi ingiunse alla bambina di non raccontare pi frottole del genere e la conged. Nel frattempo Mariette stava attendendo in strada il ritorno dell'amica.
Se da una parte Mariette sperava che Josphine non rivelasse il suo segreto al parroco, dall'altra forse desiderava in cuor suo che gliene parlasse, per sapere che cosa ne pensasse il sacerdote. E l'allungarsi del tempo di attesa dovette farle supporre che il sospetto cominciava a diventare realt. Sappiamo gi quale fu la risposta del parroco a Josphine: Non si vede la Madonna cos facilmente!. E aveva avanzato il dubbio che Mariette, avendo udito delle apparizioni di Beauraing, un villaggio a una ottantina di km. da Liegi, si fosse messa in testa di vedere anche lei la Madonna. E, colpo finale, congedando la bambina, le aveva raccomandato di non raccontare pi frottole del genere.
Quando le due ragazzine si incontrano, come si pu immaginare, Josephine racconta tutto ci che era avvenuto nella casa parrocchiale. L'emozione, la delusione di Mariette raggiunge il massimo. Allo scetticismo dell'amica manifestato in mattinata, ora si aggiungeva anche quello del parroco, e ci era molto pi grave. Per Mariette  troppo che neppure il parroco le creda, anzi che ne abbia sorriso come  cosa impossibile. Non si controlla pi e comincia a battere i piedi per terra e a piangere, dicendo: Io so benissimo di averla vista, sono sicura.
E descrive ancora come era la Madonna che aveva visto.  gi la seconda volta che piange in quella giornata, ma questa volta le sue lacrime hanno una motivazione in pi. E ci prova come la bambina non sia proprio un tipo facile. Mariette  dolorosamente amareggiata per il fatto non solo di non essere creduta, lei che mai diceva bugie, ma soprattutto di vedere disprezzato il suo segreto, quella visione che era diventata per lei la cosa pi bella e che l'aveva resa felice. Per cui, si sente ferita e umiliata.  naturale che tutto ci sfoci in un gesto di reazione che lei esprime pestando i piedi e gridando la sua certezza.
Probabilmente si aspettava che il parroco, per il fatto di essere sacerdote, avesse dovuto capirla pi di tutti gli altri, trattandosi di una cosa religiosa. Ma soprattutto ci che la ferisce sono le parole ironiche del sacerdote: Non si vede la Madonna cos facilmente!. Il dubbio espresso cos ironicamente la irrita terribilmente. E questa irritazione sar vista spesso apparire in lei da curiosi e visitatori quando questi esprimono il loro scetticismo e le loro perplessit sulle apparizioni. Il suo carattere  forte e deciso. Ci che lei ha visto  certo, e metterlo in dubbio significa una umiliazione che non sopporta.
Mariette vuole che almeno Josphine le creda, e le ripete nuovamente che lei ha visto bene e che era certamente la Madonna. E per convincerla, descrive nuovamente come era la Signora. Grazie a questa ripetizione, Josphine ha potuto conoscere bene l'aspetto dell'apparizione, lasciandoci cos un ricordo preciso.
Mariette, giustificava la sua convinzione che la Signora apparsa fosse veramente la Madonna con questa affermazione: Era cos bella che non poteva non essere la Madonna, e aveva una fascia azzurra.
, quindi, solo insistendo sull'aspetto della Signora che la bambina, cercava di comunicare la sua certezza. Infatti, Josphine confesser in seguito che lei non ci credeva e il parroco non pi di lei; mentre Mariette asseriva di esserne sicura.
Giunta la sera di quel luned, pap Beco che stava ancora cercando una spiegazione naturale alle illusioni delle due donne, sia pur diverse, ma simultanee, decise di fare un esperimento con la lampada a petrolio che serviva per illuminare la casa.
Ora, l'effetto della luce della lampada era gi stato scartato dalla prova fatta da Mariette, portandola nell'altra stanza, durante l'apparizione. Il sospetto veniva sempre dalla possibilit del riflesso della fiamma sul vetro della finestra o sulla neve del giardinetto. Un nuovo esperimento al riguardo era quindi superfluo, ma si sa, in casi del genere, gli esperimenti non sono mai troppi, anche per maggior tranquillit. Era questo che pensava pap Beco. E cos, anche se non era possibile ripetere tutto ci che era avvenuto domenica sera, per lo meno, conoscendo il luogo preciso della supposta apparizione, si potevano esaminare i riflessi dei raggi della lampada.
Mise allora la lampada sulla tavola al posto solito, poi la spost da una parte all'altra, sollevando la tendina della finestra e per ultimo diresse il fascio di luce verso il punto della visione, ma non approd a nulla. La luce dava diritta sulla strada e non su quell'angolo del giardino dove le donne avevano detto di aver visto la persona o qualcosa del genere. Non convinto, usc per andare a verificare la cosa. Infatti, per togliersi ogni dubbio, aveva gettato dell'acqua nel punto indicato da Mariette, proprio per rendersi conto se, per caso, l'acqua gelata non potesse provocare un riflesso che avrebbe potuto colpire l'attenzione della piccola. Ma anche in questo caso, nulla. Nessun riflesso.
L'insuccesso dell'esperimento non pot non confondere e impressionare ulteriormente pap Beco. Il sabato seguente, sua suocera Wgimont, piuttosto che ammettere la possibilit di una apparizione, si attaccava ancora all'ipotesi di un gioco di luce della lampada, ma senza convincere minimamente suo genero. Era il risultato del suo esperimento che lo convinceva diversamente. L'uomo, ormai, credeva alla realt del fenomeno. E questa persuasione si era infiltrata in lui a partire da quel luned sera, a poco a poco, anche se con parecchia oscurit e perplessit.
Effettivamente, doveva essergli particolarmente difficile credere che fosse proprio la Santa Vergine!
Quanto a mamma Beco, lei si atteneva alla sua esperienza personale e non cercava di convincere nessuno, n in un senso n nell'altro. Mariette era libera di pretendere di aver visto una bella Signora, cos ben vestita e di credere che fosse la Madonna. Lei, la madre, non aveva visto che una inquietante forma bianca e sapeva gi che cosa pensare al riguardo. Si ricordava della storia di streghe raccontate da nonna Wgimont e ora si spiegava finalmente la causa della sua sfortuna che non finiva mai. E per dirla con le sue parole testuali: ...Siccome tutto andava male, i bambini erano ammalati e le cose non andavano bene neppure con il bestiame. E cos, la giornata di luned 16 gennaio, giorno seguente la prima apparizione, termina con l'esperimento della lampada di pap Beco, il quale, alla fine, raccomanda alle due donne, sposa e figlia, di non dire niente a nessuno, perch non era vero.
Dopo la descrizione della prima apparizione della Madonna a Mariette Beco, ci sembra opportuno, prima di procedere nel racconto, soffermarci su alcuni elementi di introduzione che ci aiuteranno a capire meglio tutto il seguito.
Come abbiamo affermato pi volte nella storia delle apparizioni mariane precedentemente trattate,  di capitale importanza conoscere anche il luogo, la sua storia, e l'ambiente familiare, sociale e culturale, nonch le persone a cui la Madonna appare. Quando lei appare si incultura, cio si adatta all'ambiente e alle persone a cui si manifesta, in modo che possano capirla maggiormente e la sentano quasi come una di loro o comunque non troppo estranea. E tutti questi elementi fanno parte viva dello scenario in cui la Madonna parla e si muove.
Sappiamo anche che, quasi sempre, i suoi messaggi constano di poche parole; ma le circostanze in cui vengono pronunciate e i gesti compiuti, rivestono l'importanza del messaggio stesso, divenendone addirittura introduzione, spiegazione e completamento. E questo vale soprattutto per queste apparizioni avvenute a Banneux, dove le parole di Maria sono pochissime (almeno quelle che ci ha riferito la veggente) mentre lo scenario e il modo di fare della Madonna  ricchissimo di significati. Direi che parla di pi con l'azione che non con la parola.
Senza queste conoscenze, l'apparizione e i suoi messaggi rischierebbero di giungere a noi mutilati, incompleti o quanto meno oscuri. Per cui, cerchiamo di entrare in questa esposizione che servir molto bene anche di introduzione ai fatti accaduti.


2. BANNEUX-NOTRE DAME.

Ambiente geografico.  -  Ci che abbiamo cominciato a narrare successe a Banneux-Notre Dame, un paese a circa venti chilometri da Liegi, citt del Belgio. Questa nazione non  molto grande, conta infatti 30.507 chilometri quadrati (pari quasi alla Lombardia e Liguria messe insieme) e conta una popolazione di 9.855.000 abitanti con una densit di 321 abitanti per chilometro quadrato. Il territorio, per lo pi pianeggiante,  costituito nella parte sud-orientale dal massiccio delle Ardenne, che qui forma un vasto altopiano coperto da boschi e da pascoli, con numerosi corsi d'acqua che fanno del paese uno spettacolo verdeggiante di una bellezza unica, quasi come la Svizzera, a cui si avvicina anche per il suo stato politico e la mentalit.
Quanto a economia, oggi il Belgio  uno dei paesi europei a pi alto livello di vita. L'agricoltura  ricca e ben organizzata e l'industria, basata essenzialmente sul carbone, sulla siderurgia-meccanica e sulla chimica,  particolarmente fiorente. Ma, quando avvennero le apparizioni nel 1933, il livello economico e sociale non era certamente quello attuale. Quanto alla sua storia,  importante notare che fino al principio del secolo XIX la vita politica e sociale del Belgio si identificava con quella delle Fiandre prima, e poi dei Paesi Bassi.
Unito all'Olanda nel 1815, il Belgio venne formando la propria identit nazionale intorno alle aspirazioni autonomistiche della propria borghesia imprenditoriale cattolica, insofferente del predominio politico ed economico dei ceti agrari e mercantili calvinisti olandesi. La rivoluzione parigina del 1830 forn ai belgi l'occasione di conquistare l'indipendenza, conservando la forma monarchica e ottenendo la garanzia internazionale di neutralit perpetua (conferenza di Londra, novembre 1830).
Quanto alla lingua, nel 1878-1879 fu rivendicato l'elemento fiammingo accanto al francese, approdando cos al riconoscimento ufficiale del bilinguismo. La prima guerra mondiale, con l'invasione germanica del 1914, interruppe lo stato di neutralit; e nel 1940, durante la seconda, il Belgio fu di nuovo invaso dalla Germania. La vita politica interna  da tempo turbata dal sempre emergente problema etnico e linguistico, per il crescente predominio politico, culturale ed economico dell'elemento protestante fiammingo a scapito di quello cattolico francofono vallone.
Infatti, la popolazione  composta da due gruppi etnici e linguistici: i fiamminghi che costituiscono circa il 56% degli abitanti e parlano il fiammingo; i valloni, di lingua francese, sono circa il 36%; il restante 8%  composto da tedeschi e da altre nazionalit. Quanto a religione,  predominante la cattolica, con minoranze protestanti.
Banneux  una piccola frazione del villaggio di Louveign situata su un altopiano delle Ardenne, tra la valle della Vesdre e la grande strada che da Liegi porta a Spa, in mezzo a boschi di abeti. I suoi abitanti, sin dal Medioevo godevano del privilegio di banalit o banale a causa della povert dei suoi abitanti. Da qui avrebbe origine il nome di Banneux, quasi luogo banale, cio comune, di tutti, per designare quella porzione di territorio lasciato in uso agli abitanti del luogo, la cui condizione era allora assai povera. Questo privilegio consisteva in un diritto di pascolo e di legna sopra prati e boschi che dipendevano allora dalla Abbazia di Stavelot-Malmdj, privilegio che una carta del 1361 del principe abate Hugues d'Auvergnes, aveva confermato. Questi diritti consuetudinari sussistono ancora oggi per i capi-famiglia della sezione di Banneux.
Al nome di Banneux, si aggiunse in seguito quello di Notre Dame, non gi a motivo delle apparizioni della Madonna come verrebbe naturale pensare, ma a causa di un voto fatto nel 1914. Infatti, proprio in quell'anno, durante l'invasione tedesca, i comuni attorno a Banneux furono saccheggiati e incendiati. Terrorizzati, un gruppo di abitanti si era rifugiato nel castello di Banneux, dove, dietro suggerimento della castellana Madame Cljnans, fecero voto di consacrare il villaggio alla Santa Vergine e di chiamarlo con il nome di Banneux-Notre Dame, se fosse stato preservato dalla furia devastatrice. Infatti, i tedeschi misero a ferro e fuoco il paese vicino a Louveign e fucilarono anche ventisette civili, mentre Banneux fu prodigiosamente risparmiato.
Nel 1933, anno delle apparizioni, Banneux contava circa 325 abitanti, ed era diventato molto indifferente in materia religiosa. La vita che vi si trascorreva era quella calma e laboriosa, tipica della fattoria. Dalla piazza, una strada partiva in direzione di Pepinster e un chilometro pi avanti si inoltrava in una grande abetaia, un luogo selvaggio, acquitrinoso e fangoso. Per questo, quel luogo  chiamato La Fange o La Fagne, cio del fango; luogo fuori mano dove talvolta bivaccavano gli zingari. Ma proprio su questo luogo la Madonna aveva gi posato i suoi occhi.

L'ambiente familiare.  -  Il luogo di Banneux che ci interessa viene, dunque, a trovarsi a un chilometro circa dalla piazzetta del paese. Ed  proprio La Fange.
Proprio l, al bordo della foresta di abeti, al di qua della strada, sulla sinistra, sorge una piccola casa che esiste tutt'ora, isolata. L vi abita la famiglia Beco-Wgimont.
Davanti c' un piccolo giardino.  una comune e semplice dimora di operai, in mattoni, costruita dallo stesso capofamiglia. Nessun ornamento architettonico. Una porta e una finestra al piano inferiore e due finestre a quello superiore. Lo stretto necessario per dare ricovero a una famiglia di nove persone. Al pianterreno, sopraelevato da tre gradini, ci sono due stanze, una delle quali, quella posteriore, serviva da stanza da letto mentre quella davanti, con la porta e la finestra che d sul giardinetto e quindi sulla strada, serviva da cucina e da stanza da pranzo.
 da quella finestra, appunto, che Mariette scorger la bella Signora nel giardinetto che, ferma, la sta guardando.
Non meraviglia il fatto che Julien Beco, il padre, abbia costruito con le proprie mani quella casetta. Nella sua vita aveva dovuto esercitare parecchie professioni. Aveva lavorato in miniera all'et di undici anni, poi la trafileria e il settore tessile. Nel 1920 aveva sposato Louise Wgimont e al tempo delle apparizioni la famiglia contava gi sette bambini, divenuti in seguito undici. Lui, il padre  un operaio schietto, onesto e coraggioso.
Quando parla, quest'uomo, non ha riguardi di alcun genere. Non usa giri di parole e talvolta la sua franchezza nell'esprimersi diventa perfino brutale. Ma soprattutto  un buon padre di famiglia. Al di fuori del lavoro, esce raramente di casa. Non va al bar, n al cinema, n legge giornali. Non si cura delle opinioni degli altri, avendo ben chiara la sua, e non ricerca da alcuno consensi o simpatia.
 bene non dimenticare queste caratteristiche del carattere del padre, perch le troveremo riflesse nel carattere della figlia, Mariette Beco, che al padre assomiglia molto.
La famiglia  numerosa e nonostante tutta la dedizione del padre, spesso la miseria regna nel focolare, appesantendo il lavoro della mamma, piccola di statura, umile contadina, riservata e laboriosa, spesso malata. Presso i Beco si ignora il galateo pi elementare. Non si immagina neppure che talvolta ci si possa augurare il buon giorno o la buona notte o far capire, in qualche modo, la propria contentezza o il proprio risentimento. La parola  diretta, franca, misurata, senza una sillaba di pi: si usa il s e il no, senza sfumature e senza intermediari. Si adoperano termini terra-terra. Si parla il dialetto vallone, infarcito di qualche parola francese. Il tutto ravvivato da una particolare mimica espressiva.
All'interno di casa Beco si trovano marmocchi in tutti gli angoli: uno dorme su un pagliericcio a destra, un altro strilla a sinistra e un altro corre urtando contro tutti gli angoli e naturalmente il bagno frequente non sta proprio a quell'indirizzo.

Mariette Beco.  -   in questo ambiente, spoglio anche di ogni minima convenzionalit, ai margine della societ, che Mariette Beco, la primogenita, nacque il 23 marzo 1921, giorno dell'Annunciazione, che quell'anno coincideva con il Venerd Santo. Era cresciuta selvaggia, e senza molta religione. Come i suoi fratelli, preferiva vivere all'aria aperta in libert. I genitori Beco adoravano i loro bambini, ma non si preoccupavano molto di insegnare loro la disciplina. Proveniente da questo ceppo povero, umile ma psichicamente sano, Mariette non ha tare ereditarie di anormalit. Il medico di famiglia attesta che la sua crescita  regolare.
 una seconda piccola mamma per i suoi fratelli e sorelle; si occupa anche della mucca, delle galline, senza dimenticare la cucina, il bucato, il fieno. E nelle ore di riposo preferisce correre nei boschi. Libera, corre, canta, si arrampica sugli alberi, agile e viva come uno scoiattolo. Conosce i meandri segreti della abetaia, vi si addentra senza paure di alcun genere, avvezza a riconoscere le sue molteplici voci. Avendo in famiglia come compito principale quello di occuparsi dei fratelli e sorelle pi piccoli, acquista uno spirito pratico precoce che non le permette di adagiarsi in sogni o fantasticherie proprie della sua et. Al di fuori dei suoi boschi, non conosce altri divertimenti, n libri, n giornali, n cinema.
Spoglia di ogni artificio, ignora completamente la finzione, ma non accetta facilmente la disciplina. Le sue frequenti assenze da scuola, la portano necessariamente a essere in ritardo di due anni rispetto alle sue coetanee. Anche il suo sviluppo intellettuale  un po' in ritardo. In compenso  molto pratica. Lei possiede la memoria dei fatti, delle cose, pi che delle parole ( forse per questo che la Madonna con lei parla pochissimo, ma agisce molto?). Pi tardi, l'esperto ufficiale di medicina incaricato di misurare il suo quoziente di capacit immaginativa con il test di Binet-Simon, giunger alla conclusione che Mariette  estremamente scarsa di questa capacit.
Altri test fatti nel 1934 le rilevano uno sviluppo intellettuale di una bambina di nove anni, pur avendone undici. Lo sguardo della bambina  bello, limpido e diritto se quelli ai quali sta parlando sono conosciuti e di cui si fida;  invece indifferente e sfuggente per gli altri. Dopo le apparizioni a volte la si sorprende come assente, quasi stesse contemplando interiormente il meraviglioso tesoro delle sue visioni che con un amore primitivo e geloso Mariette custodisce nel profondo di se stessa.
E ora, vediamo qualche precisazione sugli antecedenti religiosi di Mariette. Ammessa al catechismo del primo anno quando ha gi compiuto i dieci anni, si dimostra poco interessata e piuttosto negligente, sia per la frequenza che nell'applicazione. Risultato: la sua pagellina per ognuno dei tre trimestri porta il voto: zero. Stesso insuccesso nel secondo anno al quale fu ammessa sotto condizione e per incoraggiamento, anche se rispetto al primo anno riusc a totalizzare pi presenze. Infatti, fu classificata quinta su cinque partecipanti. Si rileva anche che dal 15 settembre 1932 al 29 ottobre dello stesso anno, Mariette assiste solo quattro volte alle lezioni.
E come al trimestre precedente ha avuto il voto massimo nella condotta; ma, poich non risponde neppure una volta in modo soddisfacente sugli argomenti del catechismo, la sua pagella riporta ancora zero su tutta la linea. Del resto, non poteva essere diversamente con solo quattro presenze. Ed  allora che, scoraggiata, comincia a cedere alla tentazione di abbandonare il catechismo, la Messa domenicale e la prospettiva della Prima Comunione.
Dai suoi genitori nessun aiuto; la piccola  lasciata completamente a se stessa in questo campo. E cos, dal 29 ottobre 1932 al 18 gennaio 1933, Mariette non si far pi vedere n in chiesa n al catechismo. Complice, in questa decisione, anche suo padre che, vedendo la bambina mortificata, aveva tagliato corto: Dal momento che il parroco ti rimprovera, non ci andare pi. Non farai la Prima Comunione.
Era proprio quello che la bambina si aspettava e a quelle parole si sent come sollevata. Naturalmente, sentendosi in colpa, evitava di incontrare il parroco, cercando di scansarlo il pi possibile. Se in qualche visita alla scuola il parroco la invitava a migliorare, lei abbassava il capo e si chiudeva in un mutismo ostinato. Sapeva certamente che continuando cos, non sarebbe stata ammessa alla Prima Comunione, ma a quel punto non gliene importava pi niente e, a quanto pare, neppure ai suoi genitori.
In conclusione. Mariette sembrava la bambina pi lontana da Dio di tutto il paese, o comunque, la meno preparata a ricevere una manifestazione di ordine soprannaturale, almeno agli occhi del mondo. Ma, dopo l 18 gennaio, questa bambina apparir molto cambiata. Il parroco, poi, la ammetter ugualmente alla Prima Comunione, nonostante l'impreparazione, facendo una eccezione alla regola, in considerazione delle molte circostanze attenuanti, quali il doversi occupare dei suoi fratelli e sorelle pi piccoli, mentre la mamma era ammalata.
Nonostante le varie malattie infantili contratte dai suoi fratelli e sorelle, come: morbillo, pertosse, varicella..., la bambina resta sempre sana e robusta. Lo prova anche il fatto che il 19 gennaio 1933, proprio a pochi giorni dall'inizio delle apparizioni, Mariette partecipa a una gara di corsa a piedi e la vince. Dal punto di vista intellettuale e scolastico abbiamo gi detto.  arretrata rispetto alle sue coetanee, ma aveva sviluppato pi di loro il senso pratico e un acuto spirito di osservazione. Poteva, quindi, rendersi conto di tante cose con pi precisione e pi profondamente di altri bambini della sua et, ferma restando l'incapacit di rendere con il linguaggio, soprattutto in francese, quello che ha visto e capito.
Quanto all'abbigliamento e cose del genere, la piccoladimostrer disinteresse per ogni genere di vanit. Ed  uno specchio di lealt e dirittura morale, come suo padre. Non far mai nulla per accattivarsi la simpatia o per ingraziarsi qualcuno. Neppure le apparizioni cambieranno il suo semplice modo di fare. Sprovvista, come abbiamo detto, di immaginazione, ha consegnato nelle sue deposizioni il fatto nudo e crudo, senza abbellimenti o ingrandimenti. Bisogna riconoscere gi fin d'ora che, cos come era, era proprio il tipo di una testimone ideale per questi avvenimenti.
E, come tutti i veri testimoni, dovr subire gli assalti dell'avversario: pressioni, sospetti, processi alle intenzioni, e, in seguito, calunnie malvagie disseminate tra il pubblico sulla sua vita privata. Ma lei non ha mai deviato dal suo compito neppure un istante. Scoraggia, inoltre, tutti quelli che tentano di provocare le sue confidenze.
Ho detto ci che avevo da dire...; non ho una parola da aggiungere n da ritrarre, dir in seguito. E questo ci sembra il miglior commento alla sua testimonianza. Possiamo dire che la Madonna, ancora una volta, ha scelto bene la sua messaggera prima di imporre un peso cos grande sulle sue giovani spalle. Mariette ha adempiuto il suo incarico, come lo svolgeva con i suoi fratelli: con grande senso di responsabilit.
Non amava la pubblicit. Il suo carattere rude usciva spesso allo scoperto. A una vecchia signora che la importunava con domande banali, quando le chiese se la Madonna era bella, Mariette, stizzita, perse la pazienza e rispose: Certamente. Molto pi bella di voi!. E a chi non credeva nelle apparizioni diceva: Non ha nessuna importanza; ci creder quando sar morto!. Tuttavia, pur nella sua rudezza, nascondeva un cuore grande e generoso che si manifestava non solo aiutando la mamma e la schiera dei suoi fratellini, ma anche con i compagni di scuola. Sappiamo che li visitava quando erano ammalati e che spesso, a scuola, dava la sua colazione a un bambino povero, figlio di immigrati italiani.
E per concludere questi accenni sulla persona della veggente Mariette, riferiamo la risposta che diede a un sacerdote che la interrogava se prima delle apparizioni avesse amato la Madonna: Mi sembra che la amassi, ma allora non stavo a pensare se vi fosse una Madonna o se non vi fosse niente del tutto... Non andavo mai a Messa. Certamente, la amava, sia pure in forma confusa e indistinta, perch un giorno, sulla strada di Trancrmont, trovata una vecchia corona, si era messa a sgranarla recitando, come sapeva, il rosario. Ed  a questa bambina che la Madonna volle apparire e sorriderle.
Dopo i fatti di domenica sera, conosciamo il desiderio della piccola di rivedere la bianca Signora. Infatti, fu chiesto alla mamma se il luned sera Mariette avesse voluto uscire. La risposta fu: No, no; neppure il marted sera. Ma ecco il particolare: Ho notato che quelle due sere, continua la madre, ogni tanto guardava dalla finestra, sollevando il drappo che fungeva da tendina. E all'altra domanda, se non si sentisse incuriosita da quella maniera di comportarsi della bambina, la risposta fu ancora: No. Non diedi importanza alla cosa. D'altra parte, Mariette non diceva nulla. Ma la mamma aveva ben compreso il perch di quel comportamento. Del resto, chi non l'avrebbe capito?
Il desiderio di rivedere la Signora,  confermato dalla stessa Mariette con una risposta che lascia un po' sconcertati. La domanda che le veniva rivolta era: Il luned 16 e il marted 17, perch non sei uscita?. Ci pensai, rispose, ma non ebbi desiderio di uscire. Invece, mercoled s; ebbi l'idea di uscire. Comunque, il fatto di guardare ogni tanto dalla finestra anche marted sera, rivela chiaramente che Mariette pensava, sentiva che la bella Signora sarebbe tornata. E giustamente. Quella Signora cos vera, della quale non poteva dubitare, e la cui bellezza l'attirava tanto, le era sembrato che le parlasse e le aveva fatto un segno di chiamata. S, quella Signora certamente voleva entrare in relazione con lei e quindi sarebbe tornata.
Ora attendeva il suo ritorno come aveva atteso il ritorno del fratello Julien domenica sera, guardando di tanto in tanto dalla finestra.
Non sappiamo a che ora, luned sera, il padre abbia compiuto il suo esperimento con la lampada. Ma se Mariette ha assistito non pot non trarre una conferma favorevole alla realt della sua visione. A ogni modo, lei non ne parla. Del resto, questo esperimento non la interess pi di tanto. Lei sapeva bene ci che aveva visto e ne era sicura. Mariette, poi, non disse nulla dell'accaduto alla nonna Wgimont o alle sue zie, bench, andando a scuola, passasse quattro volte al giorno davanti alle loro case.
Soltanto la sua amica Josphine ricevette le sue confidenze. D'altro canto, Mariette era poco portata a comunicare le novit: Io non racconto mai niente, afferma. In effetti, le sue confidenze sono sempre state rare e brevi.


3. MARIETTE: GLI OCCHI CHE VIDERO...

Marted, 17 gennaio.  -  Riportiamo un fatto molto importante avvenuto nella vita di Mariette dopo la prima apparizione, il 17 gennaio. Non si tratta di una seconda apparizione della Madonna, ma di qualche cosa che  avvenuto nella bambina, maturato nel profondo della sua coscienza e giunto alla realizzazione senza bisogno che alcuno la spingesse a questo. Il fatto caus meraviglia non solo nel parroco, ma prima di tutto nei familiari stessi di Mariette e nei suoi coetanei che, al di fuori di Josphine, erano all'oscuro dell'accaduto. Ecco come andarono le cose.
Quel marted fu per Mariette segnato da una decisione importante. Infatti, si propose di ritornare al catechismo parrocchiale. Sappiamo gi come non ci andasse frequentemente, e della decisione, in accordo con suo padre, di non andarci pi; anche se questo comportava automaticamente la non ammissione alla Prima Comunione. Fu cos che dal 19 ottobre 1932 non fu pi vista n al catechismo n alla Messa. I genitori non le facevano nessuna pressione: secondo il loro punto di vista, era la figlia che doveva preoccuparsi di questa cosa. E siccome non era stata allontanata dal catechismo, non doveva fare altro che presentarsi di nuovo, se lo voleva.
E cos, il mercoled 18, Mariette esce di casa prima del solito per assistere alla Messa delle 7,30. Ci sorprende i genitori, ma non sappiamo che cosa abbiano pensato in proposito. I bambini Beco erano abituati ad agire a loro modo, senza dare spiegazioni; perci,  difficile pensare che sia partita di casa spiegandone i motivi. E cos, quel mercoled mattina, uscendo dalla sacrestia per celebrare la Messa delle 7,30, il parroco percep un movimento di teste nel suo piccolo gruppo del catechismo. Sorpresa... Mariette  l, immobile su una sedia, dopo tre mesi di assenza. Terminata la Messa, il sacerdote ritorna in chiesa per impartire la lezione di catechismo. Facendo finta di nulla, interroga i bambini e arriva fino a Mariette.  strano: dopo aver mancato trentadue lezioni, la bambina risponde con esattezza alle domande, e per la prima volta!
Certamente si era preparata alla lezione di quel giorno, forse informandosi il giorno prima presso la sua amica Josphine che seguiva anche lei il catechismo parrocchiale. Quando, tre anni dopo, le si domandava per quale motivo vi era ritornata, Mariette rispondeva: Non me lo ricordo pi. Questa risposta non deve meravigliarci. Probabilmente, la decisione fu il risultato di una sua riflessione che, a distanza di tempo, non era pi in grado di spiegare. A ogni modo, questo cambiamento fu cos improvviso a seguito della prima apparizione che non si pu addebitarlo ad altri fattori che a questo.
Ma perch la bambina, dopo aver avuto la visione, decide di ritornare alla Messa e al catechismo, nonostante sapesse di doversi incontrare con il parroco che l'aveva ferita con il suo scetticismo sull'apparizione? Il motivo primo e immediato sembra intuibile: Mariette  persuasa di aver visto la Madonna,  desiderosa di rivederla ed  quasi sicura che ritorner, essendo sparita senza accomiatarsi. Per cui, sente di dover avvicinarsi alla Chiesa. Infatti, davanti all'apparizione, aveva preso in mano il suo rosario e aveva pregato. E questo intimo sentire la ispira ancora e la spinge a ritornare ad assistere alla Messa, al catechismo e a riawicinarsi al sacerdote. Solo cos avrebbe potuto piacere alla Madonna. Anzi, forse non era pi riapparsa perch aspettava da lei proprio questo. Chiss se, dopo questo che le costava molto sforzo e sacrificio, non le sarebbe apparsa di nuovo? Ho pregato molto per rivederla, dir Mariette alla sua amica.
Questa piccola confidenza ci sembra che spieghi molto bene la molla della sua decisione. Forse era la prima volta che sapeva rispondere cos bene alla domanda della lezione di catechismo alla quale non aveva neppure partecipato. Quasi certamente anche il consiglio di Josphine deve avere avuto su di lei una qualche influenza. Infatti, l'amica, avendo pensato che il fatto avrebbe anche potuto essere vero, il luned mattina aveva accennato a Mariette che bisognava dirlo al parroco. Ci che Josphine aveva capito subito, Mariette fin per comprenderlo solo in seguito: era necessario riprendere il contatto con il parroco. E allora, da parte sua, vuole dimostrargli la sua buona volont, ritornando al catechismo e per di pi preparandosi alla lezione in programma quel giorno. Forse la bambina sar stata dibattuta tra il pensiero di non poter gestire da s un evento di tale portata, come era una apparizione della Madonna, e il suo riserbo naturale di non voler raccontare ad alcuno le cose personali. A questo punto  utile, per completare il quadro sulla famiglia Beco, aggiungere due considerazioni.
La povert della famiglia e lo stato d'anemia della mamma, avevano indotto il parroco a venirle in aiuto, organizzando un turno di preparazione del pranzo, di modo che mamma Beco avesse una preoccupazione in meno. Infatti, il sacerdote, con due famiglie della parrocchia, facevano a turno: una settimana per ciascuno nel preparare il pranzo che, molto probabilmente, il secondogenito Julien, ritirava all'uscita dalla scuola, a mezzogiorno, e lo portava a casa.
Inoltre, al tempo delle apparizioni, la mucca dei Beco probabilmente non dava pi latte, perch la domestica della canonica asserisce di aver visto la ragazzina lasciare il bidoncino vuoto del latte presso la famiglia Charlesche e ritirarlo poi al termine della scuola. Questo particolare, spiegherebbe lo sfogo della mamma all'interrogatorio, quando depose che quella Signora bianca sembrava una strega o comunque qualcosa o qualcuno che voleva fare loro del male, perch tutto andava male: i bambini erano ammalati, lei anche, e andava male anche con il bestiame.
Quel giorno, alla fine della lezione di catechismo, il parroco, incoraggiato dal felice cambiamento riscontrato in Mariette, la trattiene un momento, non solo per incoraggiarla ma anche perch sospetta un possibile legame tra la visione raccontatagli da Josphine e il nuovo atteggiamento di Mariette. Desiderava sapere da lei direttamente che cosa era successo. Cos improvvisa il primo interrogatorio.
Anticipiamo qui che, in seguito, il parroco fu molto criticato per aver improvvisato quel questionario alla piccola: troppo breve, senza alcun testimone e un po' carente secondo le regole canoniche. Eppure, fu il meglio che potesse fare in quel momento e con quella bambina.
Il sacerdote dimostr, infatti, una grande accortezza. Aveva capito benissimo con che tipo di bambina avesse a che fare ormai. Sentiva d'istinto che doveva stare al gioco e muoversi in punta di piedi: un mezzo sorriso ironico, una parola di troppo o una insistenza petulante avrebbe fatto saltare in aria tutto. Mariette si sarebbe chiusa in un mutismo che conosceva gi fin troppo e, probabilmente, non l'avrebbe pi rivista per chiss quanto altro tempo. Ma prima di parlare dell'interrogatorio, vediamo che tipo fosse il parroco don Jamin. Abbiamo parlato del carattere di Mariette e ora  bene, dato che i due sono a confronto diretto, dire qualche cosa della vita di questo sacerdote.
Nonostante le critiche rivoltegli per la mancata formalit dell'interrogatorio, fu proprio grazie a quelle note preziose che trascrisse e che, con altre testimonianze, fu possibile ricostruire con precisione i fatti di Banneux, a tre giorni soltanto dall'accaduto. Neppure lo storico delle apparizioni di Lourdes potr beneficiare di questi vantaggi.
Gli storici descrivono don Jamin come un tipo particolare: zelante, ma pieno di contrasti. Temperamento di artista, sembrava non concentrarsi in ci che faceva, a causa delle troppe idee che gli frullavano in testa. Proveniva anche lui da una famiglia numerosa di otto figli, tutti nati col pennello in mano, diceva, essendo tutti portati all'arte.
E don Jamin, come gli artisti, era intuitivo ma anche buon osservatore.
Non meraviglia in lui, conoscendo il suo carattere, un contrasto fondamentale: una forte propensione per la mistica e un'entusiastica passione per le varie scienze. Durante i sei anni di studio, aveva lavorato contemporaneamente anche in un laboratorio di chimica. Ordinato sacerdote, aveva svolto il ministero sacerdotale nella parrocchia di San Bartolomeo a Liegi e in seguito era stato inviato a prendersi cura delle anime di quella piccola frazione di Banneux per ritemprarsi in salute.
Presa coscienza del livello religioso deludente dei suoi parrocchiani, sogna nel suo entusiasmo di giovane sacerdote, una specie di choc spirituale per risvegliare in essi la fede. Aveva seguito da vicino le apparizioni della Madonna avvenute a Beauraing che si erano da poco concluse. Non solo era andato, ma vi era rimasto quindici giorni, ed era ritornato dubbioso. Allora, con qualche amico e alcuni religiosi aveva iniziato una novena, precisamente l'otto gennaio di quell'anno, per ottenere un segno e potersi rassicurare sulla autenticit o meno di quelle apparizioni. (E pensava a un segno preciso: la conversione di una persona non praticante).
Nessuno nel villaggio ne era a conoscenza. La novena sarebbe dovuta terminare luned 16 gennaio 1933, il giorno dopo la prima apparizione a Mariette. E non possiamo qui non notare lo scherzo che gli prepara la Divina Provvidenza. Lui che chiedeva un segno per evitare errori di giudizio sulla autenticit dei fatti accaduti nel vicino paese di Beauraing, si trova ora a che fare con una apparizione in casa sua. Ma poteva rispondere meglio di cos la Madonna alle sue preghiere? E far ancora di pi: gli conceder anche il segno che desiderava.
Certamente, come ebbe a dire lui stesso, non aveva mai pensato che potessero verificarsi delle apparizioni a Banneux... Non era quello il posto giusto, secondo la sua opinione. E comunque, mai, di sicuro, a quella bambina birichina, cocciuta e refrattaria alle sue esortazioni, e che era un po' come il simbolo dello spirito indipendente e anticlericale che circolava in quel tempo.
Ma ritorniamo al momento dell'interrogatorio della piccola veggente. Il parroco si era reso conto, dicevamo, di come la partita fosse difficile: si trovavano di fronte due temperamenti opposti all'estremo. A cominciare dal modo di parlare: il linguaggio della bambina  diretto, scarno, perfino grossolano; mentre quello di don Jamin era un linguaggio curato, diremmo fiorito. Infatti, il suo discorso era ricco di aggettivi, di avverbi.
Era importante, dunque, lasciare parlare Mariette, senza interromperla. Purtroppo, la bambina non riusciva a esprimersi se non con molta difficolt. Infatti, lei non ha mai raccontato le apparizioni per intero: occorreva strapparle risposta per risposta e con molta prudenza. E cos, senza dare la minor importanza in apparenza, comincia a porle alcune domande. Ecco come si struttur quel primo interrogatorio: Quando? Che cosa? Come?. E il buon sacerdote non si esime dall'introdurre cos, quasi per caso, delle domande trabocchetto. Tempo perduto: Mariette non ci casca. Ma don Jamin si accorge che la bambina non dice tutto, si limita all'essenziale. Comunque, la conversazione ha la sua importanza. Dalle note scritte, si nota che per ben tre riprese il sacerdote tent di farle dire che l'apparizione era in tutto e per tutto uguale alla statua di Nostra Signora di Lourdes, che si vede in fondo alla chiesa. Ma invano.
Mariette rispondeva con una sicurezza tale che don Jamin ne rimase meravigliato. Non se lo aspettava minimamente. La bambina gli sembrava cos sincera al riguardo che non dava adito a sospetti. Infatti, Mariette affermava con semplicit, di aver visto la bella Signora che sua madre chiamava la Santa Vergine. Naturalmente, durante tutto l'interrogatorio, il parroco si guardava bene dall'esprimere una adesione qualsiasi al fatto in se stesso.
Alla fine, don Jamin esort la piccola ad amare la Madonna, ma di non immaginarsi di vederla apparire. La esort a pregare e di non pensare all'apparizione; soprattutto, di non parlarne con nessuno, pap e mamma eccettuati, e lui, naturalmente. Questa raccomandazione era completamente superflua per chi conosce Mariette. Infatti, dopo settant'anni, la veggente non  mai uscita dalla sua riservatezza. Congedata dal parroco, prima di entrare nella scuola, Mariette and a inginocchiarsi all'altare della Santa Vergine.
Dunque, Mariette non aveva fatto il racconto completo, ma si era limitata a rispondere alle domande del parroco. Perch?  facilmente immaginabile. Quasi certamente aveva paura di essere rimproverata e di ricevere quella risposta che il sacerdote aveva gi dato a Josphine. Cos, lasci nell'ombra pi di un dettaglio interessante. Da notare che Mariette non rivolge alcuna domanda al parroco, n manifesta alcuna curiosit. Non una parola di pi di ci che le veniva chiesto. E, francamente, un interrogatorio con persone del genere risulta estremamente difficile ed estenuante. Questo, a difesa di don Jamin. E molto probabilmente Mariette non fece parola, secondo il suo solito, con i genitori dell'incontro con il parroco; lo si deduce dal fatto che quando il pap di Mariette si presenta alla canonica, la sera stessa del mercoled, per domandare aiuto al parroco, gli parla come se questi ignorasse completamente l'accaduto.
Quel mercoled, don Jamin, secondo la sua abitudine, and a Liegi e non ritorn a Banneux se non abbastanza tardi. E questa volta aveva un motivo in pi per recarsi a Liegi. Non poteva infatti dimenticare il colloquio avuto con Mariette e non dubitava della sua sincerit. Ci nonostante, preferiva attenersi alla ipotesi di una illusione, confermato in questa opinione dal professor Janssens, il solo al quale aveva parlato del fatto e col quale si era consigliato.
Prima di riprendere il racconto delle apparizioni, ricordiamo che le deposizioni dei testimoni e quelle della veggente a volte si diversificano. I testimoni che presenziano alle apparizioni, infatti, possono rendersi conto di ci che avviene soltanto per riflesso, cercando di interpretare lo svolgimento dei fatti dagli atteggiamenti e dai gesti di Mariette, mentre questa racconta ci che vede con i suoi occhi e ode con le sue orecchie.
Bisogna cercare di mettere assieme tutte queste testimonianze per potersi avvicinare il pi possibile alla realt storica. Occorre controllare le due versioni, tenendo conto anche degli indizi e dei pi piccoli particolari, perch anche questi possono rivestire la loro importanza. Inoltre,  necessario ricordare le molteplici difficolt che ogni evento soprannaturale include quando viene a contatto con il mondo naturale. Il veggente, coinvolto in modo speciale con il mondo soprannaturale, quando rientra nella normalit gli sar sempre difficile ricordare pienamente ed esprimere con parole esatte ci di cui  stato testimone.
A volte, vengono rivolte ai veggenti delle domande su particolari ai quali essi non hanno dato importanza e che quindi non hanno rilevato; per cui, su questi aspetti possono essere imprecisi o contraddirsi. Inoltre, la lunghezza del tempo trascorso dall'apparizione al momento delle domande, non solo pu scolorire certi elementi, ma addirittura confonderli tra un'apparizione e un'altra. Ma questo non cambia nulla e non toglie il valore di autenticit della visione.


4. LA SORGENTE.

Seconda apparizione.  -  Mercoled 18 gennaio. Stesso scenario di domenica sera: La Fange solitaria e ghiacciata. Stessa cena: pane, marmellata, caff nero. Una cena frugale che non dura molto. Mariette mette un po' di ordine in casa e poi addormenta il piccolo Ren. Improvvisamente, verso le diciannove, si sente attirata fortemente verso l'esterno. Allora, vincendo la sua abituale paura del buio, Mariette, senza dire nulla, esce e va nel giardino. Alla domanda che le verr rivolta in seguito: Perch sei uscita? Ti sentivi spinta?, risponder: S, desideravo vederla.
Questa volta si trattava di un desiderio intenso, perch anche nelle sere precedenti di luned e marted aveva pensato alla Vergine, senza per sentire voglia di uscire, ma mercoled sera, dir, ebbi l'idea di uscire; dovevo uscire. E per fare cosa?. Per andare a pregare, fu la risposta. Come nelle sere che seguiranno si sentir pouss, parola che fu usata anche da Bernadette Soubirous a Lourdes, per indicare la forza interiore che muoveva la bambina ad andare alla grotta. Se mi avessero impedito di uscire alle sette, confesser Mariette, avrei rotto i vetri e sarei saltata dalla finestra. E la cosa fu piuttosto sorprendente, dato che Mariette coraggiosissima di giorno nell'andare ovunque, anche in mezzo ai boschi da sola, di notte diventava paurosa.
Suo padre si accorge immediatamente che la figlia  uscita.  stupito e preoccupato, anche perch  uscita cos come si trovava in casa, senza coprirsi e la sera  gelata.
Apre la porta e la scorge in ginocchio, con le mani giunte al margine del piccolo sentiero che andava dalla porta di casa al cancelletto che dava sulla strada. Esce anche lui e le si avvicina: la bambina  l, col rosario in mano pregando a voce bassa, senza preoccuparsi del freddo intenso (quella sera registrava dodici gradi sotto zero) n dell'oscurit, con lo sguardo leggermente rivolto verso l'alto.
Improvvisamente tende le braccia. Il padre, sconvolto, lon sa pi cosa fare. Avverte inconsciamente che la scena di domenica sta per ripetersi. Vuole andare a fondo del fenomeno, e fa il giro della casa, spinto dall'idea che ci sia un vagabondo o un ladro nei paraggi. Compie pi volte il giro dell'abitazione facendo rumore per attirare l'attenzione di Mariette, ma invano. Sferra un calcio a un secchio, rientra in casa sbattendo la porta, la chiude a chiave facendo rumore il pi possibile, affinch la bambina si rendesse conto che rimaneva fuori al buio, da sola.
Ma la figlia non ha battuto ciglio. Si mette allora a correre nel giardino, ritorna al cancello, poi si avvicina alla bambina gridandole: Tu mi diventi stupida, senza dubbio!. Ma non osa toccarla, sentendo per istinto che c' una manifestazione superiore. Poi, vedendola continuare a pregare, fa questo ragionamento: Se prega, questo  un affare che riguarda il prete. Decide cos di chiedere aiuto al parroco. Lasciando la piccola da sola e senza rientrare in casa per avvisare sua moglie, tutto sconvolto, pap Beco inforca la bicicletta, facendosi luce con la sua lampada a carburo, e si dirige verso il villaggio. La distanza  di un chilometro, che percorre nel pi breve tempo possibile; ma il parroco non era ancora rientrato.
La domestica, Alice Lecocq, che  nuova a Banneux e non conosce ancora quel mondo, si trova di fronte a uno come indiavolato che gesticola e le grida a bruciapelo: La mia piccola vede la Madonna nel mio giardino!. Lei reprime un principio di riso, ma non si lascia sfuggire: Non  cos facile vedere la Madonna!, e dice: La piccola deve aver pensato a Beauraing!. L'altro risponde: S, l'ha gi vista domenica e anch'io mi sono burlato di lei. Ma questa sera, la mia piccola, che  paurosa,  sola in giardino e non si muove.
Non sapendo che fare, pap Beco si rivolge a un amico che abitava vicino alla canonica, un certo Jean-Michel Charlesche, conosciuto come un uomo posato, di buon senso e capace di dare saggi consigli. Jean-Michel si meraviglia nel vedere l'amico ridotto in quello stato e alla fine del racconto si allarma anche lui. Che cosa volete che faccia; volete che venga con voi?. Oh s, venite con me, gli risponde sollevato pap Beco. Accompagna i due anche il figlio di Charlesche, che ha undici anni. Il cammino fa bene a Beco che, in compagnia, si calma un po'.
Tra l'andata in paese e il ritorno, passano almeno venti minuti circa. Nel frattempo Mariette era ancora in giardino.  la seconda apparizione quella che  durata di pi, e la Madonna  restata per cos lungo tempo e mi ha sempre sorriso. E non mi ha detto niente durante tutto quel tempo. Poteva dirlo allora il segreto!, confider ad un anno di distanza. Quando giungono, Mariette  ancora l.
Arrivati all'altezza della casa, pap Beco si mette a gridare: Guardate, eccola l ancora!. Ci si domanda a questo punto che cosa facesse mamma Beco durante tutto quel tempo, dato che non viene neppure nominata. Supponiamo che fosse tutta occupata con le cure dei bambini ammalati e quelli sani, per cui non si fosse resa conto o interessata pi di tanto a quello che stava succedendo.
Ma possibile che la donna non abbia guardato di tanto in tanto dalla finestra, dato che la figlia era uscita? O era troppo buio per poterla vedere inginocchiata nel giardinetto? In ogni caso, avrebbe dovuto meravigliarsi che n suo marito n la figlia fossero ancora rientrati. Dalla sua deposizione sembra non aver fatto il minimo sforzo per sapere ci che stava succedendo. Ricordiamo a sua scusante che era ancora malata e che soffriva molto il freddo per uscire a vedere che cosa faceva Mariette. A meno che non giocasse anche il suo timore dei malefici delle streghe. Probabilmente sar stato a causa di questa paura che la madre si sar guardata bene di andare a vedere, o forse anche di affacciarsi alla finestra.
Quando i tre arrivano, stupefatti, vedono la bambina alzarsi, uscire dal cancelletto e passare davanti a loro, a circa due metri di distanza, la testa immobile e un po' alzata, e girando loro le spalle, prendere la strada per Tancrmont (cio in direzione opposta a quella di Banneux). Pap Beco si affretta a gettare la sua bicicletta contro il recinto e poi: Mariette, Mariette, dove vai? Torna indietro!. Ma Mariette continua a camminare, senza neppure voltarsi. Allora Michel Charlesche, con tono fermo e calmo le grida dietro: Mariette, dove stai andando? Vieni, perch tuo padre ti chiama!. Senza fermarsi n girarsi, con calma, la bambina gli risponde: Lei mi chiama!. Lentamente, senza far rumore, la piccola avanza, guardando diritto davanti a s, senza preoccuparsi dove mette i piedi.
I tre testimoni la seguono con ansia. Appena sulla strada, Mariette cade in ginocchio e ci resta pi o meno un minuto. Poi si rialza e riprende a camminare. Di nuovo il pap e l'amico la chiamano, ma lei non risponde pi. Un po' pi avanti, Mariette cade ancora in ginocchio, e cos fortemente che percepiscono il colpo delle ginocchia che toccano il suolo gelato. Dopo un po' si rialza e, sempre in silenzio, senza fare alcun rumore con i suoi stivaletti di caucci, riprende a camminare.
Questa bambina sta diventando pazza, pensa Michel Charlesche. I tre, che la seguono da vicino, lasciano che la bambina avanzi da sola; ma la strada, ora, entra nel mezzo del bosco e l'oscurit  pi profonda. Il pap e gli altri due la seguono; ora si trovano a circa venticinque metri di distanza, e possono vedere che, dopo aver percorso un centinaio di metri, la piccola compie bruscamente un quarto di giro verso destra e si inginocchia per la terza volta sul ciglio del fosso. C'era, in quel punto, una piccola pozza d'acqua che un contadino aveva allargato per fare bere le bestie. Pi che una sorgente,  un sottilissimo filo d'acqua; anzi, piuttosto uno sgocciolo che esce dalla scarpata e forma la pozza.
A un tratto i tre odono uno sciabordo d'acqua. Si avvicinano e vedono la bambina che immerge le mani fino ai polsi nell'acqua gelata, lasciandovi cadere il rosario. Poi la odono ripetere macchinalmente queste parole: Questa fonte  riservata a me. Istintivamente Charlesche alza la testa nella direzione in cui guarda la bambina, come si aspettasse di vedere qualcuno.  lui stesso a dirlo: Colpito da quelle parole, ho guardato, se per caso potevo vedere qualche cosa anch'io....
Poi Mariette dice ancora molto chiaramente: Buona sera, arrivederci, mentre guarda attenta al di sopra della sorgente. Sembra che a questo punto Charlesche abbia detto alla bambina: Ritorna in te stessa!. Dopo aver detto arrivederci, Mariette esce come da un sogno e riprende contatto con la realt. Infatti, non si era accorta della presenza dei tre che l'avevano seguita. Si alza e va verso il mezzo della strada.
 come abbagliata e si copre gli occhi con il braccio destro. Le domandano che cosa fosse successo, che cosa avesse visto e che cosa avesse udito. Mariette risponde a mala pena e spiega il perch delle mani nell'acqua. Alla domanda, perch si stropicciasse gli occhi, risponde, perch le facevano male. Evidentemente, l'impatto del ritorno all'oscurit dalla luce soprannaturale, le stava procurando quel malessere momentaneo agli occhi. Fenomeno comune ai veggenti. Allora suo padre la prende per mano e la riconduce a casa. Ricordando quel momento, pap Beco dir: Malgrado il freddo, lei aveva le mani calde. I testimoni, poi, affermeranno che dovevano essere circa le ore venti quando rientrarono. A casa, Mariette si riprende. Le domande ricominciano a cascata e lei si presta volentieri a rispondere.
Fino a ora abbiamo presentato solo dall'esterno ci che successe in quella seconda apparizione. Ora, grazie alle risposte della piccola ai genitori, al parroco e da testimonianze successive, ci  possibile ricostruire l'accaduto dall'interno, cio da ci che Mariette ha visto. E cominciamo da quando  uscita di casa ed  andata in giardino.
Quando anche suo padre usc, la trov inginocchiata che pregava a voce bassa. Poi improvvisamente Mariette tese le braccia: la bella Signora era apparsa sopra il bosco, piccola in lontananza, diventando sempre pi grande a mano a mano che si avvicinava, e, passando fra le cime di due alti abeti, le si era avvicinata, fermandosi a un metro e mezzo circa da lei, nello stesso punto dove l'aveva vista la domenica sera. Una nube grigiastra sosteneva la bella Signora a trenta, quaranta centimetri da terra.
Conservava il suo atteggiamento inclinato verso sinistra come la prima volta, ma le sue mani giunte erano rivolte verso l'alto. La sua veste era tutta bianca e aveva una fascia azzurra alla cintura. La veste le lasciava scoperto il piede destro. Mariette si rese conto anche che la Signora portava una corona del rosario sul braccio destro e che una luce brillava attorno a lei, ma partivano dalla sua testa dei raggi luminosi che formavano come un'aureola, un'aureola distinta dalla luce che le avvolgeva tutto il corpo.
Si  tanto discusso su questi raggi luminosi che Mariette chiamava matite. Da tutto l'insieme e da altri interrogatori risulta che la veggente chiama con il termine matite delle linee luminose che irradiano da un centro, formando un cerchio attorno alla testa. Queste matite hanno, dunque, una luminosit pi intensa per cui risaltano nella luce diffusa del grande cerchio che avvolge tutta la figura della Signora. Inoltre, avevano un colore distinto. Forse per questo la bambina le chiama matite?). Ingenuamente Mariette dir: ...un po' pi rossi della fiamma della lampada a petrolio. Anche da questa descrizione risalta la scarsa o nulla fantasia della bambina che non riesce a trovare dei paragoni pi appropriati. Quanto all'altezza della Signora: Un po' pi alta della mamma, dir Mariette. Quindi, sul metro e settanta circa. E bench questa volta vedesse da molto vicino e lungamente la bella Signora, la bambina non fu in grado di percepire il colore dei suoi occhi.
Mentre  inginocchiata in giardino non vede e non si accorge del padre che va avanti e indietro e fa rumore per attirare la sua attenzione. Durante tutto il tempo del viaggio di andata e ritorno del padre con i due Charlesche, Mariette rimane a contemplare la Madonna che la guarda sorridendo senza dirle una parola. Tuttavia, nota che la bella Signora muove dolcemente le labbra, come se stesse pregando, ma lei non ode nulla. Mariette dice di aver recitato due decine circa di rosario, ma non sappiamo esattamente se prima o durante l'apparizione. Probabilmente fu durante quel periodo in cui le due si guardavano in silenzio. Come riuscisse a pregare in quelle circostanze ce lo dice lei stessa: Io pregavo, ma a momenti andavo cos in fretta che non dicevo pi le mie Ave per intero, ma soltanto la prima parte.
Quando sopraggiungono i tre, la bella Signora fa cenno a Mariette con l'indice della destra, invitandola a seguirla. Mariette si alza e la segue mentre lei scivola arretrando, senza cessare cos di guardare la piccola. Al dottore che le domander: Ma se la Santa Vergine non camminava, allora era sopra delle rotelle?. Risponder: Io non ho visto rotelle!. E riflettendo un istante, continu: Andava come cos, ma non camminava. Le domandarono anche se vedesse la strada mentre seguiva la Signora. La risposta fu: No, io vedevo Lei e ci era sufficiente per dirigermi; avanzavo senza esitare.
Mariette cade in ginocchio perch la Signora si ferma; e quando lei riprende il suo scivolare all'indietro, allora la piccola si rialza al suo cenno e la segue, sempre in silenzio. Le fermate durano da un minuto e mezzo a due minuti. La veggente, dopo l'apparizione, non si ricorder pi di queste genuflessioni sulla strada. Quando giungono vicino alla sorgente, la Madonna va a mettersi dall'altro lato della pozza, sopra la piccola scarpata del bosco.
E allora dice alla bambina: Mettete le vostre mani nell'acqua. Sentiamo il suo commento a questo invito della Madonna: Se lei mi avesse detto di uccidermi io l'avrei fatto. Il mio rosario lo tenevo cos, le mani giunte, dita nelle dita...; a questo rosario ci tenevo molto, l'avevo trovato sulla strada....
Sappiamo che per obbedire all'apparizione, senza esitare e precipitosamente, immerge le mani nell'acqua gelida, lasciandovi cadere la corona del rosario. Sembra che in quel momento preghi per qualche minuto inginocchiata, e poi ode la Madonna che le dice: Questa sorgente  riservata a me! Buona sera; arrivederci!. Sono le stesse parole che i tre testimoni udirono uscire dalla bocca di Mariette, in un modo quasi ripetitivo. Evidentemente, erano come l'eco di quelle della Signora che, alla fine dopo il saluto, si  improvvisamente elevata, allontanandosi, arretrando al di sopra di quegli abeti vicino alla sorgente, e divenendo sempre pi piccola mentre si allontanava (per spegnersi, dir la veggente, come una lampada). Era la prima volta che la Madonna le parlava. Le fu chiesto come era la sua voce. Rispose che era dolce e che non c'erano termini di paragone con un'altra voce, con nessuna altra qualit di voce.
E riguardo alla sua bellezza, cos si espresse: pi bella di tutte le ragazze di Louveign e di Banneux, e quindi, senza paragone possibile. Come durata della seconda apparizione, si calcola sui quaranta minuti circa, ma forse saranno stati di pi.
Concludiamo questo capitolo ritornando all'interno di casa Beco dove Mariette risponde alle domande che le vengono fatte. Il risultato delle risposte e di ci che  stato visto dai testimoni pu essere cos riassunto: Charlesche  perplesso, non sa che cosa pensare.  la prima volta che si trova di fronte a un fatto del genere. Quanto al pap, lui ha gi cambiato opinione tre volte. Non sappiamo che cosa pensasse la mamma.  verosimile che, messi a letto i bambini, i genitori siano rimasti a conversare sull'argomento, perch verso le dieci o pi tardi sono ancora alzati e riceveranno una visita.


5. CONVERSIONE DI PAP BECO.

Quella sera stessa, mercoled 18 gennaio, verso le ore ventuno e trenta, il parroco don Jamin rientra da Liegi. Michel Charlesche lo stava attendendo per metterlo al corrente di ci che aveva visto e sentito. Il tempo di avvisare la sua domestica, e il parroco riparte in macchina per il castello di Chtyfontaine, situato a cinquecento metri al di l de La Fange. L c'era il fratello del barone, Padre Bonifacio Del Marmol, benedettino, che dopo trent'anni di lavoro missionario nel Katanga, era rientrato in paese nel luglio del 1932 per seguire una cura medica.
Era stato proprio con questa famiglia che il parroco aveva discusso e commentato con passione il frutto delle apparizioni di Beauraing; e proprio dallo stesso don Del Marmol era partita l'iniziativa di compiere una novena, con l'intento di avere un segno che in qualche modo autenticasse quelle recenti apparizioni. E cos, verso le ventidue, i Del Marmol vedono il parroco fare irruzione nel salone del castello, tutto agitato, nello stato classico di un uomo tutto sottosopra a causa di un avvenimento imprevisto.
Don Jamin comincia a raccontare loro il ritorno di Mariette al catechismo, ci che Mariette gli aveva raccontato in quel primo interrogatorio, e infine quello che Charlesche aveva visto e udito poche ore prima. E quindi propone: Perch non si va tutti insieme questa sera dai Beco per vedere ci che sta succedendo a La Fange?.
Proposta accettata: don Del Marmol, il suo cognato il conte Condic e il parroco partono per la casa dei Beco. Durante il tragitto don Jamin esprime il desiderio intimo che un segno dal cielo venisse a far luce perch lo svolgimento degli avvenimenti lo stanno inquietando non poco. E il desiderio : Se come segno del cielo il padre della bambina potesse convertirsi.
Quando giungono sono press'a poco le ventidue e trenta e vedono che c' ancora luce in cucina. La bambina era gi a letto e il pap, appoggiato alla tavola, si domandava che cosa si dovesse fare. I tre visitatori si fanno raccontare i fatti dai genitori di Mariette. Poi salgono al piano superiore: tutti i bambini dormono e Mariette addirittura profondamente. Ma non la svegliano. Ridiscesi, don Del Marmol chiede al pap se lui credeva nelle apparizioni avute dalla figlia. La risposta  breve e chiara: Io credo, perch Mariette non ha mai mentito!.
E poi, al momento di andare, senza che nulla lo facesse prevedere, pap Beco dice bruscamente al parroco: Per dimostrarvi che ci credo, domani far la comunione. Signor parroco, potete sentire domani la mia confessione...; vorrei comunicarmi. Questa sar la mia Prima Comunione...; la prima dopo la Prima Comunione da bambino. Il parroco gli rispose che l'avrebbe trovato in chiesa alle sei e mezza. Dicendogli questo, il sacerdote voleva vedere fino a che punto il cambiamento di pap Beco indicasse una conversione sincera oppure fosse una mossa per conquistare la sua fiducia. Infatti, era certo che una sua confessione e comunione, da solo in chiesa, non avrebbe avuto lo stesso impatto di una comunione e assistenza alla messa, di fronte a tutti. In realt pap Beco giunse alla chiesa dopo le sette e assistette alla Messa delle sette e mezza. Uomo semplice e retto, pap Beco non aveva bisogno di molte spiegazioni per convertirsi e per confessarsi.
 il gioved mattina del 19 gennaio. Dopo la Messa, il parroco preg il padre e la bambina di passare in canonica dopo il catechismo. La domestica fu avvertita di aggiungere due coperti per la colazione: voleva festeggiare la conversione e anche voleva parlare con la bambina su ci che era successo la sera precedente. A meno che la lezione di catechismo non sia stata molto accorciata quel giorno, dovevano essere circa le otto e trenta quando il parroco e i due ospiti entrarono in canonica. Probabilmente l'interrogatorio avvenne durante la colazione, sia per non far passare altro tempo, perch il padre doveva recarsi al lavoro e la piccola a scuola, e sia per mettere pi a proprio agio Mariette. La colazione cos risult animata, anche perch il padre era in vena di parlare. Il fatto di essersi confessato e comunicato lo aveva riempito di gioia.
La domestica ricorda che Mariette mangiava con buon appetito ed era preoccupata per l'ora della lezione. Indice che il tempo pressava. Sembra che la scuola iniziasse alle nove. Don Jamin prendeva qualche nota: era il secondo interrogatorio sui fatti, e questa volta in presenza del padre. La domestica usc pi volte dalla stanza per ridere a proprio agio nel sentire quelle cose..., a tal punto che, dopo la partenza degli ospiti, si prese il rimprovero dal parroco che le disse: Evidentemente noi non c'entriamo, ma vedete almeno il buon risultato! (riferendosi certamente alla conversione del pap della bambina). L'interrogatorio fu meno lungo e pi rapido di quello del giorno prima. Alcune domande furono le stesse.
Il contenuto dell'interrogatorio lo conosciamo. Possiamo solo aggiungere che don Jamin ritorna sulla domanda trabocchetto della statua della Madonna di Lourdes che c' in chiesa per far dire alla bambina che la Signora che lei vedeva era la stessa della statua. Niente da fare. Mariette nega decisamente. E alla domanda del parroco se avesse sognato la Madonna durante la notte, la piccola rispose negativamente. Sempre su questa apparizione, ci sono due risposte di Mariette.
Prima domanda:
Quando la Madonna  partita, eri contenta o triste?
Ero triste perch lei era partita, ma contenta quando Lei era l.
Seconda domanda:
La prima volta che sei andata alla sorgente, la Madonna era sopra alla fontana?
S.
Allora eri vicinissima a Lei, avresti potuto toccarla?
Non ci ho provato. Non avrei osato.
La giornata del parroco di quel gioved  piena. Comunque, constatando che l'apparizione si era ripetuta, scosso da come stavano andando le cose e soprattutto dal fatto della conversione di pap Beco (il segno che aveva chiesto al cielo), decide che la cosa pi saggia sia quella di seguire i fatti da vicino. Ottima decisione che raramente si verificher nella storia di altre apparizioni. E si organizza, cos, per la sera. Prudentemente, per, decide di non andare di persona sui luoghi dell'apparizione ma di mandare alcuni testimoni, affidabili per seriet, che poi lo ragguagliassero. Essi sono: Michel Charlesche, che si far accompagnare da Cheslet, la guardia-campestre, definito un uomo freddo che non dir un s al posto di un no. A questi due si aggiungeranno don Del Marmol e il conte e la contessa du Coudic. Anche il dottor Heuse, medico di famiglia dei Beco, viene invitato ad assistere quella sera a una eventuale apparizione. E nello stesso giorno, don Jamin, mette al corrente don Defourny, parroco di Louveign e il suo vescovo di Liegi, Mons. Kerkhofs.
Probabilmente, lo stesso giorno avverte anche il signor Todt, giornalista del Courrier du Soir, senza dubbio per prevenire ogni pubblicazione indiscreta. Poi scende a Aywaille a trovare il suo amico e confessore don Brabant per chiedergli consigli, mostrargli gli appunti dei due interrogatori e metterlo al corrente di tutti i dettagli. Don Brabant, professore di religione, ha molti punti in comune con lui, si sta interessando delle apparizioni a Beauraing, partecipa anche lui alla novena di preghiere e aveva studiato il caso di Teresa Neumann.
In giornata, il sacerdote si incontra ancora con don Del Marmol per concertare con lui alcune domande da suggerire a Mariette, affinch le ponesse alla bella Signora. La signora Del Marmol, quel mattino passa dai Beco; trova il padre completamente convinto che, tra l'altro, le confida: Mariette lo meritava proprio,  una piccola martire!. Anche la mamma condivide questo apprezzamento. Il padre si riferiva alla vita di sacrificio della bambina che, fin dalla tenera et, aveva dovuto sobbarcarsi con la mamma il peso della famiglia. Mariette non sa di avere questa... aureola e vive la sua vita normale. Non pensa o non ricorda pi di aver lasciato il suo rosario nella pozza d'acqua. Nel pomeriggio, a scuola, durante lo svolgimento delle attivit sportive, risulta prima nella gara di corsa. Indice, questo, di un grande controllo sulle sue emozioni.
Poi, nel prato, trascina da parte Josphine e le racconta ci che ha visto la sera prima. Nonostante tutto, continua ad avere confidenza nella sua amica:  l'unica persona alla quale racconta spontaneamente ci che sta succedendo nella sua vita. Don Del Marmol, sempre nella giornata del gioved, va a esaminare la pozza d'acqua e vi trova la corona del rosario di Mariette. La raccoglie e decide di riportargliela, cos ha l'occasione di conversare liberamente con la madre mentre la bambina  a scuola. Molte sono le domande che le pone, e a volte ripetute, specialmente quella che per lui ha molta importanza: se anche lei avesse visto qualche cosa. Ma la mamma risponde in modo piuttosto evasivo.
Quella stessa sera don Del Marmol si rec di nuovo in canonica dove si incontr con il dottor Heuse, invitato a cena dal parroco. Don Del Marmol allora, sembrava molto convinto della autenticit dei fatti. Nel frattempo la notizia comincia a diffondersi, soprattutto per opera di Charlesche. Cosa degna di nota  che le persone pi discrete sembrano essere state Mariette e la sua confidente Josphine Lonard. Questa, infatti, dichiarer che non ha detto nulla alle altre bambine e che a sua madre lo ha confidato solo dopo una settimana e in seguito alla sorella maggiore. Inoltre, bisogna notare che soltanto il sabato mattina dopo la prima apparizione, la nonna di Mariette, vicina della famiglia di Josphine, seppe per la prima volta delle apparizioni. Mariette, pur passando pi volte davanti alla sua porta, non le aveva confidato nulla degli avvenimenti.
Comunque, per Mariette, la giornata del gioved trascorre nella calma abituale. Partecipa con entusiasmo alle gare scolastiche e riporta il primo premio nella corsa a piedi, proprio in quel giorno in cui avverr la terza apparizione.  senza dubbio a quella circostanza che Josphine fa riferimento quando dichiara che il gioved della prima settimana Mariette gliene ha parlato ancora, traendola in disparte, in un prato dove erano andate a giocare.
Questo particolare sta a dimostrare che se Mariette non dimenticava la visione, questa per si mescolava nella sua vita di bambina, senza disturbare i suoi comportamenti normali di ogni giorno. Notiamo anche che, a partire da questo giorno, Mariette, non trover pi alcuna opposizione da parte dei suoi genitori. Abbiamo gi detto come il padre, dopo aver assistito ai fatti del mercoled sera e dopo la sua confessione e comunione del gioved mattina, si fosse completamente convinto della verit dei fatti.
Questa convinzione del marito si era manifestata in modo pi clamoroso, mentre quella della moglie era avvenuta in modo pi discreta. I visitatori di mercoled sera e di gioved non dicono nulla dell'impressione che fece sulla moglie la conversione del marito. Ella stessa, sebbene non trascurasse di fare la Pasqua, lasciava parecchio a desiderare dal punto di vista religioso.
La sua salute e la cura dei bambini erano dei motivi scusanti, ma anche quando stava bene di salute e prima del matrimonio mancava facilmente alla Messa domenicale. E se non aveva mai visto pregare Mariette, come lei afferma, era anche perch, forse, non glielo aveva n insegnato n dato l'esempio.
Gioved sera. Lo stato d'animo di Mariette all'avvicinarsi dell'ora  facile da immaginare. Spera nel ritorno dell'apparizione. La Signora le aveva detto: Arrivederci!, ma non aveva detto quando. E poich ha interposto tre giorni di intervallo tra la prima e la seconda visita, che avvenga una terza il giorno dopo non  affatto sicuro, ma pu essere possibile. In previsione di questo, don Del Marmol ha istruito Mariette sulle domande da porre alla Signora. Chi  Lei? Che cosa significa: questa sorgente  riservata a me?. La stessa signora Del Marmol aveva assicurato i genitori di Mariette che sarebbe ritornata alla sera ed essi immaginano che non verr da sola: ci saranno senz'altro anche don Del Marmol, il conte di Coudic, per non parlare di Charlesche.
E bench sia stato raccomandato ai genitori di non dire nulla a Mariette di tutto questo, non  certo che essi abbiano rispettato la consegna. Del resto, anch'essi sperano nel ritorno della Signora. Il loro comportamento, la speranza, l'attesa sono nell'aria e Mariette se ne accorge e ne ricava conferma al suo desiderio. Certamente lo stato d'animo di Mariette  diverso da quello di Bernadette o dei veggenti di Fatima. Quelli andavano a un appuntamento concordato, data e ora precise. E queste precisazioni erano molto pi persuasive ed emozionanti del semplice, vago arrivederci udito da Mariette.
C' da dire che non tutti i testimoni oculari mandati dal parroco assisteranno fin dall'inizio alla scena dell'apparizione. Stranamente, chi assister allo svolgimento completo, sar un vicino di Charlesche, un certo Dedoyard, un albergatore, che non voleva credere al racconto del suo amico e quindi era stato invitato ad accompagnarlo; lui aveva accettato solo per curiosit. I due erano partiti assieme alla volta de La Fange, ma Charlesche si era attardato presso Cheslet, il guardia-campestre, per cui Dedoyard aveva preferito proseguire da solo. Per questo motivo si trover all'interno di casa Beco fin dall'inizio dell'avvenimento.
Altri testimoni qualificati erano i componenti della famiglia Del Marmol al completo, eccetto il padre benedettino. Quest'ultimo, infatti, si trovava in canonica con il dottor Heuse e i due giunsero molto in ritardo, praticamente quando tutto era finito e Mariette era appena rientrata in casa. Comunque, i Del Marmol, rendendosi conto che in casa non avrebbero trovato posto tutti, rimasero fuori, con discrezione, aspettando che Mariette uscisse. Erano circa le diciannove.
Quanto a Charlesche e Cheslet, incaricati dal parroco come testimoni, giunsero quando Mariette aveva gi lasciato il giardino e si stava dirigendo verso la sorgente. Quindi, poterono assistere solo alla seconda parte dell'avvenimento, quella avvenuta alla sorgente. Tutti costoro erano in attesa della probabile apparizione della Madonna alla piccola Mariette che, seduta tranquilla in un angolo della casa, non proferiva parola; anche lei in attesa.


6. LA VERGINE DEI POVERI.

Terza apparizione.  -  Quel gioved sera, 19 gennaio, era molto buio e il tempo era cattivo. La temperatura, molto fredda, non invitava certamente a uscire di casa. Racconta Dedoyard: Abbiamo cercato di dissuadere la piccola a uscire a causa del tempo troppo cattivo. Ma lei rimaneva nel suo cantuccio senza rispondere. Sembra che anche i genitori di Mariette, oltre a Dedoyard, abbiano insistito per trattenere in casa Mariette, lasciandola comunque libera di agire. Verso le sette, si alza, si mette sul capo un vecchio cappotto ed esce, senza dir nulla. Conoscendo la sua paura di uscire da sola la sera, la seguono, molto meravigliati nel vederla uscire nel buio cos decisa, senza chiedere di essere accompagnata.
A cinque metri circa dalla casa, Mariette si mette in ginocchio e prega, da sola, a voce bassa. Il gruppo dei Del Marmol la osserva dall'esterno del recinto del giardino. Vedendola pregare, anche la signora Del Marmol fa lo stesso. Ha appena il tempo di recitare tredici Ave Maria, prima che Mariette annunci l'apparizione. Infatti, stendendo le braccia, la piccola grida improvvisamente: Oh, eccola!. Dopo un momento di silenzio, i testimoni odono la domanda che Mariette rivolge alla Signora, secondo l'incarico di don Del Marmol. Poi la bambina esclama: Oh! La Vergine dei poveri!, come ripetendo ci che ha udito. Quindi, si alza e si dirige verso il cancello che d sulla strada. La signora Del Marmol sostiene che in quel momento Mariette abbia detto: Lei mi chiama, ma di questo non ci sono conferme. Giunta al cancello, sembra non accorgersi di tutte quelle persone che la guardano cos da vicino e che devono scansarsi per lasciarla passare. Cos racconta la signora Del Marmol: L'ho proprio vista bene passare davanti a me, guardando un po' pi in alto di lei e camminando con un passo che sembrava regolarsi sulla marcia di un'altra persona.
Lungo il cammino, si inginocchi in tre riprese, in modo normale, senza precipitazione. Quando era in ginocchio, continuava a guardare pi in alto di lei. Giunta alla sorgente, Mariette si inginocchia di nuovo, tenendo lo sguardo fisso sopra la scarpata. Le signore del gruppo che la seguono, commosse, si inginocchiano anche loro. Tutti odono la seconda domanda che Mariette pone alla Signora: Bella Signora, voi ieri avete detto: "Questa sorgente  per me". Perch "per me"?
C' un istante di silenzio, poi Mariette dice con voce chiara e distinta: Per tutte le Nazioni, per gli ammalati!. E poi con forza, alzando la voce: Grazie, grazie!. E con espressione pi dolce soggiunge: Pregher per te. Infine: Arrivederci!. E qui termina la visione.
Dopo la parola arrivederci, Mariette si alza e lascia il bordo del fossato. Si stropiccia gli occhi e quando riesce a vedere un po' meglio, scorge suo padre nel gruppo di persone che la circondano e corre ad abbracciarlo. Siccome fa molto freddo, si torna a casa subito e nessuno ormai si attarda alla sorgente. Il dottor Heuse, che era appena arrivato con don Del Marmol, entra in casa Beco assieme al corteo, e subito vuole interrogare ed esaminare la veggente, ma questa, con un misto di paura, di repulsione e di collera va a rannicchiarsi nel fondo della seconda stanza, vicino a un letto, con il suo rosario tra le mani, piangendo e pestando i piedi gridando: Non voglio il dottore, non sono ammalata!.
Probabilmente,  questa circostanza a cui si riferiscono Mariette e la madre, quando raccontano che una sera Mariette era rientrata dopo aver recitato il rosario fuori e il dottore volle prenderle il polso, ma lei ritir bruscamente la mano, rompendo cos involontariamente il suo rosario, mentre gridava al dottore: No, dottore, visitate il mio fratellino; non sono io che sono ammalata,  il mio fratellino.
La cosa non deve sorprendere troppo, perch si dice che la famiglia fosse di modi poco socievoli, e il medico era ricevuto con paura in quell'ambiente, producendo l'effetto di uno spauracchio per i bambini, ai quali si diceva: Se non stai buono, chiamiamo il dottore!.
Allora la signora Del Marmol, visto che non si otteneva nulla in quella maniera, anche se con molta difficolt, riesce ad avvicinarsi alla piccola e a calmarla. La riporta in cucina e la siede sulle sue ginocchia. A forza d'insistenza il dottore, con la signora Del Marmol, riesce a farle qualche domanda alle quali Mariette risponde molto brevemente. Anzi, a detta dei testimoni, bisogna farle molte domande per riuscire a stento a carpirle qualche particolare.
Alla fine, il dottore riesce a prenderle il polso, ma non nota nulla di anormale. Vorrebbe procedere a un esame pi approfondito, ma non vi riesce. La bambina si dimostra molto impaurita non essendo abituata a vedere tanta gente.
I presenti notano che ogni tanto si stropiccia ancora gli occhi. Il dottore, visto che non poteva ricavare pi nulla dalla bambina, torna dal parroco per riferirgli pi che altro ci che aveva sentito dagli altri, dato che era arrivato a cose gi finite. Invece, gli altri testimoni rimasti in casa, continueranno a interrogare Mariette anche dopo la partenza del dottore. Lei risponde gentilmente, ma sempre con poche parole.
Il fatto di dovere rispondere alla domande di don Del Marmol e del conte du Coudic la intimidiva visibilmente.
Naturalmente, le domande vertono sull'aspetto della Signora e sulle sue parole. Tutti constatano che la descrizione dell'apparizione data quella sera, concorda con le descrizioni fatte delle apparizioni anteriori e che le parole attribuite alla Signora corrispondevano alle parole pronunciate da Mariette durante la visione. C' una domanda nuova, un po' strana, e cio, se la Madonna portava fiori. Mariette risponde con esitazione. Purtroppo, il testimone che riporta questa domanda si dimentica di precisare se la risposta fu affermativa o negativa. Poi, dopo gli interrogatori ripetuti dei diversi testimoni presenti quella sera, Mariette manifesta una grande stanchezza e dolore agli occhi.

Durante la notte la bambina dorm male. Era stata troppo affaticata durante la serata. La fatica provocata dalla visione era stata senz'altro leggerissima e piacevole, ma l'invasione di tanti estranei nella sua casa, le loro molteplici domande e la temuta presenza del dottore avevano sconvolto questa ragazzina poco socievole e provocato un forte malessere, probabilmente di natura digestiva, dato che al mattino seguente non riusc a ingerire quasi nulla.
Al termine del racconto di questa terza apparizione della Madonna, apriamo una piccola parentesi per dire la nostra perplessit sul comportamento degli adulti nei riguardi della piccola veggente. Abbiamo assistito, infatti, alla indisponente pressione e insistenza nell'interminabile interrogatorio che Mariette dovette subire da parte di tanti testimoni dopo l'apparizione. Francamente non si spiega tanta insensibilit da parte loro, pur salvando la loro naturale curiosit e buona fede, e dovendo poi riferire il tutto al sacerdote.
Si ha l'impressione che essi non si rendano conto della giovanissima et della bambina, abituata ad andare a letto
presto la sera. Una bambina, tra l'altro, che ha gi avuto una giornata piena, ha gi affrontato l'emozione dell'incontro con il soprannaturale e alla quale il ritorno alla realt di questa terra provoca necessariamente un po' di trauma.Passare dal sorriso della Madonna e dalla sua dolcezza alla
petulanza di tutti quei volti avidi e insaziabili di notizie non
fu certamente un bel risveglio.
Insensibilit di fronte alla reazione di paura e di collera della piccola che si esprime perfino con il pestare i piedi. Insistere, ha rasentato la crudelt e quasi una violenza su di lei. Nessuno seppe difendere la bambina dalla insensibilit dei grandi, e cos stette male tutta la notte e il giorno dopo.
Vediamo, ora, come la visione si svolse agli occhi di Mariette e come lei dichiara di averla vista. La Signora venne come la volta precedente, da lontano, nel cielo; la sua figura si ingrandisce a mano a mano che si avvicina e viene a fermarsi nello stesso posto del giardino. Era nell'aspetto e nell'atteggiamento in tutto simile a quella che aveva visto la sera prima. Alla prima domanda di Mariette, la Signora, che la veggente chiama per la prima volta: Mia bella Signora!, risponde: Io sono la Vergine dei poveri. E la bambina esprime la sua sorpresa e meraviglia ripetendo: Oh, la Vergine dei poveri!. Subito dopo, la Madonna fa cenno alla bambina con il gesto della mano di seguirla, mentre si allontana scivolando a ritroso verso la sorgente. Durante il tragitto avvengono le tre fermate, come la sera precedente.
Alla sorgente, la Madonna si mette come al solito sopra la scarpata al di l della pozza d'acqua, e Mariette si inginocchia guardandola. Poi la veggente le rivolge la seconda domanda. Infatti, non era chiaro il significato per il parroco, per i Del Marmol e anche per la bambina ci che la Madonna aveva detto al riguardo della sorgente la sera precedente. Ecco come viene formulata la domanda: Mia bella Signora, ieri avete detto che questa sorgente  riservata a me! Perch a me?, dimostrando che aveva capito fosse riservata a lei stessa. Di fronte a tanto ingenuo equivoco, la Madonna sorride in un modo pi accentuato del solito. Mariette dir in seguito che addirittura ha riso. Un riso discreto per. Ed ecco la risposta: Questa sorgente  riservata per tutte le Nazioni, per alleviare gli ammalati. Ed  a questo punto che la bambina dice a voce molto alta, con slancio: Grazie, grazie. Poi dopo una pausa la Madonna dice ancora: Pregher per te. Arrivederci.
Dopo rarrivederci, la bella Signora si allontana alzandosi sopra gli abeti e diventando sempre pi piccola mentre scompare. Il seguito lo conosciamo gi.
Torniamo ora alla continuazione del nostro racconto. Avevamo detto che Mariette stette male durante la notte. E cos rimase a letto. Siamo a venerd, 20 gennaio, alle dieci del mattino. Il parroco, che non aveva visto la bambina al catechismo quella mattina, incuriosito e anche deluso per quella assenza, dato che l'aspettava per interrogarla personalmente sui fatti della sera precedente, decise di recarsi presso la famiglia Beco per interrogare almeno il padre sulla terza apparizione.
Naturalmente, ne era gi stato informato dai testimoni che aveva mandato, ma voleva ulteriori precisazioni. Dall'interrogatorio, infatti, si ha l'impressione che fosse gi al corrente di ogni dettaglio circa l'apparizione. Entrato in casa per parlare con il padre, vi trova anche Mariette. Apprese allora che si sentiva molto stanca e che le facevano male gli occhi. E proprio per questa indisposizione, molto probabilmente il parroco non fece durare a lungo l'interrogatorio della bambina. Vediamo ora qualche spiegazione che Mariette d al sacerdote quella mattina e, in seguito, ad altre persone su ci che successe in quella apparizione.
Veniamo prima di tutto alla spiegazione del perch la Madonna si mette a ridere alla domanda di Mariette sulla propriet della sorgente.
Durante l'apparizione, Mariette not molto chiaramente quel sorriso pi evidente del solito, come dir, dopo la domanda che aveva rivolto alla Madonna, ma non ne cap il motivo. Lo capir solo in seguito. Probabilmente, dato che la bambina parlava poco di queste cose, nessuno si era accorto che nella apparizione precedente la piccola aveva frainteso le parole della Madonna. Alcuni mesi dopo sar Mariette stessa a spiegare tutto. Ecco come: Io pensavo che "questa sorgente  riservata a me", come aveva detto la Madonna, volesse dire che la sorgente era per me (e cos dicendo, con le mani si batteva il petto per indicare se stessa). Ero proprio un animale per credere che la sorgente fosse per me.
Cos la Madonna approfitta dell'equivoco (del quale ride come una mamma quando si accorge che il bambino ha travisato il senso delle sue parole), per chiarire meglio a tutti che cosa volesse realmente dire col riservare la sorgente per se stessa. E cio, per tutte le Nazioni. Parola questa che la bambina non comprese nel suo significato, a tal punto che per farglielo comprendere dovettero mostrarle un mappamondo, perch se ne facesse un'idea.
 lo stesso dottore, subito dopo l'apparizione, quando Mariette ripete il messaggio in casa, ad accorgersi che la bambina pronuncia questa parola senza comprenderne il significato.
E poi la Madonna prosegue dicendo: Per alleviare gli ammalati. Anche il verbo che la Madonna usa non viene compreso da Mariette. E non lo ripete a voce alta come fa con le altre parole dette dalla Madonna. Anche quando la interrogano non lo dice subito. La gente che le sta attorno infatti ode soltanto: Per le Nazioni... per gli ammalati.
Tace la parola soulager che abbiamo tradotto in italiano col termine alleviare. Ma forse si potrebbe rendere anche come: alleggerire, confortare, togliere il dolore agli ammalati.
Che Mariette non avesse capito il significato di soulager  certo, perch Josphine Lonard, la sua amica, afferm che fu a lei che Mariette si rivolse per sapere cosa volesse dire quel verbo.  significativo che la piccolanon ha una grande fiducia negli adulti, tanto da ricorrerea una sua coetanea per spiegazioni.
Ed  a proposito del dono della sorgente per tutte le Nazioni e per alleviare la sofferenza dei malati che Mariette ringrazia cos calorosamente con quel grazie, grazie!.

Pur non avendo capito il verbo, dal sostantivo malati aveva comunque intuito che quella fonte era a vantaggio dei sofferenti. I presenti si meravigliano del ringraziamento di Mariette, perch tutti sapevano che non era sua abitudine ringraziare. Racconta infatti Dedoyard, che la piccola andava a casa sua a ritirare la cena, dicendo semplicemente buon giorno all'entrata e.arrivederci all'uscita, senza mai aggiungere un grazie, perch quella bambina non era stata educata a questo. Ora, invece, ringrazia con calore la bella Signora.
Durante l'interrogatorio della mattina da parte del parroco, si viene a conoscere un particolare nuovo: il colore del rosario della Madonna  bianco. Inoltre, ci sono duedomande del parroco alle quali Mariette non risponde alcunch. E sono: Perch ti sei inginocchiata?. E l'altra: Perch hai detto grazie?. Il sacerdote sa bene che con lei  inutile insistere e quindi passa oltre. Ma perch non ha risposto? Se le si domanda fatti, ci che  successo, ci che ha visto e udito, va bene; ma chiederle spiegazioni perch ha fatto questo o quello,  davvero troppo per lei. L'analisi dei motivi, dei sentimenti, non  il suo forte.
A volte in queste circostanze rispondeva con un cos, senza dare ulteriori spiegazioni. Oppure, la natura indipendente di Mariette avr trovato quelle domande indiscrete? Un giorno che le si chiese perch lei avesse detto grazie, grazie, rispose: Non c' bisogno che lei lo sappia. Ma al parroco non avrebbe dato una risposta del genere, per cui prefer tacere.
Concludiamo sottolineando un'altra novit: Mariette per la prima volta si rivolge alla Madonna chiamandola Mia bella Signora!. Mesi dopo, confidava al riguardo: Io chiamavo la Madonna, "bella Signora", vero? Ma io non sapevo perch.  sempre difficile per lei spiegare il perch dei suoi sentimenti e delle sue azioni, ma i motivi ci sono sempre e crediamo di indovinarli.
Prima di tutto, non solo non ha alcuna paura della visione, ma addirittura ha preso gi pi confidenza a talpunto da permettersi di riferirsi alla sua bellezza. E poi quella bellezza deve averla affascinata tanto, da notare prima di tutto questo aspetto della sua Signora. E certamente, non possiamo darle torto.


7. UNA PICCOLA CAPPELLA.

Quarta apparizione.  -  Dopo la visita del parroco, anche don Del Marmol passa a vedere Mariette in mattinata, non sappiamo a che ora. Ecco la sua dichiarazione: Era il 20 gennaio (cio gioved) e Mariette rimase a letto tutto il giorno. Non era malata ma provava uno spossamento generale. Andai a vederla e consigliai ai suoi genitori di non lasciarla uscire alla sera a causa del freddo. Volevo metterla alla prova. Mariette, con una smorfia del viso, mi fece capire che sarebbe uscita malgrado il divieto del padre formulato davanti a me.
Ma prima di continuare la nostra narrazione,  bene chiarire subito un punto che  emerso dalla deposizione di don Del Marmol. Egli, infatti, dice che voleva mettere alla prova la bambina. Ma che genere di prova? Forse intendeva per prova, farle proibire dal padre di uscire la sera per l'eventuale incontro con la Signora?
Forse don Del Marmol vuole mettere alla prova sia la Signora, sempre nel caso fosse veramente lei, sia la bambina. E per la bambina sarebbe stata una prova terribile. Il religioso cerca di giustificare la sua prova adducendo la scusa del freddo, che in effetti c'era, ma egli intende ben altro.  una prova d'ordine morale, che si gioca nell'intimo della coscienza, e quindi pi dolorosa.
Il ragionamento del religioso  sottile ed  questo: se la Signora che dice di vedere Mariette  reale, e se questa Signora  veramente la Madonna, questa non trasciner la bambina a disubbidire formalmente a suo padre. Infatti, la Madonna non potrebbe comandare una disubbidienza e quindi un peccato. Questa  la prova a cui dovrebbe venire sottoposta la Madonna. Mentre la prova a cui verrebbe sottoposta la bambina  questa: Tu sai che devi ubbidire a tuo padre. Lo dicono anche i comandamenti di Dio. Ora, tuo padre ti proibisce di uscire. E se la Signora ti chiama per uscire, ti invita a commettere un peccato di disubbidienza e quindi non pu essere la Madonna. Oppure, se lei non dice niente o non appare e tu vuoi uscire lo stesso, allora offendi la Signora che non pu essere contenta nel vederti disubbidire.
Ecco descritta la duplice prova a cui il religioso voleva sottoporre la Madonna e Mariette. Ma, la Madonna non poteva cadere in trappola; e Mariette, pur essendo molto semplice, non vi cade lo stesso. Don Del Marmol, da parte sua, aveva gi fiutato che la prova rischiava di andare a finire in niente quando vide Mariette fare una smorfia molto significativa di fronte al consiglio che dava a suo padre per lei. Naturalmente, il religioso giudic la bambina in modo negativo, come se fosse decisa a disubbidire, incurante del divieto dei genitori.
Invece, quella smorfia poteva anche essere interpretata in modi diversi. Prima di tutto, poteva indicare la disapprovazione della bambina a questo consiglio del sacerdote ai genitori. Oppure Mariette, che conosceva bene i suoi genitori, e specialmente suo padre, sapeva bene che sarebbe riuscita a far cambiare loro parere una volta che il religioso fosse uscito di casa. Don Del Marmol, non conoscendo quale tipo di educazione aleggiasse in casa Beco, non poteva immaginarsi una interpretazione del genere da dare a quella smorfia, che a lui parve piuttosto un gesto di sfida. Anche se, a fatti avvenuti come vedremo, un po' di sfida circolava nel cervellino di Mariette, piuttosto seccata di questa ingerenza del religioso.
Ma ci fu anche un'altra imprudenza del religioso che certamente non lo aiut a entrare in simpatia con la bambina. Ecco cosa accadde in quella circostanza, secondo il racconto di Mariette. Ero stata a letto parte di quel giorno e don Del Marmol venne in quel giorno. Chiusero la porta della stanza e lui disse: "Ha delle visioni". Credevano che io stessi dormendo, invece io l'ho udito. Domandai poi a mio padre che cosa volesse dire "delle visioni". E lui mi ha detto: "Sono delle cose che non sono vere". Mariette pot udire quelle parole perch quel giorno non stava a letto nella sua stanza al piano di sopra, ma in quella attigua alla cucina perch pi calda e pi a portata delle cure richieste.
Non sappiamo che cosa abbia pensato Mariette nei riguardi di don Del Marmol dopo la spiegazione del padre, ma lo possiamo immaginare, sapendo come reagiva di fronte a chi mettesse in dubbio le sue parole. Il dissidio e la sofferenza comunque non trapelarono, ma certamente fu un elemento in pi che influ negativamente sul suo stato di salute.
Dalla risposta del padre sincera e chiara, senza girare attorno alle cose, troviamo la conferma della rettitudine di quest'uomo che dice le cose direttamente come sono, anche ai suoi figli, senza addolcire o occultare loro la verit, pur sapendo che questa li avrebbe fatto soffrire. Anche per questo, pap Beco ci  veramente simpatico. Simpatico anche per una idea brillante che non era venuta in mente neppure al parroco e allo stesso don Del Marmol, che tanto erano preoccupati della verit o meno dei fatti. Durante la giornata, infatti, pap Beco raccomanda a sua figlia di chiedere alla Signora che cosa volesse.
(Se questa raccomandazione del padre venne fatta dopo la visita di don Del Marmol, significherebbe che anche il pap non era troppo convinto del consiglio di vietare alla figlia di uscire di casa). Pap Beco ancora una volta si dimostra uomo molto pratico. Visto che il giorno precedente i due ecclesiastici avevano suggerito alla figlia di fare due domande alla Signora e visto che questa risponde, gli sembra giusto prendere anche lui l'iniziativa di porre una domanda semplice e logica, e cio: Che cosa volete?
Lo stato d'animo, di Mariette per quanto riguarda la Signora,  pi tranquillo. La bambina si sente sicura che la Madonna torner perch la sera precedente le ha detto: Arrivederci!. E come l'arrivederci del mercoled si era verificato il gioved,  molto probabile che si verificher anche il venerd sera. Quanto alla proibizione, sembra che Mariette non sia molto preoccupata, tanto  vero che non ritorna sull'argomento.
E riguardo al suo stato di salute, sembra che l'indisposizione che l'aveva disturbata durante la notte si sia calmata. Infatti, dorme profondamente fino alle diciotto e quarantacinque. Nel frattempo, arriva della gente nei pressi di casa Beco per assistere alla probabile apparizione. Almeno una quindicina erano i testimoni, ma non tutti poterono assistere da vicino a ci che precedette la visione e a ci che la segu. Infatti, la maggior parte attendeva sulla strada che Mariette uscisse di casa e probabilmente pensava che anche quella volta si incamminasse verso la sorgente.
Il fattore Thonet, aspettando l'ora, era entrato in casa dei Beco con il suo cane e probabilmente anche Dedoyard che gi conosciamo. Invece, don Del Marmol non era ancora giunto perch era andato dal parroco con il Conte du Coudic per metterlo al corrente, senza dubbio, del consiglio dato ai genitori Beco di impedire alla bambina di uscire quella sera.
Quel venerd sera, alle diciotto e trenta Mariette  ancora a letto e sta dormendo profondamente. Verso le diciotto e quarantacinque si sveglia, si alza per andare in cucina a guardare l'orologio a pendolo, poi si veste. Ecco cosa racconta lei: Io dormivo profondamente alle diciotto e trenta. I miei genitori avevano detto: "La lasciamo dormire"; ma un quarto d'ora prima delle sette, "crac", io ero sveglia.
Proprio perch volevano lasciarla dormire, rimarca meglio il fatto che si era svegliata spontaneamente. Quel crac che usa  proprio per indicare il suo risveglio di colpo. Riguardo all'ora non poteva sbagliarsi perch era andata a guardare l'orologio. I genitori nel vederla vestirsi, tentano di opporsi al suo progetto di uscire: Fa troppo freddo, non stai bene.
C' una discussione animata a cui prende parte perfino il signor Thonet per dare man forte ai genitori. Ma Mariette, contrariata, infastidita, esasperata, si mette a piangere, probabilmente batte anche i piedi per terra, minaccia e alla fine l'ha vinta lei.
Lasciamo che sia lei stessa a raccontarci come and la cosa: Mio padre non voleva (che uscissi), diceva che faceva troppo freddo. La mamma voleva che mi mettessi un mantello, ma io non volevo. C'era l il signor Thonet con il suo cane che mi impediva... Ero rimasta a letto per buona parte della giornata..., e mia madre diceva che non stavo bene. Io ho detto: "Se voi mi mettete a letto, salto dalla finestra". Alla fine mi hanno lasciata uscire.
Suo padre, che le voleva molto bene, non poteva vederla piangere. Sappiamo da altre circostanze come il pianto di Mariette fosse un pianto esasperato, violento. E i genitori, come loro abitudine, cedono. Cos, il permesso  ottenuto. E con questo si aggira la trappola posta per lei e per la Madonna da don Del Marmol, che per fortuna in quel momento  assente.
Probabilmente, per, la Madonna deve averle dato una mano facendo arrivare il religioso a discussione finita, altrimenti le cose potevano mettersi in un altro modo. E cos, quando don Del Marmol entra in casa, trova Mariette, gi in piedi, nell'angolo della stanza, pensosa, pronta ed equipaggiata per uscire. Si pu immaginare l'imbarazzo generale. Don Del Marmol esprime il suo stupore nel constatare che i suoi consigli non siano stati eseguiti. I genitori si scusano di non aver potuto impedire alla piccola di fare diversamente da ci che lui aveva suggerito.
Mariette, ottenuto ci che voleva, non parla pi. Molto probabilmente il religioso insistette ancora con i genitori, ma questi, avendo gi ceduto, si scusano di averlo fatto, ma non intendono ritornare sulla proibizione.  da notare come essi non si rimangiano la parola data alla figlia; preferiscono rispettare le sue decisioni anche a costo di imbarazzo di fronte al sacerdote. Saranno stati ignoranti in tante cose, ma erano intelligentissimi in altre: come sul rispetto dovuto alle decisioni prese dai figli, anche per non esasperarli ulteriormente. Alla fine dei conti, che ne sapeva il religioso delle reazioni della loro piccola? E poi, se era veramente la Madonna che le appariva, chi poteva arrogarsi il diritto di impedirle di vederla? Che se la prendesse lui la responsabilit, sempre che ci riuscisse.
Si potr forse obiettare che il permesso di uscire Mariette l'ha ottenuto con tutte le forze e con la minaccia di saltare addirittura dalla finestra e a suoni di pianti e strilli.  vero, ma faceva parte dell'usanza del suo ambiente familiare esprimere i propri desideri in modo vivo e deciso. Al riguardo, nella sua deposizione, il Thonet annota:  un po' l'abitudine dei bambini Beco agire di testa loro. La mamma non ha la forza di farsi ascoltare e il padre  troppo buono: lascia fare a sua moglie. E poi il motivo apparente della proibizione non stava in piedi. Si adduceva che fuori era troppo freddo. Ma da quando in qua il freddo aveva costituito un impedimento per uscire a compiere i propri doveri? E questo, crediamo, lo avevano capito bene sia i genitori che Mariette.
Verso le diciannove, Mariette molto decisa, dice a don Del Marmol: Venite, padre. Ed esce.  strano che si rivolga direttamente a lui. Ma la piccola aveva due cose sullo stomaco che non riusciva a digerire di lui: la prima era per tutto il suo essersi dato da fare per convincere i suoi genitori a impedirle di uscire, per cui lei aveva fatto una smorfia. La seconda per aver detto a suo padre che lei vede visioni; cio, come le spieg suo padre, cose non vere. Quindi,  al religioso incredulo che Mariette dice: Venite, cio venite a rendervi conto se vedo cose non vere. Dietro di lei, quindi, si incammina don Del Marmol, il pap e il signor Thonet.
Suo padre la copre con una coperta. Il freddo era intenso e lei non aveva voluto mettersi il mantello. Il motivo? Probabilmente perch le avevano portato come pretesto il freddo per trattenerla in casa e lei in risposta, secondo il suo carattere impulsivo e testardo, pretendeva sfidare il freddo senza il mantello.  molto buio. Al di fuori del recinto c' pi gente del giorno precedente: ci sono anche dei giornalisti, un medico (non quello di famiglia), due amici di Don Brabant e un gruppo composto dai familiari di don del Marmol che erano appena ritornati in macchina da Liegi.
Mariette si inginocchia sul sentiero del giardino, al solito posto, e prendendo in mano il rosario si mette a pregare a bassa voce. Accanto a lei ci sono i tre.
Dopo qualche Ave Maria, circa due o tre minuti, Mariette apre un po' le braccia ed esclama con un tono semplice, naturale: Oh! Eccola!. Dopo qualche istante, la bambina che non aveva dimenticato la raccomandazione di suo padre, chiede con voce chiara, udibile da tutti: Che cosa desiderate, mia bella Signora?. Altra breve pausa e Mariette riprende: Oh, una piccola cappella?, con un tono leggermente interrogativo come per dire: Ho capito bene?.
Poi la bambina si inchina, si piega leggermente in avanti, si lascia cadere sul fianco sinistro e rimane distesa per terra, svenuta.
Attorno a Mariette rannicchiata sul fianco sinistro per terra, si prodigano il padre, don Del Marmol e Thonet. Don Del Marmol estrae la sua lampada tascabile e illumina la piccola. Era inerte e come senza conoscenza, nota il religioso, ma non c'era pallore sul suo viso; gli occhi erano semichiusi e le membra erano rimaste flessibili. Le solleva la testa mentre suo padre continua a chiamarla: Mariette! Mariette!, ma la bambina non risponde. Allora pap Beco e Thonet la portano in casa prendendola l'uno per le spalle e l'altro per le gambe.
Quando la mamma li vede entrare con Mariette in quelle condizioni si mette a gridare: Oh che disastro! Eh Mariette!..., e rimprovera il marito perch l'aveva lasciata uscire: Julien, che cosa avete fatto?. Depongono la piccola sul letto. Probabilmente  in questo momento che riprende conoscenza, perch vedendo sua madre gridare e piangere, le domanda che cosa sia successo. Nel frattempo, altre persone entrano in casa e avvisano che c' un medico fuori, tra la gente. Qualcuno si affaccia e chiede del dottore, che entra subito. Non era il medico di famiglia che la bambina non voleva vedere, ma un altro; un certo dottor Chaumont che, presa la torcia tascabile di don Del Marmol, esamina la veggente.
Cos deporr: Quando entrai, lei era gi rinvenuta. Alla domanda se, secondo lui, la bambina avesse avuto un vero svenimento, rispose: S, non ne ho dubitato. Faceva molto freddo e la piccola non era nelle migliori condizioni quel giorno. Il mio esame  stato sommario; mi sono limitato a tastarle il polso e lo trovai buono.
Un certo Vincent, che era arrivato quando stavano portando Mariette in casa, e che aveva introdotto il dottore, cos descrive la scena: Il dottore ha esaminato la piccola. Non sembrava ammalata n che ne risentisse (dell'accaduto). Era coricata, girata verso il muro. Il dottore l'attir verso di s due volte e appena lasciata, si girava di nuovo verso il muro. Non diceva nulla e non si lamentava. L'espressione era normale. Non aveva l'aria di una bambina che soffrisse. Il suo atteggiamento sembrava dire: "Lasciatemi tranquilla!". Il medico poi disse: "Non ha nulla, lasciatela tranquilla". La lasciammo e ritornammo in cucina.
 facile immaginare perch Mariette, gi rinvenuta, non si spaventa che il dottore le tasti il polso. Lei non sa che quello  un dottore, e lo crede uno qualunque degli astanti.
Comunque, dopo la visita del dottore, Mariette si addormenta, non prima di aver inteso don Del Marmol sussurrare al medico: Lei vedrebbe qualche cosa e i bambini del conte non hanno visto nulla.... Il religioso, dopo qualche minuto dal congedo del dottore, ritorna ancora presso la bambina per vedere come stava e la trova completamente addormentata.
Quella sera ci fu una delusione generale. Tutti se ne andarono dalla casa dei Beco in punta di piedi, dopo aver espresso alla famiglia le proprie condoglianze come se si fosse trattato della conclusione di un funerale!
Eppure i genitori dimostravano di essere convinti della verit di ci che la bambina diceva. Pap Beco era visibilmente commosso. Ai rimproveri della moglie quando aveva portato in casa Mariette svenuta non aveva risposto nulla, ma ora che lo spavento era passato si lascia andare a qualche confidenza: Io non voglio pi tutto questo: esporre la vita della mia bambina... Comunque, non si sa; forse  la Madonna che ci vuole tirare fuori dalla nostra miseria?.
E si mette a raccontare la sua vita a chi era ancora rimasto. Aveva meno di undici anni quando cominci a lavorare nella ferriera, poi operaio nella industria tessile... Quando si  sposato non aveva che qualche franco messo da parte. Interviene anche la moglie: Pu darsi che con tutto questo, ora possa andare meglio. E con un tono di voce senza entusiasmo, lei racconta la sua mezza visione della domenica precedente. Anche quei pochi, a questo punto, se ne vanno piuttosto perplessi. A questa apparizione era presente anche il padre del parroco che ne riport una impressione non molto positiva.
Infatti, raccomanda a suo figlio la pi grande prudenza, esprimendo la sua perplessit con queste due osservazioni. La prima: ci che fu domandato dalla Signora (cio la cappellina) gli sembrava piuttosto banale. E la seconda osservazione si riassume in un dubbio, cio: La bambina non sar ammalata?. Dubbio suffragato dallo svenimento di quella stessa sera.
Dopo aver descritto la quarta apparizione, che sembra sia stata la pi breve della serie, ma con pi testimoni di tutte le altre, passiamo ora a raccontarla come Mariette dichiara di averla vista, quel venerd sera, 20 gennaio 1933, alle diciannove circa.
Dopo un momento di preghiera, la Signora si mostra alla veggente, come gli altri giorni, e cio discendendo dal cielo. Dapprima la Signora appare lontano nel cielo tutta piccola e poi diviene sempre pi grande, a mano a mano che si avvicina, passando tra le cime dei due abeti, finch si posa, sorridente, nel giardino davanti alla piccola. Alla domanda di Mariette la Madonna risponde: Desidererei una piccola cappella. La bambina ripete la risposta della Madonna con un tono interrogativo come per essere sicura di aver capito bene.
Si verr a sapere in seguito che cosa avvenne dopo le parole della Madonna e prima dello svenimento. La Madonna, senza allontanare le mani dal petto, le stende aperte sopra la bambina e poi, alzando la mano destra, traccia su di lei un segno di croce. Subito dopo comincia ad andarsene. Ed  allora che Mariette perde conoscenza.
Fra i gesti della Signora che appare a Banneux, la benedizione occupa uno dei primi posti per il suo carattere originale. Comprende due atti: l'imposizione delle mani e il segno della croce. Le mani della Madonna sono giunte, diritte, rivolte verso l'alto vicino al petto. Per l'imposizione, solo le mani, senza che le braccia si spostino dal corpo, si stendono orizzontalmente al livello del petto e aprono le palme verso il basso, come un libro il cui dorso sarebbe costituito dagli indici. Poi la mano sinistra viene ricondotta verso il petto mentre la destra si alza e traccia il segno della croce. C' una coincidenza da notare. L'ultimo gesto della Signora, cio il segno di croce dopo il quale Mariette non ha visto pi nulla, coincide con l'ultimo atteggiamento della bambina cio la sua leggera inclinazione, dopo la quale  crollata. Probabilmente, la piccola vedendo che la Madonna la benediceva, si  inclinata in avanti e da qui  poi svenuta, cadendo a terra.
Comunque,  chiaro, anche per sua stessa ammissione, che Mariette quella sera non ha visto la Signora allontanarsi come le altre volte, a causa del suo svenimento.  naturale a questo punto chiedersi quale pot esserne la causa. O meglio: lo svenimento avvenne per cause puramente naturali o per effetto di una viva emozione provocata dalla visione? Forse si potrebbe rispondere: a causa di tutte e due. Come causa prima, il fisico debilitato. Infatti, la bambina era stata male la notte precedente ed era rimasta a letto tutta la giornata. E poi il freddo intenso e il digiuno. Quando si alza, infatti, pochi minuti prima delle sette, si veste e attende l'ora, senza che a nessuno venga in mente di farle mangiare qualcosa; o forse lei ha rifiutato per timore di perdere l'appuntamento con la Signora? Sembra comunque che la sorprendente brevit di questa apparizione sia dovuta allo svenimento. Non soltanto questa scena fu molto pi corta delle altre, ma sembra essere stata interrotta bruscamente.
Per di pi, n gli astanti n Mariette stessa udirono la parola di commiato che la Madonna usava di solito: Arrivederci!. Questa mancanza dell'arrivederci sar causa di tristezza per la piccola, anche perch i grandi cercheranno di toglierle la speranza che la Signora sarebbe tornata.

Sabato 21 gennaio 1933.  -  Il giorno dopo la quarta apparizione, e cio il sabato 21, Mariette non esce di casa per tutta la mattinata. Nonostante la notte calma, al mattino si sente ancora molto affaticata e i genitori pensano di tenerla in casa al riparo dal freddo, anche a causa dello svenimento della sera precedente. E cos non va a scuola. Per questo motivo, don Del Marmol trov in casa Mariette quando, sulla strada per recarsi dal parroco, entra in casa Beco. Il religioso non perde l'occasione per rinfacciarle la disobbedienza della sera precedente e le fa presente che era caduta. Mariette non sembr ricordare il fatto e non rispose nulla.
Quello stesso giorno, scrive don Del Marmol, mi recai dal parroco e dopo avergli raccontato tutto quello che era successo davanti a me la sera precedente, gli confessai di non aver avuto una buona impressione e gli consigliai di fermare, se gli fosse stato possibile, quelle manifestazioni. Anche lui fu dello stesso avviso.
Probabilmente don Del Marmol, prima di recarsi dal parroco a fare il suo rapporto, volle sapere da Mariette stessa qualche cosa di pi; le cause, a esempio, di quello svenimento, ma non ottenne parola, sia perch forse la bambina non ricordava il fatto e sia anche perch, il gi poco simpatico religioso, era entrato in materia molto maldestramente col cominciare a rimproverarla per la disobbedienza. Il consiglio di don Del Marmol non dispiacque per nulla a don Jamin che la pensava ormai allo stesso modo, soprattutto dopo il suggerimento di suo padre che aveva assistito al fatto e ne era rimasto perplesso; e sia perch la richiesta di una piccola cappella gli era sembrata banale. Inoltre, cominciava a sospettare che la bambina fosse davvero ammalata.
Quel sabato, secondo il solito, probabilmente in mattinata, don Jamin si rec alla scuola. Dopo la lezione si incontr con il maestro Lon Gaspar che conosceva bene Mariette per essere stata sua allieva, lo mise al corrente dei fatti e gli domand che cosa ne pensasse della bambina. La risposta fu favorevole e scartava decisamente ogni possibilit di inganno. Allora il sacerdote, per maggior sicurezza, prega il maestro di mettere per iscritto il suo parere e di firmarlo. Cosa che egli fece e consegn il 28 gennaio 1933.
Sentiamo che cosa scrive di Mariette: La bambina  di carattere calmo, timido, estraneo all'inganno e alla dissimulazione. Non mi ha mai ingannato, n mentito, dicendo sempre la verit anche a costo di pagarla personalmente.  sottomessa e sembra sensibilissima ai rimproveri. Una osservazione, un richiamo  sufficiente a correggerla; le lacrime le vengono in fretta. Nei giochi passa inosservata; non cerca mai di primeggiare. Intelligenza normale. Tuttavia, ha una personalit molto marcata, dovuta probabilmente alle responsabilit che deve assumere in famiglia. Ha spirito positivo e pratico, poco portato alle fantasticherie e ai giochi di immaginazione.
Non si nota alcuna tara fisica o nervosa. In breve: una buona bambina, che non si distingue dalle altre n in bene n in male.
Siamo grati a questo maestro che con serenit e competenza ci ha tracciato il ritratto di Mariette, ponendo subito in risalto la sua sincerit, il suo dire sempre la verit a costo di subirne le conseguenze. Conferma la definizione che gi all'inizio diede di lei pap Beco: Non mi ha mai mentito; e l'altra:  una martire, riferendosi allo spirito di sacrificio con cui aiutava in casa nonostante la giovanissima et.
Sempre nello stesso giorno di sabato, nel pomeriggio verso le quattordici e trenta, Mariette da sola, si presenta spontaneamente dal parroco. La sua robusta costituzione ha avuto la meglio sulla leggera indisposizione della sera prima. E l'unica volta che va a raccontare spontaneamente ci che ha visto, senza dubbio per la richiesta della Madonna di una piccola cappella. E di fronte a una simile richiesta, Mariette si sente impossibilitata a soddisfarla. Pi tardi confesser: Se avessi saputo tutto ci che sarebbe arrivato, non avrei detto niente... Avrei costruito io stessa una cappella nel giardino. Ma allora aveva pensato che un dovere del genere non era di sua competenza.
D'altra parte anche pap Beco, che si sentiva un po' fiero senza dubbio per aver suggerito una domanda a cui fu data la risposta, poteva immaginarsi che l'invito fosse rivolto a lui, dato che aveva costruito la sua casa. Ma la bambina, lasciandosi guidare dal suo buon senso, in quel momento aveva pensato che una cappella era compito di un sacerdote e che bisognava ricorrere a lui.
Sappiamo che i genitori approvano l'iniziativa di Mariette di andare dal parroco e nel pomeriggio la lasciano uscire. Strada facendo, verso la canonica, Mariette si imbatte con la nonna materna. Questa aveva appena saputo delle apparizioni e stava andando dai Beco per saperne di pi. Quando vi giunge, racconta che ha visto Mariette che stava andando in canonica con la testa avvolta in un fazzoletto e le aveva chiesto se era ammalata. Questa le aveva risposto:  stato con la Madonna. Le aveva allora domandato che cosa volesse dire, ma Mariette era ripartita senza rispondere nulla.
Possiamo immaginare che cosa volesse dire:  un'espressione dialettale vallona che in italiano tradurremmo: E stata la Madonna; oppure: A causa della Madonna.
In canonica il parroco le rivolge alcune domande imperniate piuttosto sulla richiesta di alcune spiegazioni pi che sulla descrizione del fatto, dato che era stato molto bene informato dai testimoni che aveva mandato. Ecco alcune domande:
Ti ricordi che sei caduta?
No.
Perch ti sei inchinata?
Non ne so nulla.
Sorrideva ancora?
S.
Non ti ha pi detto: "Arrivederci"?
No.
Quest'ultima domanda del parroco  particolarmente importante. I testimoni, nel riferire il tutto, gli avranno fatto osservare che questa volta non hanno udito la piccola fare eco alle parole della visione con l'arrivederci, che lasciava sempre sperare che la Signora sarebbe tornata.
E poi questa mancanza dell'arrivederci forniva particolarmente l'occasione al parroco di eseguire il suo piano, quello consigliatogli anche da don Del Marmol di far finire tutta la faccenda quanto prima. Dopo l'interrogatorio, Mariette vuole andare in chiesa a pregare e il sacerdote la accompagna. Anche il mercoled precedente, dopo il primo interrogatorio, Mariette aveva manifestato la sua voglia di pregare, cosa che aveva particolarmente meravigliato anche il parroco, dato che nei suoi appunti annotava: Prima di partire per la scuola, quel mattino, and a inginocchiarsi all'altare della Madonna e a pregare di tutto cuore.


8. DELUSIONI E SPERANZE.

Don Jamin, che durante l'interrogatorio non ebbe il coraggio o non seppe trovare il modo di dire alla bambina che tutto era finito, o che tutto doveva finire, questo desiderio della bambina di andare a pregare in chiesa, lo interpret come un aiuto del cielo. And con lei, e quando Mariette ebbe finito di pregare, le impart la benedizione di San Giovanni per sventare, le dice, ogni intervento diabolico e per guarire dalle malattie.
Poi, con tono affettuoso, tiene questo discorso alla piccola: Mariette, la Madonna  stata tanto buona con te; ti ha concesso la fortuna di vederla. Ma ora  tutto finito, perch ti ha dato la sua benedizione. Non devi pi uscire la sera e devi obbedire al tuo pap che ti ha detto di restare in casa. Lo farai vero?.
Mariette ha capito l'intenzione del sacerdote. Si  resa conto, al di l del tono affettuoso, che lui non ci crede e che volendo farle promettere di non uscire pi la sera, intende in realt farle interrompere gli incontri con la Madonna.
Quel  tutto finito cos categorico, risuona brutale alle sue orecchie e la ferisce interiormente. Come risposta, grosse lacrime le imperlano gli occhi e comincia a singhiozzare. Appena riesce a parlare, per ben due volte ripete con profonda convinzione: Io l'ho vista, io l'ho vista!.
Evidentemente, il parroco non intende darle un ordine formale, ma semplicemente esortarla alla docilit a suo padre nel caso rinnovasse la proibizione, ma soprattutto mira a influenzarla e a convincerla che tutto  finito. E vuole ottenere che si impegni a non uscire pi.
Ma la bambina rimane muta. Niente promesse. Ha fiutato il tranello, nonostante che all'inizio il sacerdote sembrasse ammettere la realt delle apparizioni. Ancora una volta si rende palese come Mariette non sia il tipo da lasciarsi dominare tanto facilmente. Se non ci riescono pi di tanto i genitori, figurarsi un estraneo, anche se  il parroco. Non ottenendo la promessa che si attendeva don Jamin insiste:  tutto finito, non uscirai pi, vero?.
In questo pianto di Mariette notiamo una differenza dagli altri pianti che erano il segno di una reazione violenta, pestando magari i piedi a terra. Questa volta invece, le lacrime le vengono agli occhi a poco a poco.  il pianto della delusione, dell'impotenza di fronte all'incredulit degli adulti, e di fronte all'incredulit di coloro che avrebbero dovuto credere, i sacerdoti. E queste lacrime fanno ancora pi male. Vi si pu leggere infatti la pena profonda di una bambina, delusa, disorientata, respinta.
Intimamente convinta di aver visto la Madonna, questa piccola si era rimessa a pregare. D'istinto e di sua iniziativa si era riawicinata al sacerdote dal quale si era allontanata. Si era affrettata, dato che i genitori le avevano permesso di uscire, di portargli la richiesta della Madonna, persuasa senza dubbio, che sarebbe stato contento di sapere cosa avrebbe gradito la Signora. A causa di tutti i pensieri e i sentimenti nuovi che si agitano dentro di lei, Mariette sente il bisogno di un appoggio qualificato, di una guida spirituale, e proprio colui che dovrebbe aiutarla, la raggela, la respinge. Quale dissidio interiore!
La visione della Madonna e il modo di comportarsi del parroco, invece di procedere assieme, ora si oppongono l'uno all'altra. Come scegliere fra i due? Evidentemente la ragazzina  incapace di sbrogliare i fili di questi pensieri e di esprimere ci che sta provando, per cui  maggiormente acerbata da questo dramma interiore. Probabilmente il parroco non si sar reso conto, ma con quel suo atteggiamento non faceva altro che ravvivare ancora di pi nella piccola il desiderio delle visioni che la consolavano: se il sacerdote l'abbandona, che almeno le rimanga la sua bella Signora!
Ancora una volta dobbiamo rilevare la solitudine in cui vengono a trovarsi questi piccoli che il Cielo ha scelto per trasmettere i suoi desideri. Viene a mancare a essi non solo la comprensione e la fiducia, ma anche il sostegno da parte di coloro che proprio per la loro vocazione dovrebbero essere loro accanto come guide. Anche in questa occasione i veggenti vengono lasciati soli. Di fronte a queste constatazioni, non sarebbe il caso di pensare che sia venuto il tempo di ascoltare di pi i bambini e di prenderli un po' pi sul serio?
Sembra che, il suggerimento di don Jamin, nonostante gli argomenti e il tono all'inizio affettuoso e poi imperativo, resti senza seguito. Anzi, Mariette si comporta al rovescio. Infatti, ritorna a casa decisa a uscire per pregare come le altre sere e con la speranza viva di rivedere la Signora misteriosa che aveva detto di chiamarsi la Vergine dei poveri. E lei, povera piccola, non era forse povera? Povera in tutti i sensi.
Mentre Mariette era dal parroco, nonna Wgimont era in visita a sua figlia e a suo genero per chiedere spiegazioni di ci che si diceva in giro e che la nipote, avendola incontrata per strada, non ha voluto fornire. Forse Mariette ha un sesto senso nei riguardi delle persone. Sembra che per istinto avverta chi le crede e chi no. Da quando, infatti, aveva avuto le apparizioni era entrata pi volte a casa di sua nonna sulla strada della scuola, ma non gliene aveva mai parlato. E aveva ragione. Infatti, quando i Beco raccontano alla donna come stanno le cose, lei non ci crede e le definisce una volgare illusione, un gioco di lampada; mentre i genitori Beco ne sostengono la verit.
 strano: di solito le nonne sono pi propense a credere alle loro nipoti e a viziarle pi dei loro genitori. In questo caso succede tutto il contrario. Per Mariette rimaneva una grande difficolt da superare; e questa volta, senza volerlo, proveniva dai genitori. La sera precedente dopo il suo svenimento, la mamma, agitata e piangente, aveva dato la colpa al marito che aveva permesso alla figlia di uscire con quel freddo. L'uomo, tutto occupato a soccorrere la figlia, non si era messo a discutere. Anzi, non aveva risposto parola, ma in seguito, quando tutto era passato, aveva confidato che non voleva pi esporre la vita della sua bambina. Sotto l'emozione del momento, prometteva che d'ora in avanti, avrebbe trattenuto in casa Mariette. Nonostante questo, sabato sera, sembra che n sua moglie n lui si siano opposti alla figlia che chiedeva di uscire. Durante la giornata, avevano potuto constatare che lo svenimento della sera prima era stato solo un malessere passeggero e che Mariette stava bene. Si sarebbe trattato soltanto di proteggerla bene dal freddo. Inoltre, il racconto che fece loro della quarta apparizione li content e li convinse sempre di pi. Che avranno pensato degli interventi di don Del Marmol? Non si saranno i due convinti di aver avuto ragione di aver trascurato il suo consiglio di trattenere la figlia in casa? Dato che ebbe una apparizione, non avevano fatto bene a lasciarla uscire? Ci sembra abbastanza verosimile che, urtati dalla diffidenza di don Del Marmol nei riguardi della figlia, i genitori abbiano riaffermato nettamente la loro convinzione: Nostra figlia non mente!.
E poi, quando Mariette era tornata dalla canonica, avranno capito subito che aveva pianto e le avranno chiesto necessariamente che cosa le aveva detto il parroco nei riguardi della cappella. Mariette non avr potuto fare a meno di esternare loro la sua delusione. Non ci  dato sapere da nessuna fonte quale impressione ne trassero nei riguardi di don Jamin e di ci che debbono aver detto alla piccola per consolarla. Comunque, secondo il loro carattere di gente che non si ferma a pensare troppo, non si preoccuparono pi di tanto e giunsero a questa conclusione: che Mariette esca pure. Si vedr bene questa sera se la cosa  finita o no.
Conclusione pi pratica e semplice di cos non ci poteva essere. Per fortuna il buon senso di quei genitori prevalse sul non buon senso dei due ecclesiastici. E cos, almeno secondo tutte le apparenze, il desiderio e le speranze di Mariette, trovarono nell'ambiente familiare un'atmosfera favorevole. Certamente le parole del parroco:  tutto finito, avranno lasciato nei genitot-i qualche apprensione, ma Mariette la pensava diversamente. Interrogata in seguito: Perch volevi uscire la sera alle sette?. Aveva risposto: Perch credevo che sarebbe ritornata. E cos, sabato sera 21 gennaio 1933, Mariette chiede di uscire alla solita ora e si mette a pregare nello stesso posto della sera precedente. Dopo un po' di tempo, si rialza e rientra in casa.
 finita, dice, la Vergine mi ha benedetta e non torner pi. La piccola  completamente normale ma lascia trasparire una profonda tristezza. Per consolarla, insistono per farle credere che l'avrebbe rivista, ma lei ripete che  tutto finito. Commuove l'affetto di chi le sta intorno e la capacit di comprendere il dramma profondo di questa bambina cercando di darle qualche speranza, anche se essi magari ne hanno meno. Charlesche cos riferisce al parroco: Sabato mi sono messo proprio vicino a Mariette per osservarla meglio e so che in quel momento stava recitando le Ave Maria. Le ho domandato: "Mariette, vedi ancora qualche cosa?". E lei mi rispose: "No, ieri mi ha benedetta; non la vedr pi".
Anche la figlia di Dedoyard, Decelle, che con il padre  accanto alla piccola, ha sentito le stesse parole e precisa che Charlesche si  chinato sulla piccola per rivolgerle la domanda, dopo la recita di due decine del Rosario.
Don Del Marmol arriva col borgomastro quando la bambina ha appena espresso la sua tristezza per il mancato appuntamento e i testimoni gli riferiscono tutto. C'erano parecchi curiosi anche quella sera. Il parroco, che aveva messo al corrente il maestro del fatto, lo aveva anche invitato a mantenere il silenzio. Cosa che egli fece, ma lui stesso si meravigli quando, andato dal parrucchiere a Louveign, verso la fine della mattinata, dovette constatare che tutti ne parlavano, soprattutto riguardo alla richiesta della cappella, avvenuta la sera prima. La vicina dei Beco, Decelle che lavorava a Verviers, ne venne a conoscenza sull'autobus che la riportava a La Fange. Naturalmente credette che fosse tutto una montatura.
Alcuni testimoni che certamente si trovavano in casa prima dell'uscita di Mariette, riferiscono che la bambina domand ai genitori il permesso di uscire. Naturalmente si meravigliarono, perch era la prima volta che la piccola usava questa attenzione nei riguardi dei suoi. Infatti, i bambini Beco non erano stati abituati a domandare permessi. Come mai, allora, questa volta Mariette domanda il permesso? A causa dei rimproveri di don Del Marmol e delle raccomandazioni del parroco? O forse per affermare di fronte a tutti che mai aveva inteso disubbidire e tanto meno quella sera? O forse per un vago timore che la Signora potesse non ritornare a causa di una possibile disobbedienza?
Forse neppure lei si rendeva conto che proprio agendo cos si metteva al riparo di ogni ulteriore critica, specialmente da parte dei due sacerdoti. Se lei  uscita  perch i suoi genitori le hanno dato il permesso.
Ma quello che risalta maggiormente in questa occasione  il contrasto tra la Mariette del pomeriggio che singhiozzava risoluta a uscire e ripeteva: L'ho vista, come a dire, la vedr ancora, e la Mariette della sera che dice a chi vuole consolarla:  tutto finito!. Come mai questo cambiamento improvviso?
Probabilmente, Mariette deve aver riflettuto sul ragionamento di don Jamin che era giunto alla conclusione che la Madonna non sarebbe pi tornata avendola benedetta senza dirle arrivederci, come le altre volte.
Ecco perch, non essendo venuta la Madonna quella sera, continua a ripetere le parole di don Jamin, forse per cercare di convincere se stessa pi che gli altri. Davanti all'evidenza, Mariette si d quindi per vinta. Ma solo per quella sera, perch nel fondo del suo cuore sente che la bella Signora ritorner.
Tuttavia, dopo quattro apparizioni che hanno suscitato un qualche interesse, seguiranno tre lunghe settimane di calma. Questa interruzione delle apparizioni,  uno degli elementi pi impressionanti dei fatti di Banneux. Anche a Lourdes ci fu un'interruzione delle visioni: dal quattro al venticinque marzo; ma a giustificarla c'erano stati evidenti motivi. Le folle di Massabielle non cessavano di aumentare creando problemi e tensioni con l'autorit civile, per cui Bernadette non si faceva vedere.
A Banneux, tutto il contrario: Mariette ogni sera  al suo posto di attesa, ma la gente  sempre pi rara e mai l'autorit pubblica  dovuta intervenire per evitare disordini. Dopo l'ultima apparizione, e soprattutto dopo quel sabato sera in cui non  apparsa la Madonna e i giorni seguenti, in quale atmosfera  vissuta Mariette?
Dopo la cessazione dei fenomeni, don Jamin si tenne lontano da casa Beco e con Mariette non ebbe che normali rapporti di catechismo. Evit di proposito di entrare in argomento con lei sul tema delle apparizioni. La sua opinione sul fatto delle apparizioni era molto incerta, combattuta e forse ambigua. Tuttavia, sembrava inclinare verso il no, anche se non aveva alcun elemento per poter dubitare della sincerit della bambina. Nel suo rapporto infatti scrive: La rettitudine dei genitori e della veggente, al momento, non pu essere messa in discussione. La conversione di Mariette e soprattutto di suo padre e il nuovo comportamento di alcuni parrocchiani lo avevano impressionato; tuttavia, era troppo presto per emettere un giudizio.
Inoltre, era turbato da alcuni dubbi sorti in seguito all'interrompersi improvviso delle apparizioni, dopo che lui aveva detto a Mariette che tutto era finito. Sembrava veramente tutto finito, ma si domandava se fosse effetto della sua suggestione sulla bambina o se fosse invece una semplice coincidenza, dato che la Signora della supposta apparizione, non aveva detto l'arrivederci. Era come se fosse caduto nella sua stessa trappola. E forse questa situazione di dubbio gli diviene tanto insostenibile che verso la fine di gennaio decide, per una volta, di infrangere la consegna della prudenza che si era imposta e giunge fino a La Fange. Dir che fu per indicare la strada a un amico, ma ne dubitiamo. Il vero motivo dovette essere stato quello di andare lui stesso a vedere quello che succedeva e che gli altri gli riferivano.
Vede Mariette che tutta sola sta pregando nel giardino, inginocchiata sulla neve. E gi da dieci giorni che non c' pi alcuna apparizione, come mai quella bambina si ostina, quando lei stessa aveva riconosciuto quel sabato sera del ventuno che era tutto finito? Da dove le veniva quella tenacia, quella volont inaudita per una bambina della sua et?
Alla fine di gennaio don Jamin invia una lettera al suo vescovo in cui dice che tutto gli sembrava finito e che verosimilmente si erano trovati di fronte a un caso di malattia della bambina. Tra l'altro scrive: Suppongo che la cosa non avr alcun seguito e che tra qualche giorno non se ne parler pi. Nello stesso tempo scrive anche al suo decano, giustificando la sua condotta di riserva e di prudenza ed esprime il suo parere dopo le quattro precedenti apparizioni con queste parole: Qui, la buona gente del mio villaggio mi ritiene per incredulo ed  incline a dare credito ai testimoni. Io suppongo che il fatto non avr alcun seguito e che tra qualche giorno non se ne parler pi.
E questa previsione sembra consolidarsi a mano a mano che i giorni passano senza nuovi avvenimenti. Don Jamin vedeva Mariette al catechismo al quale partecipava regolarmente a partire da quel ventuno gennaio, ma con lei non ha alcun colloquio in particolare. Nelle sue deposizioni riguardo a questo periodo scriver: Posso certificare che evitavo volontariamente di tornare, nelle conversazioni con Mariette, sulle cose che mi aveva confidato per non tenere vive in lei delle illusioni. E cos la bambina rimane ancora completamente sola. Sola, con la speranza che la sua bella Signora ritorni, per lo meno a salutarla e che sia lei a dirle che tutto era finito.
Mariette continu a uscire ogni sera, sempre alla stessa ora e mettendosi sempre allo stesso posto in attesa di Colei che si era dichiarata essere la Vergine dei poveri. Ma non si ritrovava mai sola. Si era ormai stabilita la consuetudine di recitare ogni sera il rosario nel giardino dei Beco. Verso le diciannove, Mariette usciva di casa, si inginocchiava e cominciava la preghiera. Gi fin dall'inizio si not in lei la preoccupazione dell'ora ed era puntuale. Alcune persone partecipavano a giorni alterni. All'inizio, naturalmente, furono pi numerose; un testimone parla di dieci, quindici persone.
Tra i pi assidui c'erano Dedoyard e Charlesche. L'amica Josphine Lonard assistette tre volte dopo la prima settimana. Si vide anche qualche persona forestiera, dopo che il giornale La Gazzetta di Liegi aveva pubblicato la notizia delle apparizioni. Del resto, dato il rigore della stagione, bisognava avere una buona dose di curiosit o di fede per continuare ad andare nel giardino dei Beco alla sera. Infatti, qualche volta Mariette era completamente sola. Cos fu trovata quella sera, quando il parroco si rec dai Beco, l'unica volta, assieme al suo amico e confidente don Brabant. Mariette era in preghiera e non prest la minima attenzione alla loro presenza. Don Brabant si fece condurre da don Jamin anche alla sorgente dove prese dell'acqua. Molto probabilmente questo dotto e pio sacerdote credeva all'autenticit delle visioni.
In seguito, non manc qualche gesto di disturbo. Una sera mentre Mariette stava pregando nel giardino, completamente sola e il padre in casa si occupava degli altri bambini, alcuni monelli sbucarono improvvisamente dal bosco a grandi salti ed entrarono urlando nel giardino, dirigendosi verso la bambina, che in ginocchio, immobile, non batt ciglio. Per fortuna il padre, allarmato da quei rumori, apparve sulla soglia e quelli se ne andarono a tutta velocit.
Fino al ventinove gennaio arrivava sempre qualche persona a pregare con Mariette, anche se non tutte le sere; ma dopo, siccome da dieci giorni non succedeva niente, i visitatori divennero rari. Pap Beco non poteva accompagnare sempre la figlia nella preghiera, occupato com'era. Comunque, d'accordo con la mamma, non ostacolava le uscite di Mariette, nonostante il freddo intenso. Una volta, racconta il pap, abbiamo retrocesso l'ora dell'orologio a pendolo mentre Mariette dormiva; eppure questo non le imped di uscire all'ora solita.
La nonna era andata in casa Beco a rimproverare i genitori perch lasciavano uscire la bambina con un freddo cos pungente. Ma questi le risposero: Non c' verso di impedirglielo.  sempre il padre che racconta: Una volta mia madre venne per impedire a Mariette di uscire perch c'era un freddo gelido, ma lei usc lo stesso. Allora mia madre l'accompagn per ripararla dal vento. I genitori quindi, avevano preso la decisione di lasciarla uscire con qualsiasi tempo e di restare fuori al freddo tutto il tempo di un rosario e oltre.
Come mai? Convinti come lei della realt delle apparizioni, comprendevano benissimo la sua intensa speranza di un ritorno della Signora e constatavano, sempre con meraviglia, la sua costanza nell'affrontare l'oscurit e le intemperie.
E loro, i genitori, accompagnavano Mariette nella preghiera? Era da tempo che avevano perso l'abitudine di pregare, per cui la recita di qualche rosario di quando in quando, avrebbe gi dimostrato un progresso notevole.
D'altra parte, la mamma era ammalata e tutti quei bambini piccoli non potevano essere lasciati soli. Cos si giustifica mamma Beco: Alla sera faceva freddo e non potevo uscire fuori, soprattutto perch avevo avuto un bambino due mesi prima e non mi ero ancora completamente ristabilita. D'altra parte, dovevo occuparmi dei bambini, qualcuno dei quali era sempre indisposto. Per di pi, da quando sono stati divulgati gli avvenimenti,  successo che molte persone vengono a casa nostra, dando origine a un va e vieni continuo, a tal punto da rendere pi difficile la sorveglianza dei bambini. Immaginatevi la mia situazione. Ero sempre stanca e ammalata e spesso dovevo restare a letto anche durante il giorno. Mi sentivo debole e non chiedevo che una cosa: la tranquillit. Pi che prendere a cuore ci che succedeva ne provavo fastidio.
Questa era la situazione in casa Beco, almeno fino al 14 febbraio. Dopo, sembra che anche la mamma partecipi di pi. Quanto al padre, la sua frequenza alla preghiera  cosa molto verosimile. A ogni modo, sappiamo che alla ripresa delle apparizioni, i due si erano accordati per cui il pap a volte sostituiva la mamma restando in casa a custodire i bambini, per dare anche a lei la possibilit di assistere alle apparizioni accanto alla figlia e di pregare con lei.
Mariette usciva a pregare con qualunque tempo. L'inverno fu abbastanza rigido quell'anno: freddo di dieci gradi sotto zero, con raffiche di neve che sferzavano il viso e piogge battenti... Lo stesso don Brabant quando ci and, ricorda di aver visto Mariette coperta di neve. Lei si copriva, ma alle volte non abbastanza, perch Josphine ricorda che era vestita come quando andava a scuola. Di solito, prendeva un vecchio cappotto di suo padre e con quello si copriva la testa e le spalle. Talvolta, suo padre usciva a metterle addosso anche una coperta.
In principio, Mariette si inginocchiava direttamente sulla neve, in seguito metteva sotto le ginocchia un vecchio sacco che serviva da pagliericcio. Si inginocchiava sempre al solito posto, con gli occhi ostinatamente fissi al cielo al di sopra degli abeti, nel punto da cui di solito giungeva la Madonna. Anche coloro che vi assistevano, guidati dall'esempio della veggente e per una specie di rispetto verso la possibile apparizione, si volgevano verso il punto dove guardava Mariette. Essendo poco numerosi, si tenevano abbastanza vicini a lei o subito alle sue spalle.
Ma sentiamo come si svolgeva quella preghiera dalla testimonianza diretta di don Thomas Becquet, benedettino di Tancrmont che, su richiesta del parroco, and due volte a La Fange all'inizio di febbraio. Ecco cosa riferisce: Mi ero camuffato indossando un grande cappotto, con una sciarpa e un cappello di feltro; penso che nessuno mi abbia riconosciuto. Mi sono unito a quelle persone che si trovavano nel giardino. La bambina si metteva in ginocchio sopra un sacco adagiato sulla neve e recitava il rosario molto piamente e senza alcuna affettazione. Pregava molto bene, senza annunciare i misteri, ma anche senza tralasciare neppure una parola. Gloria al Padre, compreso. Dopo il rosario la invitavano a rientrare in casa dicendole: "Oggi non verr". E lei, con tono triste, rispondeva: "No, lasciatemi recitare ancora un rosario". E cos cominciava un secondo rosario alla fine del quale si ripeteva la stessa scena. Dopo il terzo rosario acconsentiva a rientrare in casa. Lo faceva in modo semplice, come di una bambina che  stata delusa e che desidera stare da sola.
Continua ancora il padre benedettino: Dopo due anni e mezzo, il ricordo di quelle visite conferma in me l'opinione che non c'era alcuna messa in scena n imbroglio. Bastava il solo atteggiamento di Mariette. Io non ho mai dubitato della sincerit n della salute del suo spirito.  un frutto selvatico. Tutto le mancava per mettere assieme un montaggio del genere (se montaggio fosse stato).
E sappiamo che, a partire dal 12 febbraio, quindi dopo la ripresa delle apparizioni, la veggente prese l'abitudine di dire tre rosari tutte le sere. Quando nevicava e il tempo era troppo cattivo, dopo due rosari gli astanti facevano di tutto per farla rientrare in casa. E allora acconsentiva, ma grosse lacrime le bagnavano il viso. Dovevano insistere sempre perch rinunciasse al terzo rosario. La tendenza di Mariette fu quella di moltiplicare il numero dei rosari e la gente si meravigliava molto della perseveranza e tenacia che vi ci metteva. E l'amica e confidente Josphine ricorda che una volta giunse a recitare perfino sette rosari. I testimoni sono tutti d'accordo nel riconoscerle una grande devozione e un fervore, espresso in forma semplice, senza alcuna esaltazione e senza tracce d'emozione nella voce, ma anche senza nessuna precipitazione o lentezza. Una voce normale che non aveva niente di estatico. Pregava semplicemente, senza ostentazione, come pu pregare una bambina della sua et.
Il motivo per cui Mariette insisteva tanto nella preghiera,  facilmente comprensibile. Infatti, alla domanda: Perch uscivi tutte le sere alle sette?, la bambina risponde: Perch io credevo che Lei sarebbe tornata. Quindi,  a motivo dell'attesa che continua a pregare. E ogni sera rinverdiva questa speranza, ma inutilmente. Allora ripeteva tra le lacrime: Non la vedr neppure oggi. E cos per tre settimane.
Riguardo a questi rosari recitati alle intemperie fuori di casa sua, ci viene tramandata una confidenza postuma e proprio di Mariette. Eccola: Quando penso alle apparizioni, alla Madonna, mi prende una voglia di pregare, di pregare sempre, come facevo davanti alla casa, quando faceva freddo e io l'attendevo.
Recitava il rosario e se non c'era qualcuno che rispondeva, continuava da sola. La sua preghiera non era condizionata dalla presenza o meno di persone che, del resto, andavano scemando a mano a mano che i giorni passavano e le apparizioni non riprendevano. Non mancarono le ostilit e le derisioni. E queste cominciarono gi quando pap Beco si convert e assistette devotamente alla Messa grande di domenica 22 gennaio. La canzonatura, il sarcasmo non gli furono proprio risparmiati quel giorno da parte dei capi socialisti della regione. E neppure manc l'incomprensione e i rimbrotti da parte dei parenti pi stretti.
Proprio nel pomeriggio di quella domenica, Mariette si trovava presso sua nonna Wgimont, quando suo padre e Charlesche passarono per prenderla e andare assieme alla Benedizione. Improvvisamente il viso della nonna divenne tutto rosso e la donna rimprover violentemente i due, gridando: Siete voi che le mettete tutte queste stupidaggini in testa. Continuate pure con queste vostre cretinate. E aggiunse altre espressioni pi colorite. Poi concluse: Abbiamo fatto tutto ci che si  potuto per farle cambiare idea. Bisognerebbe che oggi venisse al ballo assieme a noi.
Mariette, a causa delle apparizioni, dovette subire le vessazioni dei suoi compagni che, dopo i primi sorrisi scettici, erano passati alle angherie. Dei ragazzi si inginocchiavano davanti a lei per chiederle la benedizione. Alcune ragazzine imitavano grossolanamente la Madonna, sghignazzando; e non poteva passare attraverso il villaggio senza suscitare espressioni di cattivo gusto e sentirsi salutare con sarcasmo: Buongiorno, Bernadette!.
Ma siccome questa figlia dei boschi sapeva usare anche le mani, e d'altra parte lei non aveva cambiato per nulla le sue abitudini, molto presto si era installato un clima di indifferenza e il grigiore quotidiano cominci a prendere il sopravvento. Del resto, i pareri erano divisi. I testimoni stimavano che a La Fange si pregava bene e nessuno metteva in dubbio la lealt e la semplicit di quella ragazzina. Ma per la maggioranza l'affare era ormai archiviato.
Molti, infatti, non registrando gli sviluppi di Lourdes e di Beauraing, e trovando la richiesta della Madonna piuttosto banale e scontata, di volere una cappella, avevano lasciato cadere la cosa. Quello svenimento poi, in chiusura della quarta apparizione, e senza che ve ne fossero altre in seguito, aveva aumentato la perplessit di molti che ritenevano le apparizioni frutto della malattia o debolezza della bambina. Un giornalista, che aveva assistito alle apparizioni senza aver visto grandi cose, riassumeva i fatti di Banneux in un articolo sulla Gazzetta di Liegi il 24 gennaio, e terminava con questa nota significativa: Ecco la storia di una piccola, proprio piccola figlia di Banneux che "vedeva la Madonna" la sera, al margine di un grande bosco di abeti.
E fu la lettura di quell'articolo, non proprio positivo, che scaten la reazione del decano di Sprimont all'indirizzo del parroco di Banneux. Nella lettera comminatoria vi leggiamo espressioni come queste: Chiedo che i sacerdoti non si occupino per niente di questo affare. I preti devono ricordarsi che essi rappresentano la Chiesa e la espongono con il loro atteggiamento. In casi del genere, la Chiesa adotta nettamente la stessa linea di condotta e fate sapere a ogni sacerdote che, se si immischiasse negli avvenimenti di Banneux, dovr rispondere della sua condotta davanti ai superiori.
Dopo questa lettera, non meraviglia che don Del Marmol scompaia dalla scena. A ogni modo, tutto sembra dare ragione a don Jamin che ritiene ormai tutto finito e che non ci sar pi alcun seguito e che tra qualche giorno non se ne sarebbe pi parlato. In effetti, i giorni passano senza apportare la minima luce. La solitudine e le tenebre si appesantiscono su La Fange e su quella ragazzina di undici anni che, a volte ricoperta di neve, ricomincia imperturbabile a sgranare le sue Ave Maria nell'attesa di quella bella Signora che era partita benedicendola, ma senza averle detto addio.
E la speranza, come si sa,  l'ultima a morire, quando riesce a morire. Poteva la Madonna non commuoversi di fronte a tanta insistenza, a tanta preghiera, a tanto freddo patito e a tanta costanza? Poteva la Madonna deludere quella piccola che ogni sera continuava ad andare all'appuntamento con lei, anche se lei non veniva? Non sappiamo se nelle intenzioni della Madonna la quarta apparizione fosse veramente l'ultima. Di solito, quando lei chiede la cappella  la fine dei suoi messaggi. Pensiamo per che se cos fosse stato, le preghiere e l'attesa profonda e costante di Mariette e la sua tristezza di ogni sera nel constatare che neppure quella sera era venuta, sarebbe stato sufficiente per farle cambiare parere. La Madonna doveva per forza tornare, non poteva lasciare le cose cos, non poteva sparire senza dire addio alla sua piccola selvatica come la definivano, ma per lei figlia tanto prediletta. No, proprio non poteva non venire, se non altro per dirle: Non mi attendere pi, addio.


9. VENGO AD ADDOLCIRE LA SOFFERENZA.

Quinta apparizione.  -  Erano gi trascorsi ventidue giorni dall'ultima apparizione, la quarta che Mariette ebbe e durante la quale perse i sensi. Anche coloro che erano pi fedeli nell'accompagnarla alla recita del rosario, erano scoraggiati. Ormai pochissimi o forse nessuno ci credeva pi. Tuttavia, Mariette, ogni sera alle diciannove, puntualmente usciva in giardino a pregare e ad attendere. Infatti, quel sabato, 11 febbraio 1933, non ci sarebbe stato nessuno a pregare con Mariette se non fossero passati di l alcuni forestieri.
Si trattava di un piccolo gruppo proveniente dal Sanatorio di Glain: alcune infermiere con il loro cappellano, don Marcas, che in quel giorno, anniversario delle apparizioni di Lourdes, erano andati in pellegrinaggio a Tancrmont. Nel ritorno pensarono di passare da La Fange, un po' per curiosit, un po' per devozione. Le infermiere espressero il desiderio di volere recitare il rosario con la veggente, dato che quel giorno ricordava l'apparizione di Lourdes.
Don Marcas, loro cappellano, che era uno specialista di nevrosi e di disturbi pseudomistici, accett di buon grado di fermarsi dai Beco, soprattutto per vedere e sapere un po' da vicino ci che era successo al margine di quel grande bosco di abeti. Giungono alla casa dei Beco verso le diciotto e trenta. Mariette stava intrattenendo il fratellino Ren facendolo saltare sulle sue ginocchia. Appena entrati, la direttrice del Sanatorio, Germaine Godeau, si rivolge a Mariette: Sei tu quella che ha visto la Madonna?.
Per tutta risposta, Mariette, infastidita, getta uno sguardo di traverso all'intrusa, stringendosi al cuore il fratellino. Le domande cominciano, ma l'unica risposta che la piccola d  un Oh, s, a un paio di domande riguardo al rosario quotidiano. Risponde la mamma al suo posto: Oh s, lei ha visto la Madonna due volte!. Sono gi passati parecchi giorni e i fatti cominciano a sbiadire nei ricordi della mamma. E poi, in casa Beco, non si cerca di abbellire gli avvenimenti, quanto piuttosto di ridurli. Senza dubbio, la mamma fa menzione soltanto delle due volte che Mariette era andata alla fontana. I visitatori notano che la piccola guarda con frequenza l'orologio. Don Marcas, che era venuto pi che altro per curiosit, per studiare un po' il fenomeno, dopo qualche istante esce dalla casa, non partecipa alle conversazioni con i genitori di Mariette, e si mette a passeggiare sulla strada, senza neppure informarsi degli avvenimenti precedenti.
Forse non si trovava a proprio agio in una casa del genere? O forse, visto che la bambina non voleva rispondere, preferiva che la interrogasse la direttrice? Alle sette, don Marcas rientra in casa. Mariette si alza, si mette sulla testa il cappotto di suo padre ed esce prendendo il sacco che le serviva da stuoino. I visitatori la seguono. A cinque o sei metri dalla casa, si mette in ginocchio sul sentiero verso la strada, come al solito. I visitatori fanno altrettanto.  una splendida notte di luna piena. Recita un rosario, racconta la direttrice del Sanatorio Godeau, in modo normale, con il suo accento un po' trascinato e cantilenante. Finito il rosario, Mariette si alza;  un po' indecisa. Le persone presenti, sei in tutto, pensano che voglia rientrare in casa, perch faceva molto freddo e la notte chiara era gelata. Si batteva i denti e il vento di tramontana mordeva.
Gli astanti approfittano del momento di indecisione della piccola per tentare di convincerla a rientrare, dato che tutte le apparizioni precedenti erano avvenute durante il primo rosario. I vani tentativi di moltiplicare i rosari durante le ultime tre settimane confermavano infatti questa [tradizione]. Sembra che proprio a questo punto pap Beco, dopo la recita del rosario rientra in casa, perch ormai, come le altre sere, non si aspettava che potesse succedere qualche cosa. Mariette, invece, dopo quel momento di esitazione, senza dare ascolto ai consigli, si volta e poi, implorando dice: E se recitassimo un secondo rosario?. I presenti vorrebbero rientrare, ma di fronte a quell'implorazione rassegnati accondiscendono: Se tu vuoi, Mariette.
E cos comincia il secondo rosario, stando in piedi, molto probabilmente per riguardo a quelle persone che avevano accettato di restare per un secondo rosario con lei, che durante il primo si erano inginocchiate sulla neve. Un atto di delicatezza da parte della veggente.
L'apparizione.  -  Verso la fine del secondo rosario, Mariette cade in ginocchio con le due ginocchia allo stesso tempo. anche gli astanti la imitano. La signora Godeau ricorda: Soffrendo di una coxalgia, non potevo inginocchiarmi. Tuttavia, mi sono trovata in ginocchio senza appoggiarmi da nessuna parte. Mariette recita ancora due o tre Ave Maria. I presenti notano che quelle ultime Ave Maria sono recitate dalla bambina con un tono pi espressivo, con una voce pi bianca, pi fine, pi chiara, come se la cosa fosse pi attuale, come se parlasse a qualcuno che fosse presente.
Poi c' una pausa di silenzio. Alla fine, la piccola si alza rapidamente e si dirige verso la strada passando davanti a Don Marcas che le domanda: Dove vai, piccola mia?. Ma non ottiene alcuna risposta. Mariette dava l'impressione di essere tutta presa da una attrazione particolare.
Nella sua deposizione questo religioso dir: Lei  andata verso il cancello del giardino con le mani giunte, lo sguardo rivolto un po' verso l'alto.  passata davanti a me; sembrava non prestare assolutamente attenzione a nulla. Rimasi colpito dalla espressione piuttosto seria. Don Marcas aveva dovuto alzarsi per lasciarla passare.
Sulla strada verso la sorgente Mariette si arresta tre volte, cadendo in ginocchio violentemente come aveva fatto in giardino. Durante queste tre cadute prega a mezza voce, con un tono di soavit, diverso da quello abituale delle sue preghiere, un tono pi raccolto, pi intimo, pi confidenziale. Cammina diritta. Il volto preso da una emozione intensa, le palpebre immobili, lo sguardo fisso, ma calmo e dolce.
I presenti possono notare molto bene le espressioni del suo viso, non solo per la vicinanza e il chiaro di luna, ma soprattutto perch alla prima caduta in ginocchio il cappotto nero del padre, che portava sulla testa e sulle spalle, cade a terra e rimane sulla strada. Fu raccolto in seguito da qualcuno che glielo rimette sulle spalle quando giunge alla sorgente, dove si inginocchia e recita una decina di Ave Maria.
C' una pausa di silenzio. Poi si china e immerge la mano con la corona nell'acqua. La estrae e con la croce del rosario si fa lentamente un ampio segno di croce. C' ancora un'altra pausa. Ne approfitta una infermiera per avvicinarsi alla veggente per guardarle bene gli occhi e per tastarle il polso:  perfettamente normale.
Poi si ode Mariette pronunciare distintamente: Grazie!. E dopo una brevissima pausa, di nuovo: Grazie!. C' ancora un attimo di silenzio poi la bambina si alza bruscamente, e coprendosi il viso con il braccio destro, scoppia a piangere e si avvia diretta verso casa, senza fare caso a nessuno, camminando in fretta.
Le infermiere la seguono fino a casa. Quando entrano, trovano Mariette che  gi arrivata, e siede a un angolo della tavola, con la testa appoggiata sul braccio destro, e singhiozza. Sia i genitori che i presenti le si fanno attorno e la riempiono di domande. Ma lei  assorta, pressoch incapace di parlare.  come sotto una forte ma dolce impressione dalla quale fa fatica a uscire per rispondere alle domande. Visto che non si riprendeva da questo stato, gli ospiti esprimono la decisione di andarsene per togliere il disturbo. Allora Mariette, con un tono un po' ansimante e facendo uno sforzo visibile per parlare, senza alzare la testa, dice: Aspettate... un po'!.
Quando la forte emozione che le impediva di parlare si fu un po' calmata, Mariette smette di piangere, si alza e dice: A mio pap!. Quindi, conduce il pap nella stanza accanto senza che venga chiusa la porta che rimaneva sempre aperta, per cui quelli che sono in cucina possono vedere Mariette che, col capo appoggiato alla spalla del padre, gli confida ci che la Madonna le ha detto. Don Marcas che probabilmente viene a trovarsi pi vicino ai due, ode che sottovoce la piccola confida al pap che la Madonna le ha detto: Io vengo a "soulager" il dolore. Poi, in vallone, domanda al pap che cosa volesse dire la parola francese soulager pronunciata dalla Madonna. Il pap gliela traduce in vallone: Addolcire, alleviare, lenire.
Dopo qualche minuto i due rientrano in cucina e pap Beco comunica a tutti ci che la bambina gli aveva confidato e ora Mariette, calmatasi, risponde alla tempesta di domande che le cinque infermiere e il sacerdote le fanno. La mamma, appoggiata alla stufa, ascolta attentamente senza distogliere gli occhi dalla figlia. Suo pap, invece, interviene a volte per fare qualche raffronto con le apparizioni precedenti. Ed ecco il racconto che ne esce da tutte quelle domande e risposte. La Madonna, come le altre volte arriva da lontano, dandole l'Ulusione ottica di diventare pi grande a mano a mano che si avvicina e poi di rimpicciolirsi quando si allontaner a visione terminata.
Mariette  uscita dal giardino per seguire la Madonna, che non camminava ma scivolava aU'indietro guardandola sempre, e si inginocchiava quando la Vergine si fermava. Alla sorgente la Madonna le disse: Io vengo ad addolcire la sofferenza. Ed  allora che Mariette dice: Grazie..., grazie.... Poi, prima di sparire, la Madonna aggiunge: Arrivederci. A questo punto, possono sorgere alcune possibili domande.
Perch Mariette alla fine dell'apparizione scoppia a piangere e scappa letteralmente verso la casa senza fare caso a nessuno? E perch, giuntavi, si siede all'angolo del tavolo ed  talmente sopraffatta dai singhiozzi da non riuscire a parlare e ha bisogno di un po' di tempo per calmarsi? E perch vuole confidarsi prima con suo pap, quando tutti erano l in attesa e che lei stessa aveva pregato di non andare, ma di attendere?
In effetti, nel racconto di questa quinta apparizione, c' un comportamento inusitato di Mariette, e viene facilmente da pensare che la Madonna abbia rivelato alla piccola qualche cosa di triste, di doloroso e che lei, cos sensibile, reagisca con le lacrime, che questa volta la sopraffanno. E viene in mente Fatima, quando la Madonna fece vedere l'inferno ai tre bambini ed essi gridarono di spavento; quello spavento che si leggeva sui loro visi anche dopo la visione.
Ma nel caso di Banneux, non dovette essere una cosa del genere, almeno per quanto la piccola ha riferito, anche se le parole occorre strappargliele con le pinze. Pensiamo che quel pianto convulso di Mariette sia stato originato da quella sofferenza mista a delusione per i ventidue giorni di attesa vana e quando ormai la bambina stava lottando, da sola, contro la logica conclusione che la Signora non sarebbe pi tornata. Ora, invece, era tornata e le aveva detto anche arrivederci. Quindi, sarebbe venuta ancora.
Quel pianto tradisce la reazione di tutto il suo essere. Nessuno pu sapere, o solo in parte immaginare, che cosa avvenisse in quel piccolo cuore ogni qualvolta che alla sera rientrava in casa, dopo aver detto pi rosari e la Signora non si era fatta vedere. Ma come mai tanta insistenza nelattenderla? Non poteva gi considerarsi fortunata per quelle quattro volte che l'aveva vista? Che voleva di pi? M questo ragionamento non vale. E per questa semplice ragione: quando si  visto la Madonna una volta, si rimane come segnati. Si desidera rivederla ancora, sempre, e le cose e le persone di questa terra scoloriscono.
Chi fa esperienza del fascino del cielo non vorrebbe pi staccarsene. Anzi, la stessa morte pu anche essere desiderata come mezzo per continuare quell'esperienza, tornano alla mente le parole di Francesco di Fatima che esprimeva la sua nostalgia del cielo con quella parola portoghese cos intraducibile in italiano: Tengo saudade de la. E da allora c'era sempre in lui quella vena di delicata ma struggente tristezza. Ecco perch  comprensibile il pianto di Mariette, non solo in questa circostanza ma anche in seguito.
E poi pensiamo che in Mariette c'era quella profonda delusione e sconcerto che prova il bambino quando si sveglia e non trova pi la mamma che si  assentata senza avvisarlo, senza prepararlo. Anche lei era rinvenuta dopo lo svenimento in quella quarta apparizione e non aveva pi visto la Madonna, ma si era trovata davanti alle facce preoccupate degli astanti. Purtroppo, lei non c'era pi, se ne era andata senza salutarla o se lo aveva fatto, perdendo la bambina i sensi, non se ne era accorta. L'aveva attesa, ogni sera, per ben ventidue giorni, ma la bella Signora non era pi venuta all'appuntamento. Ora, tutta quella delusione e sofferenza compressa esplode in un pianto liberatore. Si sentir liberata e ripagata, a tal punto che davanti al parroco assumer un comportamento apparentemente strano e che meraviglier i presenti.
E perch Mariette si rivolge prima di tutto a suo padre e a lui per primo rivela ci che le ha detto la Signora?
Pensiamo che sia naturale nei bambini rivolgersi prima di tutto ai loro genitori e confidare ci che succede al di fuori del normale. Sappiamo anche che ai bambini piace mettersi a sussurrare alle orecchie dei genitori qualche loro osservazione, quando sono presenti altre persone adulte. Ma pensiamo che probabilmente il motivo principale sia stato la sua poca conoscenza del francese che non vuole mettere a nudo di fronte a tutti quegli ospiti. Soprattutto quel soulager di cui non sa il significato e che probabilmente pu aver deformato nella sua mente. Cos risolve la situazione appartandosi con suo padre per sapere se quella parola l'aveva capita bene e cosa volesse dire, senza fare brutta figura di fronte a tutti.
Ma ci sono due osservazioni da fare ancora sulla parola soulager.
Bisogna infatti riconoscere che questa parola Mariette l'aveva gi udita nella terza apparizione quando la Madonna le aveva detto che quella sorgente era riservata per tutte le nazioni e per gli ammalati. Ma quella volta lei aveva taciuto il verbo perch non ne comprendeva il significato e lo aveva chiesto poi alla sua amichetta Josphine. Ma, a quanto pare, neppure Josphine era stata in grado di chiarirglielo e allora Mariette non aveva pi osato chiederlo ad altri.
Ma come mai allora ringrazia la Madonna se non ha capito il significato di ci che le diceva? Non c' alcuna contraddizione in quel grazie ripetuto. Infatti, anche se non ha capito il significato di quel soulager, aveva per capito che la Madonna veniva per qualche cosa che riguardava il dolore, la sofferenza, i malati, collegandolo con ci che le aveva detto nella terza apparizione. In effetti, anche una bambina della sua et riesce a cogliere, in qualche modo, il significato globale del messaggio. Sa che la Madonna viene per dare qualche cosa di bello, per cui la ringrazia di cuore anche a nome di tutti. Come uno che ringrazia per un regalo ricevuto prima di sapere di che cosa si tratti.
Dopo che Mariette ha risposto alle domande che le furono fatte, don Marcas, avendo preso il fatto sul serio, decide di andare subito a informare il parroco di Banneux. Mamma Beco si introduce allora nella conversazione e gli dice che il parroco desiderava che gli fosse inviata Mariette nel caso che la visione si fosse ripetuta. Queste parole suggeriscono ai visitatori l'idea di condurre Mariette con loro alla canonica, dato che lei avrebbe indicato loro la strada, cos fu deciso. Prima di partire, impressionato dalla povert della famiglia, don Marcas volle dare cento franchi a pap Beco. Ma questi rifiut decisamente.
Sulla porta di casa, ricorda la direttrice, la piccola, in vena di gratitudine le disse improvvisamente: "Le voglio bene. Mi dia un bacio". La direttrice l'abbraccia affettuosamente e le propone di abbracciare anche le altre inferniere. Mariette accetta volentieri. Uscendo di casa don Marcas domanda alla veggente se avesse gi fatto la Prima comunione. Risponde di no, ma che l'avrebbe fatta a maggio o a giugno. Il sacerdote le consiglia di confessarsi e di fare la comunione all'indomani. Salgono tutti sull'auto e si dirigono verso Banneux.
Alle ore venti di quella stessa sera, 11 febbraio 1933, mentre il parroco di Banneux, don Jamin stava leggendo nel suo studio, gli viene annunciato l'arrivo della comitiva. Don Marcas si introduce subito e si scusa dicendo che aveva ritenuto suo dovere venire a fargli un rapporto su ci che aveva visto e inteso quella sera a La Fange, presso i Beco. Don Jamin introduce nel suo studio don Marcas con le infermiere e ascolta attentamente la loro deposizione. Poi fa entrare anche Mariette e la interroga davanti a loro. Si informa soprattutto dei particolari descrittivi: atteggiamento, vesti, colori, eccetera. Fa, inoltre, qualche schizzo alla luce di questi particolari, dato che era pittore, ma Mariette, quando vede il disegno non appare per nulla soddisfatta. Tuttavia, questo interrogatorio non aggiunge molto a ci che gi sappiamo dai testimoni e dalle risposte di Mariette. Il resoconto tramandatoci  brevissimo. Fu redatto la sera stessa, alle ore venti.
Possiamo riassumerlo in tre domande:
Hai visto la Madonna?
Oh! S.
Perch hai detto due volte, "grazie?"
Perch Lei ha detto: "Sono venuta ad alleviare la sofferenza".
Non ha detto nient'altro?
No; partendo ha detto: "Arrivederci".
Sapevi che oggi sono settantacinque anni da quando la Madonna si  fatta vedere a Bernadette?
Mariette spalanca gli occhi e ripete meravigliata: settantacinque anni!....
Si nota che l'arrivederci per Mariette non fa parte della comunicazione, ma lo ritiene un saluto. Un saluto con un significato speciale per lei, perch non soltanto la Madonna  ritornata, ma ha praticamente annunciato un'altra visita. Si nota anche la meraviglia di Mariette per il 75 anniversario dell'apparizione a Lourdes. Se per gli adulti quegli anni trascorsi hanno un senso ben preciso, non sappiamo quale impatto possano avere avuto nella ragazzina che rimane meravigliata e lascia cadere il discorso.
Certamente il parroco fu sorpreso dal fatto della coincidenza della ripresa delle apparizioni a Mariette con il 75 anniversario dell'apparizione a Lourdes. Da questo interrogatorio si rileva una duplice dimenticanza da parte di don Jamin. Infatti, si dimentic di chiedere spiegazioni alla bambina su due particolari: sul perch del grande segno di croce che fece su se stessa alla sorgente e sul perch del rosario immerso nell'acqua. Ma vediamo ora il particolare atteggiamento che Mariette assume questa volta in casa del parroco e di fronte agli astanti.
Sono le infermiere stesse a descriverlo perch rimasero un po' sconcertate; rimarcano due cose: prima di tutto il suo modo di raccontare, o meglio di non raccontare. Infatti, Mariette risponde solo alle domande, non fa alcun racconto, non dice nulla di sua iniziativa. Bisogna tirarle fuori i particolari uno a uno. Probabilmente perch  annoiata di dover rispondere a domande alle quali aveva gi risposto a casa sua. Fatto sta che si dimostra assai distratta, rispondendo a monosillabi. Si disinteressa quasi della cosa, lasciando agli adulti di raccontare l'avvenimento. La seconda cosa che impressiona le infermiere  la differenza dell'ateggiamento di Mariette in casa, quando le rivolgevano le domande, e quello assunto con il parroco. Atteggiamento che le infermiere definiscono un po' birichino e impertinente, dato che rideva, sia che rispondesse oppure no.
Per di pi sembra godersela un mondo andando a toccare i soprammobili dello studio del parroco e soffermandosi a guardare i suoi quadri, con una certa sfrontatezza che denota quasi disinteresse per quell'interrogatorio.
Questo atteggiamento che impressiona negativamente le infermiere non meraviglia pi di tanto.
Conoscendo il carattere di Mariette, sappiamo gi come spesso in queste circostanze prevalga in lei quella sua maniera infantile, spezzettata e frammentaria di ricordare e di raccontare.
Ma forse c' una ulteriore spiegazione, dato che Mariette si era sempre dimostrata molto timida, sia con i maestri che con il parroco. Sembra, infatti, di scorgere in tutto questo modo di fare non solo la reazione allo sfogo di pianto per tutto quello che aveva sofferto, ma anche una sottile e magari inconscia rivalsa infantile. Questa volta era entrata in canonica come trionfante. L'interrogatorio precedente era stato penoso e lei era scoppiata a piangere per reazione allo scetticismo del sacerdote stesso. E tra le lacrime lei aveva protestato la sua sicurezza: Io l'ho vista. Io l'ho vista!.
E poi non poteva dimenticare quelle tremende parole che il parroco untuosamente le aveva suggerito:  tutto finito. Non devi andare pi in giardino. Ti ha benedetta, quindi non torner pi. Ora, lei rientra in quella canonica con il sorriso di chi pu dire: Si era sbagliato lei, padre, perch la Madonna  ritornata...; e questa volta mi ha detto addirittura "arrivederci"; quindi non  finito un bel niente.

Prima Comunione di Mariette.  -  Mariette, dopo il suggerimento di don Marcas, ha deciso: anticiper all'indomani la sua Prima Comunione. Quindi, approfittando del suo vantaggio psicologico e incoraggiata dalla presenza di don Marcas, sicura che l'avrebbe sostenuta nella richiesta, comunica al parroco, a bruciapelo, che lei si sarebbe comunicata domani, domenica. Ma don Jamin non capitola tanto facilmente, anche perch si trova di fronte non a una preghiera ma a una decisione gi presa dalla bambina, per cui le domanda: Te l'ha chiesto la Madonna?.
No, ma questo le far piacere!.
Farai la Prima Comunione nel mese di maggio.
No, io far la Comunione domani!.
Ma non sai confessarti.
Voi mi insegnerete!.
Il parroco allora cede, forse condizionato anche dalla presenza degli astanti, e le da' appuntamento per l'indomani mattina, in chiesa.
Non aveva ancora capito don Jamin che in casa Beco ciascuno fa valere le sue decisioni, senza chiedere tanti permessi e se ci sono ostacoli, si pesta i piedi e si ottiene tutto? E cos, quando ritorna a casa, Mariette comunica al pap che il giorno dopo avrebbe fatto la sua Prima Comunione. Il pap  d'accordo. Non c' tra i poveri la preoccupazione del vestito, della festa, del banchetto, degli invitati, degli amici, del fotografo... La Prima Comunione  il primo incontro con Ges, non una festa mondana, non un'occasione di parata.
Non conosciamo alcun particolare sulla sua Prima Comunione, proprio perch non ci fu niente di particolare. Dovette essere una cosa tutta intima, personale, tra Ges e Mariette, sotto gli occhi di Maria Santissima. E proprio perch intima, Mariette non fece parola con nessuno, almeno per quanto sappiamo.
La gente nota Mariette avvicinarsi a ricevere l'Eucaristia. E forse l'avr accompagnata il pap, di cui sappiamo gi avvenuta la conversione. Quasi certamente non ci sar stata la mamma, sia perch avr dovuto rimanere a casa a curare la nidiata dei piccoli, sia anche perch in fatto di sacramenti non era tanto entusiasta.
Completiamo con alcuni dettagli la descrizione della quinta apparizione.
Avevamo rilevato che nell'interrogatorio di Mariette in canonica, don Jamin si era pi che altro attardato sulle solite domande dei particolari del vestito, eccetera... Probabilmente per vedere se a tre settimane di distanza la piccola cambiasse versione. Ma non aveva chiesto spiegazioni sul perch del segno di croce alla fontana e del rosario immerso nell'acqua. C' una versione di don Brabant, amico, consigliere e confessore di don Jamin, che sosterrebbe come Mariette ripet questo gesto perch l'aveva visto fare dalla Madonna e in modo molto singolare. Ma nessuno era mai venuto prima a conoscenza di questo particolare, neppure i familiari di Mariette. D'altra parte, di solito la piccola non prende iniziative da parte sua. Perch allora si  fatta con calma quel gran segno di croce? Una ipotesi: Mariette stava recitando un secondo rosario quando la Madonna  apparsa. Durante le tre fermate lungo la strada continua a recitare le Ave Maria e lo stesso fa alla sorgente. Non avr forse pensato di aver terminato il secondo rosario e quasi meccanicamente si fa il segno della croce con la crocetta del rosario, come era di abitudine fare?
Quanto poi all'immersione del rosario nell'acqua,  possibile pensare che, siccome la Madonna le aveva detto che quella sorgente era riservata a s, quindi era come acqua santa, benedetta, Mariette, prima di farsi il segno della croce vi immerge la mano destra, come avrebbe fatto entrando in chiesa, e la corona vi cade.
Ma ritorniamo alla domenica 12 febbraio. Tutta Banneux commenta le due notizie: la ripresa delle supposte apparizioni, proprio quando ormai se ne parlava sempre meno, e l'anticipo della Prima Comunione di Mariette, dopo tante Messe a cui non aveva partecipato e tante lezioni di catechismo mancate. Che anche il parroco si fosse convinto della verit delle apparizioni?
Ma sentiamo dal sacerdote stesso che cosa ne pensava e quale fosse il suo atteggiamento interiore, dato che era piuttosto incline a pensare all'effetto di una suggestione della piccola.
Cos scrive nella sua esposizione dei fatti: Il giorno dopo, domenica 12 febbraio, la bambina  felice come non mai. Ha fatto la comunione al mattino e la Madonna ieri sera partendo le ha detto: "arrivederci"; dunque, stasera rivedr la cara apparizione (almeno questi sembrano i sentimenti di Mariette, dei suoi genitori e di numerosi altri).
Approfittando di queste circostanze, per rendermi conto del grado di influenza che io posso avere su Mariette, o pi esattamente del suo grado di suggestionabilit, le dissi presso a poco, dopo la Messa: di sicuro, piccola Mariette, la Santa Vergine verr questa sera; restale molto fedele e diventa ancora pi devota e pi cristiana. Soprattutto d il buon esempio ai tuoi fratelli e alle tue sorelle; prega per loro e per i peccatori.
Possiamo immaginare quanto contenta debba essere stata la bambina nel ricevere dal suo parroco, prima scettico, la conferma non solo dell'autenticit delle visioni, ma addirittura la certezza che dato che la Signora aveva detto arrivederci, sarebbe ritornata quella sera stessa. E quasi non bastasse, al s della bambina alle sue raccomandazioni, don Jamin aggiunse un desiderio, e cio che Mariette domandasse alla Madonna un segno.
E cos la bambina si illuse che don Jamin ammetteva che era sincera (ma di questo non aveva dubitato) e che lei aveva visto davvero la Signora (di questo invece dubitava) e che l'avrebbe rivista ancora presto perch le dava una commissione da fare: chiedere un segno. Diciamo subito che Mariette non capisce esattamente il senso di questa parola, ma il sacerdote non si render conto e lei non domander spiegazioni. Lo verr a sapere dopo, l'anno dopo. Le  per chiaro che  una commissione che deve fare a nome del sacerdote, come precedentemente aveva domandato alla Signora che cosa intendesse dire che la sorgente era riservata a Lei e che cosa desiderasse. A ogni modo, tutto contribuisce a dare a Mariette la sicurezza che quella sera di domenica 12 febbraio avrebbe visto di nuovo la bella Signora. E cos, venuta la sera, nera come l'inchiostro, Mariette uscendo di casa annuncia che avrebbe rivisto la Madonna. Sul luogo si sono raccolte una ventina di persone. Tutti hanno la certezza che l'apparizione sarebbe avvenuta.
La bambina recita un rosario molto lentamente, poi al termine, come di solito, si ferma; cosa che fa pensare che stesse vedendo la Madonna, ma non vede niente; per cui comincia il secondo rosario. Nulla. Infine, con pi devozione ne recita un terzo, ma nulla. Dirige i suoi occhi verso le cime degli abeti da dove di solito viene, ma la notte rimane oscura. Allora la ragazzina abbassa gli occhi e rimane ferma. I vicini percepiscono dapprima un pianto calmo che poi si cambia subito in singhiozzi soffocati.
Mariette rientra in casa continuando a piangere per un po' di tempo. Perch la Madonna non  venuta?, si domanda. E la delusione  grande per tutti. Per tutti rimane sospesa la stessa domanda: Perch la Madonna non  venuta? Eppure, aveva detto: "Arrivederci" !.
Conoscendo il discorsetto che il parroco aveva fatto a Mariette dopo la messa, possiamo osare di indovinare il motivo di questo mancato appuntamento. Certamente non sappiamo se la Madonna avesse o meno intenzione di apparire quella sera stessa, dato che non aveva fissato alcuna data, per di una cosa siamo sicuri: quella sera non doveva proprio apparire, nel modo pi assoluto. E questo a causa del parroco che voleva provare il grado di suggestionabilit della piccola, assicurandola che quella sera avrebbe rivisto la Madonna. Se cos fosse accaduto era facile per don Jamin concludere che tutto proveniva dalla suggestione. L'altra volta, quando le disse che tutto era finito e che la Signora non sarebbe pi tornata, effettivamente le apparizioni erano cessate. Ora che le aveva detto che la Madonna sarebbe tornata quella sera, ecco che la vede: la conclusione sarebbe stata ovvia.
Ma la Madonna, pur prevedendo la delusione e il dolore della piccola, non cade nel tranello. E cos, non appare. Don Jamin avrebbe dovuto ricredersi che qui la suggestione non entrava per nulla e che Lei appariva o non appariva perch cos voleva, indipendentemente da ogni provocazione di altri, fossero pure religiosi. Se don Jamin voleva capire, il segno che aveva chiesto, Lei glielo ha dato quella sera stessa non apparendo.
La bambina non si era accorta della trappola; la Madonna, invece, s. E, naturalmente, non ci cade. E poi, che cos' questa mania degli ecclesiastici di chiedere sempre dei segni quando appare? Se sono necessari, ci pensa Lei a darli.
Le sue visite sono un dono che va certamente vagliato con prudenza, ma non bisogna mortificarla, chiedendole sempre documenti di riconoscimento. Caso mai sar Lei a venire incontro alla nostra incertezza, ma non bisogna sfidarla, anche se in buona fede. Forse l'attesa umile, prudente, vigilante e orante  il miglior atteggiamento da assumere di fronte a questi casi. E non chiedere pi segni, perch noi non ne abbiamo il minimo diritto. Lo stesso Ges non grad mai la richiesta di segni, dimostrazioni, perch  umiliante,  mortificante. E poi con questa richiesta di segni si rischia di far soffrire i veggenti senza motivo.
E che la Madonna la pensi cos, lo vedremo nel seguito di queste apparizioni in cui si era definita la Vergine dei poveri-, e i veri poveri non domandano mai segni e prove.


10. CREDETE IN ME. IO CREDER IN VOI.

Sesta apparizione.  -  Dopo la delusione di domenica, 12 febbraio, in cui la Madonna non si present nonostante l'intensa attesa di Mariette, non successe nulla neppure luned e marted seguenti, 13 e 14 febbraio. In quei due giorni tutto si svolse come al solito. Un giornalista presente cos descrive la scena, riferendosi al marted sera:
Alle sette di sera la ragazzina esce di casa; il freddo  molto intenso; le raffiche di neve sferzano il viso... Non ha visto la Madonna; ha recitato due rosari dei tre di abitudine, dopo l'11 febbraio. Dopo il secondo, a causa del freddo, l'hanno obbligata a rientrare in casa.
Abbiamo potuto esaminare la bambina prima dell'uscita di casa. E sembrata normale a tutti gli effetti e niente la distingue dalle altre ragazzine della sua et. E piuttosto vivace. Durante tutta la durata della preghiera, che recita tranquillamente, senza traccia di emozione nella voce, conserva un atteggiamento di piet profonda. Al suo rientro, poniamo qualche domanda alla bambina sull'apparizione. Ci dice poi che lei non sogna mai. "Dorme come un pacco", precisano i genitori.
Senza volerci pronunciare sulla realt delle apparizioni, crediamo di poter dichiarare, continua il giornalista, che la bambina  in buona fede. D l'impressione della sincerit.
La delusione patita dagli habitu alla preghiera con Mariette, la domenica sera e i due giorni successivi, fu grande. Queste apparizioni si facevano troppo incerte, per cui le persone si dileguavano sempre di pi, a tal punto che il mercoled 15 febbraio, probabilmente non ci sarebbe stato nessuno alla preghiera serale se non ci fosse stato l'arrivo di una forestiera.
Questa forestiera  la signora Philippet di Liegi che, essendo andata a far visita a don Jamin insieme alla zia e al fratello di questi, ricevono dal sacerdote l'incombenza di portare il desinare alla famiglia Beco. La signora ha cos modo di fare conoscenza con Mariette che, a sua volta, conduce tutti a vedere la sorgente. Alla sera, la donna ritorna per la preghiera facendosi accompagnare da due tersone che non credevano alle apparizioni di La Fange: la domestica del parroco e una sua vicina. Le tre signore entrano in casa Beco verso le sei e tre quarti.
Mariette era pronta e attendeva. Indossava il cappotto un berretto bianco. In casa si conversa un po'; intanto, Mariette continuava a guardare l'orologio e domandava se non fosse l'ora di andare. Dava l'impressione di non volere anticipare o ritardare l'ora. Questa preoccupazione di essere puntuale all'appuntamento rivelava nello stesso tempo l'ardore del desiderio e l'assenza di un impulso interiore. Alle sette escono. Fa molto freddo a causa del tempo piuttosto rigido. Per la prima volta quella sera la mamma di Mariette si aggiunge al gruppo.
La bambina, come al solito, si inginocchia sopra un vecchio sacco. Le signore si dispongono in fila dietro di lei, che inizia la recita del rosario. La domestica del parroco che era stata sempre scettica, rimane impressionata dal suo modo di pregare e dir: Pregava molto bene. Non era pi la stessa ragazzina volubile e grossolana che vedevo in canonica. Era una preghiera tranquilla, senza esaltazione di alcun genere.
Terminato il primo rosario, Mariette si ferma per un momento, poi ne comincia un secondo. Dopo la seconda decina, la bambina si ferma. C' qualche istante di silenzio, mentre guarda davanti a s con la testa alzata: sta vedendo la Madonna.
Poi, con voce chiara, dice: Santa Vergine, il signor parroco mi ha detto di domandarvi un segno.
I presenti notano che la bambina fa questa richiesta con un tono quasi insistente, calcando sulle parole. Dopo questa domanda Mariette fa silenzio. Questo secondo silenzio dura pi a lungo: due o tre minuti.  durante questa lunga pausa che qualcuno, probabilmente la mamma, le domanda se avesse freddo. Ma lei non risponde nulla. Poi Mariette ricomincia a pregare. Padre Nostro, Ave Maria. Prega con una voce tremula, rotta dai singhiozzi, come se stesse piangendo.
 un susseguirsi ininterrotto di Ave Maria. Infine, si prostra con il capo fino a terra e continua a piangere. La mamma di Mariette si rivolge verso la domestica del parroco e le dice: Signorina, l'ha vista!.
Aspettiamo, signora, risponde quella e le dice di alzarla e di interrogarla. La mamma ci prova, ma la piccola non risponde, e la donna non insiste. Allora la domestica si avvicina a Mariette e le dice che deve assolutamente rispondere a sua madre. Non ottenendo alcuna risposta, prende la bambina con forza, dato che oppone resistenza, la rialza e le domanda:
Perch piangi?
La piccola risponde tra i singhiozzi:
Perch  partita.
Allora l'hai vista? Ha risposto alla richiesta?
Si.
Che cosa ti ha detto?
"Credete in me, io creder in voi. Pregate molto. Arrivederci".
Siccome fa molto freddo, gli astanti convincono Mariette a rientrare, cosa che fanno tutti. La signora Philippet particolarmente commossa per il tono con cui Mariette a risposto: Perch  partita. E ricorda come il tono delle ultime Ave Maria era cos straziante che sembrava esprimere il desiderio di trattenere l'apparizione che le stava sfuggendo. Rientrata in casa, Mariette ha tutto l'atteggiamento di una bambina oppressa da un grosso dolore: seduta all'angolo del tavolo, il viso nascosto dal braccio piegato, piange.
Le astanti la riempiono di domande. La signora Philippet, senza attendere che la piccola si calmi, insiste: Dimni di nuovo ci che la Madonna ti ha risposto perch io possa dirlo al signor parroco.
Senza alzare la testa Mariette ripete le stesse parole aggiungendo tra le lacrime: Ma ve l'ho gi detto. In quel momento il pap scende dal piano di sopra dove era andato a mettere a letto i bambini; la moglie gli dice: E tornata ancora.
Pap Beco si emoziona, diviene tutto pallido e riesce a parlare a malapena scusando la sua bambina: E sempre cosi quando ha visto la Madonna; bisogna darle tempo perch si riprenda. La signora Philippet che ci credeva fermamente, si felicita con i genitori; la domestica  perplessa non sapendo che cosa credere. Lei e la signora Philippet porteranno la notizia al parroco. Ma la bambina davanti a loro non aveva detto tutto.
Rimasti soli, Mariette rif il racconto con altri particolari e aggiunge una cosa che prima non ha detto. Racconta come ha visto esattamente la stessa Signora venire da lontano, al di sopra degli abeti e posarsi al solito posto. Dopo la richiesta di un segno, la Signora aveva risposto: Credete in me, io creder in voi. E dopo queste parole ecco la novit. La Madonna le aveva confidato qualche cosa che non doveva dire a nessuno, neppure al pap e alla mamma. Quindi un segreto.
Poi la Madonna aveva detto: Pregate molto. Infine, mentre Mariette stava pregando, aggiunse: Arrivederci. E alzandosi al di sopra degli abeti fin per scomparire in lontananza, nel cielo.
Ma vediamo come sono andate le cose in questa apparizione che si presenta come una tra le pi diffcili da interpretare. Come al solito, Mariette non  di grande aiuto, sia per la sua concisione, sia per la sua ritrosa nel raccontare ci che le succede. Cerchiamo di ricostruire la scena, sempre per ipotesi, per deduzioni, tenendo conto anche di quello che si  venuti a conoscenza in seguito.
Dopo il primo rosario non succede nulla. Come al solito in questi casi, Mariette fa una piccola pausa e poi ne comincia un altro. Ma ecco che improvvisamente dopo due decine, Mariette si ferma, con lo sguardo alzato. Dopo questi attimi di silenzio si ode molto chiaramente la veggente formulare la domanda: Santa Vergine, il signor parroco mi ha detto di chiedervi un segno.
A questa richiesta segue un tempo di silenzio insolitamente lungo: tre minuti circa. E per di pi, in questa apparizione la bambina non ripete, come un'eco, ad alta voce ci che ode dalla Madonna.
Che cosa pu essere successo in quei tre minuti? Certamente la Madonna ha dato la sua risposta a quella domanda, ha aggiunto anche di pregare molto e alla fine ha detto arrivederci. Ma queste parole richiedono solo pochi secondi. E il resto del tempo in che cosa  stato impiegato? Procediamo allora per supposizioni, ma che potrebbero avvicinarsi, almeno in parte, alla realt. Cominciamo con una domanda che ci martella dentro: forse che la Madonna, alla richiesta del segno voluto dal parroco, sia stata in silenzio per qualche istante prima di rispondere?
Un silenzio, espressione di tristezza e di sgradita sorpresa per quella richiesta che ritiene mortificante? Tanto  vero che non d e non promette alcun segno, ma esprime solo il suo rammarico con la raccomandazione di aver fducia in Lei perch possa aver fiducia in noi.  soltanto una supposizione, suffragata per da un ricordo di ci che avvenne in un'altra apparizione mariana, precisamente a .aus, in Francia (1647-1718), dove avviene da parte di un sacerdote una simile richiesta; anzi, costui chiedeva addirittura miracoli per credere alla autenticit delle apparizioni. Tramite la veggente, la Madonna gli risponde: Per il potere accordatole dal Signore lei pu gi fare incarnare Ges nell'Eucaristia, ma non ha nessun ordine da impartire alla Santa Vergine, che fa ci che desidera!. Come a dire: non gli basta comandare al Figlio; vuole comandare anche alla Madre?
Ma e dopo? C' ancora del tempo. Sappiamo che la Madonna ha confidato a Mariette un segreto. Secondo due autori, di cui uno ha ricevuto stranamente parecchie confidenze da parte della veggente, la Madonna avrebbe confidato anche un'altra cosa, che non farebbe parte del segreto, ma che la piccola, non sapendo se rientrasse o meno nella proibizione di dirlo ad alcuno, per sicurezza ha accomunato al segreto. Per questo motivo non ne ha mai parlato con nessuno.
Proseguiamo nella ricostruzione. Dopo queste confidenze e, probabilmente in relazione a esse, la Madonna esorta la veggente a pregare molto. Forse fu proprio in risposta a questa raccomandazione che Mariette riprende a pregare, a recitare il rosario interrotto con la venuta della Signora. Ma quando Lei dice: Arrivederci, Mariette sa che sta per andarsene, ed  allora che incomincia a piangere e recitare le Ave Maria tra i singhiozzi, accompagnandola con lo sguardo finch non scompare nel cielo, al di sopra dei pini. E quando non la vede pi, si prostra a terra quasi sopraffatta dal dolore di questa nuova separazione e non vuole alzarsi neppure alle insistenze della mamma. Cede soltanto alla forza della domestica del parroco.
C' un altro rilievo, e di non poca importanza. Abbiamo detto che in queste apparizioni la Madonna parla poco, ma agisce molto. Per cui  necessario fare attenzione a ogni particolare per collocare i suoi brevi messaggi nel loro contesto. Quindi, oltre alle parole della Vergine, le pi impressionanti e le pi amare in tutto il corso delle sue manifestazioni a Banneux, questa sesta apparizione presenta dei tratti particolari.
Prima di tutto notiamo che lo scenario, nel suo insieme,  cambiato. Non c' alcun gesto da parte della Madonna, a meno che non ci sia stato riferito; non c' segno di chiamata per andare alla sorgente e non c' la benedizione. Tutto si svolge nel giardino, a due passi da casa, mentre tutte le manifestazioni precedenti avevano avuto un certo movimento. Sembra che dopo aver parlato, la Madonna questa volta, non se ne vada subito come aveva fatto fino ad allora, ma rimanga ancora un po' con la veggente. Forse voleva prepararla al distacco sapendo quanto ne avrebbe sofferto. Proprio come una mamma che, in partenza, si attarda un po' nel commiato con la figlia. Inoltre, la Madonna avrebbe tutto il tempo per condurre la bambina alla sorgente, come mai questa volta non ve la porta? Forse in relazione a quel credete in me?
Vuole forse dirci che per andare a Cristo bisogna prima aver fiducia in Lei che a Lui ci conduce? E poi questa  la prima volta che una visione termina durante la preghiera.
Precedentemente Mariette, alla fine dell'apparizione, non aveva mai ripreso a pregare. Forse che la preghiera di Mariette, magari inconsciamente, aveva l'intenzione di trattenere la Signora il pi possibile? Che quelle Ave Maria volessero dire: Rimani, rimani ancora, non andartene?
Qualche cosa del genere era successo anche a Beauraing quando i bambini, accorgendosi che la Madonna accennava ad andarsene, per trattenerla incominciavano a recitare delle Ave Maria in fretta, senza interruzioni, per non concedere alla Celeste Visitatrice lo spazio per dire loro addio. E i bambini si erano accorti che per un po' lo stratagemma funzionava. Furbizia dei piccoli, alla quale la loro Madre del Cielo deve aver sorriso commossa.
La spiegazione che Mariette d dei suoi pianti dopo la visione,  sempre quella: perch la Signora  partita. E lei si sente come lasciata sola.
Analizzando tutti questi particolari, ci sembra anche di poter dedurre che Mariette durante questa visione, abbia conservata una attivit propria di ragionamento. Infatti, non solo si ricorda di ci che il parroco le aveva detto di chiedere, ma il suo pianto durante la stessa visione pu indicare che lei pensava che, con l'arrivederci, la visione stesse per concludersi e quindi comincia a sentire la tristezza.
Riprendiamo il racconto in relazione a ci che avvenne in canonica. Naturalmente, don Jamin venne informato la sera stessa dei fatti dell'apparizione dalla domestica e dalla signora Philippet. Ascoltando il racconto delle signore si meraviglia ed esclama: Guarda un po', non si  dimenticata.  stato domenica che le ho detto di domandare un segno.
Evidentemente, non faceva troppo affidamento sulla memoria della bambina. Ma l'interrogatorio riguardo a questa sesta apparizione, stranamente non avvenne la mattina seguente, ma l'altra, e cio venerd 17 febbraio, dopo il catechismo. Neppure il sacerdote seppe dare una spiegazione a questo ritardo.
Forse che Mariette non sia andata a scuola il gioved 16? Non sappiamo. Anche questo interrogatorio  breve. Dagli appunti ricaviamo che la prima domanda verte sempre sulla descrizione della Madonna: suo abbigliamento e posizione. Come risposta a questa domanda il parroco scrive: Idem. Cio, tutto uguale. L'interrogatorio continua:
Che cosa hai domandato alla Santa Vergine?
"Santa Vergine, il signor parroco mi ha detto di domandarvi un segno".
E che cosa ti ha risposto?
"Credete in me... Io creder in voi... Pregate molto".
Ma questo non  possibile!, sbotta il parroco. Lei ti ha detto: "Credete in me". Ma perch ti avrebbe detto: "Io creder in voi"?
Io non lo so, ma Lei ha detto proprio cos.
E questo  tutto quello che ti ha detto?
No, Lei ha detto ancora qualche cosa, ma ha aggiunto che non potevo dirlo a nessuno, neppure al pap e alla mamma.
E a me?
Neppure a lei.
E al Monsignor Vescovo?
No, dato che neppure al pap e alla mamma.
 qualche cosa di triste?
No.
Di gioioso?
La bambina non risponde. Il parroco annota: Nulla (cio non risponde nulla). Imbarazzo. Incertezza. Poi il sacerdote continua:
Ha detto nulla partendo?
S, ha detto ancora: "Arrivederci".
Cos si conclude l'interrogatorio. Notiamo come don Jamin abbia insistito riguardo alla risposta della Madonna. Infatti, volle rendersi conto dell'esattezza di quella espressione strana: Creder in voi, e se Mariette abbia riportato il messaggio fedelmente e completamente. Se altre volte poteva avere un confronto con ci che avevano udito i testimoni, questa volta, tutti dovevano attenersi soltanto a ci che diceva Mariette dopo l'apparizione. Per questo suggerisce la divisione delle risposte in due parti. Ma Mariette non si lascia influenzare e sostiene ci che ha detto prima. Notiamo anche che Mariette non accenna al segreto di sua spontanea volont.  obbligata a parlarne a causa della domanda del parroco.
Per il momento termina l'interrogatorio, ma riguardo al segreto don Jamin non demorde e ritorna alla carica. Lo scrive lui stesso:
Incuriosito da quel segreto, il giorno dopo, al termine della Messa, sono andato con Mariette davanti all'altare della Madonna per interrogarla di nuovo sul segreto.
Le feci una nuova domanda: " qualche cosa che riguarda tutti?".
Lei mi guarda con una certa paura di affidarmi il segreto e mi lascia senza dirmi niente per andare a mettersi presso al banco della comunione. Ebbi l'impressione in quel momento che Mariette mi sospettava di volerle fare violare il suo segreto.


11. IL SEGRETO.

Settima apparizione.  -  Prima di continuare il racconto delle apparizioni, vorremmo dire qualche cosa di pi sul segreto, anche perch alcuni pensano che, almeno indirettamente, Mariette abbia rivelato qualche cosa. Ma ci non sembra possibile.
Ma, come ha fatto la Madonna a far capire a Mariette che ci che le stava per dire era un segreto? Questa domanda fu rivolta a Mariette stessa in questi termini:
La Madonna ha forse cominciato col dire: "Ora vi confido un segreto"?.
La bambina fa subito un segno di diniego.
Oppure, dopo aver parlato, vi ha detto di non raccontare la cosa ad alcuno?
S;  dopo aver parlato che mi ha detto di non dirlo a nessuno.
La domanda che ci poniamo noi tutti oggi, come dal tempo dell'apparizione in qua,  questa: Fu fedele Mariette nel mantenere il suo segreto?.
Sappiamo che tutte le domande poste alla veggente su questo punto furono inutili. Mariette non rivel mai nulla e le sue risposte sul carattere generale di questo segreto, se cio fosse triste o gioioso, sono veramente troppo vaghe a tal punto che sembrano contraddittorie. Infatti, bisognerebbe entrare nella testolina di Mariette per riuscire a capire che cosa intendesse lei per triste o gioioso nel contesto del segreto.
Per venirne a capo, suo padre la prese in disparte con dolcezza e, promettendole addirittura un bel viaggio (poveretto, ma dove poteva trovare i soldi?) le domand se il segreto riguardasse la guerra.
Lui, infatti, sapeva qualche cosa della prima Guerra Mondiale e ora in Germania le cose cominciavano a bollire, per cui voleva sapere qualche cosa per prendere le dovute precauzioni. Di fronte al silenzio della piccola rif la domanda con altre parole:  per il bene o per il male? Risposta: Non  per il male, ed esitando un po', non  per il bene. E poi scappa [via].
Suo padre affermava che non riuscivano mai a tirarle fuori qualche cosa al riguardo. Sentiamo anche la testimonianza della sua amica e confidente Josephine Lonard che scrive: Mariette mi disse anche che aveva ricevuto un segreto, ma non lo volle dire. Le domandai se riguardasse qualche cosa che sarebbe capitata al villaggio o se si trattasse della guerra. E lei mi rispose: No, non si tratta di questo. Non l'ho detto neppure alla mamma. Le domandai se riguardava lei stessa. Mi rispose: Tu non lo saprai mai. Io ce l'ho sempre presente e non mi importa del resto!.
E sua madre diceva che a questo riguardo la figlia diventava impenetrabile. Il suo segreto non lo avrebbe detto neppure al Papa. Quando la si interrogava manifestava la sua inquietudine se si toccava questo soggetto, e non nascondeva la sua decisione di rispondere grossolanamente, se ce ne fosse stato bisogno.
Il dottor Boulenger le disse che senz'altro quel segreto doveva essere gioioso e favorevole; ma si sent rispondere: No,  piuttosto triste. Il dottore non insistette oltre. E che la sua decisione fosse irremovibile lo dicono queste sue espressioni: Neppure se mi puntassero un fucile sul cuore direi il mio segreto. Potrebbero uccidermi come si uccidono i conigli, neppure allora lo direi. Non lo dir mai. Possono venire a cercarmi con i gendarmi per mettermi in prigione. Non lo direi neppure allora.
Ma che cosa ne pensava Mariette del suo segreto? Ecco la sua definizione, uscitale per caso in una circostanza, qualche tempo dopo. A chi le domand se lo avesse rivelato alla sua morte, rispose: Neppure allora.  qualcosa tra la Santa Vergine e me; non  n triste n gioioso:  qualcosa tra noi due.
Ecco la miglior definizione del segreto confidatele dalla Madonna:  qualcosa tra noi due; tra la Santa Vergine e me. Questa definizione non dovremmo mai dimenticarla quando affrontiamo questo tema anche in altre apparizioni della Madonna. Noi siamo portati, a volte con curiosit ossessionante, a voler sapere a tutti i costi di che cosa si tratti, magari almeno alla lontana.  indebita ingerenza.  mancanza di rispetto, sia al veggente che alla Madonna.
Dobbiamo sempre tenere presente che quando la Madonna appare, instaura soprattutto un rapporto personale con i veggenti e a essi si confida. Anche quando questi riceveranno il compito di diffondere un determinato messaggio, non vengono mai usati dalla Madonna come dei semplici strumenti.  un favore personale che Lei concede a coloro che Lei ha scelto e con i quali instaura un rapporto nuovo, un rapporto affettuosamente materno. Ora, perch una mamma non potrebbe confidarsi con i suoi figli? Perch non potrebbe aprire loro il suo cuore, almeno con qualche confidenza? Ogni ingerenza in questo rapporto da parte di estranei sarebbe completamente indebita e offensiva.
Dobbiamo superare la strana idea che ci siamo fatta, e cio che i segreti che la Madonna rivela, riguardino per forza sempre tutti. Pu darsi, invece, che riguardino esclusivamente la persona del veggente e la sua vita privata.
Altra idea che dovremmo abbandonare,  quella di collegare ogni rivelazione di cose riservate a profezie di castigo, di minaccia, di calamit. Come fece pap Beco che pens subito a una guerra. La maturit delle comunit ecclesiali dovrebbe portare tutti a un atteggiamento pi sereno e rispettoso a questo riguardo. Non si dovrebbero pi riscontrare sentimenti di delusione come se la mancata divulgazione dei segreti li defraudasse, li privasse di una conoscenza loro comunque dovuta, mentre spesso  solo curiosit. Pensiamo che dovrebbe cessare quella specie di caccia morbosa a segreti e annessi, come se in una manifestazione della Madonna, quelli fossero la parte pi importante, ignorando magari la sostanza dei messaggi di conversione da attuare subito, senza attendere possibili condizioni future.
Per ritornare a Mariette, fu detto che in seguito, sia pure indirettamente, abbia rivelato qualcosa del suo segreto; soprattutto quando accennava alla sofferenza che avrebbe dovuto sopportare, alla sua morte e al posto in Paradiso gi preparato per lei. Ci sembra che questi accenni non dicano nulla del segreto. Anzi, che non vi abbiano niente a che fare, perch l'origine di tali pensieri e congetture della veggente hanno tutta l'aria di provenire da altre fonti e comparazioni con fatti e personaggi di altre apparizioni.
Vorremmo terminare questo punto del racconto, che riguarda il segreto, con una osservazione puramente personale.
Ci riferiamo alla seconda apparizione che dur cos a lungo e in cui la Madonna rimase nel giardino a guardare la veggente senza dirle nulla, limitandosi solo a sorriderle. Mariette comment al riguardo: E pensare che Lei non mi ha detto nulla in tutto quel tempo, avrebbe potuto dirmi allora il segreto.
La bambina si meravigliava che la Madonna non avesse approfittato di quel tempo di silenzio per comunicarle il segreto con calma e non in una breve apparizione. Osservazione ovvia anche per noi, ma certamente quel segreto andava confidato solo nel contesto di quella apparizione, n prima n dopo. E il contesto di quella apparizione si era formato dal clima di sfiducia nella Madonna, originato da quella inopportuna richiesta del segno. Richiesta che la Madonna non grad.
Dopo l'apparizione del mercoled 15 febbraio, negli appunti del parroco troviamo questa brevissima annotazione: Il 16 e il 17 niente di speciale.
Effettivamente, dopo il 15 febbraio, niente di straordinario venne a interrompere la preghiera lenta, chiara, devota del rosario che la ragazzina puntualmente recitava tutte le sere alle sette precise. L'unica cosa da rilevare  la presenza pi numerosa di visitatori; comunque, sempre in numero modesto. Ci che probabilmente scoraggia l'assistenza di curiosi e di devoti  il fatto che le apparizioni non hanno continuit, e poter assistervi sembra quasi un colpo di fortuna. Ma il 18 febbraio, essendo un sabato, sembra essere un giorno favorevole perch la Madonna appaia. Ci sono anche persone forestiere. Il gruppetto assomma a circa quindici persone.
Di quel giorno abbiamo un rapporto stilato dall'ingegner Pirlet e dal dentista Ghys, ambedue di Liegi che con la figlia del primo, Monique, assistettero quella sera alla preghiera. I visitatori sono colpiti dalla devozione con cui Mariette recita il rosario. Terminato il rosario, la bambina avrebbe voluto pregare ancora, ma i presenti intervengono per farla rientrare in casa: il tempo era cattivo e tirava un vento forte. Anche i visitatori entrano in casa con Mariette, senza esserne invitati. Volevano conoscere l'ambiente. Sembra che quella sera n il pap n la mamma di Mariette abbiano assistito alla preghiera in giardino.
La bambina al rientro in casa  rattristata e piange per non aver visto la bella Signora. Resta muta per sei o sette minuti. Nel frattempo i visitatori ascoltano il padre raccontare le sue impressioni, mentre la mamma parla dei suoi bambini con le signore. Alla fine Mariette supera il suo dolore e i visitatori riescono a parlare con lei. Qualcuno, forse per consolare la veggente, propone di portare un mazzo di fiori sul luogo dell'apparizione in compagnia di Mariette. Proposta accettata con entusiasmo e tutti si incamminano verso la sorgente. Gli uomini seguono Mariette e Monique Pirlet che, avendo la stessa et, si tengono familiarmente per mano.
Alla sorgente Mariette depone il mazzo di fiori e lo fissa con cura nella neve sulla scarpata al di sopra dell'acqua, nel posto dove l'apparizione si era fermata. Lo fa con tanta venerazione che sorprende in modo particolare i Pirlet. Poi qualcuno le chiede di immergere i loro rosari nell'acqua. Una persona, ammalata agli occhi chiede alla veggente di lavarglieli con l'acqua della sorgente. Mariette accondiscende a tutti questi desideri con semplicit e ingenuit. Poi Pirlet e il suo gruppo la riportano a casa e se ne vanno.
Il giorno dopo, 19 febbraio domenica, nel pomeriggio arrivano altri visitatori. Si fa loro buona accoglienza in casa Beco. Il pap  assente e Mariette risponde alle loro domande.
Un particolare che colpisce molto queste persone  che Mariette si occupi meno dei visitatori e molto di pi delle sue sorelle e fratelli, soprattutto del piccolo Ren che la chiama "mamma", come dir loro la madre.
Il luned seguente, 20 febbraio, avvenne la settima apparizione. Pochi testimoni, solo otto tra cui Dedoyard e le due sorelle Fabry di Banneux. Le altre cinque persone vengono da Liegi. Sono le sorelle Fabry a darci una buona descrizione di ci che successe.
Arrivano quel luned sera vicino alla casa Beco un po' prima delle sette. In giardino non c' nessuno, per cui attendono all'ingresso il momento dell'uscita di Mariette per unirsi a lei nella preghiera. Alle sette Mariette esce di casa accompagnata dal fedele Dedoyard, da due signore di Liegi con tre bambini. Le sorelle Fabry si avvicinano. Prima della preghiera, Mariette che aveva trovato una medaglia sul sentiero, si avvicina ad Adle Fabry per domandarle se per caso fosse sua. Non c' luna quella sera, ma a causa della neve c' un certo chiarore. E dalla finestra della cucina esce un barlume di luce.
Mariette si inginocchia e inizia il rosario. Gli astanti restano invece in piedi a causa della neve e del freddo. Adle Fabry ricorda che, essendo accanto a Mariette, pu vedere lo sguardo rivolto sempre in direzione del bosco e non gira la testa neppure quando una macchina, passando sulla strada, la investe con la luce dei suoi fari. Dopo il primo rosario, Mariette ne inizia un secondo, alzandosi per in piedi.
Nel corso del secondo rosario, probabilmente verso la fine, Mariette resta qualche istante in silenzio, poi cade bruscamente in ginocchio e tende leggermente le braccia in avanti. La sua preghiera diventa pi veloce, con voce pi alta ed espressiva.  un momento di viva emozione negli astanti che, anche loro, si mettono in ginocchio. Qualcuno che non credeva alle apparizioni, si ricreder alla vista di quella scena; soprattutto, per il fatto di sentirsi spinti a inginocchiarsi senza averlo neppure pensato.
Mariette resta in contemplazione qualche minuto, poi si alza, e passando dietro alle sorelle Fabry, va verso la strada, scavalcando i piedi di una delle sorelle ancora in ginocchio. Tutti la seguono immediatamente. Mariette procede con le mani giunte e lo sguardo leggermente rialzato, nel mezzo della strada. Si inginocchia bruscamente con tutte e due le ginocchia la prima volta, mentre la seconda volta con un ginocchio solo. Durante queste fermate prega.
Giunta all'altezza della sorgente, gira bruscamente ad angolo retto verso questa e vi si inginocchia al bordo. Continua a guardare verso l'alto. Recita press'a poco una decina di Ave Maria poi tace e inizia a piangere con la testa abbassata e il viso nascosto tra le mani. Da questi atteggiamenti tutti si rendono conto che la visione  terminata. Alla sorgente nessuno ha udito Mariette porre domande n ripetere le parole della Signora.
Allora una delle sorelle Fabry le domanda: Che cosa ti ha detto la Santa Vergine?. Mariette la guarda e la riconosce: Ah! Sei tu?.
La signora Fabry le ripete la domanda e lei risponde: La Madonna mi ha detto: "Bambina mia cara, pregate molto".
E siccome continua a piangere, gliene domanda il motivo. E la bambina risponde:
Perch la Santa Vergine se ne va troppo presto!.
In effetti, la visione fu assai breve. Alcuni degli astanti l'accompagnano a casa. Il parroco, poi, riporta questa annotazione al riguardo di quella sera:
All'indomani, il padre ci ha raccontato che quella sera, salendo al piano superiore verso le 22,30, trov Mariette, che credeva gi a letto da tempo, in ginocchio vicino al suo pagliericcio, appoggiata a una sedia, che si era addormentata con il rosario in mano.
Come mai?  facile spiegarsi il fatto: la Signora quella sera le aveva detto: Pregate molto.
Dall'interrogatorio compiuto da don Jamin veniamo a conoscere un altro particolare. Questo interrogatorio ebbe luogo in canonica il giorno 22 febbraio, quindi quasi due giorni dopo l'apparizione. Come sempre, il parroco  stato informato; questa volta da Dedoyard e dalle signore che sono state presenti. Si nota come a mano a mano che le apparizioni si ripetono, gli interrogatori si fanno sempre pi brevi. Il sacerdote si rende conto che queste avvengono secondo lo stesso schema e non apportano gran ch di nuovo.
Pi che altro, ora appunta la sua attenzione sul messaggio che  sempre di una brevit sconvolgente, per non dire esasperante per chi vorrebbe sentire dal Cielo qualche cosa di nuovo e di molto speciale. Per la prima volta don Jamin rivolge alla bambina questa domanda:
La Signora ha pregato con te?. La risposta  negativa; ma con grande meraviglia del sacerdote, Mariette aggiunge qualche cosa senza esserne interrogata. Infatti, dice: Dopo avermi parlato, Lei ha smesso di sorridere.
E poi, a una nuova domanda, la piccola aggiunge: Mi ha detto "arrivederci" da sopra l'acqua, prima di andarsene. E cos questa puntata si chiude con il particolare subito notato da Mariette nel comportamento della Madonna: ha smesso di sorridere. Ma non disse mai il perch.
Anche questa apparizione termina con il pianto di Mariette, il solito pianto convulso al punto che le occorrono alcuni minuti per riprendersi. Forse potr sembrare esagerato questo pianto della bambina a ogni commiato della Madonna, soprattutto in una serie di apparizioni dove la Madonna sorride sempre.
Ma se pensiamo che questa bambina, per lei stessa, ha solo il sorriso della Madonna che la rende felice, ci sembra allora perfettamente naturale che quando questo le viene a mancare si senta ripiombare nella sua estrema povert. Del resto, che cosa hanno i poveri se non il sorriso della Madonna? E quando questo viene a mancare ne soffrono troppo.


12. IL SALUTO.

Ottava e ultima apparizione.  -  Tra la settima e l'ottava apparizione, che sar anche l'ultima, intercorre un nuovo intervallo di dieci giorni. Non succede nulla di straordinario in quel periodo. Interrogato don Jamin sulle relazioni tenute con la famiglia Beco e con Mariette in particolare, risponder: Rapporti soliti. Non mi ricordo di fatti salienti. Senza distogliere i genitori Beco n Mariette dalla loro convinzione, io non ho comunicato loro la mia fede e mi ricordo anche che Mariette era risentita perch non andavo alla sera a pregare con lei.
Comunque, nella sua esposizione dei fatti, il parroco annoter:
La bambina continua la sua comunione quotidiana con lo stesso fervore. Alla sera recita regolarmente tre rosari, ai quali rispondono i presenti il cui numero varia molto; comunque, mai pi di venticinque persone. Da questo si deduce come il parroco fosse regolarmente informato su quello che avveniva ogni sera a La Fange.
Durante questo periodo, e lo sar ancora di pi in seguito, l'andirivieni a casa Beco di curiosi, di simpatizzanti, di scettici e di professionisti per interrogare Mariette su tutti i possibili e immaginabili dettagli, diviene insostenibile sia per Mariette che per la famiglia.
I visitatori diventano sempre pi importuni, fino a provocare in Mariette una grande ripugnanza per ogni genere di domande, costretta a ripetere sempre le stesse cose. C' chi si sente autorizzato di tenerla alzata alla sera per sottoporla a un estenuante interrogatorio. Suo padre cerca di difenderla  manifesta il suo malumore. Per fortuna, anche se tardi, dopo la fine delle apparizioni, il parroco verr loro finalmente in aiuto, ordinando a Mariette di non rispondere pi ai numerosi visitatori che la importunano in continuazione.
Qualcuno addirittura si improvvisa disegnatore e sottopone i suoi schizzi alla veggente per ottenerne l'approvazione. Dapprima Mariette corregge i particolari sbagliati, ma poi alla fine il suo giudizio  sempre lo stesso: Ma no, non  cos!. Allora la obbligano a disegnare, per avere almeno un'idea di quella immagine. La piccola si schermisce e alla fine acconsente.
La mancanza di sensibilit e l'egoismo impietoso nei riguardi dei veggenti, specialmente se bambini,  sempre l'eterna tentazione a cui le folle vanno soggette. Da qui curiosit inopportune e fanatismo.
E il veggente si rende conto, anche se a volte solo inconsciamente, che alla gente interessa solo o quasi ci che  esteriore, ci che  coreografia, sempre alla caccia di possibili profezie di eventi futuri. Del messaggio, e di ci che esso richiede, non viene fatto molto caso. Tutte cose che la Madonna non pu certamente gradire. A che serve, infatti, sapere come era vestita la Madonna, il colore dei suoi capelli o dei suoi occhi, la posizione delle sue mani, se poi ci che ci dice non viene messo in pratica? La sua visita tra noi viene cos vanificata.
Vediamo che cosa successe quel gioved, 2 marzo 1933, quando la Madonna apparve per l'ultima volta a Mariette.
Quella sera i testimoni erano pochissimi: solo cinque, di cui tre signore forestiere. Probabilmente, le pessime condizioni del tempo avevano scoraggiato tutti. Le tre forestiere sono le sorelle De Franquen che, pare, non credano del tutto alle apparizioni. Anzi, sembra loro che le apparizioni di Banneux siano un contro-altare a quelle di Beauraing. Tuttavia, a causa della malattia di un parente, col permesso del parroco di Louveign, avevano deciso di ricorrere alla Madonna e di andare a recitare il rosario per nove sere a Banneux.
Si sa, quando entra in ballo una malattia non si va tanto per il sottile e le si tenta tutte. Una cosa ritenevano per certa queste sorelle: vere o no quelle apparizioni, andare a pregare a La Fange con quel tempo e in quella stagione sarebbe stato molto meritorio.
E per paura di dare un esempio di imprudenza, si erano preoccupate di chiedere prima il permesso al parroco di Louveign. Questi glielo concesse con una opportuna distinzione: una cosa  andare a Banneux per nove giorni di seguito in attesa di una apparizione, e un'altra cosa  fare una novena alla Madonna sul luogo. Cio, la novena alla Madonna  una cosa e la credenza nelle apparizioni un'altra.
Quest'accenno al parroco di Louveign ci d l'opportunit di sapere che cosa ne pensasse in realt dei fatti di Banneux, dato che veniva tenuto al corrente ogni volta da don Jamin. Sembra un sacerdote di grande saggezza. Infatti, cos dice di se stesso: All'inizio non ci credevo. Un mese pi tardi, dopo la seconda serie di apparizioni, ho creduto mio dovere rettificare ci che avevo detto, e affermai che si potevano considerare i fatti con fiducia.
Quel gioved 2 marzo, sembra che Mariette non si sia presentata al catechismo. Stranamente, nel registro delle presenze troviamo scritto il suo nome, poi depennato. E il motivo  che quasi certamente Mariette era stata a Liegi con la signora Borras che era divenuta piuttosto assidua a Banneux. A quest'ultima apparizione  presente anche la mamma di Mariette, mentre il pap, sempre per il cambio, deve restare in casa a curare la brigata dei suoi cacciatori delle Ardenne.
E c' una novit: per la prima volta accompagna Mariette anche un suo fratello, probabilmente il pi grande, Julien, che ha un anno meno di lei. Quindi, quella sera i presenti sono: la mamma di Mariette, le tre sorelle De Franquen che non potevano mancare a causa della loro novena, e la signora Borras di Liegi. A questo gruppetto si aggiunge il fratellino di Mariette.

Le signore De Franquen arrivano con l'autobus, ed entrano in casa Beco un po' prima delle sette. Trovano, oltre al pap, la mamma e i bambini, anche la signora Borras che aveva appunto riportato Mariette da Liegi. La bambina si era divertita molto nel vedere la citt.
Durante la cena Mariette si dimostra di buon umore, probabilmente entusiasta per la visita a Liegi e la signora Borras la stuzzica con una battuta: Ci vorrebbe un'apparizione, altrimenti non si verrebbe pi...; come per dire che, dato che era venuta da Liegi, sperava proprio di non essere venuta per nulla. Mariette risponde in modo molto evasivo, dicendo: Ah! Questo non lo so.
A mano a mano che si avvicinano le sette, Mariette comincia a preoccuparsi dell'ora. Verso le sette esce con il sacco da mettere sotto le ginocchia e coperta da uno scialle. Il tempo  brutto, piove a dirotto sin dalle tre del pomeriggio. La bambina si inginocchia sul sentiero del piccolo giardino. La signora Borras si mette subito dietro di
lei per ripararla con il suo ombrello. E dietro di lei le tre sorelle venute da Franquen, inginocchiate in mezzo agli ortaggi... Si aggiunge al gruppetto anche la mamma e il fratellino. Vengono recitati due rosari.
Come al solito, Mariette prega con semplicit, senzaprecipitazione, ma anche senza un fervore particolare. Senza drammatizzare per nulla, diranno le testimoni. Un modo di pregare, per, molto devoto.
Al termine dei due rosari la pioggia cessa improvvisamente e la notte diventa pi chiara e stellata. Mariette inizia allora il terzo rosario. Alla seconda o terza decina avviene un improvviso cambiamento nella preghiera e nell'atteggiamento. La sua voce si alza di tono e le Ave Maria sono recitate con precipitazione. Poi, tendendo leggermente le braccia in avanti, Mariette si alza di colpo, senza fare alcuno sforzo, fa un passo avanti e poi ricade in ginocchio.
In quella posizione, continua a recitare una decina di Ave Maria in successione rapida, senza il Padre Nostro. Nessuno riesce pi a rispondere. I presenti sono tutti presi da ci che sta succedendo. Poi Mariette tace improvvisamente, sempre con lo sguardo fisso. Un silenzio che dura alcuni minuti. A un tratto, tutti odono distintamente Mariette che dice: Si, s.
Poi la piccola si inchina profondamente fino a terra, al punto che cade in avanti a peso morto. Ora ha il volto immerso nel piccolo rigagnolo formato dall'acqua che scorre dal tetto. La bambina piange forte mentre cerca di recitare convulsamente delle Ave Maria frammezzate dai singhiozzi. Geme sommessamente, esprimendo una grande desolazione.
Nel frattempo la signora Borras pregava anche lei a voce alta: O Maria, Madre di Dio, benediteci, benedite i nostri bambini!. Le tre sorelle cercano di zittirla perch vogliono udire solo Mariette, ma quella imperterrita propone di continuare la recita del rosario, Perch, diceva, forse la Madonna  ancora qui!.
La mamma di Mariette, appena la vide cadere in avanti si precipit per rialzarla ma glielo impedirono dicendole: Lasciatela!. Pensavano, probabilmente, che fosse ancora in atto l'apparizione, dato che la bambina continuava a pregare. Allora una delle tre sorelle, preoccupata, entr in casa a chiamare il padre, che evidentemente occupato nel portare a letto i bambini, non si era accorto di quello che stava succedendo fuori.
Quando giunse, si commosse profondamente nel vedere la sua bambina in quello stato di prostrazione. Allora, la rialza da terra, la prende tra le braccia e rientra in casa. Poi adagia la piccola, che continua a piangere, sopra un letto della stanza accanto alla cucina.
Mentre pap Beco porta dentro la figlia, le signore vogliono terminare il rosario l fuori, questione di pochi minuti e poi entrano in casa anche loro. Appena tutti sono rientrati in casa, ricomincia a piovere.
Come sempre, ci volle del tempo prima che Mariette riuscisse a calmarsi. Venne condotta in cucina e una signora la prese sulle sue ginocchia. Le viene chiesto subito il perch di tanto pianto. Con la faccia piena di lacrime e sporca di fango, la bambina si controlla e dice: La Madonna mi ha detto "addio": non la rivedr pi!. Questa fu la sua prima risposta.
Suo padre a questo punto non regge pi all'emozione e sta per svenire. Gli bagnano il viso con l'acqua fresca e gli fanno respirare un'essenza finch non si riprende. Continuano le domande a Mariette che, finalmente, rivela ci che la Madonna le ha detto: Io sono la Madre del Salvatore, Madre di Dio... Pregate molto... Addio!.
Rivelando questo, Mariette d l'impressione di non afferrarne il significato, dato il modo distaccato con cui pronuncia queste parole, forse perch ancora angosciata per l'addio della Signora. Poi aggiunge ancora qualche particolare: la Madonna non sorrideva pi come le altre volte; anzi, sembrava perfino triste e prima di andarsene le ha imposto le mani e l'ha benedetta.
Le signore la tempestano ancora di domande, ma non ricevono pi alcuna risposta. Mariette  troppo triste. Cercano di consolarla, ma questa volta  davvero inconsolabile perch  convinta che ora  davvero tutto finito. E continua a ripetere: Non la vedr pi; mi ha detto "addio".
Il giorno dopo, 3 marzo,  il primo venerd del mese. Mariette e suo padre ricevono l'Eucaristia. Dopo il catechismo il parroco li invita in canonica. Anche questa volta l'interrogatorio  breve. Don Jamin nel suo resoconto riporta alcune domande e risposte dirette e altre indirette, cio riassunte.
La prima domanda  sempre la stessa: Cos, allora hai visto ancora la buona Vergine?. La risposta  ovvia. Questa volta il sacerdote annota che la bambina appariva triste. Poi le chiede di un particolare che lui aveva udito da altre persone: se, cio, era vero che la Madonna portava una rosa sul piede nudo dall'inizio delle apparizioni.
Mariette lo conferma.
E poi l'altro particolare: la scomparsa del sorriso sul viso della Signora in quell'ultima apparizione.
L'altra domanda importante :
Ha parlato la Madonna?
S. Mi ha detto: "Io sono la Madre del Salvatore, la Madre di Dio... Pregate molto... Addio!". E poi, prima di partire, ha fatto come cos (qui la bambina riproduce lo stesso gesto del 20 gennaio: l'imposizione delle mani); poimi ha dato la benedizione come cos (e qui fa il segno della croce).
Ulteriore tentativo di domanda di don Jamin: E perch sei caduta?
Nessuna risposta. Anzi, Mariette esprime meraviglia.
Hai dormito bene questa notte, Mariette?
S, molto bene.
Ma perch sei cos triste? (Infatti, le lacrime le sgorgavano dagli occhi).
Oh! Voi ridete, ma Lei non verr pi. No, Lei  partita e io non la rivedr pi, dato che questa volta mi ha detto "addio!".
Infatti, nell'ultima apparizione quel sorriso tra gli abeti scompare e lascia il posto alla tristezza dell'addio.
L'apparizione non era durata pi di cinque minuti. Mariette dir un giorno, con rammarico, riguardo alla parsimonia di parole della Beata Vergine in quella occasione: La Madonna non ha detto che una sola parola di troppo: "Addio!". Una nostalgia che non potr pi togliere dal suo cuore. Era cos felice quando stava con Lei che non si rendeva conto del freddo o del brutto tempo, come ebbe a rispondere a chi le chiedeva riguardo al tempo: Non mi ricordo. Per me era sempre bello; non sentivo il freddo.
E ci nonostante, anche se ormai era sicura che la bella Signora non sarebbe pi tornata, Mariette ogni sera uscir in giardino a pregare. La preghiera, infatti, era stata la consegna che la Madonna le aveva affidato, e lei non se ne dimenticher pi.
Prima di concludere questo capitolo, vorremmo porre in rilievo alcuni punti per completare il racconto di questa ultima apparizione. Sono osservazioni che sgorgano da alcuni interrogativi, di cui il primo:
Quale fu l'atteggiamento del parroco dopo quest'ultima apparizione nei riguardi dei fatti di La Fange? Ha continuato nella sua incredulit o per lo meno nella sua perplessit?
Sappiamo per certo che, a partire dal mese di marzo, don Jamin si schier apertamente dalla parte di Mariette, difendendola e favorendo i pellegrinaggi a La Fange, auspicando che le apparizioni fossero riconosciute quanto prima. E per di pi, dal mese di luglio assistette con frequenza alla preghiera della sera con Mariette nel giardino.
Come mai questo cambiamento repentino e questa certezza? Ci fornisce la spiegazione uno dei primi autori della storia delle apparizioni di Banneux, il benedettino don Idesbald Van Houtryve. Infatti, costui introduce il racconto dell'ottava apparizione con questa breve nota: Il parroco si era astenuto dall'assistere alle visioni di Mariette, era cosciente del pericolo che una vicinanza del genere avrebbe potuto creare una suggestione, anche a sua insaputa. Tuttavia, non tralasciava di pregare con grande fervore tutte le sere, all'ora stessa in cui Mariette pregava nel giardino e desiderava, nell'offerta della sua preghiera, sentire che la Vergine si designasse con il nome che  veramente il suo titolo: "Madre di Dio". E cos, la Madonna lo ha accontentato.
Commuove questa scoperta nei riguardi di don Jamin. Veniamo a sapere che  un prete che prega anche senza darlo a vedere. Mariette avrebbe desiderato averlo al suo fianco nella recita dei rosari a La Fange. Ma, anche se lei non lo vedeva, lui c'era. Chiedeva luce e segni, e per questo continuava a pregare. E quella preghiera teneva il suo cuore aperto alla luce della rivelazione che seppe accogliere senza pregiudizi.
Questa fu l'ultima apparizione.
La Madonna sembra aver preparato con cura l'ultimo incontro; anche nei particolari del tempo atmosferico. A Fatima, l'ultima apparizione fu preceduta da tanta pioggia. Pioggia che smette al momento dell'apparizione. Cos anche a Banneux. Pioveva a dirotto da ben quattro ore. Ma non  l'acqua a trattenere in casa Mariette che si inginocchia in mezzo a tutta quell'acqua mista alla neve. Ed ecco che dopo il secondo rosario, la pioggia cessa improvvisamente, c' un forte colpo di vento, il cielo si schiarisce e appaiono le stelle. Degno contorno di quest'ultimo appuntamento. Anche le nubi si fanno da parte quando giunge la Madre di Dio, e quando Lei se ne riparte ricopriranno di nuovo il cielo e la pioggia ricomincer a cadere.
Questa volta la Madonna arriva come in ritardo. Mai si era fatta aspettare tanto. Mariette comincia un terzo rosario e solo a met di quello, giunge. Per provare la costanza dell'attesa della bambina o perch, sapendo che  l'ultima volta si attarda, quasi indecisa? Come una mamma che non si decide a dare l'addio alla sua piccola?
Quando giunge, la voce di Mariette, lo abbiamo notato anche in altre occasioni, cambia. Le Ave Maria sono recitate pi rapidamente e con tono di voce pi alto. E quando la Madonna accenna ad andarsene, le Ave Maria escono da Mariette convulsamente, quasi soffocate dai singhiozzi. Perch? Non si  notato questo fenomeno in altre apparizioni.
Penso che dobbiamo tenere presente un particolare interessante di queste apparizioni. A differenza di altre apparizioni, qui la veggente non domanda mai nulla alla Madonna. Non fa mai una sua richiesta, n per s, n per la sua famiglia, n per altri. Le uniche due richieste non partono da lei, ma da don Del Marmol, dal padre che gentilmente fa domandare che cosa la Signora desidera, e dal parroco. Lo confesser lei stessa in un interrogatorio: Io non ho mai chiesto nulla.
Questo  confermato anche dai testimoni che hanno potuto udire le parole pronunciate dalla veggente. Ora, l'unica maniera di parlare con la Madonna che Mariette usa  quella di recitare le Ave Maria. Forse pensa che alla Madonna ci si rivolga soltanto cos. Probabilmente, per questo non le domanda mai alcuna spiegazione riguardo al suo non apparire o ad altre cose. Non le chiede neppure se  stata contenta che lei si sia comunicata senza aspettare la data fissata a maggio, dato che la Madonna non le dice nulla.
Quindi  logico che quando vede la Madonna manifesti la sua gioia ed esprima il suo saluto con le Ave Maria, ma con un tono diverso da quello che usa quando prega normalmente. Questa gioia la esprimer nell'ultima apparizione alzandosi e facendo un passo in avanti quasi per correrle incontro, e con le braccia protese come per abbracciarla e sentirsi abbracciata.
Di conseguenza, quando si accorge che la Madonna sta per andarsene, riprende a dire le Ave Maria tra i singhiozzi.  il suo modo di parlare, di esprimere alla Madonna i suoi sentimenti, di supplicarla a non partire, di rimanere ancora con lei, o per lo meno di prometterle che torner ancora, di non lasciarla sola. Mariette non riesce a dire parola, ma sono le Ave Maria che riveste dei suoi sentimenti. E in quel prostrarsi a terra, in mezzo al fango c' tutta la sua angoscia, quasi la sua disperazione di bambina che vede partire la sua mamma e sa che non la rivedr pi.


PARTE SECONDA.


1. NON SORRIDEVA PI.

All'inizio di questo capitolo vogliamo ritornare su di una caratteristica particolare di queste apparizioni, gi accennata in precedenza: quella del non chiedere mai nulla alla Madonna da parte della veggente, n per s n per altri. Nessuna grazia, nessun favore. Eppure la sua famiglia versava in grandi difficolt.
Questo atteggiamento di Mariette diventa, in qualche modo, un esempio per noi. E come se ci venisse suggerito di pregare in modo pi disinteressato. Specialmente quando, rivolgendoci alla Madre di Dio, prevale in noi esclusivamente la preghiera di supplica per ottenere grazie.
Quando preghiamo, dovremmo essere pervasi da un atteggiamento di amore, di riconoscenza. Atteggiamento tipico di un figlio che si incontra con sua madre. E in questo caso, di contemplazione, come ha dimostrato questa ragazzina semplice, ma che aveva compreso l'essenza della preghiera. Infatti, l'unico suo rimpianto quando termineranno le visioni, non  quello di non aver domandato nulla alla Madonna, e quindi di essere rimasta a mani vuote, ma quello di non vederla pi.
Mariette non chiedeva altro, solo vederla; e per vederla ancora aveva cambiato la sua vita interiore. Non poteva pi fare a meno di quel sorriso che la avvolgeva e la riempiva tutta. Sembra che, senza saperlo, abbia vissuto ci che Paul Claudel scrisse a questo proposito in un poema del 1914. Riportiamo la traduzione italiana del brano dello scrittore francese:

A mezzogiorno, accanto alla Vergine.
 mezzogiorno, vedo la chiesa aperta.
Bisogna entrare.
Madre di Ges Cristo, non vengo a pregarti.
Non ho nulla da offrire e nulla da chiedere.
Vengo soltanto, Madre, per guardarti.
Guardarti, piangere di gioia, sapere questo:
che sono tuo figlio e che tu sei qui.
Soltanto per un momento, mentre tutto si ferma.
Mezzogiorno!
Essere con te, Maria, in questo luogo dove sei tu.
Non dire nulla, ammirare il tuo volto,
lasciare che il cuore canti nel suo linguaggio,
non dire nulla, ma solo cantare perch
si ha il cuore troppo pieno,
come il merlo che segue la sua ispirazione
con canzoni improvvise.
Perch sei bella, perch sei Immacolata,
la donna finalmente reintegrata nella Grazia,
la Creatura nel suo onore primo
e nella sua fioritura finale, come  uscita da Dio
il mattino del suo originale splendore,
ineffabilmente intatta perch sei la Madre di Ges Cristo,
che  la verit fra le tue braccia,
l'unica speranza e il solo frutto.
Perch sei la donna,
l'Eden dell'antica tenerezza dimenticata,
il cui sguardo trova subito il cuore
e fa sgorgare le lacrime accumulate.
Perch tu mi hai salvato,
perch quando tutto crollava, tu sei intervenuta.
Perch  mezzogiorno, perch viviamo
in questo giorno, perch tu sei qui per sempre,
semplicemente perch sei Maria,
semplicemente perch esisti,
Madre di Ges Cristo, che tu sia ringraziata.

Ecco, questo piccolo poema di Claudel sembra interpretare in pieno l'atteggiamento della piccola Mariette quando si trova davanti alla Madonna. Durante l'ultima apparizione, i testimoni attestano di aver udito pronunciare distintamente da Mariette due s, a breve distanza uno dall'altro. Qualcuno asserisce che siano stati tre. Perch la veggente ha detto quei s? A che cosa corrispondevano? In realt non si  mai saputo. O perch negli interrogatori ci si  dimenticati di chiederglielo o perch lei non volle dare spiegazioni.
Una delle testimoni, nella sua deposizione, collega quei due s come risposta al pregate molto della Signora. La cosa  possibile, ma non convince molto. Ci sono due s, se non tre e per giunta separati, anche se solo brevemente uno dall'altro. Come mai questa ripetizione? Fu una semplice reiterazione come per rassicurare la Madonna che lei aveva capito bene e che senz'altro avrebbe pregato molto?
Oppure si tratta di una risposta a qualche richiesta personale che la Madonna fece a Mariette e che  rimasta segreta? Il fatto  che al pregate molto delle due precedenti apparizioni, Mariette non aveva risposto nulla, almeno ad alta voce. Ecco perch, con qualche studioso, propendiamo a credere che la Madonna abbia detto ancora qualche cosa di personale a Mariette, alla quale o alle quali la veggente ha dato il suo assenso e che avrebbe pensato bene di non potere o non volere rivelare.
Rimane ancora da fare un'altra considerazione su questa ottava e ultima apparizione: riguarda l'aspetto della Madonna. Infatti una delle caratteristiche della bella Signora, fu quella di farsi vedere dalla piccola sempre con il sorriso sulle labbra. Anzi, di rimanere nel giardino, come nella seconda apparizione, una ventina di minuti e pi senza dire una parola, ma sempre sorridente. E le due si intendevano a meraviglia, anche senza parlare. Che c' infatti di pi comunicativo di un bel sorriso? Non dice forse pi di tante parole?
Nel Vangelo troviamo la Madonna piuttosto silenziosa e cos anche nel Cielo sembra conservare lo stesso carattere. Ma silenziosa non significa musona o muta. Le poche parole sono spesso indice di persone che riflettono molto. Mariette dice due cose dell'aspetto di Maria in quella apparizione. Alla domanda:
Che aspetto aveva, triste, grave?. La risposta fu: Triste.
Per tutto il tempo?
No, alla fine.
Ma all'inizio?
Non sorrideva gi pi!.
Questa  la deposizione di Mariette.
Perch la Madonna appare questa volta senza sorriso? E perch la sua espressione si fa sempre pi triste? Non sappiamo dare una risposta sicura. La Madonna, del resto, ha infiniti motivi per apparire triste. Sappiamo, a esempio, che a Fatima non sorrise mai ai tre pastorelli, che pure di qualche sorriso ne avevano pi bisogno del pane che mangiavano. A La Salette, la Madonna pianse per tutto il tempo dell'apparizione. In queste a Banneux sorride, sorride sempre, eccetto l'ultima volta.
Senza pretendere di dare una spiegazione sicura, vogliamo azzardare una interpretazione. Abbiamo gi detto che questa volta la Madonna  in ritardo all'appuntamento. Di solito non attende la recita del terzo rosario per presentarsi.
E dicevamo che forse questo ritardo aveva tutto il sapore di essere voluto, proprio perch era l'ultimo.  l'appuntamento dell'addio e quindi  triste. Conoscendo molto bene Mariette, le sue reazioni di tristezza cos profonde e convulse che provocano in lei gli addii, la Madonna, anche lei si fa triste, come una mamma che vede la sua piccola per l'ultima volta. Dimostrer questa tristezza anche in altre apparizioni.
Oppure quella tristezza  data da ci che ha detto e chiesto a Mariette a cui lei ha risposto s? Del resto siamo nel 1933, alla vigilia di quei grandi eventi che porteranno l'Europa e il mondo a sfociare nella Seconda guerra mondiale. E la Madonna che sapeva, forse per questo motivo  apparsa triste e ha invitato Mariette e tutti a pregare molto?
Ma ora, prima di continuare con le riflessioni,  bene chiarire alcuni aspetti riguardo ai veggenti, aspetti che ritornano puntualmente in tutte le apparizioni. Spesso abbiamo preteso che fossero dei santi, esigendo da essi atteggiamenti che le loro condizioni di et, di cultura, o di salute non potevano dare. A esempio, abbiamo preteso da essi una memoria infallibile, sia nel riportare esattamente parola per parola i messaggi della Madonna, sia nel presentarci, magari anche a distanza di anni, un perfetto ordine cronologico di ci che  successo, apparizione per apparizione. Ma ci  pretesa impossibile.
E non vale il ragionamento: la Madonna se  veramente apparsa deve sostenere la loro memoria e non permettere che si contraddicano in nessuna circostanza. In realt, la Madonna prende i suoi veggenti cos come sono e si accontenta di quello che possono dare, senza pretendere cose strabilianti, n intende supplire Lei alla loro mancanza di cultura o di memoria. Di solito lascia che le cose si svolgano nel loro modo normale, rispettando le leggi della ordinariet senza ricorrere a interventi miracolosi. Anche a costo di deludere le nostre aspettative.
Ecco perch non ci si dovrebbe meravigliare o stupire di fronte a varianti, a lacune, o contraddizioni che si possono riscontrare nei racconti dei veggenti, e quindi anche in Mariette Beco.
Certamente, una delle regole della teologia mistica afferma che la persistenza del ricordo  considerata come uno dei segni che garantiscono la soprannaturalit dell'origine. La stessa santa Teresa D'Avila afferma che questi ricordi (di visioni) rimangono molto a lungo impressi nella memoria e qualcuno non si cancella mai. Ma la stessa santa aggiunge che a volte, col tempo, si dimentica qualche particolare delle parole divine e che quando  trascorso un intervallo considerevole si pu perderne totalmente il ricordo, a eccezione per di quelli che contengono una profezia. Quindi, la memoria di queste cose non esclude delle vere e proprie dimenticanze anche in persone ben dotate. I dettagli, i particolari, possono essere dimenticati o confusi. O addirittura mescolati o trasposti da una apparizione all'altra e viceversa. E questo sembra essere accaduto abbastanza di frequente.
Un esempio eclatante  costituito dai racconti della piccola Bernadette sui fatti di Lourdes, dove la cronologia dei fatti  sconvolta da una confusione notevole. Le preoccupazioni di uno storico, le preoccupazioni nostre non sono di solito quelle dei veggenti. Essi guardano piuttosto all'essenziale, alla sostanza delle cose, o a qualche particolare che li ha particolarmente impressionati in quel momento, lasciando da parte il resto. Ed  inutile, a volte, pretendere da loro la spiegazione del perch hanno compiuto un determinato gesto durante la visione, perch spessissimo neppure loro lo ricordano.
Toccher a noi cercare di capire il significato e interpretare il messaggio che ci viene anche da certi loro gesti. Inoltre, anche un veggente non  esente da distrazioni. Per cui, se ci si aspetta che dei fatti soprannaturali lascino presso i veggenti dei ricordi prolungati non si pu pretendere che rimangano indelebili. In generale persistono quanto a sostanza, non quanto a circostanze, come date, formule, gesti, esattezze di parole che col tempo possono sbiadire.
Come in Bernadette, cos anche in Mariette Beco, nelle dichiarazioni successive i ricordi non sono sempre fedeli, e si rilevano errori di date, mescolanze di apparizioni diverse e negazioni provenienti da dimenticanze. E tutto ci  perfettamente normale. Delle numerose imperfezioni bisogna certamente tenere conto, ma senza stupirsi pi di tanto. Non sono queste a pregiudicare l'autenticit di una apparizione.


2. APPARIZIONI DELUDENTI?

Dopo avere esposto i fatti e i personaggi coinvolti in queste apparizioni di Banneux, a volte con qualche nota di commento, ma preoccupati soprattutto di presentare l'evento in se stesso, ora in questa seconda parte, riprenderemo in esame l'avvenimento in tutti quegli elementi che non solo fanno da contorno, ma diventano come cassa di risonanza ed esplicitazione anche di quello che non viene detto a parole. Infatti, a Banneux le parole sono poche, i messaggi brevissimi.
E ci che viene compiuto riveste tutto il peso di introduzione, spiegazione e completamento dei messaggi stessi, a tal punto che se ci limitassimo alle sole parole in queste apparizioni, non ne potremmo cogliere il senso se non in parte. E poi Banneux  tutto speciale rispetto ad altre apparizioni che conosciamo. L'impressione che uno ricava per la prima volta quando ne viene a conoscenza, pu essere quella di una amara delusione. Attratto dal titolo con cui la Madonna si presenta, uno pu immaginarsi chiss quale nuova rivelazione.
La realt  invece diversa. Certamente le apparizioni della Beata Vergine su questa terra, hanno elementi comuni e altri propri, unici. Ma ce ne sono alcune che hanno un nesso tra di loro, si richiamano, si sviluppano e in certo senso si completano. Ed  appunto su quello che si diversificano e si richiamano che noi intendiamo soffermarci, dando per scontata la spiegazione di quegli aspetti comuni che pi volte abbiamo avuto occasione di porre in rilievo.
Cominciamo col dire che le apparizioni a Banneux rappresentano una continuit con quelle di Lourdes e forse anche un completamento.
Giunti al termine dell'esposizione dei fatti, sarebbe quasi naturale concludere con quel giudizio che diede un testimone al termine della quarta apparizione: Ma questa  un'apparizioncella da nulla,  tutto troppo banale, scontato....
Infatti, qualcuno si aspettava gi che la supposta apparizione alla fine chiedesse l'erezione di una chiesa, o almeno di una cappella, come era avvenuto in altre circostanze del genere. Ed ecco che puntualmente accade anche qui. Sembra un copione ormai esaurito. E poi la sorgente, l'acqua, come in altre apparizioni.
Certamente, a prima vista, c' ben poco di originale, di caratteristico, di proprio. Sembra che la Madonna, con le grandi apparizioni, abbia esaurito la sua inventiva, la sua capacit di novit, la sua immaginazione di trovare simboli nuovi per attrarre l'attenzione.
Sembra, ma vedremo che non  cos. Ancora una volta dobbiamo darle atto, e lo facciamo volentieri e con commozione, che al di l di richiami comuni di cui noi abbiamo sempre bisogno, a Banneux prova che la sua capacit innovativa  perfettamente viva e che ha introdotto alcuni elementi, che in altre apparizioni non aveva offerto, oppure solo abbozzati.
Ogni apparizione pu essere definita con un aggettivo o un'espressione propria. A esempio, se pensiamo a quella di Guadalupe, unica nel suo genere, l'impressione che ricaviamo  quella della meraviglia, della commozione e perfino del sorriso benevolo e compiaciuto. Sembra proprio che la Madonna si sia improvvisata pittrice naif. S, naif, crediamo sia il termine pi adatto per esprimere il quadro di quella apparizione. La Madonna e il veggente, infatti, conversano tra di loro con parole cos confidenziali che ci sembrano addirittura incredibili.
E come non sorridere quando i due giocano a rimpiattino, anche se non era proprio questo l'intento? Del resto, che male c' se una mamma impiega un po' del suo tempo a giocare col proprio figlio? Non per questo si fa mancare di rispetto, anzi.
Poi, Fatima. Abbiamo definito quelle apparizioni sconvolgenti.
C'erano tre bambini di mezzo, ai quali veniva chiesto preghiera, ma soprattutto sacrifici, sacrifici a non finire perch solo da quei sacrifici sarebbe dipesa la fine della guerra e la conversione di tanti peccatori, che altrimenti sarebbero caduti nell'inferno. E a quei piccoli non viene risparmiata la visione di quel luogo terribile. Come una mamma che  costretta a dire e a mostrare cose terribili ai suoi piccoli, perch la realt e il pericolo attuale non permette che essi possano crescere senza conoscerle. S, perch il mondo non ha piet dei bambini, e non aspetta che crescano. No, non c' piet per loro che devono portare il peso di ogni nefandezza. E poi, quando si parla di dolore degli innocenti, dei bambini, si rimane sempre sconvolti. Inoltre, a Fatima il messaggio della Vergine non si concludeva con il termine delle apparizioni. Sarebbe stato completato e concluso anni pi tardi.
Poi l'apparizione sul monte de La Salette. La parola che usammo allora per darle un volto fu sconcertante.
Mai, per quanto sappiamo, la Madonna era apparsa vestita da regina, ma con le lacrime che le scorrono sulle gote per tutto il tempo della sua manifestazione. Era l'Addolorata, con quel Cristo crocifisso vivo che portava appeso sul suo petto e diceva che era stata incaricata di reggere il braccio del Figlio che diventava sempre pi pesante a causa dei peccati, e che lei pregava incessantemente per noi. Ma noi non ne facevamo caso, e del resto quand'anche ci fossimo dati da fare, mai avremmo potuto ricambiare il suo amore, e la sua pena che si prendeva per noi. E che se non ci fossimo convertiti, sarebbe giunta la carestia e molti bambini (sempre i bambini) sarebbero morti tra le convulsioni, nelle braccia di chi li reggeva. Sconcertante anche perch, in un'unica apparizione, non disse esplicitamente chi fosse (non era stata richiesta, del resto) ma che gli adulti avrebbero dovuto capire subito dal suo messaggio.
E le apparizioni di Banneux, come potremmo definirle? Se dovessimo seguire l'impulso della sensibilit umana le diremmo deludenti, o forse meglio, di una povert esasperante, quasi banale, veramente da Madonna dei poveri, perch qui tutto  tremendamente povero, da qualsiasi parte si prende in esame l'avvenimento. Almeno, questa  la prima impressione. E quello che pi colpisce anche oggi  che continua a essere una apparizione povera.
Povera nel luogo, dove non c' un grande santuario, ma due grandi cappelle laterali di recentissima costruzione, oltre alla primitiva cappellina costruita subito dopo il termine delle apparizioni nel giardino dei Beco, a pochi passi dalla casa. Povera anche perch non  tanto conosciuta, eppure anche a Banneux la Madonna era apparsa per tutte le nazioni. Inoltre, se facciamo scorrere brevemente davanti alla nostra memoria l'avvenimento, ci accorgiamo che di esteriore e di eclatante non c' nulla.
Mancano i fenomeni che colpirono le folle in altre apparizioni; sono completamente assenti i prodigi soprannaturali e naturali durante il tempo delle visioni. Alcune guarigioni verranno dopo, non durante.
La veggente e la sua famiglia rimangono quelli che sono: la parola povert li riassume molto bene, in tutti i sensi.
E di spettacolare durante le visioni non succede proprio nulla. Non ci sono estasi, rapimenti impressionanti, non c' alcuno choc nel pubblico. Le parole della Vergine sono, non solo di una concisione estrema, ma addirittura talmente misurate da lasciare insoddisfatti. S, insoddisfazione, pu essere un'altra parola che caratterizza queste apparizioni, almeno secondo le nostre attese. E quasi non bastasse questa pochezza di parole, alcune di queste vengono sprecate nella ripetizione dello stesso motivo.
E poi, paradossalmente, ci che delude molto la gente  anche l'assenza di messaggi apocalittici. Niente minacce. C' solo un rimprovero, bruciante certamente, ma la Madonna non ci insiste sopra. In altre parole, non c' proprio nulla che colpisca l'immaginazione. Non ci sono folle, non dico oceaniche, ma neppure un gruppo di una certa consistenza. Sembra che al massimo, durante le apparizioni, si sia giunti a una presenza di sole venticinque persone. E non sempre, anche perch nel paese e nei dintorni l'avvenimento trovava indifferenza se non addirittura derisione, compatimento e persecuzione.
Insomma, un'apparizione di niente di tutto, almeno se ci fermiamo alle apparenze, ma di ricco e di profondo significato per chi sa guardare e scrutare nell'intimo, tenendo conto, non tanto del singolo episodio isolato, ma di tutto il quadro d'insieme. Davvero, aveva ragione monsignor Kerkhofs, vescovo di Liegi, quando affermava che tutta la gloria di Banneux veniva dall'intimo, dal profondo.
Naturalmente, per entrare in questo intimo, per trovare la sublime ricchezza in questa povert, occorre recuperare la mente, il cuore e gli occhi dei semplici del Vangelo. Altrimenti c' la possibilit di rimanere all'esterno o al margine e quindi con il rischio di rimanere delusi. Qualcuno, al riguardo, ha messo in rilievo una circostanza particolare. Nel Vangelo della Messa di quel 15 gennaio 1933, giorno della prima apparizione, si leggevano queste parole: In quel tempo Ges disse: Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. S, o Padre, perch cos  piaciuto a te ([Vangelo secondo] Matteo 11, 25-26).
Esaminiamo allora pi da vicino i singoli particolari, perch prima delle parole  l'azione che  eloquente. Infatti, prima di parlare, la Santa Vergine agisce. Nessuna digressione, nessun elemento  inutile. Ogni dettaglio a Banneux deve essere preso in considerazione e incastonato nel suo insieme. L'avvenimento di Banneux  stato definito con una pertinente espressione moderna: messaggio audio-visuale. Infatti,  quasi tutto in immagini, in simboli espressivi e come tale va preso. Cosa che cercheremo di fare anche noi.
Bisogna dire che c' tutto un complesso di circostanze che concorrono ad accentuare il carattere della semplicit e intimit del messaggio di Banneux. E cominciamo dal luogo. Perch la Madonna appare proprio a Banneux, nella diocesi di Liegi? C' forse qualche ragione particolare? Naturalmente il motivo vero, ultimo, lo conosce solo il Signore e la Vergine Santa, per sappiamo che Liegi aveva dei meriti nella storia della Chiesa che potevano, in qualche modo, attirare la simpatia della Madonna.
Verso l'anno 315 circa, in questa stessa diocesi, a Tangres, sede del primo vescovo, S. Materno fonda la prima chiesa dedicata alla Vergine nei Paesi Bassi.
Fu proprio nella diocesi di Liegi che nacque la festa del Santissimo Sacramento e l'Opera della Adorazione Perpetua; e all'ombra della Basilica di San Martino fu festeggiato il primo mese di maggio in onore della Beata Vergine. E il primo pellegrinaggio belga per Lourdes part da Liegi, che da allora ebbe un centro di organizzazione mariana.
Particolare interessante: nel momento preciso in cui la Vergine Santa appariva a Mariette, Monsignor Kerkhofs, vescovo di Liegi, stava in preghiera davanti al Santissimo Sacramento nella Basilica di San Martino. Il vescovo aveva preso la decisione di consacrare la sua diocesi al Sacro Cuore di Maria nel 1933, ricorrendo quell'anno 'A 15 anniversario delle apparizioni a Lourdes e il centenario della celebrazione del mese di Maria a Liegi. E questa decisione l'aveva gi comunicata agli abitanti della citt nel 1931 o 1932.
Ma perch Maria apparve proprio a Banneux? A parte il fatto che questo luogo si prestava a essere lo scenario ideale per Colei che si sarebbe presentata come: la Vergine dei poveri, qui c'era il parroco che pregava chiedendo al Cielo un segno che confermasse le apparizioni avvenute nella vicina Beauraing. Oltre a lui pregavano per questo scopo due Comunit religiose dei paraggi e la gi conosciuta famiglia dei Del Marmol. Naturalmente, questi non si aspettavano di ricevere un segno cos grande da metterli ancora pi in imbarazzo e portarli a chiedere un altro segno che confermasse il segno ricevuto. Ma la Madonna  sempre generosa, non lesina mai, a tal punto che per la sua generosit e larghezza pu effettivamente mettere in imbarazzo noi suoi figli, a volte cos meschini, che ci confondiamo di fronte alla sua grandezza.
E poi Banneux, aveva gi sperimentato l'intervento speciale della Vergine durante l'invasione tedesca del 1914, quando i paesani che si erano rifugiati nel castello, incoraggiati da madame *Cljnans avevano fatto voto di consacrare il villaggio alla Madonna se fosse stato preservato dalla distruzione, e di aggiungervi il nome di Notre Dame. Promessa che mantennero con orgoglio e riconoscenza. Infatti, da allora la cittadina si chiam ufficialmente: Banneux-Notre Dame.
La Madonna deve avere una particolare simpatia e affetto per le persone e le localit che portano il suo nome! Alcuni particolari della storia di Lourdes sembrano confermarlo.
Si racconta che, nell'anno 778, il castello di Lourdes fu consacrato a Nostra Signora di Puj. E nel 1062 il conte Bigorre dichiarava solennemente la Santa Vergine Contessa del castello. Dall'800 al 1789 gli abitanti di Lourdes andavano ogni anno a deporre del fieno, segno di vassallaggio, ai piedi di Nostra Signora del Puj. Sappiamo anche che, fino al 1829, le ragazze di Lourdes erano solite offrire alla Vergine del Puj dell'erba, tradizione che fu per lasciata cadere. A questo riguardo pu sorgere un sospetto: quando la Madonna dice a Bernadette di mangiare dell'erba, non avr forse con quel gesto voluto anche richiamare alla memoria quella usanza che non veniva pi praticata? E cos nel 1858 la Santa Vergine a Lourdes viene a prendere possesso visibilmente della sua propriet di cui gli abitanti cominciavano a dimenticare.
Probabilmente la stessa cosa potrebbe dirsi di Banneux-Notre Dame. Non ci sarebbe nessuna meraviglia perch anche a Fatima era successa una cosa del genere. La storia, infatti, dice che nel 1385 Juan I, re del Portogallo, fece la promessa di costruire nella localit di Cova da Ira un convento in onore di Nostra Signora delle Vittorie se avesse riportato la vittoria su Castiglia, cio sugli Spagnoli.
Dopo la vittoria decisiva del 14 agosto ad Aljubarota, il re comp la sua promessa. E fu proprio in questo luogo (anche se il convento non c'era pi) che la Madonna apparve nel 1917.
Si vede che le sue propriet Lei, proprio non le dimentica. E questo  per noi molto consolante. Specialmente per coloro che si sono consacrati e affidati a Lei.


3. I PROTAGONISTI.

Dato che l'avvenimento Banneux  espresso soprattutto attraverso immagini e simboli, diamo uno sguardo globale a questo scenario piuttosto aspro, con la neve come sfondo, dove si articola qualche gesto e il dialogo  ridotto all'essenziale, sia in famiglia che fuori. E la Madonna si adatta allo stile di casa Beco, ma aggiungendovi quel tocco di gentilezza che sempre la contraddistingue. Infatti, dice buona sera, arrivederci; saluti non usuali presso i Beco.
E questo scenario  composto dall'oscurit, dall'inverno, dalla casa, dal giardino, dalla strada, dall'acqua. Tutte realt quotidiane, trasfigurate dal viso della Signora.
E cominciamo dal luogo. Questa volta non  nel centro abitato, come a Beauraing, per esempio, ma al margine del villaggio, isolato dalla stessa comunit; un angolo sperduto al bordo della foresta, chiamato La Fange, perch  fangoso, acquitrinoso.
Lo stesso nome di Banneux, come abbiamo gi spiegato,  significativo. Vuol dire banale, comune, di tutti. Nel Medioevo era la propriet dei poveri, di coloro che non possedevano nulla. In quel luogo potevano portare i loro animali a pascolare e potevano raccogliere la legna. Quindi, anche il luogo si presenta come il pi adatto: La Vergine dei poveri appare nella propriet dei poveri.
La casa  una casa di operai, che pap Beco  fiero di aver costruito con le proprie mani negli anni 1925-1926. Questa casa, il giardino e la strada che porta alla sorgente  tutto l'ambiente dove si svolgono le otto apparizioni. La Madonna si accontenta di poco.  l'ambiente della vita quotidiana: ambiente di tanti poveri anche di oggi.
Riguardo al momento delle apparizioni, il periodo  il pi crudo dell'inverno: dal 15 gennaio al 2 marzo. E per di pi, quell'inverno del 1933 fu particolarmente rigoroso. I testimoni delle apparizioni, si sono espressi con frasi come: il freddo era glaciale, il tempo era troppo brutto, faceva un freddo da lupi, una delle giornate pi fredde che abbiamo avute, ecc.. L'oscurit, le tenebre, il freddo. Il simbolo  eloquente: il buio e il freddo della condizione umana quando non  rischiarata dalla luce di Dio e riscaldata dal suo amore.
Ma l'oscurit  anche l'immagine del silenzio, del raccoglimento.  un tempo in cui maggiormente si pu ascoltare la voce di Dio. Il buio pu diventare la lavagna nera dove il Signore pu scrivere le sue meraviglie come ha fatto con le stelle. Il salmista cantava: Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, mi domando, che cosa  l'uomo perch te ne ricordi e il figlio dell'uomo perch te ne curi? (Salmo 8). Ma la sera, soprattutto nell'inverno,  anche il tempo dell'intimit, della calma, del riposo, del ritrovarsi tutti insieme in famiglia; il tempo in cui si pu pensare e permettere alla mente di aprire una finestra su spazi nuovi... S, anche il Cielo, per intervenire, ha bisogno di silenzio.
I personaggi di questo scenario. Prima di tutto Lei, la Madonna. La Madonna che appare in tutto il suo fascino e dolcezza di madre. E una madre dolce, sorridente, che illumina il buio con la sua luce e i suoi colori, che invita a uscire e a seguirla, anche senza coprirsi nonostante il freddo, perch quando c' Lei, non lo si sente.
Una madre sorridente e paziente. Anche quando le si dice di no o si diffida, lei torna; torna a esprimere la sua amarezza, ma torna sempre a sorridere. E il suo  un sorriso che rende talmente felice la bambina che, quando Lei si ritira, piange con singhiozzi convulsi ed  inconsolabile.
La Madonna  la vera protagonista, Lei  l'affascinante bella Signora, Lei  la Vergine dei poveri, Lei  la Madre del Salvatore, Madre di Dio che  venuta a dirci ancora una volta che, proprio perch  la Madre del Salvatore,  anche la madre di tutti coloro che attendono di essere salvati.
La Madonna, in queste apparizioni,  sempre in movimento. Solo nella seconda resta ferma, in attesa che arrivino i testimoni. Possiamo dire che l'azione  la caratteristica originale delle apparizioni a Banneux. La Madonna non sta mai ferma per lungo tempo. A parte il tempo di familiarizzarsi con la bambina, tutto  condotto in forma brevissima e ogni apparizione apporta qualcosa di nuovo e su un ritmo quasi allegro, anche se poi c' il pianto finale della veggente che vorrebbe prolungare la visione. Perch la causa del suo pianto  data anche dalla brevit della visione. La Madonna lo sa, ne soffre anche lei nel vederla piangere, ma non pu fermarsi di pi. Appena il tempo di giungere, appena il tempo di andare alla sorgente quando ci va, ed  gi ripartita. Eccetto una sola volta, non le lascia neppure il tempo di contemplarla, di guardarla bene, di godere della sua presenza. La Madonna sembra avere molta fretta, come una mamma che ha tante cose da fare perch i figli sono tanti in un mondo che impazzisce sempre di pi. E poi non  ancora giunto per noi il tempo di godercela, incantati.
 veramente la Nostra Signora della strada, sempre in cammino; e la mta, il punto verso cui si dirige  indicato chiaramente: la sorgente.
Dopo la Madonna, il personaggio principale della vicenda  naturalmente Mariette. Questa ragazzina lasciata un po' a se stessa, che cresce alquanto selvaggia, sia per l'isolamento della casa, sia per le circostanze. Su di lei grava, dopo la mamma, il peso della famiglia, nonostante la sua giovanissima et, essendo la primogenita. Di per s  di carattere gioviale, ma le durezze della sua vita la portano a chiudersi in se stessa, sviluppando una grande timidezza che la porta a piangere facilmente di fronte ai richiami.  la sua arma di difesa, quando si tratta di superiori.
Con i coetanei sa difendersi e difendere i fratellini. Abituata alla concretezza dei lavori domestici e ad accudire fratellini e sorelline pi piccole, non ha una immaginazione sviluppata, ma in compenso ha acquisito un grande senso pratico. E da suo padre ha ereditato il carattere e l'esempio della sincerit, del non cercare approvazioni, del parlare diritto senza raggiri. E, come suo padre, non ammette che venga messa in discussione la sua parola; tanto meno che non venga creduta. Altruista, non si tira mai indietro quando c' da aiutare e si prodiga senza lamentarsi, soprattutto con gli ammalati. Non ama parlare di se stessa o dei favori che la Madonna le ha elargito. Occorre tirarle fuori le notizie, a una a una. Alla Madonna non chiede mai niente, n per s n per la sua famiglia. Da sola, non riesce a esprimere alla Signora un suo pensiero, un suo desiderio, una sua richiesta.
Il suo modo di comunicare con la Vergine Santa sono le Ave Maria del rosario nelle quali trasfonde tutti i suoi sentimenti, cambiando tonalit, ritmo e intramezzandole ai singhiozzi.  lasciata spiritualmente sola in questa vicenda. Gli unici aiuti, se di aiuti si pu parlare, li ha dal parroco attraverso gli interrogatori e qualche generica raccomandazione.
Dimostra un carattere forte e ben temprato, perch non solo si impunta e difende la sua libert di uscire all'appuntamento con la bella Signora contro chi vorrebbe impedirglielo, ma con coraggio e costanza ammirevoli non tralascia ogni sera di inginocchiarsi sulla neve a pregare con il freddo pungente in attesa della sua Signora, anche quando per lungo tempo manca all'appuntamento.
Dopo la recita di pi rosari, senza che la Madonna appaia, con le lacrime agli occhi rientra in casa, col cuore colmo di tristezza, ma la sera del giorno dopo  di nuovo, tenace, al luogo dell'appuntamento. Con Mariette la Madonna non fissa mai il giorno del prossimo incontro. Ma la piccola non si scoraggia, anche se il parroco, a un certo momento, aveva cercato di farle credere che era tutto finito.
Qualcuno ha detto che Mariette era disubbidiente. Non sembra per che fosse tale a una seria e approfondita analisi. Il suo carattere, la condiscendenza, in questo caso provvidenziale dei genitori, e il suo buon senso pratico l'hanno sempre aiutata a evitare gli scogli che in nome dell'obbedienza le venivano posti davanti. Bisogna riconoscere che, nonostante il suo quoziente di intelligenza valutato come quello di una bambina di nove anni, ha sempre saputo cavarsela egregiamente nei casi pi complessi, naturalmente con l'aiuto della sua bella Signora.
Ha sempre agito con il permesso di suo padre, anche se a volte  stato strappato con quei mezzi che erano in uso in casa Beco, non disdegnando le lacrime e il pestare i piedi per terra o le minacce di uscire lo stesso, magari per la finestra. Come testimone, la Madonna ha saputo scegliere bene. Entra perfettamente nell'incastro dello scenario delle apparizioni della Madonna dei poveri, perch questa piccola era l'emblema dei veri poveri.
Quanto alla religiosit, dai suoi genitori e dall'ambiente familiare in genere, non riceve spinte, aiuti o incoraggiamenti. Suo padre non va in chiesa, sua madre solo saltuariamente. In casa non si prega. Solo Mariette, avendo trovato un pezzo di rosario sulla strada, ogni tanto sgrana qualche Ave Maria.
Sulla parete del suo pagliericcio c' un quadretto della Madonna. Non studiando il catechismo e a causa delle sue moltissime assenze, decide di non andare pi neppure alla Messa, non importa se cos non avrebbe fatto la sua Prima Comunione. E suo padre  d'accordo con lei.
Ma dopo la prima apparizione, per una specie di istinto religioso, capisce che la Madonna desidera che riprenda contatto con il sacerdote e la Chiesa. Dopo averla seguita in tutte queste vicende ci sembra di poter dire che anche Mariette ci affascina e ci commuove. E non possiamo nascondere la nostra ammirazione per questa piccola.
I genitori a prima vista lasciano un po' sconcertati. Non si riesce a capire bene certi loro atteggiamenti di noncuranza e di assenza. Ma poi, col procedere dei fatti, si fa pi chiaro il loro carattere e i motivi per cui agiscono in quel modo. Nella loro casa, allietata da figli, ma tormentata dalla povert e dalla poca salute di qualche membro, non c' tempo e spazio per altre cose che non siano pertinenti alla durezza del vivere quotidiano. Qualcuno ha scritto che nel tempo in cui la Madonna  apparsa nel giardino della loro casa il pap era disoccupato e che, esasperato, aveva coperto il crocifisso appeso in casa con un giornale.
Se fosse stato veramente cos non ci scandalizzeremmo. La povert estrema e la disoccupazione con tante piccole bocche da sfamare pu portare anche a questo, specialmente in un uomo come pap Beco che aveva dovuto cominciare a lavorare in miniera fin dall'et di undici anni. Un uomo completamente dedito alla famiglia, anche se pi di tanto non sapeva dare.
Un uomo che amava tanto i suoi bambini e per essi si sacrificava. A mano a mano che procedevamo nello studio di queste apparizioni ci siamo accorti che la sua figura ingigantiva e diventava sempre pi simpatica. Non solo per la sua conversione, ma anche per il rispetto e la fiducia che sempre accordava alla figlia coinvolta nell'avvenimento delle apparizioni.
Mariette apprezzer questo atteggiamento del padre e a lui per primo vorr comunicare ci che la Madonna le aveva rivelato: A mio pap, aveva detto Mariette trascinandolo nella stanza accanto. Quella espressione a mio pap ci sembra voglia dire tutto l'affetto e la fiducia nel suo genitore. Contraccambiata del resto da lui che, nella sua semplicit, dir della figlia che le apparizioni se le meritava, perch era una piccola martire.
La mamma in tutta questa vicenda  come nell'ombra. Nella prima apparizione la Madonna la favorisce con la visione, anche se solo in modo nebuloso.  molto indebolita e fortemente anemica. Ha tre piccoli che non stanno bene. L'anemia e la debolezza la porta a sopravvivere, cio a porre tutte le poche energie che le rimangono nella cura dei bambini. Non ha, e non pu, aver voglia o desiderio per altre cose.  piuttosto depressa, cerca di essere sempre gentile con i visitatori che senza rispetto e piet la importunano, ma confesser che non ce la faceva pi e desiderava un po' di pace. Verso la fine del ciclo delle apparizioni anche lei vorr accompagnare Mariette nella preghiera in giardino almeno una volta o due e per questo si far sostituire dal marito nella cura dei bambini in casa. E se non si pronuncia cos chiaramente e vivacemente come fece il marito, anche lei crede nelle apparizioni e anche lei acconsente che Mariette esca nel giardino la sera. Ma dopo quella volta che la piccola svenne, si dimostra contrariata per le uscite della figlia a causa del freddo.
Altro personaggio  il parroco don Jamin. Era un genialoide e univa, come a volte avviene, la mistica con la scienza. Bisogna riconoscere che era un buon prete, pieno di zelo e anche molto prudente con i fatti delle apparizioni. Sta come dietro le quinte, ma si informa di tutto attraverso i testimoni che manda e sa chiedere consiglio. Non manca di tenere al corrente, volta per volta, i suoi superiori. Tuttavia, in principio non sembra che creda molto nella autenticit del fenomeno, anzi, dalla perplessit passa a una opinione negativa, specialmente dopo che suo padre, che aveva assistito a quella apparizione in cui Mariette era svenuta, gli aveva raccomandato di essere molto prudente, e perch secondo lui, la bambina era malata.
A dire la verit, don Jamin non aveva mai dubitato della sincerit della bambina. Solo che pensava che fosse frutto di autosuggestione ed era convinto che tra pochi giorni nessuno ne avrebbe pi parlato. Ma anche lui, secondo un vezzo comune, aveva la mania dei segni. Voleva segni per le apparizioni di Beauraing, voleva segni per quelle di Banneux. In realt, la Madonna gliene aveva concesso qualcuno, ma a lui non bastava. A suo onore, e a onore della sua buona fede, diciamo che alla fine, quando si convinse, fu un apostolo infaticabile e pieno di iniziative, non solo per difendere la vita privata di Mariette, ma fece di tutto perch le apparizioni fossero approvate quanto prima, e organizz comitati per apportare assistenza ai malati che cominciavano ad accorrere.
Si diede da fare anche per incoraggiare i pellegrinaggi. In fondo, anche lui era un grande devoto della Madonna, ma qualche remora che persisteva in lui provoc quel lamento-raccomandazione della Madonna: Credete in me, io creder in voi. Cap il messaggio, anche se non subito e dedic la sua vita a far conoscere e sviluppare la devozione alla sua Vergine dei poveri. Era sua anche perch era apparsa nella sua circoscrizione religiosa.
Per concludere questa carrellata delle figure principali che formarono lo scenario vivo delle apparizioni, vorremmo aggiungere anche un altro personaggio: la carissima Josphine Lonard, l'amichetta e confidente di Mariette.
La bambina, dapprima crede che Mariette stia scherzando; poi, di fronte a quel suo atteggiamento fermo che la impressiona, decide che poteva essere vero.  notevole la prudenza di questa bambina di dieci anni. Non passa ai due estremi della negazione o affermazione assoluta, ma si attesta sulla posizione pi giusta ed equilibrata: la possibilit che sia vero. Sa dare un buon consiglio alla veggente quando le suggerisce di parlarne col parroco, ma come si sa, i due erano in rotta e allora, nonostante le raccomandazioni di Mariette, ci pensa lei.
Si rese conto solo dopo, dalla reazione di Mariette, che aveva fatto un grosso sbaglio, e che l'amica si era sentita tradita nella fiducia che riponeva in lei. Ma, in seguito, non ripeter questo sbaglio. Sappiamo che non disse pi nulla ad alcuno di ci che Mariette le confidava; seppe mantenere il segreto dell'amica anche con sua mamma. Ne parl in famiglia soltanto dopo una settimana, quando la cosa era gi venuta a conoscenza nel paese a causa di Charlesche.
Studiando le sue deposizioni, d l'impressione di essere una ragazzina molto posata. Rimase sempre amica di Mariette e qualche volta, durante le fredde sere di inverno, si porter a La Fange, per accompagnare Mariette nella preghiera e certamente per esserle vicina nella tristezza di quei mancati appuntamenti da parte della Signora. Riteniamo che anche la piccola Josphine abbia avuto la sua parte in queste apparizioni, pi di tanti adulti.  stata vicino a Mariette, con fedelt e coraggio. Nessuna sorpresa, del resto, perch nelle apparizioni mariane i piccoli rivestono sempre ruoli di grande importanza.


4. MESSAGGIO AUDIO-VISUALE.

Commento alla prima apparizione.  -  Dopo aver dato un profilo generale degli elementi naturali e dei personaggi che fanno parte dello scenario delle apparizioni di Banneux, passiamo ora al commento di questi fatti. Lo scopo  quello di capire il pi profondamente possibile ci che la Madonna ha voluto e vuole dirci in questa nuova visita. Capire cio, il suo messaggio oggi, a settant'anni di distanza.  passato un po' di tempo, ma questo messaggio non ha perso nulla della sua attualit, anche perch la Madonna precorre i tempi. Lei  profezia, e spesso anticipa le situazioni che avverranno parecchi anni dopo, non per soddisfare le nostre inutili curiosit, ma per premunirci.
Quella sera, a casa Beco, solo Mariette  sveglia.  in attesa, preoccupata per il fratellino che non  ancora rientrato. Gli altri fratelli e sorelle sono gi a letto. Il pap si  addormentato, cullando una delle pi piccole. La mamma si  assopita anche lei, nel tentativo di addormentare l'ultima arrivata, di tre mesi; e Mariette  accanto al pagliericcio del fratellino ammalato. Continua a guardare dalla finestra. Probabilmente, anche questo quadro d'insieme ha il suo significato. C' in questa famiglia non solo una povert materiale, ma anche quella spirituale: una povert completa. La famiglia si  come dimenticata del Signore e naturalmente hanno l'impressione che il Signore si sia dimenticato di loro. E quindi si rinchiudono in se stessi, nello sforzo di andare avanti come possono, appoggiandosi sulle loro poche forze e risorse.
Solo Mariette, esce da questo isolamento, se non altro con un gesto esteriore: l'attesa del fratellino e il guardare fuori dalla finestra. Ma il Signore e la Madonna non si erano dimenticati di questa famiglia.
E poi, nonostante l'apatia e l'indifferenza religiosa,
qualche Ave Maria veniva recitata casualmente dalla piccola Mariette, e quel quadretto della Vergine sopra il suo pagliericcio dimostrava che qualche speranza nel suo aiuto persisteva. Allora vuol dire che, almeno nel loro subcosciente, un'attesa c'era. Un'attesa di Lei, quell'attesa che spesso sopravvive anche in chi ha abbandonato la fede. Perch la speranza nella Vergine Santa  sempre l'ultima a morire.
E la Madonna, a Banneux, dimostra che Lei non delude i suoi figli che, in qualche modo, attendono qualcosa dalla loro Madre del Cielo. A differenza di tante altre apparizioni, questa volta la Madonna non incontra la veggente lontano da casa sua.  Lei che si presenta alla porta di casa. Entra nel giardino e attende. Ci manca poco che bussi alla porta. Ci esprime una vicinanza e una presenza familiare che mai aveva manifestato prima. Va a domicilio, come per una visita, rinnovando il mistero della Visitazione. Come allora,  Lei che si mette in cammino per andare a trovare qualcuno.
La Madonna va a portare la sua presenza e il suo messaggio nel luogo pi naturale, che  la casa, l'ambiente familiare. Si mette come alla pari con la piccola; quasi comeuna sorella maggiore, dato che l'et che dimostra potrebbe essere sui 18-19 anni, secondo la valutazione di Mariete. Quando la bambina la scorge attraverso la finestra, Lei  gi l; non l'ha vista venire. Mentre cullava il piccolo Ren, Lei era venuta e aspettava che la piccola ancora una volta sollevasse il drappo che faceva da cortina alla finestra e si affacciasse.
Aspettava pazientemente, quasi non volesse disturbare la cura che Mariette prodigava al fratellino. Le altre volte La vedr venire, ma non discendere direttamente dal cielo. La vede venire al di sopra dei pini, dapprima piccola, poi sempre pi grande fino ad assumere la statura normale quando le  di fronte. Come se Lei non venisse dal Cielo ma da un altro luogo di questa terra, sempre in movimento, da un figlio all'altro. La sua tenerezza materna avvolge tutta la terra.  come se Lei fosse assente dal Cielo perch i suoi figli sulla terra hanno troppo bisogno di Lei.
Questo povero mondo, ripiegato su se stesso, nella sua illusione di autosufficienza, dovr pure aprirsi un giorno e mettersi a guardare in alto, e riconoscere il viso di sua Madre. La Donna scelta da Dio a salvare l'umanit assieme al Figlio Divino, continua a operare sulla terra, come un tempo a Cana, sul Calvario o nel Cenacolo. Viene da noi a ogni istante, a compatire la nostra condizione per rimetterci sul cammino giusto, per dissipare la notte con la sua luce e riempire la nostra solitudine con la sua presenza. Ma perch possa compiere tutto questo, occorre accoglierla, uscire al suo incontro.
In questa prima apparizione lo scenario  davvero straordinario nel suo significato simbolico: una ragazzina che si affaccia alla finestra di una casa debolmente illuminata dalla luce di una lampada a petrolio, che scruta nel buio, in attesa. Qualcuno, considerando questa scena, ha pensato all'immagine biblica della sentinella che veglia sui bastioni, scrutando le pieghe della notte e vegliando sui propri fratelli. Qualcuno che si preoccupa degli altri: ecco l'atteggiamento migliore per accoglierla. La stessa cosa accadr nei giorni seguenti, quando Mariette, uscita per attendere la bella Signora, in ginocchio, guarder verso lo stesso punto, la stessa direzione, come un radar girato verso la direzione giusta. Non sar come un oggetto passivo, ma si dimostrer come un essere fremente di vita, con gli occhi ben aperti e le orecchie tese per ascoltare, in una attesa calma, e nello stesso tempo intensa.
Ed  in queste condizioni che avviene la presa di contatto. Certamente l'entrata in scena del soprannaturale in una esistenza suscita dapprima un timore riverenziale, una meraviglia avvolta di paura per cui alla prima apparizione, di solito, la Madonna  costretta a tranquillizzare il veggente con le conosciute parole: Non aver paura!. Ma a Banneux Mariette non sperimenta paura, bens meraviglia; e l'emozione del primo momento sembra non farle credere a se stessa, e le fa pensare che si sta ingannando e che ci sia frutto del riflesso della debole luce della lampada. Ma nessuna lampada pu competere con la luce che promana dalla Vergine santa.  Lei che illumina le notti, non le fioche luci delle nostre case. Dopo un primo istante d'emozione, e quando si  assicurata che la visione  vera, ecco che la piccola  subito sedotta, attratta dal sorriso e dalla bellezza di quel viso che la conquista fin nel profondo del cuore.
Il sorriso  il linguaggio pi suadente e pi dolce che la Madonna usa con la piccola Mariette. Nessuna parola, nessuna espressione  pi ricca e sincera di quella del sorriso che  convincente e rassicurante; che fa cadere ogni timore e attira fiducia. Per questo abbiamo voluto parlare di Sorriso tra gli abeti. Il sorriso  il primo linguaggio comprensibile tra la mamma e il bambino: i due comunicano con l'espressione del volto. Anche nella Sacra Scrittura si parla del Signore che fa brillare il suo volto sugli uomini (Numeri 6, 22-27). E cos' questo brillo del volto se non il sorriso?
Ma non solo Dio sorride alle sue creature, anche le creature sorridono a Lui. Il profeta dice che le stelle brillano dalle loro vedette e gioiscono per il Signore. Egli le chiama ed esse rispondono: eccoci! E brillano di gioia per Colui che le ha create (Baruc 3, 34-35). E cos' questo brillare di gioia se non il loro sorriso?
Lo sguardo di Maria  attraente, forse come lo fu quello del Figlio quando chiam i suoi apostoli: uno sguardo fatto di tenerezza e di amore, e nello stesso tempo franco, deciso. Uno sguardo che prepara alla collaborazione totale, senza riserve. La bambina entra subito in familiarit con la Signora e Lei sa bene che potr contare su Mariette per affidarle il suo messaggio. E mentre si guardano reciprocamente, l'una in giardino e l'altra incollata ai vetri della finestra, succede in Mariette una cosa strana. Subentra in lei, quasi istintivamente, una gran voglia di pregare, cosa per la quale non si sentiva portata facilmente.
Va a prendere il suo pezzo di corona del rosario che aveva trovato per strada e comincia a recitare delle Ave Maria, senza per distogliere lo sguardo dalla Signora che, piena di luce, continua a sorriderle.  quasi un fatto istintivo; quando uno incontra la Vergine santa, e in qualche modo fa esperienza di Lei, come prima cosa viene preso dal desiderio di pregare. E per Mariette in particolare, questo costituir il modo di parlare con la Signora. Non sa trovarne altri. Del resto il rosario  la preghiera dei semplici, dei poveri, degli ammalati, di chi non sa pi pregare e anche di chi ha perso la voglia di pregare.  la preghiera di chi  distratto, di chi  depresso e sfiduciato, di chi  stanco di tutto: insomma  la preghiera che si adatta a tutti gli stati d'animo.
E mentre prega, la bambina fissa la Signora cos bene che ne nota perfino il colore delle guance, che sono belle rosa (un po' come le mie, dir una volta con ingenua civetteria).
Mariette sta pregando.  il suo tentativo di dialogo con la Madonna e la Madonna risponde. Infatti la bambina a un certo punto interrompe la sua preghiera e tende l'orecchio attentamente, perch la Signora sta muovendo le labbra, come se le stesse parlando. Purtroppo lei, all'interno, non ode nulla. Allora la Signora, apre lentamente le mani e tenendo la mano sinistra sul petto, alza la destra all'altezza del capo circa e con l'indice le fa cenno di avvicinarsi.
 l'invito a uscire, ad andare da Lei. Non possono continuare a guardarsi soltanto a distanza. Lei non  venuta per fermarsi in giardino,  venuta per stabilire un contatto.
 U gesto caratteristico delle apparizioni di Banneux: invito a uscire da se stessi, dalla propria casa, per incontrarsi con Lei e mettersi in cammino. Lei  sempre la guida.
Peccato che non si vede nessun ritratto o statua della Vergine di Banneux che la rappresenti in questo atteggiamento. Affinch avvenga il dialogo bisogna uscire e avvicinarsi. Del resto, la Madonna non domanda nulla di ci che non abbia prima sperimentato e vissuto lei stessa. Lei  uscita per prima dalla sua casa ed  venuta: ora invita la
bambina a fare altrettanto.  il classico gesto biblico che sta all'origine di ogni vocazione. Ricordiamo quella di Abramo: Esci dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, e va' verso il paese che io ti indicher, gli dice il Signore (Genesi 12, 1-55).
Lo stesso avviene per Mos, per Samuele e tanti altri personaggi che costellano tutta la storia sacra. E poi, tutti gli appelli che troviamo nel Vangelo si aggirano sempre su queste parole: Vieni e seguimi. E un atteggiamento, questo, che riproduce su scala umana quello di Ges che per salvarci  uscito dal Padre ed  venuto in questo mondo.
Mariette ha compreso l'invito della Signora e corre verso la porta per uscire nel giardino, lei che ha sempre avuto tanta paura del buio, ma sua madre glielo impedisce e chiude la porta a chiave.
In quella reazione naturale della mamma, sembra di poter leggere qualcosa di pi profondo: la difficolt che specialmente gli adulti provano nell'uscire da se stessi, dai propri gusci per incominciare una nuova avventura che cambia la nostra vita. C' sempre qualcosa o qualcuno che ci ostacola e che cerca di chiuderci dentro. Eppure, tutta l'avventura cristiana  basata sulla chiamata, sul se vuoi venire. E i semplici, i bambini lo afferrano d'istinto e vogliono partire subito. Sono sempre i grandi, gli adulti che frenano, che fermano. Sono quelli che si basano troppo sulla prudenza umana. Ma la troppa prudenza non  mai andata d'accordo con l'imprevedibilit di Dio. La risposta alla chiamata di Dio, si sa,  sempre un salto nel buio. Ma Lei, la Vergine di Nazareth, questo salto lo aveva fatto con il suo s.
Comunque, bisogna ammirare i genitori Beco, perch quella sar la prima e l'unica volta che impediranno a Mariette di uscire. Passato il primo momento di sbigottimento, la lasceranno libera. Perch da allora, la piccola uscir ogni sera, con qualsiasi tempo, sia che la Signora venga o no. Lei sar l ad aspettarla, in preghiera. La sua determinazione  talmente forte che, in accordo con il suo carattere, dir chiaramente: Se si chiude la porta, io salto dalla finestra!.
La mamma le aveva impedito di uscire. Anzi, trascina la piccola lontano dalla finestra. Mariette ci ritorna ancora: la luce, per, era scomparsa. La Signora se ne era andata.
Sapremo in seguito, dalle apparizioni successive, perch la Madonna aveva chiamato Mariette. Ma, visto che le viene impedito di uscire, la Madonna non insiste, non vuole mettere in imbarazzo ulteriore la bambina e nemmeno creare difficolt alla mamma. Per ora se ne va. Il suo primo appello non  stato accolto, ma ritorner. Comunque la sua visita non  stata inutile: ha affascinato la bambina che da quel momento comincer a pregare. Con la preghiera  ristabilito il dialogo con Lei e con Dio.
Il mattino seguente, con la tipica ingenuit e semplicit dei piccoli, Mariette confider a Josphine: Sai la novit? Ho visto la Madonna. Ma da quella mattina, comincer a fare un'amara esperienza: le cose del Cielo non vengono credute e accolte tanto facilmente, neppure da chi  addetto alle cose di Dio. Ma, d'altra parte, solo Dio e la Vergine santa costituiscono la novit dei poveri. Non si vede la Madonna tanto facilmente, pensano e dicono i grandi, ma i piccoli non si pongono mai il problema se sia facile o difficile, dato che essi non possono scegliere. Essi stanno ai fatti concreti e non fanno le cose pi difficili di quelle che sono.
Dunque, la venuta della Madonna alla casa di Mariette non era stata vana. Anche se la piccola non aveva potuto uscire, aveva cominciato per, a pregare; e poi cominciava a maturare in lei un'altra decisione, tutta sua, senza che qualcuno la spingesse. Cio, propone di ritornare al catechismo, alla Messa, e di riprendere contatto con il parroco, dato che da tre mesi faceva di tutto per evitarlo.
Torna al catechismo, ma non come prima. Ora ha studiato la lezione, e per la prima volta sa rispondere alle domande. Dovette essere stato particolarmente faticoso riannodare i rapporti con il sacerdote che oltre al ricordo degli abituali rimbrotti, l'aveva, pur senza volerlo, offesa profondamente con il suo scetticismo nei riguardi di ci che le era accaduto. Ma allora perch  ritornata?
La risposta, forse, la troviamo in una espressione della stessa Mariette quando si era intestardita a voler fare la Comunione il giorno seguente di una apparizione. Alla domanda del parroco che non voleva cedere alla richiesta: Ma te lo ha detto la Madonna?, Mariette rispose con sincerit: No, ma le far piacere. Ecco il motivo per cui la bambina cambier la sua vita e affronter le umiliazioni: fare piacere alla Madonna! Qui, sta tutto il segreto del comportamento di Mariette. La Madonna, probabilmente non glielo disse mai che Lei era contenta, ma bastava il suo sorriso ad assicurarla. D'altro canto la piccola aveva capito da sola che non bisogna attendere che la Madonna chieda esplicitamente qualcosa. Bisogna imparare a fare di propria iniziativa ci che le fa piacere.


5. QUELLE BRACCIA TESE....

Commento alla seconda apparizione.  -  Dalla prima apparizione di domenica sera, senza possibilit di contatto diretto per essere stata impedita di uscire, a mercoled sera quando la Madonna ritorn, possiamo riassumere lo stato d'animo di Mariette con una confidenza che fece alla sua amichetta Josphine: Ho pregato tanto per rivederla, dove possiamo leggervi il desiderio intenso espresso in quel tanto, lei che prima quasi non pregava. E in quella preghiera c'era probabilmente tutta l'amarezza per non essere potuta uscire. E forse si sentiva anche un po' in colpa per non aver insistito con la mamma perch la lasciasse uscire. Nel suo cuore, comunque, sentiva che la cosa era ancora sospesa e che, prima o poi, la bella Signora sarebbe tornata. E allora tutto sarebbe andato diversamente. Intanto, attendeva con calma.
A differenza di luned e marted sera, che Mariette anche se attende la Vergine non sente alcun desiderio di uscire, il mercoled sera invece, improvvisamente verso le diciannove, vincendo la paura del buio,  attratta irresistibilmente verso l'esterno ed esce nel giardino a pregare.  una forza interiore che sente questa volta, ed  talmente forte che niente avrebbe potuto arrestarla. Non domanda alcun permesso e senza coprirsi, con il freddo intenso, si mette in ginocchio per terra nel punto dove aveva visto la prima volta la Signora piena di luce.
Suo padre, allarmatosi, la segue e la trova col rosario in mano che prega a voce bassa. Il suo sguardo  rivolto verso l'alto, in attesa. Improvvisamente la bambina tende le braccia. Ecco un altro gesto caratteristico di queste apparizioni. A quello della Madonna che la invita con la mano a seguirla, corrisponde l'altro da parte di Mariette che appena la scorge, tende le braccia verso di Lei. Anche solo con questi due atteggiamenti il quadro sarebbe completo. Ma pensiamo ci sia molto di pi. In quel gesto di Mariette c' tutto il desiderio non solo di vederla, di averla vicino, ma anche, e soprattutto, quello di essere abbracciata dalla Madonna, quasi di essere presa in braccio; lei che prendeva in braccio i suoi fratelli e sorelline pi piccole, a tal punto che la chiamavano mamma. Anche lei desiderava essere presa in braccio qualche volta, e lo fa capire alla bella Signora. Questo gesto Mariette lo ripeter tutte le volte che la Madonna si far vedere.
La seconda apparizione sar quella che durer pi a lungo: una mezz'ora circa, forse di pi. Ma non  tanto la lunghezza che meraviglia, quanto il fatto che per circa venti minuti, la Madonna non dice una parola, ma si limita a guardare Mariette, sorridendole. D'altra parte, neppure Mariette dice nulla.
Forse la Madonna si aspettava che fosse la bambina a cominciare il dialogo? Ma sappiamo gi che Mariette, per tutto il tempo delle apparizioni, non dir alla Signora una sola parola di sua iniziativa.  solo un incontro di sguardi dove il sorriso  l'unico dialogo. Perch al sorriso si risponde con il sorriso. Mariette ricorder con speciale nostalgia questa apparizione cos a lungo silenziosa, e si meraviglier come mai, ad esempio, la Madonna non le avesse rivelato il segreto, con calma, in quella occasione. La piccola non pensava che anche i segreti, le confidenze personali hanno i loro momenti e non dipendono dalla possibilit di avere a disposizione pi o meno tempo.
Ma noi ci meravigliamo di un'altra cosa. La Madonna aveva infinite cose da comunicarle e da chiederle. Ad esempio, un accenno alla domenica sera, quando l'aveva invitata a uscire e lei era rimasta in casa, anche se costretta. E poi poteva starci anche un rimprovero, magari dolce, a causa della sua decisione di non andare pi a Messa e di non frequentare pi il catechismo, cosa che la escludeva dalla Prima Comunione.
E invece nulla. Probabilmente perch noi non abbiamo ancora capito che un rimprovero pu giungere anche attraverso un sorriso e non deve necessariamente passare attraverso la faccia truce e le parole che feriscono.
E poi, in tutti quei minuti ci sarebbe stata l'opportunit per dimostrare alla piccola la propria gioia per il fatto che abbia ricominciato a pregare e non solo ad andare al catechismo, ma addirittura a studiarlo.
Sarebbe stato un ottimo incoraggiamento, anche per impegnarsi di pi. I bambini ne hanno tanto bisogno, non ne possono fare a meno. E la Madonna, che  stata mamma e che lo  tuttora, possibile che non l'abbia pensato? Certamente lo sapeva. Eppure in tutte queste apparizioni la Madonna non rimprovera mai, ma non dispensa neppure incoraggiamenti. Nemmeno uno. Probabilmente si adegua allo stile di casa Beco, dove ciascuno compie il suo dovere senza rimproveri e senza incoraggiamenti.
Comunque, c' sempre il sorriso. Pensiamo che questo valga molto pi di ogni parola di esortazione. La bambina lo capisce benissimo e non se ne lamenta. Mariette nota un particolare: a volte la Signora muove dolcemente le labbra come se stesse pregando, ma lei non ode nulla.
Per ultimo, la Madonna aveva protratto la sua permanenza anche per un altro scopo: attendeva che pap Beco ritornasse con Charlesche e suo figlio per poter fungere da testimoni per ci che stava per fare.
Durante quei minuti passati vicino alla Madonna, Mariette ha cos modo di confermare i particolari che aveva notato nella prima apparizione e di accorgersi di altri. La veste bianca e la fascia azzurra, come a Lourdes. E questo  gi un primo aggancio a quella apparizione. Ci si  sempre domandati sul perch la Madonna quando appare veste in determinati modi.
Senza dilungarci eccessivamente sull'argomento, possiamo dire che Lei, in genere, appare vestita all'ebrea. Cio come vestivano le donne ebree di allora. Anche a Guadalupe apparve vestita da ebrea, prima che le mani di pittori aztechi la indianizzassero aggiungendovi alcuni particolari che nell'effigie originale non c'erano, come studi recenti hanno potuto dimostrare.
Questo costume ebraico evidentemente varia di forme e di aspetto secondo la funzione, il ruolo che deve assumere all'occorrenza per trasmettere il messaggio anche in modo visivo. La Madonna non rinuncia alle sue origini di ebrea anche se Madre Universale. La tunica e il velo sono facilmente comprensibili. Ma ci che desta interrogativi  la fascia e per di pi di colore azzurro come nelle apparizioni di Lourdes e Banneux.
Perch questa fascia? E perch azzurra? Che la veste bianca sia segno di purezza, di immacolatezza  evidente, ma la fascia azzurra lascia perplessi. Anche perch le donne ebree talvolta portavano la fascia, ma non ai fianchi, bens la incrociavano sul petto, per cui le falde non cadevano lungo la veste. Pensiamo che la spiegazione ce la offre ancora una volta la Sacra Scrittura.
In molte citazioni dell'Antico Testamento, quando si parla di fascia ci si riferisce a una investitura di autorit suprema. Anticamente la cintura, per la sua forma chiusa a cerchio, era considerata un particolare elemento di forza e, per gli Israeliti in particolare, era simbolo oltre che di forza, anche di giustizia e di fedelt. Infatti, del Re-Messia si dice: Fascia dei suoi lombi sar la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedelt (Isaia 11, 5). Nei Salmi leggiamo: Cingi o prode la spada al tuo fianco, rivesti la tua maest (Salmi 45, 4). E Dio stesso viene definito: Cinto di potenza (Salmi 65, 7). Nell'Apocalisse, il Figlio dell'uomo, cio Ges,  presentato con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro (Apocalisse 1, 13).
Allora, concludendo, questa fascia azzurra che la Madonna porta non indicher forse la sua investitura, il suo potere, la testimonianza del suo essere Regina, del potere che Dio le ha elargito e quindi quel titolo che anni pi tardi Papa Pio XII le decreter chiamandola Regina del cielo e della terra? E l'ultimo mistero del Rosario non contempla forse questo evento? E accanto a Cristo Ges, Re dell'Universo, non deve forse starci Lei, la Regina Madre che ha collaborato col Figlio perch il suo Regno di Salvezza entrasse nel mondo?
Probabilmente, la Madonna vuole ricordarci questa sua regalit celeste e incoraggiarci ad affidarci a Lei che regna con Cristo.
Il colore azzurro della fascia indica che il suo potere di regina viene dal cielo. Del resto, ogniqualvolta che la si invoca come Regina, non si vuole forse fare appello alla sua potenza, quella potenza che le viene dall'essere madre e associata all'opera di redenzione del suo Figlio Salvatore?
Sintomatico, poi, il fatto che la fascia azzurra la porti proprio nelle apparizioni dove lei si presenta come Immacolata, cio come Colei che mai, neppure per un istante  stata posseduta da satana, e quindi come per ricordare la sua vittoria sul peccato e sul male.
Mariette, poi, nota che la posizione della Signora non  completamente ritta ma inclinata verso sinistra, verso di lei.  un atteggiamento materno: quello di piegarsi sulla figlia per esserle pi vicina. E questo atteggiamento, gi notato la prima sera, si ripeter le volte successive. Ma questo suo piegarsi dalla parte sinistra le solleva la veste dalla parte destra, lasciando scoperto una parte del piede che  nudo ma su di esso brilla una rosa di colore d'oro.
Anche a Lourdes la Madonna porta una rosa d'oro ai piedi. Sappiamo che la rosa  ritenuta la regina dei fiori, l'ornamento che completa ogni giardino. E la Chiesa ha voluto scegliere questo fiore per simboleggiare Maria, chiamandola Rosa mistica. Maria sembra avere gradito moltissimo questo paragone e questo titolo. Nella tradizione cristiana, i fiori sono come un'immagine terrena della beatitudine celeste. La martire cartaginese Perpetua, in visione, pot contemplare l'aldil come un giardino fiorito con rosai alti come cipressi. Nell'Antico Testamento il fiorire e l'essere uniti a Dio sono in stretta correlazione.
C' un'espressione bellissima nella Bibbia che dice: Ascoltatemi, figli santi, e crescete come una pianta di rose vicino a un torrente (Siracide 39, 13). Ma perch d'oro questa rosa? Probabilmente perch  il segno della regalit, della divinit, della preziosit, della incorruzione. Completa e adorna la sua bellezza regale. E poi nella Bibbia talvolta i fiori nel linguaggio figurato alludono alla transitoriet, provvisoriet delle bellezze e gioie di questo mondo. Ora, quando questo fiore  d'oro significa invece l'eternit, dato che l'oro  incorruttibile. La rosa, inoltre,  sempre stata il simbolo classico dell'amore, non solo per le tante sfumature di colore che pu assumere, ma anche per la sua stessa forma: quella di un cuore che si apre.
E poi non dimentichiamo che la preghiera che la Vergine santa preferisce  quella conosciuta con il termine di rosario, cio, un serto di rose. Forse che nelle rose che la Madonna porta non ci sar un richiamo a questa preghiera che tanto gradisce?
Inoltre, c' ancora il richiamo della Regina. La Chiesa, nelle litanie a lei dedicate, la invoca Regina del Santissimo Rosario. Da notare: non Vergine o Madre del rosario, ma Regina, per indicare il concetto di sovranit, di potenza, di vittoria, perch il rosario  l'arma di Maria, Regina delle vittorie. Del resto, la preghiera del rosario  anche una sintesi di tutto il vangelo, quel vangelo di suo Figlio che lei  venuta a richiamare e a ricordare all'umanit.
Ma perch questa rosa ai piedi? Che voglia forse indicare che lei  la donna vincitrice che con suo Figlio schiaccia la testa al serpente infernale, non solo, ma che anche tutte le potenze del male le sono soggette. E un senso di sicurezza, di protezione che la Madonna vuole darci. Lo dimostra anche il fatto che Mariette, cos paurosa del buio della sera, quando si tratta di uscire per incontrarsi con lei, non ha alcuna esitazione o paura. La Madonna invita Mariette a seguirla. Il suo invito  irresistibile. E la bambina obbedisce. Nessuno pu fermarla. A chi le dice di tornare indietro perch suo padre la chiama, la risposta  semplice e decisa: Lei mi chiama!.
Una cosa che impressiona particolarmente in queste apparizioni,  che la Madonna invita e accompagna Mariette alla sorgente, scivolando a ritroso, standole quindi sempre davanti senza distogliere mai lo sguardo da lei. Forse sarebbe pi naturale pensare che la Madonna la prendesse per mano e la accompagnasse; anche questo sarebbe un gesto materno bellissimo. E invece no, preferisce starle sempre davanti, guardandola.
Come mai? Ecco come Mons. Kerkhofs, vescovo di Liegi al tempo delle apparizioni, interpreta questo ftto:
Quale sar la ragione di questo cammino a ritroso? Molti vi hanno scorto semplicemente un particolare gentile, in quella che  la pi gentile delle apparizioni. Per bisogna riconoscere che in un insieme cos sobrio, cos denso di significato e cos sistematicamente dottrinale, una circostanza tanto singolare deve avere un suo profondo significato. Ora, se noi ci domandiamo quando  che si verifica propriamente questo camminare all'indietro, quando  che uno lo pu osservare fra gli uomini, dobbiamo rispondere che ci avviene in una sola persona e in un caso unico, cio nella mamma quando insegna a camminare al suo bambino.
Le persone che hanno assistito a questa scena, quando ci ripensano, non possono esimersi da un sentimento di intima compiacenza. Ecco che il bambino si pianta sulle sue gambine, davanti alla mamma che, china dinanzi a lui, gli tende le braccia indietreggiando lentamente. Forse in nessun altro momento la madre appare cos "mamma"; atteggiamento, sguardo, gesto, sorriso, tutto in lei  soavemente e squisitamente materno. Il bambino, da parte sua, muove i piedini barcollando e incespicando, mentre i suoi occhi non si staccano mai da quelli della mamma; e se perde l'equilibrio, non fa in tempo a cadere per terra, cade fra le braccia della mamma che se lo stringe al cuore e lo ricopre di baci. Non  forse questo dono che il bambino desidera? Egli non sicura affatto di imparare a camminare o di arrivare in un luogo determinato; tutti i suoi sforzi tendono unicamente a una cosa: raggiungere la mamma e sentirsi inondato dalla sua tenerezza.  Dio che ha posto all'inizio della umanit questo puro riflesso del suo amore creatore: il cuore della mamma, combinazione sapiente di tenerezza e generosit. E ha messo contemporaneamente nel cuore del bambino il bisogno vitale e primordiale di un tal cuore e di una dedizione cos illimitata.
L'umanit ha varcato i millenni e si perpetuer sino alla fine dei tempi, grazie all'attenzione irresistibile della mamma.  quello che accade pure nell'ordine soprannaturale, ma con questa differenza essenziale: che mentre il bambino cammina fino a cadere nelle braccia della mamma, l'anima invece, rappresentata dalla piccola Mariette, non cade fra le braccia della Mamma Celeste che irresistibilmente la attrae, ma ai piedi del Salvatore Divino, simboleggiato dalla sorgente a cui Maria la conduce: a Ges attraverso Maria. L'azione di Maria che inizialmente si esplica come "maternit", si attua poi e si completa come "Mediazione" (Mons. Kerkhofs).
Ma procediamo nel commento di altri gesti significativi. C' da spiegare il significato di quelle tre fermate durante il tragitto, quando Mariette si inginocchia. Che senso possono avere queste tre fermate?
Dare una spiegazione certissima non ci sembra possibile. Possiamo per arguire alcune possibilit, soprattutto se teniamo presente il significato della sorgente verso cui la Madonna accompagna Mariette. La sorgente rappresenta Cristo Ges, Salvatore dell'umanit. Ges  la fonte della vita. Da lui sgorga il dono dello Spirito Santo. Anche a Lourdes la Madonna insiste sulla sorgente e la lascia come dono;  come il dono sgorgato da Lei, l'Immacolata.
L'acqua  il simbolo e lo strumento della rinascita e fecondit spirituale. La grazia di Cristo si comunica attraverso questo strumento. Alla Samaritana Ges disse: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi  Colui che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva... L'acqua che io dar, diventer sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna (Giovanni 4, 10-14). E ancora in occasione della festa delle Capanne: Chi ha sete venga a me, e beva. Chi crede in me, come dice la Scrittura, "dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva", riferendosi allo Spirito Santo che avrebbero ricevuto i credenti in lui (Giovanni 7, 37-39).
E ancora: Vedendo che Ges era gi morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colp il fianco con la lancia e subito ne usc sangue e acqua (Giovanni 19, 34). Quindi, se la sorgente rappresenta Cristo, le tre fermate durante le quali Mariette si mette in ginocchio, possono voler ricordare che Ges  Dio e con il Padre e lo Spirito costituisce il mistero della Trinit Santissima. Oppure pu ricordare le tre genuflessioni che il Venerd Santo la liturgia prescrive ai sacerdoti quando si apprestano all'adorazione della Croce. Oppure, ancora, pu mettere in risalto la triplice raccomandazione della Madonna a Mariette: Pregate molto. Infatti, al Signore si giunge con la preghiera costante.
Quando Mariette giunge alla sorgente, la Madonna le dice di mettere le mani nell'acqua. A Lourdes, la Madonna dir a Bernadette di bere e di lavarsi con l'acqua. A Banneux il messaggio e il simbolo diventano ancora pi completi. Le mani sono la parte del tutto, cio di tutto se stessi. Allora mettere le mani nell'acqua, cio nel simbolo, significa immergersi in Ges, totalmente. A Ges non ci si va per rimanere ancora se stessi, ma per immergersi in lui, per impregnarsi di lui, per diventare lui. E qui appare subito il simbolo e il richiamo del Battesimo, che oltre alla purificazione indica soprattutto il rivestirsi di Cristo.
San Paolo  esplicito: Per mezzo del Battesimo (parola che significa immersione) siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, perch come Cristo fu risuscitato dai morti cos anche noi possiamo camminare in una vita nuova (Romani 6, 3-4). Quindi, il Battesimo non solo ci trasforma nell'immagine di Cristo, ma ci porta a vivere della sua stessa vita.
Come a dire, e questo pensiamo sia il messaggio di Maria Santissima, che bisogna ripartire dal Battesimo, cominciando dalla sua comprensione profonda e poi viverlo come realt di ogni giorno, perch ogni giorno ci  dato per diventare sempre pi Cristo e per vivere sempre di pi la sua vita.
Forse stiamo esagerando, ma troviamo un suo significato anche in quel rosario che Mariette lascia cadere nell'acqua e ve lo lascia quando vi immerge le mani. Sappiamo che il rosario  una preghiera cristologica, come la defin Papa Paolo VI; cio, si dirige a Cristo, parla di Cristo e porta a Cristo, passando attraverso Maria. Il rosario non si ferma a Maria, ma ha come termine Cristo Ges, il Figlio di Maria. Quindi, la preghiera del rosario non allontana da Cristo, non ci distacca da lui, ma ci aiuta a unirci a lui e a rimanerci, come quel rosario rimase nella fontana. Sicuramente Mariette non sa e non pensa a tutto questo in quel momento, ma lei  un tramite, un mezzo attraverso il quale ci giunge il messaggio che noi dobbiamo cercare di capire e soprattutto di vivere.
Poi la Madonna dice esplicitamente: Questa sorgente  riservata a me. Come a dire: non deve pi servire ad altri usi, dato che io l'ho scelta come simbolo della realt del Mistero di mio Figlio. Chi si accoster con fede a quest'acqua dovr ricordare il suo Battesimo e riprendere il contatto con il Salvatore attraverso i Sacramenti.
Quella sorgente, quindi, riveste il carattere di un sacramentale. Ma il gesto di porre le mani nell'acqua non  solo per indicare l'immersione di se stessi in Ges ma  anche il gesto di attingere. Attingere da Cristo a piene mani tutte le grazie e i doni che egli continuamente ci offre.  Ges che dice: Io sono la Vita. Io sono venuto perch le mie pecore abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza (Giovanni 10, 10).
E a questa sorgente, da cui sgorga la vita, ci conduce e ci accompagna Lei, che  la Madre del datore di questa vita e Madre di coloro che hanno bisogno di vita. Questo cammino avviene sotto i suoi occhi dolcissimi e il suo sorriso di incoraggiamento. Lei sostiene i nostri passi incerti e traballanti: basta non staccare lo sguardo dal suo viso.
E l'incontro alla fonte si conclude con un gentile buona sera. L'immersione in Cristo non stacca dalle realt terrene, ma ce le fa vivere in un modo diverso, come le hanno vissute Cristo e sua Madre.
E poi c' un arrivederci. Il messaggio non  terminato; promette di tornare a completarlo. Intanto, il processo di conversione che la piccola aveva intrapreso deve continuare, sostenuto dalla certezza che l'avrebbe rivista.


6. LA SORGENTE: GLI AMMALATI E LE NAZIONI.

Commento alla terza apparizione.  -  Nel capitolo precedente commentavamo la seconda apparizione, quella in cui per la prima volta, la Madonna invitava Mariette a uscire dal suo giardino e a seguirla mentre, scivolando a ritroso, la accompagnava alla piccola sorgente a un centinaio di metri da casa sua, sulla strada verso oriente. Questo cammino con la Madonna si ripeter per quattro volte. Perch questa ripetizione? Con questo ripercorrere il cammino, probabilmente ci viene suggerita la necessit di ricominciare ogni giorno la stessa strada che porta a Ges.
Ogni giorno occorre convertirsi, ricominciare, uscire da se stessi e riprendere il cammino sassoso e fangoso del nostro dovere quotidiano. Come sempre, da vera madre, la Madonna sa usare una pedagogia ammirabile. Per essere cristiani non basta essere stati battezzati. Non si  mai cristiani nella misura completa. Lo si diventa ogni giorno in un processo di maturazione, nella misura in cui ci si reimmerge in Cristo.
E gi che siamo in tema di cammino, notiamo subito che per ben tre volte la marcia alla fonte viene impedita. Non pu essere compiuta. Alla prima sera l'ostacolo viene dalla mamma di Mariette che chiude la porta a chiave per impedirle di uscire. E la Madonna  costretta ad andarsene. Alla quarta apparizione la piccola sviene.  un impedimento fisico; allora la Madonna supplisce con la sua benedizione e nel dialogo inserisce quello che viene a mancare all'azione: domanda una piccola cappella, riferimento esplicito alla presenza eucaristica di suo Figlio, vita e nutrimento per noi. Ma alla sesta apparizione interviene qualcosa di diverso, un elemento che blocca l'azione, che annulla l'andata. E questo impedimento non dipende n da Mariette n dai suoi n dalla Madonna, ma da parte del parroco che domanda un segno, una prova per poter credere, per essere sicuro. Infatti, costui si dibatte nella perplessit e nello scetticismo. E allora nella manifestazione soprannaturale qualcosa si blocca.
In effetti, anche il comportamento umano ha il suo peso nelle apparizioni. Tante cose si sviluppano, si modificano o si spengono a seconda della risposta non solo dei veggenti, ma anche di coloro che sono loro vicini, o che sono responsabili nella Chiesa di Dio. Sembra impossibile che il Cielo sia condizionato dalla terra, ma i fatti sembrano dimostrarlo, come in questo caso.
Come Ges, anche la Madonna, di fronte alle mancanze e alle debolezze nella fede, sembra come impedita di realizzare il suo programma. E cos non condurr la piccola alla sorgente, ma dopo la benedizione alla veggente che sviene, Lei se ne ripartir dal giardino senza neppure dire: Buona sera e arrivederci.
Sar lo stesso ostacolo che Mons. Kerkhofs, divenuto un fervente credente di queste apparizioni, trover nel suo cammino e che ne ritarder di alcuni anni il riconoscimento ufficiale.
C' un particolare interessante da notare nel linguaggio usato dalla Madonna che, di solito, parla un franceseappropriato sia pure nella semplicit. Quando invita Mariette a immergere le mani nella pozza d'acqua fa una eccezione. Infatti, non usa il termine francese plonger,
ma l'espressione dialettale: mettete le mani nell'acqua che, in vallone, esprime l'idea di un impegno continuativo e non di un gesto isolato. Quindi,  l'aspetto di continuit che traspare da questo invito. La bambina afferra d'istinto il particolare a tal punto che, nonostante l'acqua fosse gelata, non si limita solo a toccarla, ma tuffa le mani con un tale impeto che il rosario vi rimane dentro e i tre testimoni a pi di venti metri di distanza odono lo sciabordo dell'acqua mossa da quell'immersione.
Questa sorgente  riservata a me, le dice poi la Madonna. Nessuna goccia dell'acqua di quella sorgente sar distribuita da altre mani che non siano le sue. Cristo non passa attraverso altre vie per giungere a noi. Passa solo e sempre da Lei. Alla Madonna  riservato il compito di darlo alle genti, gesto che le vediamo compiere anche nel Vangelo.
Ritorniamo ora al commento della terza apparizione, avvenuta il gioved 19 gennaio 1933. Ci sono delle difficolt. Il tempo  troppo cattivo, fa molto freddo. Nessuna persuasione vale per trattenere Mariette in casa, la quale si alza, si mette un vecchio cappotto di suo padre sul capo che le scende sulle spalle ed esce. Si inginocchia sulla neve al solito posto e si mette a pregare, da sola, a voce bassa. Dopo poche Ave Maria, compie il solito gesto di tendere le braccia in avanti e le parole: Oh, eccola!, come a dire: finalmente  arrivata.
I grandi, gli adulti l'avevano incaricata di domandare alla Signora chi Ella fosse. E nella sua semplicit va direttamente alla richiesta: Chi siete, mia bella Signora?.
Ci che la sta abbagliando e attraendo in quel momento  la sua bellezza. Per questo, per la prima volta, dato che deve chiederle qualche cosa, si lascia sfuggire quel mia bella Signora. Sottolineiamo: si lascia sfuggire, perch lei stessa in seguito si meraviglier di aver osato chiamarla cos.
E la Madonna, puntuale, con la stessa semplicit, risponde: Io sono la Vergine dei poveri.
Questa risposta, o meglio questo titolo, questa definizione che la Madonna d di se stessa lascia molto meravigliata Mariette, a tal punto che ripete le parole della Madonna premettendo un oh di meraviglia: Oh, la Vergine dei poveri!.
 la stessa meraviglia che, anche inconsciamente, prende tutti coloro che per la prima volta sentono parlare di questa apparizione e di questo titolo che si  dato personalmente la Madonna. Eppure, ha voluto chiamarsi cos.
P. Angelo Rainero, un apostolo della Madonna di Banneux, scriver: Chi sente per la prima volta questo titolo, che risulta completamente nuovo nella storia della Chiesa e dei Santuari mariani, se non vi  spiritualmente preparato, quasi se ne scandalizza, ma poi riflettendoci attentamente e meditandolo nel complesso delle circostanze che lo accompagnano, trova che  tanto legittimo e vero in se stesso, tanto espressivo e consolante per noi, cos da stupirsi che non sia stato dato prima alla Vergine Santa, e abbia dovuto proprio lei la Regina del Cielo, cercarselo e donarselo, quasi a colmare una lacuna imperdonabile nella devozione mariana.
Effettivamente come si poteva pensare di sporcarla con la nostra povert? Perch la nostra povert  in parte simile alla sua, ma anche molto diversa. Eppure questo titolo piace a tutti, buoni o meno buoni. Non diciamo cattivi, perch per una mamma, nessun figlio  mai cattivo, anche se lo  veramente e la mamma lo sa.
Venendo a conoscenza che Maria Santissima si  dichiarata: Madonna dei poveri, tutti la sentono come propriet loro, quasi accaparrandosela. Nessuno avrebbe il coraggio di pensare e fare altrettanto con l'Immacolata, ma con la Vergine dei poveri  un'altra cosa. E questo perch, tutti sono e si sentono poveri. E quindi ciascuno se la sente come madre propria. Perch ognuno di noi, quando si guarda dentro e fuori di se stesso, si vede tanto povero da sembrargli che la povert degli altri sia minore e che quindi la preferenza di Maria debba andare a noi, prima che agli altri.
Ma perch ha voluto chiamarsi cos?
Innanzi tutto per la sua grande delicatezza.  umiliante essere poveri, essere etichettati come un assistito. La famiglia Beco lo stava sperimentando sulla propria pelle. Ma come la virt, anche la povert  discreta. E il vero povero  suscettibile in ci che tocca la sua dignit. La Madonna a Banneux ha signorilmente evitato il pericolo di umiliare i poveri. Non ha detto: Io sono la Madre, o la Regina o la Dama dei poveri, quasi mettendosi al di fuori di essi, separata da essi. Ma, con un tatto squisito, si  messa tra i poveri, si  presentata come una di loro: Lei fa parte dei poveri. Gi nel Vangelo Lei si presenta con questo titolo e con questa condizione. Prima all'angelo, nell'Annunciazione, e poi nel suo cantico del Magnificat.
All'Annunciazione, si definisce serva del Signore, cio colei che si sente propriet di Dio, che si sente tutta di Dio e non padrona di se stessa. Ecco la povert evangelica. Ella accetta la volont e il disegno di Dio proprio perch  povera, cio non si appartiene. E non appartenere a se stessi  la pi grande povert.
Nel Magnificat Maria eleva un cantico di lode e di ringraziamento a Dio perch Egli: Ha guardato alla povert della sua serva e quindi ha operato in Lei grandi cose, proprio a causa di questa sua povert. A pensarci bene, le apparizioni di Banneux, sono come il commento o la ripresentazione di Maria Santissima nel suo canto del Magnificat, perch questo  il cantico dei poveri, di tutti coloro che affidano la loro vita a Dio e attendono tutto da Lui. E la Madonna ci invita a unirci a Lei che per prima lo ha cantato e vuole continuare a cantarlo con tutti i suoi figli.
E poi Lei  stata ed  vissuta da povera su questa terra. E non poteva essere altrimenti. Se suo Figlio era venuto a condividere la condizione di questa umanit, soprattutto dei pi poveri, Lei, sua Madre e collaboratrice non poteva essere diversa. Dio, facendosi uomo, non recita la parte del povero, ma la vive realmente e sua Madre fa altrettanto. Anche Lei ha vissuto la durezza e l'incertezza di tanta parte dell'umanit, sempre esposta alla fame e alle malattie. Ed  a questi poveri che Dio, prima di tutto, prodiga le sue sollecitudini, facendone oggetto di predilezione e di amore, anche se non appare al nostro realismo immediato e umano.
E a Banneux la Madonna  venuta a ricordare questa verit, tanto difficile da credere e da accettare; eppure tutto il Vangelo ne parla. Il Figlio di Dio  venuto prima di tutto per annunciare la lieta notizia ai poveri, e il discorso delle Beatitudini comincia con la grande proclamazione: Beati i poveri di spirito.
La Madonna ricalca questo modo di agire di Ges. Appare al mondo per rievangelizzarlo e si presenta cos: Io sono la Vergine dei poveri; come a dire che i prediletti di Dio, sono anche i suoi prediletti e le sue sollecitudini vanno a coloro che pi hanno bisogno di Lei e sperimentano lo smarrimento del sentirsi soli e senza aiuti. E Lei, fra tanti titoli gloriosi e affascinanti che la cristianit le aveva sempre rivolto, a Banneux ha preferito ricordarci questo, dato che ce ne eravamo dimenticati.
Questo titolo  tutto un programma. E Lei sa benissimo che con questo titolo  come se si impegnasse ufficialmente con tutti i suoi figli che si riconoscono poveri, di qualsiasi genere di povert, anche di quelle che fanno ribrezzo.
In ciascuno di noi, rivede il suo Ges che si  fatto peccato del nostro peccato, e come Lui non si  schifato della nostra miseria, anche della pi ributtante, cos anche Lei si china sulle nostre piaghe e le fascia con amore. Quell'amore che ha riversato sul suo Ges ora lo riversa su di noi, cos tanto diversi da Lui, eppure sempre suoi figli.
Presentandosi come la Vergine dei poveri, Maria ha voluto annunciarsi come la Madonna di tutti, senza eccezioni, dato che in un senso o in un altro, in una misura pi o meno grande, siamo tutti poveri. Tutti entriamo in questa categoria. Se uno per orgoglio volesse tirarsi fuori ingannerebbe se stesso inutilmente. Certamente, la povert pi grande  quella che un'anima sperimenta con l'assenza di Dio, con la realt del peccato. La Madonna non ha mai sperimentato questa povert, ma ne ha potuto vedere gli effetti sul Figlio, su se stessa e sugli altri. La sofferenza che Lei ha vissuto  derivata soltanto dal peccato, dall'assenza di Dio nelle anime. Per questo la Chiesa, da secoli, si rivolge a lei nell'Ave Maria: Prega per noi peccatori. E con ragione alcune nazioni hanno aggiunto nella traduzione di questa preghiera nella loro lingua: Prega per noi poveri peccatori, perch non esiste povert pi grande di quella di essere peccatori.
E come risposta a questa preghiera, ecco che si presenta, una sera d'inverno, alla finestra dei Beco, poveri economicamente e anche di quella povert spirituale di chi si sente come abbandonato da Dio.
Ha preferito questo genere di poveri perch, nonostante tutto, sono i pi liberi e disponibili ad accoglierla e a riconoscerla come una di loro. Con essi la Madonna si trova pi a suo agio. Con altri, forse, si sarebbe sentita troppo imbarazzata.
Poi la bella Signora con il cenno della mano invita Mariette a seguirla e si dirigono alla sorgente. Durante il tragitto le stesse tre fermate. Alla sorgente, la bambina rivolge alla Madonna la seconda domanda, dato che a nessuno era chiaro il significato di ci che aveva detto riguardo alla sorgente: Mia bella Signora, ieri avete detto: "Questa sorgente  riservata a me". Perch a me?.
E qui accade una cosa insolita, unica che si conosca nel genere delle apparizioni: la Madonna si mette a ridere. Naturalmente un riso discreto. Quel riso divertito di una mamma che si accorge che la bambina ha travisato le sue parole, ha capito una cosa per un'altra. Certamente la Madonna lo sapeva, ma non bisogna dimenticare che durante le apparizioni Lei si comporta con i veggenti come una persona di questo mondo e quindi  naturale che manifesti sentimenti di tristezza, di gioia e di meraviglia e quindi possa anche ridere di fronte a qualche atteggiamento buffo. Anche questo  un modo per farci capire quanto ci sia vicina, e che bench assunta in Cielo,  nello stesso tempo accanto a noi e continua a partecipare della nostra stessa vita e, perch no?, anche dei nostri sentimenti. La causa di questo riso tanto simpatico della nostra Madre del Cielo, non era causato dai dubbi dei due ecclesiastici, quanto dall'abbaglio in cui ingenuamente era caduta Mariette, pensando che la sorgente fosse riservata alla bambina stessa. Ma che cosa ne voleva fare?, avr pensato la Madonna. Per questo ha riso.
Ed  bello pensare che possa ridere anche delle nostre ingenuit e sciocchezze di cui  piena la nostra vita. Cos ce la sentiamo ancora pi Madre e pi vicina, perch ci piacciono tanto le madri che sanno sorridere e anche ridere. I bambini devono crescere alla luce di questo sole.
Dopo quel riso divertito viene la risposta chiarificatrice della Madonna, risposta che tutti gli astanti odono dalla bocca di Mariette che le fa eco: Questa sorgente  riservata per tutte le Nazioni, per alleviare gli ammalati.
Sembra ora che la Madonna abbia fatto cambiare propriet alla sorgente. Prima aveva detto che era riservata a lei stessa, e ora dice per tutte le Nazioni e per gli ammalati. Ma non  cos: la sorgente rimane riservata a lei che la user per manifestare il suo amore a tutte le nazioni, (la sua maternit universale) e in particolare per lenire, addolcire, diminuire le sofferenze agli ammalati.
Abbiamo detto che la sorgente rappresenta Cristo Ges, fonte di vita e di ogni grazia. Ebbene, quella sorgente diventer anche il segno della sua opera di intercessione e di mediazione. E quando ci parla delle Nazioni vuole ricordarci quella definizione di Ges data da Simeone nel tempio quando Ella lo offr al Padre quaranta giorni dopo la nascita: Questo bambino  la salvezza preparata da Dio davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti.
Quindi, Lei vuole accompagnare tutte le Nazioni a suo Figlio e desidera rivivere con esse quel momento bellissimo e per lei indimenticabile dell'incontro dei Magi con il suo Bambino: Trovarono il Bambino e sua madre, ci informa l'evangelista Matteo.
E la Madonna ci ridice la stessa cosa: tutte le Nazioni devono cercare il Bambino dove c' Lei. Non si possono cercare o trovare separatamente.
E quella sorgente diventa non solo un simbolo, ma anche un punto di incontro per questo appuntamento. Mai la Madonna aveva accennato cos esplicitamente nelle apparizioni a questa sua maternit universale che si estende non solo ai cristiani, ma a tutte le nazioni.
Questa espressione apparve insolita, quasi esagerata a quel tempo, perch si pensava che la sorgente assumesse l'importanza che aveva avuto anche in altri luoghi di apparizioni, e cio una cosa limitata. Si resero conto in seguito, quando sorsero cappelle ovunque e furono poste statue in tutti i continenti, e dall'afflusso di pellegrini non solo da tutta l'Europa, ma dal mondo intero, che l'impatto del messaggio della Madonna dei poveri aveva trovato echi in tutto il globo.
Come suo Figlio era venuto in questo mondo non per una nazione o un popolo soltanto, ma per tutta l'umanit, cos Maria non viene per instaurare un nuovo pellegrinaggio locale (magari in concorrenza con i vicini di Beauraing) ma per Ulustrare il suo ruolo di Madre universale, venuta a portare il suo sorriso in questo mondo pieno di ogni genere di tristezze.
A questo proposito, Mons. Kerkhofs ricorda che a Lourdes, la Madonna aveva aperto la sorgente, ma a Banneux si era degnata di allargarla ed estenderla a tutte le Nazioni.
Notiamo ancora un particolare molto interessante. Di fronte all'equivoco in cui era caduta Mariette ritenendo quella fonte riservata a se stessa, la Madonna rise, ma non corresse la piccola, non le disse, ma no, sciocchina, non  per te. Quindi, non neg che fosse per lei, solo che le fece capire che non era soltanto per lei, ma anche per tutti, per tutte le nazioni. Ges e Lei non possono essere privatizzati, ma sono di tutti e per tutti.
E poi, ci che  della mamma  anche dei figli, di tutti i figli, non di uno solo. E Mariette lo capir, a tal punto che in seguito si sottoporr a ore di pompaggio dell'acqua della sorgente per accontentare i pellegrini che venivano per attingere quell'acqua, ma volevano che fosse lei, la veggente, a darla loro.
C' da osservare anche un'altra cosa: perch la Madonna non dice che la sorgente  semplicemente per tutti o per tutto il mondo e usa invece il termine Nazioni?
Probabilmente, a causa di un riferimento storico. Siamo nel 1933, Hitler sta cominciando la sua scalata al potere. Da qui l'inizio della Seconda guerra mondiale, dove tutte le Nazioni in qualche modo saranno coinvolte oltre a quelle europee.
E poi dopo la guerra, guarda caso, si comincer con l'istituire l'Unione europea. E proprio in quella regione ci saranno gli incontri per realizzare questo progetto, fino a stabilire la vicina Strasburgo a Sede dell'Unione parlamentare europea, a Sede del Consiglio d'Europa.
Che forse la Madonna, usando il termine nazioni volesse profeticamente annunciare anche il fatto dell'inizio della unione delle Nazioni del mondo, accanto a quella piccola sorgente alla quale Lei invita e conduce?
La Madonna dopo aver detto a Mariette che la sorgente  riservata a tutte le Nazioni, aggiunge che  anche per alleviare gli ammalati. Dopo aver dichiarato che Lei  la Vergine dei poveri, ora dedica una speciale attenzione a una speciale categoria di poveri, cio gli ammalati. S, gli ammalati sono i pi poveri dei poveri. La salute  sempre una grande ricchezza, anche quando mancano i beni materiali. La malattia  sempre povert, anche quando abbondano mezzi economici. Specialmente quelle malattie e disabilit che rendono dipendenti, in tutto o in parte dagli altri. Perch la malattia fsica intacca anche lo spirito quasi soffocandolo e la vita a volte diventa talmente insopportabile da desiderarne la liberazione con la morte.
E poi ci sono le malattie mentali, specialmente quelle che riducono l'uomo, creato a immagine di Dio nella intelligenza e volont, a un essere in cui queste facolt sono offuscate o scomparse. Dove solo l'istinto animale o la condizione vegetativa sembra prevalere.
Quello delle malattie  un campionario infinito. E la Madonna ne  a conoscenza e ne  toccata nel cuore intensamente. Pensa sempre agli ammalati, e vuole confortarli e sollevarli, almeno in parte, dalle loro sofferenze. Perch il suo cuore di madre  come un oceano dove convergono e vi si immettono tutti i dolori dei suoi figli; anche i pi segreti. Perch Lei  lo specchio vivente del Vangelo dove si dice che Ges andava predicando il Vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di languore e di infermit (Matteo 4, 23). E anche i discepoli dovevano unire all'annuncio della Buona Novella la cura degli infermi, come prova e testimonianza che ci che dicevano era vero: Li mand a predicare il Regno di Dio e a curare gli infermi (Luca 9, 2).
In realt, il Vangelo sembra traboccare di gente affetta di ogni genere di mali: storpi, ciechi, sordi, paralitici, epilettici, indemoniati. Questo  il corteo pi numeroso che accompagna Ges, perch da Lui usciva una forza che guariva ogni sorta di male (Luca 6, 19).
I Profeti avevano detto di Lui che si sarebbe addossato le nostre infermit, i nostri dolori (Isaia 53, 4). E Ges si presenta come il medico che  venuto per gli ammalati, non per i sani. Ma esistono i sani? E venuto a curare ogni uomo, perch ogni uomo ha bisogno di Lui:  il buon Samaritano. E la Madonna non pu essere da meno.


7. L'UMILE RICHIESTA.

Continuando la riflessione del capitolo precedente sulla fonte dedicata al sollievo degli ammalati, rileviamo che a Banneux la Madonna manifesta esplicitamente, per la prima volta nelle apparizioni, la sua cura e la sua attenzione per gli ammalati. Neppure a Lourdes lo fece. Invitandoli ad andare a Cristo Ges suo Figlio, desidera che da lui ottengano non solo la guarigione dell'anima, ma anche quella del corpo; o meglio, dato che questa non sempre  possibile e conveniente, ricevano per il conforto, il sollievo, la forza, la mitigazione delle loro sofferenze.
E il mondo, tutte le Nazioni sono piene di ammalati, ammalati di ogni genere. E la Madonna ci ricorda come tutta la missione di suo Figlio su questa terra sia stata quella di assumere su di s tutte le nostre infermit, anche quelle fisiche e mentali, che sono entrate in questo mondo a causa del peccato. Le guarigioni che Ges operava erano per indicare che Egli era venuto a vincere il male fino alle sue ultime conseguenze. E Lei vuole continuare la sua collaborazione con Ges, anche in quest'opera di guarigione. Come madre, non pu staccare i suoi occhi e il suo cuore dai figli che soffrono e spesso sono abbandonati.
 certamente anche un richiamo per tutti, per questa societ che nonostante le grandi scoperte scientifiche nel campo della medicina, non ha molto cuore e cure per gli ammalati, specialmente per quelli pi poveri. E quella sorgente diventa come un segno vivo, palpabile del cuore della Vergine Santa per gli ammalati.
Ges  sempre lo stesso, ieri e oggi. La stessa forza che emanava da lui e guariva un tempo, non si  esaurita e continua a sgorgare dalla sua divina umanit. E Lei, la Madre, ci accompagna a quella fonte e ci ricorda che le parole di Ges sono ancora valide: Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorer. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo, infatti,  dolce e il mio carico leggero (Matteo 11, 28-30).
Bisogna andare da Ges per ricevere la forza di accogliere ogni giorno con mitezza e pace la volont di Dio, e per rendere pi leggero il peso della croce. E come Ges aveva inviato il cieco alla sorgente di Siloe, Maria a Banneux accompagna i malati alla sua sorgente.
La Madonna, non appare mai a caso. C' sempre un motivo anche per quanto riguarda la circostanza di tempo e di luogo. Spesso appare alla vigilia di grandi eventi per avvisarci, prima che le cose accadano, affinch mediante la conversione, le grandi sofferenze siano evitate o per lo meno mitigate. Viene da pensare alle nuove malattie che stanno attaccando l'umanit. E allora Lei si presenta come da sempre  stata invocata: Salute dei malati.
Notiamo, per, che la Madonna  precisa quando parla e non vuole illudere nessuno. A Fatima, per esempio, la Madonna dimostra di non essere troppo propensa a esaudire richieste di guarigioni di persone che desideravano soltanto la salute fisica e non quella spirituale. C', prima di tutto, da recuperare una salute dello spirito, senza la quale anche il recupero della salute del corpo pu divenire pericolosa.
Comunque, la Vergine Santa, come suo Figlio, mantiene sempre ci che promette. Non dice che la sua sorgente  per guarire gli ammalati, ma per sollevare, addolcire, lenire le loro sofferenze, per confortarli, per aiutarli a dare un senso positivo alla tragedia della loro vita. Certamente, a volte guarisce completamente con miracoli strepitosi; di questi si sono verificati anche a Banneux dopo le apparizioni.
Quando un miracolato and a riferire a Mariette che era stato guarito, lei con tanta semplicit, senza mostrare alcuna meraviglia, rispose: Ah, lo credo bene!. Come a dire: l'aveva promesso e quindi  normale che succeda. Tuttavia, questo non sempre  possibile e soprattutto, nei piani divini, non  sempre conveniente.
Ma alleviare la sofferenza, questo s, lo far sempre e per tutti, senza distinzione di razza o religione. Per tutte le Nazioni, ha detto, senza specificarne la religione, perch Lei  la madre di tutti. Lei lo ha promesso e lo far. Anche se spesso non sapremo come, o addirittura ci dar l'impressione di deluderci, lasciandoci nella profondit e nella solitudine del nostro dolore.
Ci ha fatto capire che c' un solo impedimento alla sua azione di sollievo ed  quello di cui si lamentava anche Ges: la mancanza di fiducia. Per questo, con un tono di tristezza, ha raccomandato: Credete in me, io creder in voi.
Lei, come Ges, non viene in questo mondo a togliere tutte le malattie, come non viene a togliere la povert, perch questo non  possibile. Infatti, la Redenzione, nella sua espressione di sacrificio, continua ancora misteriosamente nei poveri e nei sofferenti. In compenso Lei  venuta a porsi accanto a noi per addolcire con la sua compagnia, il suo amore e il suo sorriso la nostra povert e il nostro dolore, infondendoci la sicurezza che anche la sofferenza ha un grande valore.
Di fronte a questa spiegazione e promessa della Madonna, Mariette dimostra che il suo cuore si  ingentilito. Infatti, risponde a voce alta, con slancio: Grazie, grazie, a nome di tutti.  interessante notare che in tutte le otto apparizioni, Mariette di sua volont pronuncer soltanto due parole, ma sono una bellissima risposta al dono delle apparizioni. E queste due parole, che sono ripetute, sono: grazie e s. Nessun'altra.
Grazie per il dono a nome di tutte le Nazioni e di tutti gli ammalati e s alle richieste, ai desideri della Signora. Perch non  giusto ricevere soltanto, bisogna anche offrire, non rifiutarsi quando ci viene chiesto qualcosa.
Di fronte al grazie ripetuto della bambina, la Madonna risponde con un altro dono che  anche promessa: Pregher per te.
 la prima e l'unica volta, in tutte le apparizioni, che la Madonna d del tu a Mariette. Tutte le altre volte, prima e dopo, le dar sempre del voi.
Come mai?
Non solo  un gesto di maggiore familiarit, ma probabilmente indica che la Madonna pregher in modo speciale per lei. Sa che la piccola dovr affrontare incomprensioni e dovr soffrire molto in quel periodo in cui Lei non le apparir, bench Mariette continuer ad attenderla ogni sera, inginocchiata sulla neve. E poi la Madonna conosceva il futuro della veggente. In altre parole la Madonna voleva che Mariette si ricordasse sempre, per tutta la vita, di questa promessa e che sempre poteva contare su di Lei, sulla sua preghiera.
E Mariette non lo dimenticher. Ricorder perfino il modo con cui la Madonna le confid questa promessa. Infatti, dice che assunse un'espressione pi dolce.
A questo riguardo, scrive un sacerdote dopo un incontro con Mariette: Improvvisamente si mette a parlare della Madonna con molta fiducia, con una gioia profonda che contrastava con i momenti dolorosi precedenti. Questa bambina, sembra, nei suoi momenti di sofferenza, ritrovare in se stessa la dolce immagine delle sue visioni: "La Santa Vergine mi ha confidato, mi ha detto: Io pregher per te".
Con questa semplice espressione Maria Santissima ci conferma ci che gi sappiamo, ma spesso dimentichiamo: che il suo ufficio attuale di Madre  soprattutto quello di intercedere per noi. Ripete ci che la Chiesa ci fa dire nell'Ave Maria: prega per noi.  chiara qui l'affermazione del suo ruolo di Mediatrice, di Interceditrice.
Anche Ges aveva promesso di pregare per i suoi discepoli e in particolare per Pietro. Soprattutto perch la sua fede non venisse meno. Perch  la fede la cosa principale, che non deve mai essere perduta. Dopo di che, la Madonna termina la sua apparizione con il solito tocco di gentilezza: Arrivederci!, come a dire: Attendimi, torner ancora.
Mons. Kerkhofs ha un'altra pagina bellissima sul comportamento della Vergine con Mariette. Cos scrive: Nei riguardi di Mariette la Madonna  di una bont veramente squisita; gesti, parole, atteggiamenti, tutto in lei  soavemente e squisitamente materno. Le appare con molta dolcezza per non spaventarla, le sorride continuamente, la benedice anche, la chiama: "Bambina mia cara".
Usa con lei frasi semplici e disadorne per non confondere la sua intelligenza; non si congeda mai da lei senza dirle: "Buona sera, arrivederci".
Le otto serate diBanneux mi fanno pensare alle serate di Nazareth, quando la Madonna augurava la buona notte al suo piccolo Ges. Ella, senza dubbio, si chinava sopra di Lui, come sopra Mariette, lo deliziava del medesimo sorriso, lo cullava con le stesse parole affettuose. Questa tenerezza di un giorno, questi gesti di mamma, Ella li prodiga, dopo di allora, di secolo in secolo, a tutti i bambini che vengono ad allietare la terra.
 la volont di suo Figlio, che ci ha affidati a Lei, ma che le ha confidato, in modo tutto speciale, i pi piccoli. In essi Ella vede Ges meglio che in noi, avendo noi purtroppo imparato a compiacerci in noi medesimi.
Passiamo ora a qualche nota di commento riguardo alla quarta apparizione. Nella terza apparizione la Madonna aveva detto a Mariette: arrivederci, e quindi lei era sicura che sarebbe tornata anche se non aveva specificato quando. Quella notte era stata male e durante il giorno non aveva potuto mangiare regolarmente. Della prova a cui don Del Marmol voleva sottoporre sia la Signora della visione e sia la bambina, ne abbiamo gi parlato. Per fortuna Mariette, anche se non si sentiva bene quel giorno, era abbastanza forte di carattere e tranquilla per cui riusc a evitare la trappola, schivandola allo stile dei Beco.
Quella sera, alle 18,30 sta ancora dormendo profondamente e i genitori si guardano bene dallo svegliarla. Ma ecco che improvvisamente alle 18,45 si sveglia di colpo, controlla l'ora, si veste e si prepara a uscire per le sette in punto. Tutti cercano di sconsigliarla a causa del freddo, ma Mariette non ha voglia di discutere. Esasperata si mette a piangere, insiste e minaccia. E cos alla fine l'ha vinta. Suo padre non sopporta di vederla piangere, le vuole molto bene e cos, nonostante don Del Marmol avesse detto ai genitori di impedirle di uscire, la bambina  gi in giardino.
Dopo pochissime Ave Maria, dal gesto di aprire le braccia di Mariette e dalla sua esclamazione, gli astanti capiscono che la Madonna  apparsa. La bambina non si era dimenticata della raccomandazione di suo padre, e quindi domanda: Che cosa desiderate, mia bella Signora?.
La risposta non si fa attendere: Una piccola cappella.
Non sappiamo se la Madonna avesse gi in mente di esporre questa richiesta, gi fatta del resto in altre apparizioni. Lei infatti,  sempre restia a domandare, quasi abbia paura di chiedere troppo, di disturbare. E di solito, richieste del genere, le fa verso il termine delle apparizioni. Comunque, visto che la piccola le domanda di esprimere un suo desiderio, ecco che la Madonna sembra incoraggiata e risponde subito. Ma quasi titubante, perch le sue precise parole sono: Desidererei una piccola cappella.
Non dice voglio, oppure: mi si eriga. Ma mette la cosa sotto la forma di desiderio, in un modo cos delicato da far pensare che se pap Beco non avesse suggerito a Mariette la domanda, Lei, la Madonna, probabilmente non avrebbe avuto il coraggio di dirlo. E di questa delicatezza della Madonna bisogner sempre tenerne conto, anche nel nostro rapporto personale con Lei.
Dovremmo essere noi ad avere pi coraggio nel chiederle seriamente che cosa desidera da noi. Anche in questo particolare Banneux si avvicina a Lourdes. Infatti, a Lourdes la Madonna esprime questa richiesta per ben tre volte, perch sembra che i sacerdoti non la prendono sul serio. E la Madonna si umilia a ripetere questo suo desiderio, che in definitiva, non  per lei, ma per noi. Anche a Lourdes Lei domanda una cappella, non un grande edificio, e perch la domanda non sembri troppo gravosa, aggiunge una cappella anche piccolissima.
 gi piccola una cappella, se poi questa  piccolissima, che cosa ne rimane?
Ma la Madonna  cos, dice: toute petit; le basta una piccola casa come quella di Nazareth, dove poter incontrare i suoi figli, dove i suoi figli sanno di poterla trovare sempre, in attesa di ciascuno di essi. Non  venuta per accattonare, o per mettere i poveri in maggiori difficolt. E a Lourdes, i sacerdoti risponderanno alla veggente che quando essi sapranno U nome della Signora, allora le costruiranno una cappella che non sar tutta piccola ma tutta grande.
A Guadalupe la Madre di Dio mander l'indio Juan Diego, a chiedere al vescovo di Citt del Messico che gli faccia erigere una piccola casa. Anche all'indio non comanda, non impone ma gli dice: Desidero ardentemente che mi erigano qui la mia piccola casa sacra. Non usa il termine cappella che certamente l'indio non avrebbe capito, ma quello di piccola casa sacra.
Ne approfittiamo qui per domandarci: ma perch la Madonna domanda sempre una cappella quando appare?
Ci sembra di poter capire che per Lei la cappella ha il valore di un segno, di un ricordo vivo e permanente del suo affetto e della sua continua presenza in mezzo a noi. Le apparizioni infatti terminano, ma Lei non ci lascia.
La cappella diventa quindi il luogo d'appuntamento dell'incontro. Ma Lei che far in quella piccola cappella? Come spieg a Juan Diego a Guadalupe, nella sua casa fa conoscere e d alle genti Dio, attraverso il suo amore e il suo aiuto compassionevole. Nella sua casa Lei ascolta le tristezze e il pianto dei suoi figli e cura ogni genere di pene, di miserie e di dolori.
E perch si possa realizzare ci che il mio sguardo misericordioso desidera vivamente, dice la Madonna, recati al palazzo del vescovo di Citt del Messico e gli dirai che sono io che ti invio per rivelargli come io desideri ardentemente che qui mi provveda una casa.
Qualcuno quando ud la veggente di Banneux ripetere le parole della Madonna che desiderava una piccola cappella giudic la richiesta scontata, banale, ripetitiva e deludente. Evidentemente non aveva neppure immaginato che dietro una richiesta cos scontata, cos banale, cos ripetitiva, c'era tutto quello che abbiamo riportato sopra. Queste parole della Madonna all'indio sembrano il miglior commento al significato delle sue apparizioni a Banneux, dove Lei conduce al Signore e lo dona attraverso il simbolo della sorgente.
E anche a Banneux, la Madonna mostra le sue preferenze per gli ultimi. Con loro si trova a proprio agio, perch si sente una di loro. E poi gli ultimi non hanno molte pretese. Sanno accoglierla e credere alle sue parole senza richieste di prove, anzi si preoccupano di chiederle che cosa Lei desideri. Gli altri, i grandi, i ricchi, i saggi, sanno solo chiedere prove.
A Lourdes e a Banneux la Madonna si adorna di rose. A Guadalupe preferisce mandarle al vescovo di Citt del Messico: rose di Castiglia, fragranti e imperlate di rugiada, in pieno inverno.
Come prova, ecco servito un omaggio floreale da Colei che  la pi bella rosa nel giardino della Chiesa e del Paradiso. Lo stile di Maria  sempre improntato a delicatezza e gentilezza. E sa parlare anche attraverso il linguaggio dei fiori, per chi vuol capire.
Questa quarta apparizione termina in modo inaspettato. Ci sono due elementi speciali. Il primo  il gesto dell'imposizione delle mani da parte della Madonna, a cui fa seguito la benedizione con il segno della croce sulla bambina. Sappiamo come questi due gesti fossero comuni nella prassi e nella liturgia della Chiesa.
L'imposizione delle mani  soprattutto un gesto di impetrazione, di consacrazione, di protezione sulla persona a cui  diretta quella imposizione. Del resto la sera precedente, la Signora con una dolcezza accentuata, aveva promesso a Mariette che avrebbe pregato per lei. Il gesto dell'imposizione delle mani nella Storia sacra, riveste parecchi significati.
La mano  con la parola uno dei mezzi pi espressivi del linguaggio umano, e nella Sacra Scrittura essa simboleggia ordinariamente la potenza e lo Spirito di Dio. Imporre, quindi, le mani a una persona significa entrare in contatto con essa e comunicarle qualcosa di setesso. Quindi, la Madonna, che  figlia della cultura biblica, intese trasmettere qualche cosa di se stessa alla veggente di Banneux.
Sul piano soprannaturale, il gesto di imporre le mani diviene soprattutto un segno di consacrazione. Infatti, l'imposizione delle mani indica che lo Spirito di Dio separa dall'uso comune un essere che si  scelto, ne prende possesso, gli conferisce autorit e capacit di esercitare una funzione.
Probabilmente, la Madonna con questo gesto volle indicare la sua scelta nell'avere deciso di apparire a lei tra tanti e il compito che le affidava: far conoscere il suo desiderio a tutte le Nazioni, specialmente agli ammalati. Era come un gesto di incarico ufficiale. Ges nel Vangelo impone le mani ai bambini offrendo loro la benedizione, la protezione, la felicit di Dio. Ges impone le mani anche sugli ammalati e li guarisce. Egli trasmette a essi la sua vitalit e potenza divina. Che la Madonna abbia voluto far capire alla Chiesa che bisogna recuperare questo gesto, anche come impetrazione per la guarigione? Infatti, secondo la promessa di Ges Risorto, i discepoli imporranno le mani ai malati e questi saranno guariti (Marco 16, 18).
Questo gesto appare quindi come un segno visibile, portatore di una realt divina potente. Nella liturgia, anche oggi, esso rimane portatore in modo speciale dei doni dello Spirito Santo.
Poi la Madonna benedice la piccola tracciando su di lei il segno della croce. E un gesto che Mariette conosce bene perch pi volte l'ha visto compiere dal sacerdote. E il gesto della benedizione  sempre percepito, magari inconsciamente, come qualcosa che il sacerdote dona in nome di Dio.
Ma questo dono  dato con il segno della croce, che fa riferimento all'azione redentiva di Ges. Quindi, la benedizione con il segno della croce indica la comunicazione di Cristo stesso con i frutti di salvezza che ci ha ottenuto con la sua Passione, Morte e Risurrezione, affinch questo mistero diventi e continui a essere operante in noi.
Per quella sera  tutto. L'emozione  stata intensa e la Madonna sa che la bambina non pu reggere oltre, per cui non la accompagna alla sorgente. E Mariette, probabilmente ricordando la benedizione del sacerdote alla fine della Messa, interpreta questo gesto della bella Signora come un commiato definitivo e a questo dolore non resiste e sviene.
La visione termina cos, senza parole di saluto o di arrivederci. E per tre settimane, la Madonna non si far pi vedere.


8. IL MISTERO DELLE APPARIZIONI.

Commento alla quinta e sesta apparizione.  -  C' un intervallo di tre settimane tra la quarta e la quinta apparizione. Un intervallo esasperante perch non preannunciato n in qualche modo fatto supporre. Un intervallo pieno di sofferenze per la veggente, non solo per l'assenza della bella Signora, ma anche per ci che il parroco, intenzionato a far terminare queste cose, le aveva messo in testa che ormai tutto era finito e che quindi non uscisse pi la sera. Che tutto fosse finito era ben chiaro, diceva il sacerdote, dal fatto che nella quarta apparizione la Madonna l'aveva benedetta, cosa che mai aveva fatto nelle precedenti apparizioni.
Eppure Mariette, anche se da una parte ripeteva a se stessa che la Madonna non sarebbe pi venuta, dall'altra, immancabilmente ogni sera si portava al luogo dell'appuntamento con qualsiasi tempo, e l continuava la recita di pi rosari finch riuscivano a convincerla di rientrare in casa. Lo spettacolo spezzava il cuore: vedere una piccola delusa e piangente era molto triste. Ma la Madonna non si presentava all'appuntamento, n dava alcun segno di speranza. E allora non possiamo non chiederci, molto umilmente: Perch questo "non venire pi" senza avvertire prima o per lo meno senza aver dato la speranza con un piccolo "arrivederci"? Perch qui a Banneux la bella Signora non stabilisce prima quante volte sarebbe venuta e l'ora?.
In altre apparizioni  Lei che fissa il numero, l'orario e il luogo degli appuntamenti e chiede il favore di non mancare. Con Mariette, invece, perch non agisce cos?
A Banneux appare e scompare senza dire mai quando e se sarebbe ritornata. E non solo manca la continuit di queste apparizioni, caratteristica invece di altre, ma la Madonna qui non sempre  puntuale, Lei sempre cos ordinata e precisa.
Sembra proprio che a Banneux aleggi un senso di insicurezza, di incertezza: il tutto sospeso sul verr, non verr, oltre che alla brevit. Brevit che lascia la piccola cos male da farla piangere di nostalgia, anche perch i distacchi sono piuttosto bruschi, quasi improvvisi. E i bambini non sopportano, non possono sopportare gli addii se non sono preparati prima.
Ma perch, ritorniamo a domandarci, questo atteggiamento della Madonna che non le  consueto? E poi che senso aveva quel lungo intervallo?
Non sappiamo darci una risposta. Una cosa  certa: se la Madonna ha agito cos non lo ha fatto per capriccio o per far soffrire la sua piccola veggente, ma per motivi ben precisi e per un bene maggiore a noi sconosciuto. Ecco perch le apparizioni non possono essere fatte rientrare tutte in uno schema o due, come Lourdes o Fatima. E tanto meno si pu giudicare la loro autenticit o meno in base ad alcuni elementi standard elaborati in riferimento a quelle prese come campione.
Il motivo che fa da sottofondo alla manifestazione della Madonna a Banneux  la povert;  la mancanza di ci che non  strettamente necessario. Perch  nella povert estrema in cui si purifica e viene fatta brillare la vera fede. E a Banneux la fede, incrollabile, ostinata e perseverante appare plasticamente in quella bambina che per ben tre settimane, inginocchiata sulla neve, con qualsiasi tempo, continua a recitare rosari nell'attesa di una bella Signora che una sera si era dileguata senza dirle nulla, improvvisamente. Mariette continuava in quest'attesa, assurda ormai per tutti.
A volte la piccola, sola nel buio e nel freddo della sera, porta avanti la sua speranza, che i fatti sembrano spegnere ogni giorno di pi. Silenzio assoluto da parte del Cielo. Osiamo perfino domandarci: se Mariette si fosse stancata, se si fosse lasciata convincere che tutto era ormai finito e non fosse pi andata al luogo dell'appuntamento, sarebbe ritornata la Madonna?
 con tristezza e paura che ci viene da pensare: probabilmente non sarebbe pi tornata e il suo messaggio sarebbe rimasto sospeso a met e forse tutto sarebbe andato a finire nel nulla. Quindi,  per la fede di Mariette che la Madonna  ritornata a completare il suo messaggio e il suo impegno di invitare tutte le Nazioni a Cristo e di alleviare le sofferenze degli ammalati, perch Lei  la Madre del Salvatore, la Madre di Dio.
A Banneux  la fede soprattutto che viene messa alla prova pi che in altre circostanze, e la fede viene messa alla prova con l'assenza apparente di Dio, della Vergine, improvvisamente, senza alcun avviso.
Improvvisamente si viene lasciati al freddo e al buio, nonostante la preghiera, l'attesa costante e accorata, e le lacrime dell'umana delusione. S, quell'intervallo cos doloroso e sconcertante  per noi una grande lezione di fede. Del resto la Madonna lo dir espressamente, non per Mariette, ma per gli altri: Credete in me!.
Perch senza fede non regge alcun rapporto con Dio. E la Madonna sapeva che negli anni avvenire la fede nella Chiesa si sarebbe affievolita. Per cui, a Banneux,  l per dirci ancora che bisogna ritornare a credere. A credere sempre, a qualsiasi costo. Anche di fronte al silenzio di Dio e suo. Anche di fronte alla loro soprannaturale imprevedibilit, che dalla sera al mattino possono cambiare atteggiamento.
Questo intervallo di sofferenza che ha messo alla prova la fede di Mariette fino all'estremo e che dovette affrontare da sola, ha dimostrato che la vita dei veggenti non viene facilitata dal favore delle apparizioni. Anzi, se a loro viene concesso il privilegio della visione, viene per anche richiesta una prova di fede, di pazienza, di persecuzione, a volte molto pesante.
Spesso i veggenti devono ricalcare la vita dei profeti, dato che la missione che devono compiere si avvicina alla loro. Sono incaricati di trasmettere il messaggio che viene dal Cielo, e come i profeti devono andare incontro a dileggi, incredulit, opposizioni ed emarginazione.
Questo, per chi continua a ritenere facile il loro cammino spirituale verso il Cielo per il fatto di aver goduto di alcune visioni. In realt nessuno sconto: se si santificano, se si salvano, non  per quei privilegi, ma per lo sforzo quotidiano di fede e di croce che devono compiere come tutti gli altri. Non  certamente la visione di pochi minuti che mette al riparo dalle tentazioni, dagli impulsi delle passioni, dagli scoraggiamenti.
Ma passiamo adesso alla quinta apparizione, avvenuta proprio quando ormai pi nessuno se l'aspettava, eccetto Mariette che, imperterrita, attendeva ogni sera la venuta della sua bella Signora. La cronaca dei fatti dice che quella sera, 11 febbraio 1933, a recitare il rosario in giardino con Mariette non ci sarebbe stato nessuno se non fossero passate di l alcune forestiere che, per festeggiare l'anniversario delle apparizioni di Lourdes, si erano recate al Santuario del vicino Tancrmont.
Nel gioco della Divina Provvidenza esse fungono da testimoni affinch non si fosse pensato che Mariette, trovandosi da sola, avesse inventato il ritorno della bianca Signora. E per di pi, assieme a questo sparuto gruppetto di infermiere, c'era il loro cappellano, esperto di malattie nevrotiche e di disturbi pseudo-mistici.
Visto che dopo il primo rosario non succede nulla, Mariette insiste per un secondo. La sua costanza e la sua speranza  premiata. Alla fine del secondo rosario, eccola finalmente! Giunge dopo ventidue giorni di assenza. Se qualcuno si fosse aspettato, non dico una giustificazione, ci mancherebbe altro, ma una spiegazione da parte della Madonna per questo lungo intervallo immotivato, oppure una domanda, uno sfogo di Mariette, sarebbe rimasto deluso. Non avviene niente di tutto questo.
Banneux non  il luogo delle spiegazioni:  il luogo delle intuizioni che provengono dal silenzio, dalla semplicit e dalla preghiera. La via spirituale, se cos possiamo chiamarla, che suggerisce Banneux  una via semplice, ed  tanto semplice che raggiunge la profondit con meno parole possibili. Ce come una sottile paura che le parole possano distrarre e confondere. Qui, come non mai, la Madonna si presenta come  descritta nel Vangelo: pochissime parole e permette solo domande essenziali.
Come al solito, la bella Signora accompagna Mariette alla sorgente. E il segno della sorgente diventa ancora pi trasparente. La bambina immerge la mano nella sorgente tenendo il rosario e con la croce del rosario si fa un ampio segno della croce.
Se la sorgente  il segno di Ges dal quale promana il suo Spirito, l'immersione della mano e il segno della croce su di s, significa che da Cristo si attinge la grazia della salvezza e il dono dello Spirito per applicarli a se stessi, perch tutto il nostro essere sia rivestito e santificato.
Non sappiamo esattamente se Mariette si tracci quel segno di croce perch mossa dall'esempio della Madonna, come qualcuno sostiene, oppure come gesto conclusivo del rosario che stava recitando nel giardino e che l'arrivo della Madonna aveva interrotto. Questo rosario la veggente lo aveva continuato appena giunta alla sorgente e l lo aveva concluso. Comunque, impressiona e fa quasi propendere per la prima interpretazione, il fatto che quel segno di croce non  fatto nel modo usuale, ma ampio e solenne.
Che l'abbia visto fare cos dalla Signora, anche se dopo non se ne ricorda pi? E magari la Madonna vuole richiamarci a dare al segno di croce la seriet e la solennit che merita, evitando quella fretta che d l'impressione divergognarci o di compierlo per abitudine.
Certamente un bel segno di croce ci predisporrebbe molto di pi alla preghiera, che  sempre una cosa molto seria e molto solenne. Infatti, si tratta del nostro ascolto edel nostro dialogo con Dio.
E poi ci vediamo anche un richiamo anticipato per i tempi di oggi, in cui si  perso il senso del segnarci con l'acqua santa quando si entra in chiesa.
E la genuflessione al Santissimo? Eppure la Madonna ne fa fare tre a Mariette per giungere alla sorgente.
L, quando Mariette ha terminato la recita del suo rosario, la Madonna le parla. Come al solito brevissimamente, anche se noi avremmo ritenuto pi logico che si fosse intrattenuta con la piccola pi a lungo per colmare il silenzio dell'intervallo. Ma la Madonna non ha bisogno di recuperare. Anzi, invece di confidarle qualcosa di nuovo, le ripete una frase gi detta nella terza apparizione: Io vengo ad addolcire la sofferenza.
Nella terza apparizione, infatti, aveva detto: Io sono la Vergine dei poveri. Questa sorgente  per tutte le Nazioni, per sollevare gli ammalati.
Come mai la Madonna ritorna sul concetto? Non poteva dire qualche cosa di nuovo? Chi viene dal Cielo avrebbe infinite cose nuove da dirci...
Pensiamo che ci siano due buoni motivi che spiegano la differenza della formulazione. Nella terza apparizione ci sembra che la Madonna abbia voluto porre maggiormente l'accento sulla sorgente che diventa causa di sollievo agli ammalati per merito della sua intercessione. Inoltre, la sfumatura  nella persona degli ammalati.  pi personale. Sono gli ammalati come persone che vengono alleviati, consolati, rigenerati interiormente. Invece, in questa quinta apparizione, sembra che la Madonna voglia richiamare l'attenzione sulla sua persona, sulla sua azione personale di addolcire le sofferenze. Una azione, vorremmo dire, pi diretta, una facolt che Dio stesso le ha dato perch eserciti le sue funzioni di madre nel consolare e togliere, almeno in parte, le sofferenze; oppure renderle un po' pi sopportabili.
E poi non dice qui i sofferenti, ma le sofferenze. Perch?
Ci sembra di interpretare cos questa differenza: nella terza apparizione la Madonna sembra riferirsi pi direttamente alle malattie fisiche, mentre in questa sembra estendere il concetto a ogni genere di sofferenze, quelle morali comprese, che sono forse le pi numerose e laceranti. Sofferenze provocate da divisioni familiari, dall'assenza di Dio a causa del peccato. Sofferenze originate da dubbi, da angosce e disperazioni varie, che non sfuggono certamente all'attenzione e alla cura della Madre del Cielo.
E lei dice: vengo. Non dice: sono venuta. Perch lei viene sempre. La sua venuta  sempre un gesto presente. Circostanza curiosa: quel giorno 11 febbraio ricorre il 75 Anniversario delle apparizioni di Maria Santissima a Lourdes. Mariette non lo sapeva: la Madonna e gli altri s.
Prima di passare al commento della sesta apparizione, ricordiamo qui ci che abbiamo messo in rilievo nella esposizione dei fatti. E cio, che la Madonna fu condizionata nel suo apparire o meno dall'atteggiamento del parroco che volle mettere alla prova il grado di suggestionabilit di Mariette. Con questa trovata pose la Madonna nelle condizioni di non potere apparire il giorno stesso della Prima Comunione della piccola. E per tre giorni non apparir pi. Mariette ne rimarr molto delusa. Forse si aspettava che la Madonna venisse a complimentarsi con lei in quel giorno del suo primo incontro sacramentale con il suo Ges, che diventava da quel momento in avanti di tutte e due, in un modo particolarissimo.
Del resto, quasi sicuramente, non aveva potuto avere vicino la mamma quella mattina. E quindi visse la giornata nell'attesa che sarebbe venuta almeno la mamma del Cielo. Tra l'altro, lo aveva detto perfino il parroco. Ma la Madonna non si fece vedere: era la sua risposta a don Jamin.
Quella sera, Mariette recita tre rosari mentre continua a guardare fissamente verso il varco degli abeti, attraverso il quale arriva di solito la Signora. Ma Lei non viene. Mariette rientra in casa tra i singhiozzi, domandandosi: Perch la Madonna non  venuta? Eppure aveva detto: "Arrivederci!".
Sar stata addolorata anche la Madonna per aver dovuto darle quella delusione, ma non era colpa sua e per di pi non poteva apparirle per dirglielo. Quante volte si addossano colpe a Dio e alla Vergine Santa, quando la vera colpa  degli uomini.
Probabilmente, noi ci diamo troppo da fare per appurare se le apparizioni sono autentiche o no e mettiamo in atto tutta una serie di prove e controprove, trabocchetti e sorprese di ogni genere con un arrovellamento di cervello che dovrebbe essere invece occupato in migliori cause. Conoscendo ormai un po' lo stile della Madonna, non pensiamo che quando Lei appare venga a complicare la nostra vita e a darci (specialmente a noi ecclesiastici) delle preoccupazioni in pi, dato che ne abbiamo gi abbastanza. Lei  cos delicata e riservata, che si guarderebbe bene dal farlo.
Siamo noi che ci prendiamo tante preoccupazioni inutili.  a Lei che bisogna lasciare fare. Lei sa benissimo cosa fare e come fare quando appare veramente, senza che noi ci affanniamo, con il rischio di complicare e confondere le cose. Discernimento s, ma non eccessiva intromissione.  mai possibile che la Madonna ogni volta che decide di venire a visitarci visibilmente debba sempre chiedere il nostro parere e soprattutto la nostra approvazione?
Passiamo ora alla sesta apparizione.
Questa volta c' una grossa novit. Per tre giorni la Madonna non era apparsa e aveva dovuto far soffrire la sua bambina cara. Fino ad ora la bella Signora non aveva espresso i suoi sentimenti e le sue valutazioni riguardo all'atteggiamento assunto dall'ambiente nei suoi riguardi e nei riguardi della veggente. Ma questa sera parler molto chiaramente e diremmo perfino seccamente, senza alcuna sfumatura o attenuazione, allo stile La Fange.
Infatti, quel mercoled 15 febbraio, Mariette rivolge, contro-voglia, una domanda alla Signora suggeritale dal parroco don Jamin. Quando appare, subito la bambina le domanda: Santa Vergine, il signor parroco mi ha detto di domandarvi un segno.
C'era da immaginarselo. Era da tempo che ci aspettavamo questa richiesta, divenuta ormai di rito in queste circostanze. Una apparizione che si rispetti deve avere questa richiesta, altrimenti non vale nulla... C' un pesante momento di silenzio: tre minuti circa. Troppo.
E la risposta  scioccante, che nessuno, tanto meno don Jamin, si aspettava: Credete in me, io creder in voi.
 inutile cercare altre interpretazioni:  un rimprovero.
Tra l'altro, a partire da questa apparizione, i testimoni non udranno pi Mariette ripetere le parole della Madonna. Cos dovranno affidarsi completamente a ci che Mariette racconter dopo, senza alcuna possibilit di riscontro. La lezione  servita. Pi si chiedono prove, meno ce ne vengono date. Anzi, vengono tolti anche quei piccoli segni concessi fino a quel momento.
Alla domanda segue il silenzio. Sembra che la Madonna sia disgustata per questa richiesta. In seguito, interrogata su questo severo invito pi e pi volte, Mariette rimarcava ostinatamente che questo non era rivolto a lei. Sappiamo bene, infatti, a chi era diretto per primo. Lo stesso don Jamin, alla fine della sua vita, amava ricordare che quell'invito lo toccava personalmente e, attraverso lui, anche qualcuno dei suoi confratelli.
Del resto, anche Ges si secc quando gli fu chiesto un segno: Se non vedete segni e prodigi, voi non credete (Giovanni 4, 48). Alcuni scribi e farisei lo interrogarono: "Maestro, vorremmo che tu ci facessi vedere un segno". Ed Egli rispose: "Una generazione perversa e adultera pretende un segno? Ma nessun segno le sar dato, se non il segno di Giona profeta" (Matteo 12, 38-39).
In realt, se ci pensiamo bene, il primo a domandargli un segno fu proprio satana, al termine del digiuno nel deserto: Se sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane (Matteo 4, 3).
Perfino sul Calvario, tra gli insulti e gli scherni continuer la stessa richiesta provocatoria: Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla Croce (Matteo 27, 40).
Ma i segni che Ges d non sono quelli richiesti, bens quelli che Lui vuole dare.


9. PREGATE MOLTO.

Commento alla settima apparizione.  -  Completiamo il commento alle bellissime e forti parole della Madonna: Credete in me, io creder in voi. Maria Santissima ama la semplicit della fede. Le era stato chiesto un segno, prima a Lourdes, poi a Fatima, ora a Banneux. A Fatima diede il segno che lei volle e quando volle, a Lourdes e a Banneux lo rifiuta, non prende neppure in considerazione la richiesta. Alla fine dei conti che voleva ancora il parroco? Non era soddisfatto del segno datogli e che lui aveva chiesto, della conversione del pap di Mariette e di Mariette stessa? E proprio vero che i segni, le prove non bastano mai per credere. Se ne vuole sempre di maggiori.
Una richiesta del genere potrebbe essere mortificante per la Madonna. Qual , infatti, quel figlio che osa chiedere la carta d'identit a sua madre? Tra madre e figlio dovrebbe esserci una tale identit di sentimenti, tale reciprocit di affetti da riconoscersi immediatamente, da intendersi e comprendersi, anche solo trovandosi l'uno di fronte all'altra.
E qualora ci non avvenisse, vorrebbe dire che i rapporti sono cambiati. Riportiamo ci che scrisse Mons. Kerkhofs:
Il credente, secondo il cuore di Maria, non ha bisogno di tanti motivi di credibilit e prove e segni del suo intervento; egli sa che, Regina e Madre, ella  vivente e operante in mezzo a noi, sempre pronta a esercitare in nostro favore tutti i suoi poteri, non escluso quello di agire nel nostro mondo fisico e di manifestarsi sensibilmente. Egli  in grado di riconoscere la Santissima Vergine a quel modo che si riconosce un membro della propria famiglia, come si riconosce la propria madre. E se egli domanda e ottiene grazie o miracoli ci sar unicamente a titolo di favore, e non di prova. Infatti, la fede precede il miracolo, non  il miracolo che precede la fede. L'esigenza del miracolo, in quanto prova, dimostra che la fede  manchevole. La Madonna lo fa intendere chiaramente.
L'espressione: Credete in me. Io creder in voi, contiene due atteggiamenti che corrispondono a due persone diverse. La prima si riferisce a noi.  la condotta, il modo di pensare e di agire nei suoi riguardi. Pu un figlio negare la fiducia a sua madre? Pu mai pensare che lei non voglia il suo bene, sempre e solo il suo bene?
Solo quando Maria Santissima trova questa certezza, questa sicurezza e fiducia illimitata in Lei, allora pu dare libero corso alla sua sollecitudine e al suo materno amore per noi. E deve essere una fiducia cos incrollabile da ritenere come scontate e facenti parte del gioco anche le apparenti delusioni che si insinueranno in questo rapporto con Lei. Infatti, sa benissimo quali sono le vere e le apparenti delusioni. Per noi  il tempo a farne risaltare la differenza, mentre per Lei, che tutto vede in Dio, tutto  sempre presente.
Io creder in voi,  l'atteggiamento che si riferisce a Lei. Quando trova questa fiducia in noi, allora si sente accettata e libera di operare in noi le sue meraviglie di bont e di grazia e di ottenerci tutto ci che desidera per noi. Lei conosce meglio ci che  bene per noi.
Si realizza cos una specie di fusione, di identit di vedute e di sentimenti tra Lei e noi, e senza che ce ne accorgiamo, cominciamo a vivere in sintonia con la volont di Dio, perch Lei  la prima a compiere questa volont.
In altre parole, la Madonna richiede che avvenga tra Lei, la madre e i suoi figli, una stupenda reciprocit, dove ogni sospetto, ogni diffidenza e ogni sfiducia devono scomparire per lasciare posto a quella reciproca stima, sicurezza l'uno dell'altra mediante un abbandono totale. Lei non domanda niente di pi di ci che richiedeva Ges prima di compiere un miracolo: Credi tu? Se credi, tutto  possibile... La tua fede ti ha salvato.
Dobbiamo riconoscere e apprezzare l'umilt di don Jamin che, dapprima ha difficolt a recepire questa espressione della Madonna, poi comprende. E la sesta apparizione segna l'inizio della sua conversione a credere nelle apparizioni.
Scriver nelle sue note intime: I miei dubbi sulle Sacre Scritture, i dogmi e le mie prevenzioni riguardo a Lourdes, caddero. Entrai in una vita nuova, una vita di semplicit, di luce, di abbandono.
Effettivamente, chi crede a Maria, entra in una vita di semplicit e di luce. Lo scetticismo  la nevrastenia dello spirito, e il castigo dello scettico  la sterilit, gli ripeteva un suo compagno, mentre la fede libera delle risorse latenti, insospettabili in noi.
E cos, nonostante la sua gracile salute, il parroco passa da un giorno all'altro, da una vita ritirata a una attivit dirompente. Avendo donato la sua fiducia alla Vergine Santa, ricevette in cambio la cura della piccola semente gettata su La Fange. Per forza di cose, viene a trovarsi al centro di pellegrinaggi che aumentano a vista d'occhio, e il suo vescovo lo incoraggia a proseguire. Questo uccellino da nulla cominci a volare come un'aquila, fu detto di lui.
Dopo aver dato a Mariette la risposta per il parroco e per tutti, la Madonna aggiunse: Pregate molto.
Forse voleva dire che per credere, e credere sul serio, bisogna pregare molto per ottenere questo grande dono da Dio. L'invito pressante alla preghiera continua e intensa, ha sempre costituito il ritornello preferito della Madonna.
E pi lo spirito di preghiera illanguidisce, pi Lei cerca di ravvivarlo, a costo di annoiare.
Passano quattro sere dall'ultima volta che la Madonna fece visita a Mariette. La veggente  uscita ogni sera in giardino a pregare, nell'attesa fiduciosa di rivedere la bella Signora. Finalmente, la quinta sera, luned 20 febbraio, eccola puntuale all'appuntamento con la sua piccola veggente. I testimoni sono pochissimi: otto in tutto. E qualcuno non crede neanche nelle apparizioni; ma, alla vista della preghiera di Mariette e da ci che succede, ci creder.
E poi c' il fatto di sentirsi spinti a inginocchiarsi senza volerlo e senza neppure averlo pensato. Notiamo che il gesto dell'inginocchiarsi  un motivo costante nello scenario delle apparizioni. La Madonna non lo dice espressamente, ma lo fa sentire nei veggenti e negli astanti. E il gesto dell'umilt e dell'adorazione;  il primo gesto da compiere per cominciare a credere. Davanti a Dio e davanti alla Vergine Santa, prima ci si inginocchia e poi si pu interrogare.
Prima si manifesta a Dio la convinzione della propria limitatezza e la condizione del proprio limite di creatura di fronte al Creatore, poi si pu discutere, se sar ancora il caso. Prima si comincia ad accogliere l'amore di Dio e della nostra Madre Santissima e poi ci si pu chiedere, se ne varr ancora la pena, se Dio esiste oppure no.
Ma nella Chiesa sta scomparendo sempre di pi questo atteggiamento. Alcuni liturgisti dicono che il vero atteggiamento di fronte a Dio  lo stare in piedi, perch  sconveniente che un figlio si inginocchi di fronte a suo padre. Per, questo Padre  anche Dio, e la Madonna non lo ha mai dimenticato e ci insegna a inginocchiarci. Perch anche questo gesto  gi di per s una preghiera, anche se non fosse seguito da parole.
Poi Mariette segue l'invito della Madonna che la porta ancora alla sorgente. E ci sono anche le solite cadute in ginocchio durante il tragitto. Durante queste fermate, la veggente prega. Prega ancora al bordo della sorgente, poi tace e con il viso tra le mani, comincia a piangere.
Nessuno ha udito nulla. Solo il silenzio.
Abbiamo gi detto che da quando le  stato chiesto un segno, la Madonna non far pi udire ci che lei dir alla veggente. Domandano a Mariette che cosa le ha detto la Madonna. E la risposta  brevissima, ma commovente.
La Madonna, per la prima volta le ha detto: Bambina mia cara. Pregate molto. Arrivederci. Forse mai la Madonna le ha fatto sentire il suo affetto materno come in questa apparizione, e forse mai come in questa apparizione Mariette si  sentita cos figlia, cos amata dalla Madonna. Forse mai l'ha sentita cos madre sua come in quella occasione.
Probabilmente, neppure dalla sua mamma terrena aveva udito quell'espressione nei suoi riguardi. E allora, si capisce benissimo perch nasconda il viso tra le mani e cominci a piangere di commozione. La spiegazione che dar a chi le domanda il perch di quel pianto : Perch la Santa Vergine se ne va troppo presto. La piccola ha ragione. Voleva godersi la sua mamma un po' di pi, qualche minuto di pi, ma Lei scompare quasi subito e Mariette si sente come sola.
Ma la Madonna non pu rimanere di pi, non pu fare di pi. Mariette  ancora qui sulla terra e, come tutte le creature, deve accontentarsi di sapere che le  madre, che lei  la sua bambina cara: deve vivere in questa certezza. Quando sar in cielo, allora non pianger pi, perch non se ne andr, rimarr sempre con lei.
La raccomandazione della Madonna non cadde nel vuoto. Suo padre, andando a dare un'occhiata verso le 22,30 a tutti i suoi cacciatori delle Ardenne prima di coricarsi, trov Mariette in ginocchio, vicino al suo pagliericcio, addormentata, appoggiata a una sedia, con il rosario in mano. Povera piccola, non aveva pi retto alla stanchezza ma il suo cuore vegliava nella preghiera. La Madonna si comporta secondo lo stile Beco: bastano poche parole, dato che queste vengono prese sempre sul serio.
Pregate molto! Ci che sta maggiormente a cuore alla Madonna, e lo raccomanda con insistenza,  la preghiera. Lo dice espressamente per tre volte, ma gi fin dalla prima apparizione aveva fatto capire questo suo desiderio con il linguaggio del suo comportamento. Infatti, appare con le mani giunte, tipico atteggiamento di preghiera, portando il rosario sul braccio, e a tratti muove le labbra come se stesse pregando, noter Mariette.
E durante il tragitto la Madonna si ferma tre volte, come per invitare la piccola a inginocchiarsi e pregare.
Bisogna saper fermarsi durante la giornata e trovare un momento per pregare. Mariette comprende bene la lezione a tal punto che fin dalla prima apparizione tira fuori il suo pezzo di corona e comincia a recitare le Ave Maria. E con la recita del rosario si prepara ogni volta all'appuntamento con la Signora che dopo la preparazione silenziosa, le raccomanda esplicitamente: Bambina mia cara, pregate molto.
Vi si sente la preoccupazione della mamma che conosce i pericoli e le battaglie che sovrastano il capo dei suoi figli, e quindi li mette in guardia, li premunisce, mettendo loro nelle mani un'arma indispensabile, quanto efficace e infallibile: la preghiera. Mentre a Lourdes e a Fatima la Madonna raccomanda la preghiera per i peccatori, a Banneux invita semplicemente alla preghiera in tutta la sua estensione, senza precisazione alcuna. E Banneux  stata fedele a questa raccomandazione. Dopo 70 anni la recita del rosario non  mai stata interrotta una sola sera a La Fange.
Ma siamo alla penultima apparizione, e Mariette nota un cambiamento nella Madonna. Verso la fine, dopo averle parlato, ha smesso di sorridere, confida Mariette.  come l'anticipo dell'addio definitivo. Mariette non disse mai il perch la Madonna smise di sorridere, probabilmente non lo sapeva neppure lei. Tentiamo una interpretazione: la Madonna non sorrideva pi, forse perch sapeva che stava per concludersi il ciclo delle apparizioni, e conosceva gi quanto sarebbe stato doloroso per la sua cara bambina il non vederla pi.

Commento all'ottava e ultima apparizione.  -  Una apparizione tanto attesa da Mariette, perch tra la settima e l'ottava c' un intervallo di dieci giorni. E la veggente vive questa attesa comunicandosi ogni giorno. Ogni sera, in giardino, recita tre rosari in ginocchio, in attesa della Signora. Questo diradare delle visite della Madonna scoraggia ormai tutti, a tal punto che all'ultima apparizione, assistono solo cinque persone: tre sorelle forestiere, la mamma e un fratellino di Mariette. La Madonna questa volta tarda a venire, per manda un segno: al termine dei due rosari, la pioggia che era caduta ininterrottamente dalle tre del pomeriggio, cessa improvvisamente e appaiono le stelle.
Mariette, appena vede la Signora, non riesce pi a contenersi e non si limita pi come le altre volte a tendere le braccia. Questa volta scatta in piedi (era inginocchiata nel fango) e con le braccia in avanti le si fa incontro.
L'aveva attesa per dieci giorni, e ogni sera il desiderio di rivederla con la delusione che ne seguiva, era molto penoso. E poi, l'ultima volta l'aveva chiamata bambina mia cara. Quale bambina non si fa incontro a sua madre che non vede per dieci giorni?
Ma poi ricade in ginocchio. Lo splendore, la bellezza e forse la tristezza notata sul viso della bella Signora la bloccano e riprende la sua posizione abituale. Vorrebbe parlare con la Madonna, ma Mariette non ha parole sue, forse perch sono tante le cose che vorrebbe dirle che non sa trovare le parole adatte. E poi ha paura che la lasci subito senza darle il tempo di confidarle tutto ci che vuole e allora si affida alle Ave Maria che recita in successione rapida.
Poi c' un lungo silenzio. Un silenzio di alcuni minuti. E ancora, per quest'ultima volta, gli astanti odono ci che Mariette risponde alla Madonna. Due sole parole, o forse tre. Sono tutte uguali: Si, s. Di seguito si china davanti e cade a peso morto nel fango, mentre convulsamente continua a recitare Av Maria tra i singhiozzi. E l'addio definitivo: Mariette non ha retto e sviene. Quando rinviene, le prime parole che riesce a pronunciare sono: La Madonna mi ha detto "addio". Non la vedr pi.
Naturalmente per lei, in quel momento, passa in secondo ordine, nella immediatezza dei sentimenti, la definizione che la Madonna d di se stessa: Io sono la Madre del Salvatore, Madre di Dio. Fino ad allora si era limitata a far capire alla piccola e a tutti, ci che lei era attraverso alcuni gesti. Era partita, cio, dalle conseguenze per arrivare a rivelare anche con le parole chi fosse lei veramente. Alla domanda postale precedentemente chi lei fosse, aveva risposto con un titolo, con una sua caratteristica prediletta, la Vergine dei poveri. Ma questo titolo non esauriva la vera e completa definizione di se stessa, la sua autentica identit.
Lei era la Vergine dei poveri perch era la Madre di Cristo, Madre di Dio. A Lourdes si era presentata solennemente come l'Immacolata Concezione. I sacerdoti, prima di erigerle una cappella volevano sapere il suo nome che Lei sembrava non voler manifestare. Quando nell'ultima apparizione lo rivel, dest scalpore, non solo perch riconfermava la promulgazione dogmatica di quattro anni prima da parte di Pio IX, ma per la formulazione stessa: Immacolata Concezione, perch questo era il suo nome; come suo nome era piena di grazia.
Come a dire che l'essere Immacolata faceva parte talmente della sua essenza e della sua persona, da formare una caratteristica unica, inequivocabile. Volevano il suo nome, il nome che la contraddistinguesse da ogni altra persona: eccolo.
Ma non  tutto. Dicevamo che Lourdes trovava il suo proseguimento a Banneux. Qui la Madonna completa l'insegnamento su Se stessa. Perch era Immacolata? Era Immacolata perch doveva divenire la Madre del Salvatore, la Madre di Dio. E la Madre di Dio non poteva mai essere stata toccata dal peccato.  la stessa santit di Dio a esigerlo.
All'ultima apparizione la Madonna declina alla veggente le sue generalit complete. Non tanto per la piccola che non le aveva richieste e non ne sentiva il bisogno, ma per venire incontro ancora una volta a don Jamin, tanto buono, ma anche tanto travagliato dallo scetticismo e positivismo che imperava in quei tempi, anche tra i teologi.
Infatti, senza che Mariette lo sapesse, anche lui alle [ore] 19 stava pregando fervorosamente, esprimendo nel suo cuore il desiderio che la Signora, che Mariette asseriva di vedere, si presentasse finalmente non pi con un titolo tra i tanti, ma con quello suo fondamentale: Madre di Dio. E cos fu accontentato. Lo confessa lui stesso: Io rimanevo perplesso, ma nel mio intimo promettevo alla Vergine di dedicarmi interamente al compimento dei suoi disegni qualora fossi certo che era proprio Lei. E don Jamin mantenne la sua promessa.
Questa definizione costituisce come la firma di autenticazione posta al termine della serie di quelle comunicazioni straordinarie; ma, siccome quelle erano state fatte in cos grande povert e umilt, qualcuno le aveva disprezzate. Ecco perch, ora, la bella Signora si erge in tutta la sua vera maest, e con espressione grave, perfino nel viso, pronuncia la dignit che la eleva al di sopra di tutte le creature.
 questo il titolo pi glorioso con cui lo Spirito Santo volle chiamarla e da allora le rimarr per sempre, per tutta l'eternit. Ma perch prima dice: Io sono la Madre del Salvatore, a cui fa subito seguito senza alcun segno di separazione, Madre di Dio? Perch non dice prima Madre di Dio e poi Madre del Salvatore?
Avrebbe potuto farlo benissimo, come lo aveva fatto a Guadalupe, e come pochi mesi prima lo aveva detto a Beauraing. Infatti, qui aveva detto testualmente: Io sono la Madre di Dio, la Regina dei Cieli. Pregate sempre. Addio. Ma il contesto era diverso.
A Banneux, dicendo prima Io sono la Madre del Salvatore, ha voluto mettere in risalto non solo la sua opera nel dare alla luce come madre il Figlio di Dio e quindi Dio, ma anche e in prima istanza, la sua collaborazione all'opera del Salvatore. Come a dire che lo scopo della sua vita, di tutta la sua esistenza non si esauriva nel fatto di aver generato e dato alla luce il Figlio di Dio, ma continuava nel collaborare alla missione di questo Figlio di Dio, venuto per salvare. Sempre. Ora, questa missione di Corredentrice continua a svolgerla ancora, sempre, fino alla fine del mondo.
Lei, infatti, era venuta alla ricerca personale dei poveri, aveva quasi bussato alla loro porta, per portarli alla sorgente di grazia, di ogni ricchezza; Lei era venuta a chiamare, a mettersi a disposizione di tutte le Nazioni. Ges aveva mandato a predicare il Vangelo a tutte le Nazioni. Lei era venuta per addolcire la sofferenza degli ammalati di ogni tipo. E queste sono le opere che suo Figlio ha compiuto e ora continua a compiere attraverso di Lei e con Lei, fino al punto da rendere visibile a tutti questa sua collaborazione chiamandola accanto a S sulla croce.
Ecco che il messaggio della visita di Maria a Banneux, ritenuta a torto un'apparizioncella da nulla, diventa lo specchio di tutta la Mariologia, per immagini prima e con le parole poi.
E cos, ancora una volta, la Vergine Santa ha voluto confermare l'antica definizione data di Lei al Concilio di Efeso: Theotokos, cio Madre di Dio, e come tale fu sempre invocata. E la seconda parte dell'Ave Maria racchiude questa espressione come il suo diamante pi splendente. Ripetendola con le sue stesse labbra, la Madonna ci ha fatto capire che non solo gradisce essere chiamata cos, ma diventa anche una assicurazione del suo impegno nei nostri riguardi: come  stata madre al Figlio di Dio e sempre gli  stata accanto, cos lo  e lo sar anche per ciascuno di noi.


10. L'EVENTO DI BANNEUX.

L'espressione Madre del Salvatore, designa subito la Vergine Maria, perch Ges ha salvato il mondo rivestito della nostra natura umana; e questa natura Ges l'ha avuta da Maria.  anche per questo che la bella Signora comincia col dire: Io sono la Madre del Salvatore.
Tuttavia, non si genera una natura; nessuno  padre o madre di una natura, ma di una persona. Maria , quindi. Madre di Dio perch il Figlio nato da Lei secondo la natura umana  una persona divina.  per questo che Maria qualifica se stessa come Madre di Dio.
Interessante ricordare che la Chiesa aveva celebrato solennemente appena due anni prima il 15 Centenario del Concilio di Efeso, dove appunto Maria era stata proclamata: Madre di Dio.

In quell'anno, 1933, si celebrava l'Anno Santo della Redenzione, e la diocesi di Liegi celebrava il Centenario dell'introduzione della pratica del mese di maggio dedicato alla Santa Vergine. In quella occasione, la diocesi veniva ufficialmente consacrata al Cuore Immacolato di Maria. Poteva mancare la Madonna con la sua presenza a questi festeggiamenti a lei cos cari? Purtroppo, in quel 1933, accadono anche tristi avvenimenti.
l'anno di ascesa al potere di Adolf Hider con l'inizio di tutto quel processo che porter a coinvolgere il mondo nella tragedia della Seconda guerra mondiale. Per questo, forse, la Madonna continuava a dire: Pregate molto, dato che lei avvisa sempre prima che accadano questi avvenimenti.
A Banneux, la Madonna appare dalla met alla fine di gennaio come prima parte; e proprio il 30 di quel mese Hitler viene nominato Cancelliere della Germania. La Madonna appare poi per l'ultima volta il 2 marzo, e proprio il cinque dello stesso mese, il dittatore tedesco ottiene i poteri assoluti. Forse anche per questo, in quell'ultima apparizione, la Madonna non ha pi sorriso; anzi, appariva triste.
Ma c' anche un fatto che sarebbe in relazione al luogo delle apparizioni, e che forse le motiverebbe. Durante la Seconda guerra mondiale, quando ci fu la caccia all'ebreo, parecchi bambini ebrei furono nascosti e accolti a Banneux, nel castello adibito all'accoglienza degli ammalati e degli orfani. Che lei, la Vergine dei poveri, ebrea di origine, preparasse un asilo per i suoi piccoli correligionari?
La protezione della Madonna, che si era gi dimostrata evidente durante la Prima guerra mondiale, non lo fu da meno durante la Seconda, dato che quelle zone furono teatro di atroci scontri fra le truppe tedesche in ritirata e l'avanzare di quelle alleate. La furia tedesca si scaten con un potente colpo di coda in queste terre, specialmente con le bombe volanti.
Leggiamo nella storia che, nel dicembre 1944, la controffensiva tedesca era penetrata a sud della linea Liegi-Namur. Inspiegabilmente si arrest a qualche chilometro da Beauraing (altro luogo dove era apparsa la Madonna) e sul suo fianco Nord a dieci chilometri da Banneux, cio a Spa, localit che nel centro del suo abitato aveva eretto una statua alla Madonna dei poveri.
Anche la citt di Liegi non fu pi colpita da bombardamenti tedeschi dal giorno in cui il vescovo della diocesi si era recato a Banneux a implorare dalla Madonna questa grazia.
In precedenza, 2.141 bombe volanti V1 e V2 avevano distrutto pi della met dell'abitato e provocato la morte di oltre 3.000 persone. Banneux stessa, che veniva sorvolata in continuazione da queste bombe, speriment uno speciale intervento di protezione. Una bomba volante, un giorno, fu vista mentre stava per colpire in pieno l'Ospizio dei bambini che ne ospitava una cinquantina. E invece, tra lo stupore di chi assisteva al fatto, la bomba fece un quarto di giro e and a scoppiare sulla strada che costeggia l'edificio. L'impatto fu tremendo: i vetri saltarono tutti, e volarono schegge ovunque; ma alla fine, si dovette constatare che, eccetto la paura e i danni materiali, non ci fu nessun morto e addirittura nessun ferito.
A questo punto, vi fu un episodio commovente e divertente nello stesso tempo. Quando il fumo dell'ordigno scoppiato si fu un po' dissipato, la gente che si trovava nel rifugio vide, con grande meraviglia, scendere la... Madonna dei poveri. Veramente, non era lei in persona, ma la sua statua, quella che si trovava nella cappella, in braccio a un giovane ufficiale americano che, pur essendo di religione protestante, aveva pensato di non lasciarla fuori dal rifugio, esposta alle bombe...
Inutile dire che la Madonna non fece la schizzinosa e si lasci portare in braccio con grande meraviglia e divertimento non solo degli abitanti di Banneux, ma anche degli angeli, ai quali la Madonna, vedendoli divertiti, avr senz'altro detto: C' poco da ridere, piccoli spiritosi; visto che voi non lo avete fatto, ci ha pensato lui.
Ed  bello credere che alla morte di quel soldato, Lei ricambier il favore, portando lui in braccio in paradiso, al riparo da ogni pericolo, per l'eternit. Perch con Lei, le cose vanno cos: non dimentica mai nessun favore, anche se piccolissimo.
Non sappiamo se la gente trattenne la statua nel rifugio o prefer riportarla fuori perch continuasse a stornare le bombe. Comunque mai, neppure per un solo giorno fu interrotta la recita del rosario alla sera, magari anticipando l'ora a causa del coprifuoco e sempre ci fu l'adorazione al Santissimo Sacramento.

Banneux e Lourdes.  -   verit acquisita e comunemente ammessa, che Banneux  la continuazione, il prolungamento di Lourdes. E addirittura, secondo qualche autore, risulterebbe da serie testimonianze che nelle apparizioni di Lourdes, la Vergine Immacolata avesse rivelato a Bernadette questa profezia: Fra settantacinque anni apparir di nuovo alla frontiera della Francia.
Una apparizione annunciata, dunque, quella di Banneux. Del resto, la direzione da cui proveniva la Madonna nelle apparizioni, era quella sud-ovest, che  precisamente la direzione Lourdes-Banneux e viceversa. Inoltre, la Madonna appariva con lo stesso abbigliamento con cui si era mostrata a Bernadette: veste bianca, fascia azzurra ai fianchi, rosario pendente al braccio destro.
Tuttavia, mentre a Lourdes si era mostrata in alto, nella nicchia, inaccessibile per la piccola, con gli occhi, il viso, le mani rivolte al cielo, a Banneux, lei scende fino al suolo da cui la separa solo una lieve nube grigiastra e appare con gli occhi, il viso e anche le mani (almeno la prima volta) inclinate verso terra e piegandosi con la persona sopra la fanciulla inginocchiata ai suoi piedi. A Lourdes appare come Immacolata, elevata, segregata dall'umanit peccatrice; come Colei che fin dall'eternit fu destinata a essere la degna Madre di Dio, tutta di Dio, tutta per il suo Dio.
Ma quel Dio di cui lei doveva diventare Madre non  un Dio astratto, alieno o avulso da quell'umanit che Egli ha creato e che si  staccata da Lui:  un Dio che vuole salvare, che vuole inserirsi nell'umanit peccatrice per riportarla al suo amore.
Ecco perch a Banneux, quasi a conclusione delle due manifestazioni prese assieme, la Madonna dichiara di essere la Madre del Dio Salvatore. E Colei che era stata separata dal resto della umanit ed elevata fino a Dio per accogliere nel suo seno purissimo la divinit, non rimane estranea, distaccata da noi, quasi inaccessibile, ma si abbassa fino a noi, viene fino alle nostre case per comunicarci la divinit stessa, che lei per prima ha ricevuto per donarla a noi.
La Madonna aveva sommessamente espresso il desiderio che le fosse edificata una piccola cappella. Fu esaudita: la prima pietra fu posta e benedetta il 25 maggio 1933, e il 15 agosto seguente, nella festa dell'Assunta, fu completata e benedetta. Si  obbedito letteralmente alla richiesta della Signora: l'edificio  piccolo, sette metri di lato e undici di altezza, alla cima del piccolo campanile. Tutta rustica, questa cappella respira da tutti i materiali di cui  composta, la povert pi assoluta.  costruita in pietra del paese e ricoperta di semplice ardesia azzurra, come le case operaie del luogo. L'interno  semplice e imbiancato a calce. Sullo sfondo  dipinto un trittico: in mezzo c' la Madonna; a destra, Mariette in ginocchio; e a sinistra la strada che porta alla sorgente. In questo trittico  riassunto tutto l'evento di Banneux. Non  un grandioso santuario, ma conserva l'aria della casa e l'atmosfera familiare.

La casa di Maria, la casa della madre.

La Madonna ha trovato in Mons. Kerkhofs, vescovo di Liegi, una persona innamorata di lei, con una intelligenza, un cuore aperto ed entusiasta come pochi. Dopo prudente esame e tante preghiere, il 19 marzo 1942 egli autorizz il culto alla Madonna dei poveri, e il 22 agosto del 1949 riconobbe solennemente l'autenticit dei fatti con queste parole:
Crediamo, in coscienza, di potere e dovere riconoscere senza riserve questa realt, e cio la realt delle otto apparizioni della Santa Vergine a Mariette Beco. Dedicando il futuro Santuario alla Regina delle Nazioni, vogliamo nello stesso tempo rispondere al messaggio e al desiderio della nostra augusta Visitatrice, rendere omaggio alla sua Regalit e sottolineare il legame tra la sua visita e la Consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato. Del resto, non  forse servire gli interessi di tutti i popoli, cos giustamente preoccupati del loro avvenire e della loro sicurezza, l'orientare il loro sguardo e il loro cuore verso Colei che  la Regina delle Nazioni e la Regina della Pace?.
Questo vescovo, tra l'approvazione del culto e la proclamazione dell'autenticit delle apparizioni, aveva tracciato un programma che crediamo possa essere adottato come metodo in casi analoghi. Approvando il culto, in attesa della certezza delle apparizioni, scriveva:
Si deve attendere incrociando le braccia? No, certamente. Non  necessario appoggiarsi su un autentico giudizio della Chiesa per ammettere la realt delle apparizioni di Banneux. Si pu accettare basandosi su uno studio personale dei fatti, considerati in se stessi, nel loro sviluppo, nei loro effetti, sull'autorit delle persone di cui conosciamo il sapere, la prudenza, la piet; sui favori speciali dei quali la Madonna dei poveri ha voluto renderci depositari. Frattanto, la grande partecipazione  a tutti accessibile, e ci che a tutti si impone,  "la preghiera".
Il pensiero di Mons. Kerkhofs, sembra sia un principio illuminante che pu servire come prassi anche per eventuali altre apparizioni.
Giunti ormai alla conclusione, ci sembra utile riassumere con uno sguardo generale l'evento di Banneux, sia come manifestazione del soprannaturale, sia come messaggio che, proprio come tale,  sempre di attualit. Eccone alcuni tratti caratteristici.
Colpisce innanzitutto per la sobriet. Il messaggio  senza preamboli: solo poche parole semplici e appropriate per comunicarci il contenuto, corredato da alcuni gesti.
Colpisce anche il carattere sereno, positivo, e incoraggiante dell'apparizione. Non ci sono lamentele, non disapprovazioni, non giudizi su questo o su quello, non minacce di catastrofi, anche se erano gi in arrivo...
A La Salette, quando ci si va, bisogna essere disposti a rimettersi in discussione e prendere visione dei propri peccati, spinti dalle lacrime della Madre del Cielo che appare nella sua espressione di Addolorata.
A Banneux, invece, Lei  venuta soprattutto a raccomandare, a esortare. Le sue parole di incoraggiamento e di conforto sono accompagnate da un amabile sorriso.
Ed  soprattutto il contenuto biblico del messaggio che attira la nostra attenzione. Maria Santissima ci ricorda i valori del Vangelo, in particolare lo spirito di povert, per poter seguire Ges con cuore libero. Poi lo spirito di fede e la preghiera, che non deve essere ridotta, ma aumentata. Ci fa capire che Lei ci guida a Cristo, simboleggiato dalla sorgente: Se qualcuno ha sete, diceva Ges, venga a me e beva (Giovanni 7, 37). Chi beve dell'acqua che io gli dar, non avr mai pi sete (Giovanni 4, 14).
Altro valore che viene richiamato  quello della fede, del fidarsi di Dio, del fidarsi di Lei.  un rapporto di fiducia reciproca che  venuta a instaurare. Senza fiducia reciproca non si costruisce niente: manca la base del rapporto.
Poi c' il richiamo al servizio, alla carit, alla disponibilit: non esiste fede senza le opere, cominciando dalla carit verso gli infermi. Lei dice che  venuta ad alleviare ad addolcire la sofferenza.
Maria si pone cos come modello a tutti noi che vogliamo essere suoi figli. A noi non  concesso di guarire, di togliere completamente la sofferenza, ma alleviarla e addolcirla s, mediante il nostro affetto, il nostro interessamento, la nostra presenza paziente e la nostra preghiera. Ges, gi nel suo Vangelo ci aveva chiamati a vivere questi valori, ma oggi sembrano talmente dimenticati che  necessario ricordarli.
Inoltre,  bello constatare che nel messaggio di Banneux possiamo riconoscere i tratti della vita stessa di Maria tale e quale ci appare dal Vangelo: la sua fede, il suo silenzio, il suo servizio, la sua piet e la sua disponibilit come serva del Signore. Significativa la visita-pellegrinaggio del Papa Giovanni Paolo II il 21 maggio 1985, dove ha voluto incontrarsi con un gruppo di pi di centomila malati e handicappati.
Come tantissimi altri pellegrini, anche lui,  andato a trovare la Madonna dei poveri.  andato alla sorgente a immergere le sue mani nell'acqua in rinnovato segno di dedizione a Cristo, e per attingere nuove grazie per continuare il servizio di suo Vicario con Maria, a cui si  totalmente consacrato. Si  intrattenuto a lungo a pregare nella cappella delle apparizioni, mettendosi anche lui tra quei poveri che la Madonna era venuta a trovare e ad avvolgere con il suo sorriso.
Mons. Kerkhofs, sulla lastra di marmo che segna il punto preciso dove la bella Signora si posava, volle ricordare il favore fatto da Maria a Banneux con queste parole: Huc veniens voluit matris recludere pectus. E cio, Venendo qui, Lei ha voluto dimostrare il suo cuore di mamma. Fu il modo pi conciso per riassumere il significato di quelle apparizioni.
La Madonna lo aveva dimostrato chiamando teneramente Mariette: Bambina mia cara. Le promise il suo aiuto, le assicur l'onnipotente intercessione della sua preghiera: Io pregher per te; le fece le sue confidenze, affidandole anche un segreto. Ne fece la sua messaggera giacch la visita e il messaggio della Madonna non era destinato soltanto a Mariette, ma a tutta l'umanit; a tutti i suoi figli che sono sulla terra. E a tutti Ella dice: Credete in me, io creder in voi.
A tutti ripete insistentemente: pregate molto. La sorgente simbolica che a Lei  riservata,  per tutti, senza eccezione: per tutte le Nazioni. Ella, tuttavia, ha una sollecitudine particolare, ed  questo pure un tratto squisitamente materno, per i suoi figli ammalati, per quelli che soffrono: Questa sorgente  per gli ammalati. Io vengo ad addolcire la sofferenza.

Mariette, dopo le apparizioni.  -  E Mariette? Che cosa fece dopo le Apparizioni?
Ha cercato lei per prima di vivere il messaggio che la bella Signora le aveva confidato. Fu ospite di uno studentato per completare i suoi studi. Frequent una scuola per infermiere, e questa sua professione la esercit a Liegi, secondo lo spirito della sua bella Signora.
La cara bambina della Vergine dei poveri, ha dedicato la sua vita ad alleviare le sofferenze, specialmente quelle dei poveri e degli ammalati. Si distingue in modo particolare per la sua carit. Non pu trattenersi dalla commozione quando vede dei sofferenti; e spesso va a stringere loro le mani e a pregare con loro.
Un giorno, quando era allo studentato, si arriv persino a ingannarla, approfittando di questa sua disponibilit, per farle incontrare delle persone che malate non erano. Infatti, le dicono che fuori ci sono degli ammalati che vogliono vederla. Lei esce, ma trova solo dei curiosi che vogliono sentire ancora una volta il racconto delle apparizioni.
La semplicit di Mariette rimarr sempre quella di prima, giungendo perfino a sfiorare la maleducazione quando si sente oggetto di un interesse troppo vivo. Un monsignore le diceva, in vallone, che alcuni erano del parere che lei non avesse visto la Madonna. La risposta fu: La Santa Vergine non ha bisogno di loro per questo. E quello replica dicendole che ci sono altre persone convinte che sia stata lei a inventare il titolo Vergine dei poveri. E lei risponde: Voi lo sapete bene che non sono abbastanza intelligente per trovare ci da sola.
Fugge la gente, evita i curiosi, delude i pellegrini che vanno a Banneux pi per vedere lei che per pregare la Madonna. Mariette, volete guarire la mia figliolina?, la supplica un giorno una mamma. Mariette le risponde: Non sono io che guarisco,  la Santa Vergine!.
A chi le domanda di rilasciare degli autografi, risponde: Io non sono che una qualsiasi!. Per sbarazzarsi di importuni che credono interessante farsi raccontare privatamente tutto e svolgere una inchiesta per conto loro, risponde bruscamente: L'ho gi detto!.
Spesso si infuria anche con qualcuno che insiste nell'interrogarla, gridandogli dei no secchi, per affermare la sua volont di non rispondere a nulla. Accetta con umilt e riconoscenza tutte le osservazioni meritate, ma non accetta adulazioni e soprattutto correzioni che non merita. Il suo carattere, improntato alla verit pi assoluta, non accetta nessuna distorsione. Era proprio questa la testimone di cui la Madonna aveva bisogno, anche per nostra tranquillit, perch ci si potesse fidare di Mariette, come lei, la Regina del Cielo e della terra, si era fidata.
A chi le rivolge ulteriori domande sulle apparizioni, lei risponde sempre: Ho gi detto tutto!; come a dire: ora bisogna fare e non pi ascoltare.
E per terminare, vorremmo ricordare che ogni santuario, piccolo o grande che sia,  sempre un luogo di appuntamento con la Madre del Cielo. Banneux  l'appuntamento con Lei di chi si sente veramente povero, debole, sfinito, sfiduciato, ammalato, fallito in tutti i sensi, senza pi alcuna speranza in niente.  il luogo di chi non crede pi, di chi ormai non ha pi nulla da perdere, di chi ha il cuore indurito dalle tante delusioni della vita e quindi non  pi capace di amare.  il luogo di incontro con la Madre dolcissima di chi sente l'inutilit e il peso insopportabile della sua esistenza, al punto da non volerla pi vivere.
A Banneux trover il conforto della Madre chi si sente il pi povero di tutti a causa dei suoi peccati e ne sperimenta tutta l'amarezza e il rimorso cocente che non riesce a calmare, perch ci che ha fatto non pu essere distrutto nelle sue conseguenze. Lass trover la Madre, che sapr rivestire la sua povert con il suo sorriso, lo prender per mano e lo condurr alla sorgente.
Arrivederci, allora, tutti a Banneux-Notre Dame, credenti e non credenti, in un modo o nell'altro, a deporre ai piedi della Madonna la nostra povert, anzi, non ai suoi piedi, ma nel suo Cuore, per sentirci dire da Lei: Figli miei cari!. E sperimentare almeno un po' quel suo dolce sorriso che apparve tra gli abeti.
...
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...
FINE.
...
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...
Sommario.

PARTE PRIMA.

1. UNA LUCE NEL BUIO.
2. BANNEUX-NOTRE DAME.
3. MARIETTE: GLI OCCHI CHE VIDERO...
4. LA SORGENTE.
5. CONVERSIONE DI PAP BECO.
6. LA VERGINE DEI POVERI.
7. UNA PICCOLA CAPPELLA.
8. DELUSIONI E SPERANZE.
9. VENGO AD ADDOLCIRE LA SOFFERENZA.
10. CREDETE IN ME. IO CREDER IN VOI.
11. IL SEGRETO.
12. IL SALUTO.

PARTE SECONDA.

1. NON SORRIDEVA PI.
2. APPARIZIONI DELUDENTI?
3. I PROTAGONISTI.
4. MESSAGGIO AUDIO-VISUALE.
5. QUELLE BRACCIA TESE....
6. LA SORGENTE: GLI AMMALATI E LE NAZIONI.
7. L'UMILE RICHIESTA.
8. IL MISTERO DELLE APPARIZIONI.
9. PREGATE MOLTO.
10. L'EVENTO DI BANNEUX.


Per recarsi a Banneux:

In automobile:
Autostrada Les Ardennes (E 25) uscita Sprimont (n. 45).

In treno e autobus:
Autobus regolari in partenza da Liegi, Pepinster, Verviers, Aywaille e Trooz.
1. Liegi-Banneux:
Un autobus collega Liegi a Banneux.
Per informazioni rivolgersi alla stazione Guillemins.
Il percorso dura 50 minuti.

2. Verviers-Banneux:
Andare all'uscita principale e attraversare la rue de la Gare.
Il percorso dura 23 minuti.

3. Pepinster-Banneux:
Partenza da Place Maison Communale, a 3 minuti dalla stazione.
Il percorso dura 13 minuti.
Nota: Alla stazione di partenza, tutte le informazioni dei vari orari.

PER QUALSIASI INFORMAZIONE RIVOLGERSI A:
ASBL Banneux, La Vierge des Pauvres.
Rue de l'Esplanade, 51
B - 4141 BANNEUX N.D. (Sprimont)
Telefono: 04/360.02.22.
Fax: 04/360.82.39.
Sito web: http:/www.banneux-nd.be.
E-mail: sanctuaire@banneux-nd.be.


[Bibliografia.]

Angelo Maria Tentori: Apparizioni della Madonna in Africa. Nostra Signora di Kibeho.
Queste apparizioni della Madonna in Africa sono avvenute a Kibeho, in Ruanda, dal 1981 al 1983. E si differenziano da quelle avvenute in Europa per alcuni aspetti. L'Autore ne spiega il motivo adducendo realt culturali differenti a cui la Madonna cerca di uniformarsi per essere compresa.
I veggenti sono alcune ragazze e i messaggi della Madonna che si presenta come Madre del Verbo, vertono sempre sul bisogno di conversione, di penitenza, di preghiera.
Le apparizioni precedono di alcuni anni i fatti sanguinosi del genocidio in Ruanda avvenuto nel 1994 e il 1995. Le veggenti, infatti, ebbero una visione profetica di quei massacri.
Il riconoscimento ufficiale delle apparizioni di Kibeho da parte della Chiesa avvenne nel 2001.
...
Apparizione delle Tre Fontane. Storia della Vergine della Rivelazione: Aprile 1947. In localit Tre Fontane nei dintorni di Roma, la Madonna appare a un tranviere, Bruno Cornacchiola, protestante e duro avversario di Maria e del Papa. Ha tra le mani la Bibbia che stringe sul petto. Le parole della prima apparizione sconvolgono l'uomo: Io sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti: ora basta. E resta a parlare con lui pi di un'ora. La sua voce cos melodiosa, racconta Bruno Cornacchiola, sembrava musica; la sua bellezza nemmeno si pu spiegare; la luce, smagliante... come se il sole fosse entrato nella grotta.
...
.
...
FINE.